Voucher disoccupazione 2018: assegno disoccupati e CIGS, come funziona

Voucher disoccupati 2018 per chi dopo la Naspi è disoccupato da più di 4 mesi e per lavoratori in Cigs, requisiti domanda importi istruzioni e come fare

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Voucher disoccupazione 2018: novità per l'assegno di ricollocamento, chiamato anche assegno di ricollocazione grazie alla legge di Bilancio 2018.

La nuova Manovra 2018, ancora in fase di limatura, prevede diversi correttivi ai voucher disoccupati 2018, infatti, dal 1° gennaio del prossimo anno, finita la fase sperimentale del nuovo ammortizzatore sociale previsto dal Jobs Act, cd. assegno di ricollocazione, ci sarà un'importante deroga alla normativa generale in favore dei lavoratori che vengono licenziati a seguito della CIGS, cassa integrazione guadagni straodinnari nei casi di riorganizzazione o crisi aziendale e un aumento del contributo di licenziamento dovuto dai datori di lavoro e un particolare bonus assunzione 2018 per chi assume disoccupati.

Vediamo quindi cosa sono i voucher disoccupazione, a chi spettano e quando e come richiederli.

 

Voucher disoccupazione 2018: cos'è l'assegno di ricollocazione?

Che cos'è il voucher disoccupazione? Il voucher disoccupazione, è un nuovo ammortizzatore sociale introdotto dal decreto attuativo Job Act n.150 che oltre a prevedere l’istituzione della nuova agenzia ANPAL, una migliore definizione del concetto di lavoratore disoccupato parziale e a rischio, le nuove indennità di disoccupazione Naspi, ASDI e dis-coll, ha introdotto anche il cd. assegno di ricollocazione, come forma di sostegno alle persone che una volta finita la NASPI 2018, risultano ancora disoccupate da almeno 4 mesi.

Finalmente, dopo tanto parlare e promesse, i voucher disoccupati, stanno per diventare realtà, infatti, secondo quanto affermato dallo stesso Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il cd. assegno di ricollocamento è richiedibile dai cittadini in possesso dei requisiti.

Novità voucher disoccupazione 2018: per effetto della legge di bilancio 2018, l'assegno di ricollocazione sarà richiedibile anche dai lavoratori in cassa integrazione straordinaria

 

Voucher disoccupati 2018: come funziona?

Come funziona il voucher disoccupati 2018? I voucher disoccupazione, sono una misura volta a sostenere i cittadini che una volta esaurita l’indennità di disoccupazione, si trovano ancora senza lavoro da più di 4 mesi

Ecco come funziona il voucher disoccupati: secondo quanto previsto dal Jobs Act e dalla legge di Stabilità, tali voucher non sono un contributo economico che spetta al lavoratore, nel senso che non sono soldi che lo Stato paga direttamente al cittadino tramite INPS, ma sono somme spendibili dal beneficiario, solo presso i Centri per l’Impiego o soggetti privati accreditati, al fine di aumentare le possibilità di ottenere una nuova occupazione il più presto possibile.

Pertanto, il disoccupato che risulta privo di lavoro da più di 4 mesi una volta finita la fruizione della Naspi, può rivolgersi al centro per l’impiego per firmare uno nuovo patto di servizio personalizzato, e per fare domanda di assegno di ricollocazione. 

Una volta presentata ed accolta la richiesta, che in seguito verrà gestita per via telematica attraverso il nuovo Portale Unico di Registrazione, il CPI procede, previo colloquio conoscitivo e valutativo, ad attribuire una specifica classe di profilazione al disoccupato, e sulla base del suo grado di occupabilità verrà fissato l’importo del voucher disoccupazione.

Per cui maggiori saranno le possibilità di trovare un nuovo lavoro e minore sarà l’importo dell’assegno, minori saranno le possibilità e maggiore sarà l’assegno, Il Ministro Poletti, a tale proposito ha parlato di un importo da 2000 a 5000 euro.

 

Voucher disoccupazione requisiti:

Voucher disoccupazione requisiti per richiedere l'assegno di ricollocazione 2018:

I soggetti per poter richiedere i voucher, ossia il nuovo assegno di ricollocazione 2018, devono aver fruito completamente dell'indennità di disoccupazione NASPI e rientrare in una delle seguenti categorie:

Lavoratori a rischio disoccupazione: ossia lavoratori che sono stati posti in CIGS, cassa integrazione straordinaria, a seguito di una cessazione, anche parziale, dell'attività dell’azienda, in Cassa integrazione in deroga, o in contratti di solidarietà.

Lavoratori disoccupati: rientrano in questa categoria i lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro a causa di:

  • un licenziamento collettivo, giustificato motivo, risoluzione definitiva di un contratto di lavoro a tempo determinato, a chiamata, apprendistato, inserimento, somministrazione o a progetto;
  • cessazione anticipata del contratto per cause diverse dalle dimissioni volontarie o da risoluzione consensuale del rapporto di lavoro; dimissioni per giusta causa del lavoratore.
  • Dal 2018, l'assegno di ricollocazione è destinato anche i lavoratori in Cigs.

I disoccupati sono pertanto, coloro che hanno acquisito lo status di disoccupazione dopo aver sottoscritto presso il Centro per l'impiego, la DID, dichiarazione di disponibilità immediata al lavoro.

Nella nuova disciplina, prevista dallo schema di decreto Politiche Attive, la DID va resa per via telematica attraverso il portale unico registrazione o attraverso la domanda all'INPS di uno dei trattamenti di disoccupazione.

Lavoratori disoccupati parziali: sono coloro che pur avendo un lavoro dipendente o autonomo, hanno un reddito annuo di importo pari o inferiore a quello esente da IRPEF, per cui senza obbligo di dichiarazione dei redditi.

 

Voucher disoccupazione NASpI domanda 2018:

Come abbiamo già detto, la domanda voucher disoccupazione NASPI, si può già presentare.

Tutti gli interessati in possesso dei requisiti, pertanto, presentarsi presso i Centri per l’Impiego sia per presentare la richiesta che per effettuare il colloquio conoscitivo.

A seguito del colloquio, il lavoratore sarà inserito in una classe di profilazione, stilata in base al suo profilo tecnico professionale attitudinale, che stabilirà il suo grado di occupabilità dal quale dipenderà l’ammontare dell’assegno di ricollocazione.

Successivamente, il lavoratore verrà chiamato a sottoscrivere un nuovo patto di servizio personalizzato 2018, contente l’obbligo per il lavoratore a partecipare ad iniziative formative, a corsi di qualificazione riqualificazione professionale o di politica attiva nonché l’accettazione di offerte di lavoro congrue al proprio profilo.

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