Split payment esteso ai professionisti 2017: come funziona?

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Split payment professionisti 2017: con la pubblicazione del decreto 50/2017 in Gazzetta Ufficiale, presto entreranno in vigore le modifiche previste dalla cd. Manovra Correttiva 2017 e dal DEF. 

Nel testo ufficiale del decreto, infatti, sono presenti parecchie novità fiscali riguardanti la rottamazione delle liti fiscali pendenti notificate entro il 31 dicembre 2016, l’estensione del meccanismo dello split payment PA a partire dal 1° luglio 2017, anche alle operazioni effettuate con altri soggetti  tra cui anche i liberi professionisti, agenti e intermediari, ossia, coloro che subiscono l’applicazione della ritenuta alla fonte, riduzione da 15.000 euro a 5.000 euro, la soglia del credito IVA da certificare con il visto di conformità e da compensare nel modello F24, stretta sull’ACE con la rideterminazione della base imponibile prevista dall’articolo 7 con conseguente modifica della misura dell’acconto delle imposte che i contribuenti dovranno versare e la nuova scadenza per le detrazioni Iva.

Tra tutte queste novità fiscali introdotte dalla Manovrina di aprile, in questo articolo ci occuperemo in particolare dello split payment professionisti e nello specifico come e cosa cambia per effetto del decreto 50/2017.

 

Che cos'è lo split payment?

Lo split payment è il meccanismo di scissione dei pagamenti IVA, introdotto dall''articolo 1 della legge di Stabilità 2015.

Attraverso tale meccanismo, le PA, Pubbliche amministrazioni che effettuano acquisti di beni e di servizi, versano direttamente all’Erario l’imposta sul valore aggiunto addebitata in fattura dai loro fornitori; in questo modo, sono solo le PA, a dover liquidare l'imposta fatturata e non i fornitori.

Lo split payment è la scissione dei pagamenti, ovvero, un meccanismo atto a ridurre le frodi in ambito IVA e l'evasione fiscale che si applica a tutte le fatture ricevute dalle PA, a prescindere dal tipo di acquisto rilevante ai fini IVA.

Le Pubbliche Amministrazioni interessate dallo split payment, sono:

  • Stato;
  • organi statali ancorché dotati di personalità giuridica;
  • enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti;
  • Camere di Commercio;
  • Istituti universitari;
  • ASL e degli enti ospedalieri;
  • enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  • enti pubblici di assistenza e beneficienza;
  • enti di previdenza;
  • consorzi tra questi costituiti.

A partire dal 1° luglio 2017, per effetto del decreto 50/2017 cd. Manovra Correttiva 2017, il meccanismo della scissione dei pagamenti, viene esteso dal 1° luglio 2017 anche ad altre categorie di contribuenti soggetti alla ritenuta alla fonte. Vediamoli in dettaglio nel prossimo paragrafo.

 

Split payment esteso ai professionisti 2017:

Lo split payment professionisti 2017, è il meccanismo di scissione dei pagamenti IVA applicato alla nuova categoria di contribuenti che a partire dal 1° luglio 2017 sarà obbligata ad applicarlo in caso di fatture emesse verso la Pubblica Amministrazione.

Da tale termine, pertanto, viene meno la norma di cui all’articolo 17-ter introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 al comma 2 del Dpr 673/1972, che fino adesso ha escluso la scissione contabile ai "compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito”, ossia, ai compensi dei professionisti. 

Con l'entrata in vigore della Manovra Correttiva 2017, l'estensione dello split payment ai professionisti, stabilita ai sensi del decreto 50/2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale al fine di ridurre l'evasione fiscale dell'IVA, le fatture emesse dai professionisti nei confronti della Pubblica Amministrazione, enti pubblici, società controllate dagli enti pubblici e società quotate in Borsa, saranno soggette allo split payment IVA.

Sulla base di quanto previsto dalla Manovra Correttiva 2017, dal 1° luglio 2017 scatta per i professionisti e per tutti i soggetti già obbligati ad applicare la scissione dei pagamenti IVA alle fatture emesse anche nei confronti di:

  • Tutte le amministrazioni;
  • Gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione;
  • Le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto;
  • Le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali;
  • Le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

 

Split payment professionisti 2017: come funziona?

Split payment professionisti 2017 come funziona? Come abbiamo più volte ricordato nell'articolo, per effetto della Manovra correttiva e del decreto 50/2017, a partire dal 1° luglio 2017, i professionisti, i prestatori o cedenti, per le fatture emesse nei confronti di una PA o degli altri nuovi soggetti, avranno l'obbligo di annotazione della scissione dei pagamenti consentendo così la rivalsa dell'Iva che non verrà incassata dal fornitore ma liquidata direttamente dall'ente pubblico. 

In occasione poi della registrazione della fattura elettronica, elaborata tramite il servizio Fatturazione elettronica PA, l'Iva sarà annotata nel registro Iva vendite ma non sarà soggetta alla liquidazione periodica.

Le operazioni soggette allo split payment sono quelle che prevedono l'emissione della fattura da parte dai fornitori mentre sono escluse:

  • quelle documentate da scontrino fiscale, ricevuta fiscale o con altri meccanismi semplificati di certificazione dei corrispettivi
  • quelle che non comportano l’indicazione in fattura dell’IVA;
  • le cessioni di beni e prestazioni di servizi soggette al reverse charge, in quanto il meccanismo di inversione contabile IVA vince sullo Split payment;;

Le prestazioni di servizi assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo d’acconto, fino adesso escluse, saranno assoggettate allo split payment a partire dal 1° luglio 2017.

 

Split payment professionisti 2017: come si fattura?

I professionisti interessati dalla nuova normativa IVA sullo split payment a partire dalla fatture emesse dal 1° luglio 2017 in poi, dovranno provvedere all'emissione del documento, sapendo che:

  • Le fatture dei fornitori professionisti privati emesse nei confronti delle PA, dal 1° luglio 2017, saranno soggette al meccanismo della scissione dei pagamenti IVA, e pertanto dovranno essere emesse esclusivamente mediante la fattura elettronica;
  • La fattura elettronica split payment del professionista, dovrà essere emessa, infatti, ai sensi dell’articolo 21 del d.p.r. 633/1972 e dall’articolo 2 del D.M. 23 gennaio 2015;
  • I professionisti al fine di emettere la fattura PA dovranno provvedere a:
    • Annotare la fattura nel registro IVA vendite o corrispettivi;
    • Annotare in fattura la dicitura "scissione dei pagamenti”;
    • Non calcolare l’IVA a debito sulle fatture emesse alla P.A..
  • Per creare, gestire, firmare digitalmente ed inviare la fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione, il professionista può utilizzare il servizio FatturaPA tramite il Sistema di Interscambio dell'Agenzia delle Entrate, oppure, rivolgendosi ad un intermediario. 
  • Creata la fattura elettronica in formato XML, il fornitore - professionista, dovrà apporre la firma digitale ed inviarla online tramite il SdI o tramite PEC.
  • In caso di Fatturazione elettronica, l'obbligo di indicare in fattura la "scissione dei pagamenti", è da ritenersi assolto se il professionista riporta nel campo "esigibilità IVA" il carattere S.

 

Split payment professionisti 2017 esempio fattura elettronica e dicitura:

Esempio fattura split payment professionisti 2017:

Partiamo dal presupposto che:

  • Il fornitore professionista a partire dal 1° luglio 2017, ha l'obbligo di emette la fattura nei confronti di una PA, addebitando l’IVA a titolo di rivalsa ex art. 18, DPR n. 633/72; 
  • La PA cliente, invece, deve:
    • pagare al fornitore il corrispettivo della cessione di beni / prestazione di servizi (senza IVA);
    • versare l'IVA all’Erario.

L’IVA, in sede di pagamento della fattura, non concorre al computo del saldo della liquidazione periodica del professionista in quanto il relativo versamento è effettuato direttamente all’Erario da parte della Pubblica Amministrazione. 

Fatta questa premessa, andiamo a vedere l'esempio fattura split payment emessa da un professionista:

L'avvocato Rossi, contribuente mensile, emette in data 2 luglio 2017, una fattura elettronica al Comune con imponibile a 30.000 euro e con IVA ad esigibilità differita, per cui:

Avvocato Rossi,                                                                                                                                                                          Spett.le Comune di ............................

Fattura n. 30 del 2 luglio 2017

 

Imponibile:            30.000 euro;

IVA al 22%:               6.600 euro;

Tot fattura:             36.600 euro;

IVA a Vs carico: -6.600 euro

Netto a pagare: 30.000 euro


Operazione assoggettata a "split payment"  con IVA non incassata dal cedente ai sensi dell'ex art.17-ter del DPR 633/1972

Ricordiamo ora la dicitura fattura split payment che i professionisti devono indicare a partire dal 1° luglio 2017 nelle fatture emesse verso una PA:

  • La dicitura fattura da riportare è: Operazione assoggettata a "split payment"  con IVA non incassata dal cedente ai sensi dell'ex art.17-ter del DPR 633/1972;
  • La dicitura split payment può essere assolta in fattura elettronica, anche riportando nel campo esigibilità IVA, la lettera S.
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