Split payment: nuove regole dal 1 luglio DM 27 giugno 2017 cosa cambia

Split payment nuove regole decreto Mef del 27 giugno 2017 cosa cambia per professionisti società e Pubblica Amministrazione per la scissione pagamenti IVA?

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Split payment nuove regole dal 1° luglio 2017. 

Con il decreto del 27 giugno 2017, il Mef, è intervenuto a chiarire le nuove regole split payment IVA 2017 introdotte ed attuate dal DL 50/2017, cd Manovra Correttiva 2017.

Sulla base di quanto previsto dal suddetto decreto in merito all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Iva arrivano, dal 1° luglio 2017, entrano in vigore le nuove regole split payment IVA per i professionisti e le  società che intrattengono rapporti economici con la Pubblica Amministrazione.

Le nuove disposizioni sullo split payment hanno coinvolto altri nuovi 29.000 soggetti, ora obbligati a trattenere, al momento del pagamento, l’Iva risultante dalla fattura emessa dal cedente o prestatore. 

Nel decreto Mef del 27 giugno 2017 pubblicato anche l’elenco soggetti obbligati allo split payment 2017 a partire dal 1° luglio, entro poi il 6 luglio, sarà possibile segnalare eventuali errori o dimenticanze degli elenchi split payment MEF.

 

Split payment nuove regole dal 1° luglio 2017: cosa cambia?

Pubblicato il decreto Mef 27 giugno 2017, che attua le nuove disposizioni previste per lo split payment 2017 scissione pagamenti IVA per gli operatori che operano con la Pubblica Amministrazione.

Con il decreto attuativo del MEF arrivano, pertanto, nero su bianco, le nuove regole split payment 2017 alle quali dovranno adeguarsi, a partire dal 1° luglio 2017, anche i professionisti.

Lo split payment esteso ai professionisti, è stata infatti una delle novità introdotte ad aprile dal Governo Gentiloni con la Manovra Correttiva 2017, al fine di ridurre il tax gap, ossia, la differenza tra l’Iva versata e l’IVA pagata da parte dei soggetti passivi.

Presenti nel decreto, anche delle deroghe, fino al 16 dicembre 2017, al fine di permettere l’adeguamento alle nuove procedure di contabilizzazione IVA.

Split payment nuove regole dal 1° luglio 2017: cosa cambia quindi? Il decreto 27 giugno del mef, che attua le novità della scissione pagamenti IVA PA introdotte con la Manovra Correttiva, cambia:

  • le disposizioni contenute nel decreto 23 gennaio 2015, prevedendo ora la possibilità per le PA e le società partecipate, di poter scegliere per l’esigibilità dell’IVA anticipata al momento della ricezione o registrazione della fattura;
  • le regole per la contabilizzazione dell’IVA: secondo le nuove modalità, in vigore dal 1° luglio 2017, le PA e le società che acquistano beni e servizi nell’esercizio di attività commerciali, debbano versare l’Iva all’Erario entro il 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta diventa esigibile. Tale versamento IVA, va effettuato tramite modello F24 e indicando il relativo codice tributo e senza possibilità di compensazione. Resta ferma la possibilità di annotazione delle fatture nel registro fatture emesse in modo tale da far confluire l’IVA nel saldo delle liquidazioni periodiche Iva. L’eventuale acconto, sarà poi calcolato complessivamente comprendendo anche l’Imposta soggetta allo split payment.

 

Nuove regole split payment 2017 deroghe:

Come si evince da quanto detto finora, le nuove regole split payment 2017 si applicano dalle fatture emesse a partire dal 1° luglio 2017 ma nello stesso decreto MEF, sono state inserite delle deroghe per consentire ai soggetti coinvolti dal nuovo obbligo, di potersi adeguare alle procedure contabili dell’Iva.

Vediamo quali e per chi sono le deroghe split payment 2017:

  • Per le Pubbliche Amministrazioni che devono applicare dal 1° luglio le nuove regole spalti payment, per le fatture emesse dal 1° luglio al 31 dicembre 2017, si deve far riferimento alle PA inserite nel conto economico consolidato individuato ISTAT nell’elenco pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 30 settembre 2Per le fatture split payment 2018 il riferimento diventa, invece, l’elenco pubblicato dall’ISTAT nella Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre dell’anno precedente. 
  • Per le Società assimilate: per le fatture emesse dal 1° luglio 2017 fino al 31 dicembre 2017, lo split payment si applica alle società controllate o incluse nell’indice FTSE MIB che risultano tali alla data del 24 aprile 2017 (data di entrata in vigore del D.L. 50/2017). Per facilitare la loro individuazione, il Mef, ha provveduto a pubblicare sul suo sito ufficiale, i seguenti elenchi società controllate soggette allo split payment:
    • elenco PA inserite nel conto consolidato;
    • elenco delle società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime;
    • elenco delle società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime;
    • elenco delle società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni e delle società controllate da queste ultime;
    • elenco delle società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana. 
  • Va ricordato che tali elenchi sono provvisori, in quanto i soggetti interessati entro il 6 luglio 2017,  possono comunque inviare delle segnalazioni circa eventuali inclusioni od esclusioni. Per le operazioni fatturate dal 2018, invece, lo split payment trova applicazione per le società controllate o incluse nell’indice FTSE MIB che risultano tali alla data del 30 settembre precedente. Tali società saranno individuate con la pubblicazione, entro il successivo 20 ottobre, del relativo elenco provvisorio da parte del MEF. L’elenco definitivo delle società controllate, verrà poi pubblicato entro il 15 novembre di ciascun anno con effetti per l’anno successivo. 


Agevolazioni PA e società che applicano le nuove procedure split payment:

Al fine di consentire l’adeguamento alle nuove regole split payment il D.M. 27 giugno 2017, ha poi previsto:

  • per le PA che rientrano nelle nuove regole split payment: di poter accantonare l’IVA dovuta fino al 31 ottobre 2017 e di versarla poi  entro il 16 novembre 2017. 
  • per le società: possibilità di annotare le fatture, la cui esigibilità si verifichi dal 1° luglio al 30 novembre 2017, e di effettuare il versamento poi dell’imposta entro il 18 dicembre 2017. 

 

Ai fini del calcolo dell’acconto Iva 2017, invece viene stabilito che i soggetti passivi che applicano lo split, qualora utilizzino il metodo storico e la nuova modalità di versamento “separata”, debbano tener conto dell’Iva sugli acquisti assoggettati al meccanismo di scissione pagamenti divenuta esigibile nel mese di novembre 2017 ovvero, nell’ipotesi di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017. 

 

 

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