Pensioni rivalutazione ISTAT 2019: aumento, nuovo importo perequazione

Aumento pensioni 2019 rivalutazione ISTAT perequazione sblocco degli aumenti dopo due anni per pensioni minime, assegno sociale, invalidità civile

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Pensioni rivalutazione ISTAT 2019: aumento importo per la perequazione all'1,1%

Come sempre a gennaio, gli importi pensione pagati dai diversi enti previdenziali come ad esempio l'INPS, ex INPDAP, INAIL, Inercassa subiscono la rivalutazione ISTAT, ossia, la cd. perequazione automatica dell'importo rispetto all'inflazione, il costo della vita.

Per effetto della Legge di Stabilità 2015 i trattamenti pensionistici per il triennio 2014, 2015 e 2016 sono soggetti alla perequazione automatica in misura percentuale, ovvero, a seconda dell'importo dell'assegno mensile, perequazione confermata e prorogata nel 2017.

Dalle pensioni 2018, invece è stato previsto lo sblocco degli aumenti pensioniper cui da gennaio di quest'anno le pensioni sono tornate ad aumentare.

Per le pensioni 2019 è già stato pubblicato il nuovo aggiornamento ISTAT che ha confermato l'aumento pensioni 2019 del +1.1% per l’importo degli assegni a prescindere dagli aumenti con la pensione di cittadinanza.

 

Rivalutazione ISTAT pensioni 2019: cos'è e come funziona?

Che cos'è la rivalutazione ISTAT per le pensioni 2019?

La rivalutazione ISTAT pensioni, è una percentuale applicata agli importi delle pensioni pagate dagli enti previdenziali, INPS, INAIL, Inercassa, ecc, avviene sempre ogni anno, a partire dal mese di gennaio, ciò consente di adeguare l’importo della pensione all'indice di inflazione e al costo della vita, rilevato appunto dall'ISTAT nell’anno precedente e misurato in via provvisoria.

Rivalutazione ISTAT pensioni come funziona: Le pensioni come altre indennità pagate per esempio dall'INPS per disoccupazione, cassa integrazione, mobilità ecc beneficiano pertanto della perequazione automatica, che non è altro una rivalutazione degli importi in base all’inflazione, ovvero, rispetto all’indice dei prezzi al consumo delle famiglie in uno determinato anno.

  • Per determinare l'aumento pensioni 2019 che dovrà essere applicato a partire dal 1° gennaio, l'ISTAT utilizza l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) rilevato in maniera provvisoria a dicembre considerando i primi 9 mesi dell'anno e poi conguagliato in modo definitivo nei primi tre mesi dell'anno nuovo.
  • Per cui da gennaio ad ottobre l'indice di rivalutazione da applicare alle pensioni è provvisorio, diventando definitivo con l'anno nuovo che conguaglia gli ultimi 3 mesi dell’anno, quindi ottobre, novembre e dicembre.
  • Di conseguenza, la rivalutazione definitiva ad inizio anno conguaglia l’importo degli assegni delle pensioni, decretando un aumento sull'assegno pagato a gennaio 2018.

Ecco invece le novità su, cosa prevede la riforma pensioni 2019.

 

Pensioni perequazione automatica 2019:

In base a quanto previsto dalla Legge di Stabilità, la misura della perequazione automatica sulle pensioni, parte da un massimo dello 0,3% che via via decresce man mano che aumenta l'imposto dell'assegno. 

La rivalutazione ISTAT sulle pensioni spetta pari a:

- 100% per le pensioni con importo assegno pari o inferiore a 3 volte il trattamento minimo INPS.

- 95% per i trattamenti inferiore a 4 volte.

- 75% per assegni pensioni superiori a 4 volte la pensione minima INPS.

- 50% superiori a 5 ma inferiori a 6 volte la pensione minima.

- 45% per le pensioni che superano di 6 volte il trattamento minimo INPS:

Le nuove percentuali di perequazione pensione, non si applicano più per fasce di importo ma su indice decrescente sull'intero importo della pensione.

Per il 2017 per effetto della Legge di Stabilità pensioni, il blocco della rivalutazione è ancora una volta, per gli assegni sopra 4 volte la minima, ovvero, per quelli che superano i 2000 euro lordi.

Nello specifico, per gli assegni pensione di 4 volte superiori la rivalutazione automatica sarà pari al 75% anzichè del 90%; quelle superiori a 5 volte saranno rivalutate del 50% anzichè del 75% e quelle da 6 volte il minimo del 45% invece che del 75%. Tale proroga blocco rivalutazione pensioni, è stata decisa dal Governo Renzi, al fine di trovare le opportune coperture al part time a 63 anni per i lavoratori prossimi al pensionamento, opzione donna, no-tax area pensionati e salvaguardia per gli esodati.

Dal 2018 in poi per cui anche nel 2019, le pensioni tornano ad aumentare in quanto da gennaio prossimo, si applica ancora il valore provvisorio relativo al 2018 che è pari a +1,1% che ha porterà all'aumento pensioni a prescindere dalla pensione di cittadinanza 2019 invalidi, minime e assegno sociale dal mese di febbraio.

 

Aumento pensioni 2019: nuovi importi rivalutazione ISTAT

I nuovi importi pensioni 2019, sono pubblicati dall'Istituto nel mese di gennaio e variano a seconda dell'importo dell'assegno e della perequazione automatica di riferimento, fissata in base all’inflazione.

La percentuale di inflazione, è espressa attraverso l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) rilevato provvisoriamente a dicembre 2017, tenendo conto i primi 9 mesi dell'anno e poi conguagliato in modo definitivo nei primi tre mesi dell'anno nuovo, 2019. 

Per cui da gennaio ad ottobre 2018, si applica l'indice di rivalutazione pensioni provvisorio, e poi a gennaio - febbraio e marzo 2019, si procede ad una nuova e definitiva rilevazione dell'indice, sulla quale conguaglia gli ultimi 3 mesi dell’anno, quindi ottobre, novembre e dicembre.

Di conseguenza, la rivalutazione definitiva ad inizio anno conguaglia l’importo degli assegni delle pensioni, decretando un aumento sull'assegno pagato a gennaio 2019.

Ecco allora d quanto è l'aumento pensioni 2019: nuovi importi, ancora provvisori a prescindere dall'integrazione fino a 780 euro della pensione di cittadinanza:

  • Pensioni minime 2019: da 507,41 euro aumento a 513 euro;
  • Assegno sociale: 458 euro per 13 mensilità;
  • Pensioni di invalidità civile aumento importo: da 282,54 euro a 285,6 euro dal 1° gennaio 2019;
  • Limiti di reddito per l’integrazione al minimo o il cumulo delle pensioni ai superstiti.
  • Vitalizi;
  • Assegni “ordinari” in pagamento.

 

Contributo solidarietà:

Il contributo di solidarietà sulle pensioni è un prelievo fiscale, previsto dalla precedente Legge di Stabilità, ovvero, una percentuale crescente da applicare sulle cd. pensioni d’oro. Gli importi percentuali del contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro applicate quest'anno sono state:

Sulle pensioni che sono pari o superiori a 14 volte il trattamento minimo: il prelievo è del 6% sulla perte eccedente l'importo di 91.160,16 euro.

Per pensioni di importo superiore a 20 volte il trattamento minimo: il prelievo è pari al 12%, percentuale da applicare alla parte eccedente i 130.228,8 euro.

Per i trattamenti pensionistici pari a 30 volte il trattamento minimo INPS: il contributo di solidarietà  è pari al 18% da applicare sulla parte eccedere di 195.343,2 euro

 

Conguaglio positivo a gennaio 2019:

Come dicevamo nel paragrafo su cos'è e come funziona la perequazione automatica sulle pensioni, nel mese di gennaio avviene il conguaglio degli importi pagati a ottobre, novembre e dicembre ai pensionati.

Tale conguaglio avviene sulla base dell'indice definitivo rilevato dall'ISTAT che solitamente è sempre positivo, che tradotto significa conguaglio a favore del pensionato e quindi restituzione di quanto realmente spettante nell'anno precedente,

Cosa succede se il conguaglio che di solito è positivo, è invece negativo? Se l'aumento attribuito in maniera provvisoria per i primi 9 mesi dell'anno 2018 non è uguale o superiore a quello rilevato in via definitiva dall'ISTAT, ovvero, se la differenza tra l'indice provvisorio e quello definitivo è negativo, i pensionati devono restituire quanto pagato in più.

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