Riforma pensioni 2019: Quota 100, Opzione donna, Fornero e Quota 41

Riforma pensioni 2019 novità Quota 100, Quota 41, Quota 42, proroga Opzione donna e superamento legge Fornero, cosa cambia per i pensionamenti e pensionati?

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Riforma pensioni 2019 quali sono le novità contenute nel contratto di Governo M5S Lega sottoscritto da Luigi Di Maio e Matteo Salvini, espressione del neo Premier Giuseppe Conte, per quanto riguarda le pensioni o meglio la riforma delle pensioni?

Nel contratto di Governo, il Movimento 5 stelle e Lega hanno confermato la volontà di voler superare la Legge Fornero e gli squilibri che questo meccanismo previdenziale ha introdotto, intervenendo sulla flessibilità in uscita dal mercato del lavoro a quelle categorie che oggi ne sono invece escluse.

Un’altra novità su cui verterà la nuova riforma pensioni 2019 sarà la famosa Quota 100 e la pensione anticipata Quota 41 anni per tutti, tenendo conto dei lavoratori usuranti nonché la proroga dell’Opzione donna in modo da agevolare la pensione alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi a patto di applicare interamente al calcolo, il regime contributivo, niente cambiamenti per la pensione di vecchiaia 2019 se non per l'aumento di 3 mesi dell'età pensionabile a partire dal prossimo anno per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita.

In vista di queste importanti novità andiamo quindi a vedere la Riforma delle pensioni 2019 con la nuova Manovra 2019 del nuovo Governo Lega M5s cosa prevede oltre alla pensione di cittadinanza con aumento a 780 euro a pensionato grazie all'integrazione pagata dallo Stato.

 

Riforma pensioni 2019: pensione di vecchiaia

Riforma pensioni 2019 la Pensione di vecchiaia: come ormai tutti sanno, a partire dal prossimo anno cambiano i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia a causa del famoso adeguamento alle aspettative di vita INPS previsto dalla riforma Fornero e che di fatto porta, anno dopo anno, un aumento degli anni necessari al pensionamento sia di tipo anticipato che di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia 2019 cosa cambia? Per la pensione di vecchiaia 2019 cambiano, come già anticipato, i requisiti di età, infatti, dal 1° gennaio 2019 le lavoratrici donne andranno in pensione alla stessa età dei lavoratori uomini, e ciò significa che l'accesso alla pensione di vecchiaia nel 2019 sarà permessa con almeno 20 anni di contributi versati e la seguente età anagrafica:

  • 67 anni nel 2019 e 2020;
  • 67 anni e 3 mesi di età nel 2021 e 2022;
  • 67 anni e 4 mesi nel 2023-2024;
  • 68 anni dal 2031 in poi.

Un'altra condizione da soddisfare per coloro che non hanno versato contributi prima del 1996 e vedono quindi applicarsi come metodo di calcolo solo il contributivo, è che l’assegno pensionistico previsto deve essere superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale che nel 2018 è pari a 453 euro.

Qualora tale condizione non possa essere soddisfatta, per andare in pensione sarà quindi necessario il requisito contributivo di vecchiaia che aumenterà proprio a partire dal 2019. Attualmente sono infatti necessari 70 anni e 7 mesi d’età e un minimo di 5 anni di contributi versati, dal 2019 l'età pensionabile aumenta a 71 anni sia per gli uomini che per le donne.

Per conoscere tutte le novità riforma pensioni 2019, tra cui l'aumento dell'età pensionabile e le ultime novità Legge di Bilancio 2019 pensioni leggere la recente circolare dell'INPS mentre per vedere i possibili aumenti pensioni 2019, vi rimandiamo al nostro nuova articolo.

 

Riforma pensioni 2019: Pensione anticipata cosa cambia?

Riforma pensioni 2019: cosa cambia per la pensione anticipata? Per la pensione anticipata non è previsto un età specifica per accedervi perché è sufficiente aver maturato il requisito contributivo minimo che nel 2018 è:

- 42 anni e 10 mesi per gli uomini,

- 41 anni e 10 mesi per le donne.

Il requisito contributivo minimo per la pensione anticipata 2019 è invece più alto in quanto subisce l'adeguamento della legge Fornero, di 5 mesi, per cui nel 2019, bisognerà aver versato almeno:

- 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini;

- 42 anni e 3 mesi per le donne.

L'aumento del requisito contributivo per la pensione anticipata quota 41 a partire dal 2019 sarà di 41 anni e 5 mesi, per coloro che:

  • all'età di 19 anni avevano già maturato 12 mesi di contributi;
  • sono iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • sono disoccupati senza indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • sono caregivers da almeno 6 mesi di un familiare convivente entro il 2° grado con un handicap grave;
  • sono invalidi dal 74%,
  • hanno svolto lavori usuranti o gravosi.

Per maggiori approfondimenti leggi: pensione anticipata INPS.

In base a quanto previsto dal Def 2019, i requisito di età per la pensione anticipata 2019 sarà portato a 41 anni o 42 anni.

 

Riforma delle pensioni 2019: cos'è la Quota 100?

Una delle novità più importanti della prima riforma delle pensioni 2019 targata M5S-Lega, verte sulla possibilità di reintrodurre le famose quote pensioni, in particolare della quota 100 e della Quota 41, al fine di consentire il lungo e lento processo di superamento della Legge Fornero, andando a favorire l'uscita anticipata dal mondo del lavoro da parte di quei lavoratori che oggi ne sono esclusi, per la mancanza dei requisiti di età o di contribuzione versata.

Ma esattamente la Quota 100 cos'è e come funziona? La pensione Quota 100 è una delle novità delle riforma pensioni 2019 che prevede la possibilità, ancora teorica, di poter lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai requisiti della pensione di vecchiaia, quando la somma tra età anagrafica e contributi versati, fa appunto 100.

Condizione richiesta per accedere alla Quota 100 è avere un'età minima pari a 64 anni e 36 anni di contributi.

Pensione con Quota 100 e più assegno pensionistico più basso? Secondo i primi calcoli, l’uscita dal lavoro a 64 anni con la Quota 100, potrebbe comportare un taglio dell’assegno di almeno l’8%, per cui facendo un rapido esempio, se un lavoratore che prende 1200 euro di stipendio:

  • se lascia il lavoro con le regole 2018: va in pensione a 67 anni con un assegno di 900 euro al mese;
  • se lascia il lavoro con la quota 100 dal 2019: va in pensione a 62 anni con 828 euro di assegno.

 

Riforma pensioni 2019: Quota 41 come funziona?

Un'altra importante novità per le pensioni 2019 è la Quota 41 che consiste nella possibilità di permettere a tutti i lavoratori di qualsiasi settore di poter andare in pensione una volta raggiunta la Quota 41, ossia 41 anni e mezzo di contributi a prescindere dall’età e a non più di 2 o 3 anni di contributi figurativi, ossia di quei contributi che vengono accreditati in automatico o su richiesta nei periodi garantiti per legge, come nel caso della cassa integrazione.

Anche con la Quota 41 si tratta ad un ritorno al passato, in quanto prima della riforma della Fornero, la pensione anticipata poteva essere richiesta al raggiungimento dei 40 anni di contributi mentre con l'aumento massimo della Fornero, è con 43 anni di contributi.

Per maggiori informazioni leggi: Quota 41 come funziona e calcolo.

Rifroma pensioni 2019 ultime notizie: in base alle ultimissime novità pare che la Quota 41 nel 2019 potrebbe essere accontonata e sostituita con molta probabilità dalla Quota 42, per cui accesso alla pensione anticipata con 42 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica.

Per tutte le novità: riforma pensioni Legge di Bilancio 2019.

 

Pensioni 2019: proroga Opzione donne

Altra novità pensioni 2019 è la proroga opzione donna.

Ma che cos'è e come funziona l'opzione donne? in pratica con l'Opzione donna 2019, qualora prorogata, consente alle donne lavoratrici dipendenti e autonome nate nell’ultimo trimestre del 1958 che siano in possesso di determinati requisiti contributivi, di accedere alla pensione anticipata donne accettando però calcolo dell’assegno della pensione avvenga SOLO con il metodo contributivo con conseguente penalizzazione in termini di soldi.

Quali sono i requisiti Opzione donna?

Requisito anagrafico:

  • Dipendenti pubbliche: avere un’età anagrafica di 57 anni e 7 mesi;
  • Donne autonome: avere un’età anagrafica di 58 anni e 7 mesi d’età.

Requisito contributivo:

  • aver versato almeno 35 anni di contribuzione versata.
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