Ricorso Commissione Tributaria 2017 come si fa costi modello

Ricorso Commissione Tributaria 2017 contestazione di avvisi di pagamento, accertamenti intimazioni e cartelle esattoriali Equitalia come fare e costi

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Ricorso Commissione Tributaria 2017, per i contribuenti che ritengono illegittimo e/o infondato un atto emesso nei loro confronti da parte dell’Amministrazione Finanziaria, consistente in un avviso di accertamento, liquidazione o di una cartella di esattoriale.

 

Ricorso commissione tributaria: cos'è?

Il Ricorso alla Commissione Tributaria può essere presentato da tutti i contribuenti che ritengono illegittimo o infondato un atto emesso dall’Amministrazione finanziaria, Agenzia delle Entrate, nei loro confronti.

Il contribuente, prima di fare ricorso per un’avviso di accertamento, di liquidazione o di una cartella esattoriale che rietiene illegittimi deve necessariamente valutare in termini di tempi e costi la possibilità di fare ricorso o meno del contenzioso tributario.

La proposizione di un ricorso comporta nella maggior parte dei casi, infatti, per il contribuente, dei costi aggiuntivi rappresentati dall’obbligo di farsi assistere da un difensore e dal rischio, in caso di perdita del ricorso, di essere condannato al pagamento delle spese legali. E' possibile anche presentare l'istanza di mediazione tributaria, ossia, un reclamo all'Agenzia delle Entrate dello stesso contenuto del ricorso, per chiederne l'annullamento e la mediazione, al fine di trovare un accordo prima di andare in Giudizio.

 

Come funziona il ricorso triburario?

Il contribuente che ritiene illegittimo o infondato un atto a lui notificato, come un avviso di pagamento o di accertamento, una cartella di pagamento, può rivolgersi alla Commissione tributaria provinciale per chiederne l’annullamento totale o parziale. 

Ricorso tributrio come funziona? il contribuente, prima di decidere se fare ricorso o meno, deve innanzitutto valutare i tempi ed i costi che un ricorso alla Commissione Tributaria comporta, perché se la lite è di valore superiore a 3.000 euro, per legge, il contribuente deve farsi assistere da un legale, se perde, potrebbe essere condannato al pagamento di tutte le spese ecc.

In base alle novità del decreto legislativo n. 156/2015, sono state introdotte delle modifiche alle disposizioni del contenzioso tributario e che devono essere tenuto conto in caso di ricorso:
Dal 1° gennaio 2016, per le liti non superiori a 20.000 euro, il ricorso è anche reclamo, per cui può contenere anche una proposta di mediazione;

  • Estensione del reclamo e della mediazione alle liti fino a 20mila euro, non solo per gli atti dell'Agenzia delle Entrate;
  • Introduzione della conciliazione giudiziale anche dopo il primo grado;
  • Conciliazione anche per le liti per le quali è obbligatori il reclamo e la mediazione;
  • Introdotto il cd. risarcimento del danno per lite temeraria nei confronti della parte soccombente;
  • Il limite oltre il quale è obbligatoria l'assistenza legale per andare e stare in giudizio, è aumentato a 3.000 euro;
  • Tra i difensori abilitati anche dei dipendenti dei Centri di assistenza fiscale, ma solo per le controversie per le quale il Caf ha prestato l'assistenza;
  • Esecutività delle sentenze favorevoli al contribuente;
  • Introdotta la possibilità di impugnare una sentenza della Commissione tributaria provinciale, previo accordo delle parti in giudizio, proponendo ricorso direttamente in Cassazione.

 

 

Commissione tributaria provinciale e regionale: gradi giudizio

Per tutte le liti tributarie, esistono 2 gradi di giudizio:

I° grado: la discussione del ricorso avviene dinanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente, per gli atti concernenti:

  • Agenzie delle Entrate;
  • Agenzia delle Dogane;
  • Territorio;
  • Enti locali;
  • Cartelle di pagamento e i provvedimenti emessi dagli Agenti della riscossione.

Appello: la discussione del ricorso avviene dinnanzi alla Commissione tributaria regionale, per: 

  • l’impugnazione per le sentenze emesse dalle: Commissioni tributarie provinciali.

Importante: Contro le sentenze emesse e discusse davanti la Commissione tributaria regionale è possibile ricorrere alla Corte di Cassazione

 

 

Quali tipi di ricorso si possono presentare alla Commissione?

I tipi di ricorso che si possono presentare alle Commissioni tributarie, sono: 

Per i tributi di ogni genere e specie, comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali, le sovrimposte e le addizionali, le sanzioni amministrative, gli interessi e ogni altro accessorio come per esempio: cartelle esattoriali Equitalia, Bolli Auto, Imposte, Iva, Tributi, Inail, Irap, Tarsu, Studi di Settore, Inps ecc..

Per i ricorso di natura catastale, come per esempio: l’intestazione, la delimitazione, l’estensione, il “classamento” dei terreni e l’attribuzione della rendita catastale, l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni.

Dalla giurisdizione tributaria sono escluse le controversie riguardanti:

gli atti relativi all’esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento

gli avvisi che precedono l’espropriazione forzata

 

Verifica online dei ricorsi presentati:

Mediante la banca dati dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente che ha presentato il ricorso alla Commissione Tributaria, ha la possibilità di verificare online ricorso Commissione tributaria, ossia, lo stato di lavorazione del ricorso, conoscere la data fissata per le udienze e la composizione del collegio giudicante.
L’accesso alla banca dati è consentito:

  • ai cittadini, abilitati ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, Fisconline;
  • ai Comuni, Agenzie fiscali, Camera di commercio, Agenti della risciossione;

     

  • ai soggetti abilitati (professionisti, associazioni) al servizio telematico Entratel.

Per accedere alle informazioni, i cittadini devono essere in possesso degli estremi di identificazione (codice fiscale, password e codice Pin) che consentono l’abilitazione al servizio telematico Fisconline.

 

Quali sono i tempi del processo?

Il Processo Tributario inizia con la proposizione del ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale, da notificare all’ufficio che ha emanato l’atto impugnato entro 60 giorni dalla data in cui il contribuente ha ricevuto il medesimo atto. 

I termini per proporre un ricorso sono sospesi nel periodo feriale dal 1º agosto al 31 agosto fatta eccezione per le controversie relative ad atti di recupero degli aiuti di Stato. .

Per le domande di rimborso senza risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate, il ricorso può essere prodotto anche dopo 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta.

 

Come fare ricorso alla Commissione Tributaria?

Come fare ricorso alla Commissione tributaria? Per fare ricorso alla commissione tributaria, i contribuenti, devono indicare necessariamente:

  • la Commissione tributaria cui è diretto il ricorso.
  • Dati della persona che presenta il ricorso e i dati del suo legale rappresentante, la relativa residenza o sede legale o domicilio.
  • Codice fiscale e l’indirizzo di posta elettronica certificata.
  • l’ufficio dell’Agenzia, ente locale o agente della riscossione ai quali viene presentato il ricorso.
  • l’atto impugnato e l’oggetto della domanda.
  • motivi del ricorso.

Importante: se nel ricorso presentato manca o è parziale anche uno dei dati richiesti, fatta eccezione per l’indicazione del Codice Fiscale e Pec, il ricorso è inammissibile. Allo stesso modo, il ricorso è inammissibile se manca la sottoscrizione.

 

Come si presenta un ricorso tributario?

Il ricorso alla Commissione Tributaria deve essere notificato, innanzitutto, all’ufficio che ha emesso l’atto contestato:

  • Consegnato direttamente all’Agenzia, Ente o Agente di Riscossione che ha emesso l’atto contestato.
  • Per posta, con plico raccomandato senza busta e con l’avviso di ricevimento.
  • A mezzo notifica di ufficiale giudiziario.

Entro 30 giorni dal giorno in cui notifica il ricorso, il contribuente deve costituirsi in giudizio, ovvero, deve depositare o trasmettere alla Commissione tributaria, l’originale del ricorso notificato o copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata. 

ATTENZIONE: Il ricorso non esenta dal versamento, anche se provvisorio e in alcuni casi parziale, delle somme richieste con l’atto impugnato (ad esempio, per le imposte dirette e per l’Iva è prevista l’iscrizione a ruolo di un terzo degli importi richiesti).
Se il ricorso viene accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto stabilito dalla senten- za della Commissione deve essere rimborsato d’ufficio, con i relativi interessi, entro 90 giorni dalla no- tifica della sentenza.

 

Ricorso commissione tributaria: modello Provinciale e Regionale

A partire dall'entrata in vigore del decreto legge n. 138/2011, vige l’obbligo di depositare, all’atto della costituzione in giudizio, la nota di iscrizione a ruolo, contenente i seguenti dati:

  • le parti;
  • il difensore;
  • l'atto impugnato;
  • la materia del contendere;
  • il valore della lite;
  • la data di notifica del ricorso.

A cosa serve la nota di iscrizione? Serve alla Commissione tributaria a rilasciare il numero di ruolo assegnato nel registro generale dei ricorsi o nel registro generale degli appelli.

 

Contributo unificato 2017 e valore lite:

Per tutti i ricorsi presentati davanti alle Commissioni tributarie provinciali e regionali, è dovuto, il contributo unificato 2017 in sostituzione dell’imposta di bollo. 

L’importo del contributo varia a seconda del valore della lite. Per le liti il cui valore non è determinabile, il contributo è fissato in 120 euro.

Il valore della lite nel ricorso tributario è l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato. Se la controversia riguarda solo le sanzioni, il valore della lite è costituito dalla somma delle varie sanzioni.

Se nel ricorso manca la dichiarazione del valore della lite: il contributo è pari all’importo maggiore, ovvero, 1.500 euro, poiché il processo si presume di valore superiore a 200.000 euro.

Importante: Per le controversie di valore superiore a 2.582,28 euro, è indispensabile l’assistenza di un difensore abilitato. Il Presidente della Commissione può ordinare alla parte di munirsi dell’assistenza tec- nica, anche nei casi in cui questa non è obbligatoria.

  • Liti fino a 2.582,28 euro: 30 euro;
  • oltre 2.582,28 e fino a 5.000 euro: 60 euro;
  • oltre 5.000 e fino a 25.000 euro (e liti di valore non determinabile): 120 euro;
  • oltre 25.000 e fino a 75.000 euro: 250 euro;
  • oltre 75.000 e fino a 200.000 euro: 500 euro;
  • oltre 200.000 euro: 1.500 euro.

 

Come si paga contributo unificato 2017?

Il pagamento del contributo unificato ricorso tributario può essere effettuato:

  • Modello F23, utilizzando i seguenti codici tributo:
    • 171T “Contributo unificato di iscrizione a ruolo nel processo tributario
    • 172T “Contributo unificato di iscrizione a ruolo nel processo tributario – Interessi
    • 173T “Contributo unificato di iscrizione a ruolo nel processo tributario a seguito di invito al pagamento 
    • 174T “Contributo unificato di iscrizione a ruolo nel processo tributario – Sanzione
  • Conto corrente postale: intestato alla sezione di tesoreria dello Stato competente per provincia.
  • Tabaccaio e di valori bollati come per esempio tabaccai.

Importante: La ricevuta del versamento va allegata alla copia del ricorso da depositare presso la segreteria della Commissione tributaria.

Se il pagamento è stato effettuato presso le rivendite di genere di monopolio, occorre apporre il contrassegno nell’apposito spazio della nota di iscrizione a ruolo. Il contributo unificato è aumentato della metà, se nel ricorso il difensore non indica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o la parte non indica il codice fiscale.

 

Ricorso Tributario: Sentenza a favore

Quando si giunge alla sentenza definitiva del processo tributario, e la stessa si pronunci a favore del contribuente, l’ufficio deve attivarsi tempestivamente, nei termini previsti per eseguire gli obblighi stabiliti dalla sentenza stessa.

In mancanza di un termine, entro 30 giorni dalla messa in mora mediante ufficiale giudiziario.

Se l’ufficio non ottempera a quanto stabilito, il contribuente può presentare un ulteriore ricorso per chiedere l’esecuzione della sentenza (giudizio di ottemperanza).

Il ricorso va presentato al presidente della Commissione che ha emesso la sentenza passata in giudicato e di cui si chiede l’ottemperanza.
Con la sentenza che definisce il giudizio, la Commissione tributaria decide anche l’ammontare delle spese processuali a carico della parte soccombente. In casi particolari, la Commissione tributaria può deci- dere di compensare le spese tra le parti del giudizio.

Ricordiamo che a partire dal 1° giugno 2016, per le sentenze in favore del contribuente sono immediatamente esecutive. 

Per gli importi sopra i 10.000 euro, diversi dalle spese per le controversie, può essere richeista da giudice la prestazione di idonea garanzia, i cui costi anticipati dal contribuente, spettano poi alla parte soccombente al termine del giudizio.

Il pagamento delle somme dovute a seguito della sentenza deve essere eseguito entro 90 giorni dalla notifica o dalla presentazione della garanzia

 

Ricorso in Appello per sentenza sfavorevole:

Il contribuente che ritiiene illegittima la sentenza della Commissione provinciale può ricorrere in Appello alla Commissione regionale competente entro 60 giorni, dalla notifica della sentenza.

Se la sentenza della Commissione tributaria provinciale non è stata notificata, il termine per proporre appello è più lungo (sei mesi dalla pubblicazione della sentenza). Trova sempre applicazione la sospensione dei termini feriali (dal 1° agosto al 15 settembre).

Il ricorso in appello è proposto nei confronti di tutte le parti che hanno partecipato al giudizio di I°grado e deve essere depositato, entro 30 giorni dalla proposizione, nella segreteria della Commissione tributaria regionale adita.

Inoltre, se il ricorso non è notificato a mezzo di ufficiale giudiziario, l’appellante deve, a pena d’inammissibilità, depositare copia dell’appello presso l’ufficio di segreteria della Commissione tributaria pro- vinciale che ha pronunciato la sentenza impugnata.

Il termine coincide con quello previsto per la costituzione in giudizio, cioè entro 30 giorni dalla data di proposizione dell’appello. 

 

Ricorso tributario in Cassazione per sentenza sfavorevole:

Le sentenze d’Appello possono essere impugnate con ricorso alla Cassazione solo per i seguenti motivi:

  • motivi attinenti alla giurisdizione.
  • violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza.
  • violazione o falsa applicazione di norme di diritto.
  • nullità della sentenza o del procedimento.
  • omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.

Siti di riferimento Ufficiale per Ricorso Commissione Trbutaria Provinciale e Regionale.

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