Quota 41 pensioni: cos’è e come funziona requisiti e come si calcola?

Quota 41 pensioni 2019 come funziona, requisiti e calcolo, come si calcola e a chi conviene la pensione anticipata con 41 anni e mezzo di contributi?

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Quota 41 pensioni dal 2019 è una delle novità più importanti su cui verte la nuova Riforma delle pensioni 2019 proposta dal governo Conte sulla base del contratto di governo M5S-Lega.

Il nuovo governo, infatti, al fine di consentire il superamento della legge Fornero in modo graduale ed indolore per le casse dello Stato, sta lavorando a diverse misure sulle pensioni ed oltre che alla Quota 41, per la pensione anticipata che tiene conto solo del numero dei contributi versati a prescindere dall’età, anche della cd. Quota 100 che consente di andare in pensione qualora a fronte di un’età minima di 64 si raggiunge come somma appunto 100, tra età e contributi versati e la proroga dell’Opzione donna che consente alle donne lavoratrici di lasciare il mondo del lavoro in anticipo ma con obbligo al calcolo del contributivo, se si ha un’età tra i 57 e 58 anni e si sono versati almeno 35 anni di contributi.

Nella riforma pensioni 2019 ci sarà spazio anche alla nona clausola di salvaguardia con le stesse regole dell’ottava per la determinazione delle categorie di lavoratori. 

Avendo già trattato della Quota 100, andiamo a vedere in dettaglio cos'è la Quota 41 come funziona e si calcola.

 

Quota 41 pensioni cos'è?

Che cos'è Quota 41 pensioni? La Quota 41 pensioni è una delle novità su cui sta lavorando il governo Conte sulla base del contratto di governo M5s Lega e che potrebbe far parte della nuova riforma pensioni 2019 Quota 41 e 100.

L'idea del governo con la Quota 41 è quindi quella di ridurre il numero di contributi necessari per l'accesso alla pensione anticipata, per cui con 41 anni di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico.

Ciò significa che se oggi, per accedere alla pensione anticipata Inps ci vogliono almeno 42 anni e 10 mesi nel 2018, almeno 43 anni e 3 mesi nel 2019 e 2020, fino ad arrivare ai 43 anni e 6 mesi dal 2021 in poi, con la Quota 41 ci vorrebbero solo 41 anni di contributi versati per tutti, ecco perché questa misura insieme alla Quota 100, all'Opzione donna, risultano essere così importanti ed interessanti per chi intende lasciare in anticipo il mondo del lavoro, nei prossimi 3 anni.

Ricordiamo anche che  secondo le ultimissime novità pensioni 2019, dal prossimo anno potrebbe arrivare anche l'aumento assegno sociale e pensione minima a 780 euro.

 

Quota 41 pensioni: come funziona?

Pensioni, come funziona la Quota 41? La Quota 41 funziona, secondo le prime indicazioni, in modo quasi simile alla misura in vigore prima dell'entrata in vigore della legge Formero. Fino al 2011, infatti, i lavoratori potevano accedere alla pensione anticipata con 40 anni di contributi, poi la Fornero gli ha aumentati fino a 43 anni e 6 mesi a partire dal 2021, ed ora il governo Conte mira a riportare questa quota a quota 41 per tutti, con un solo anno in più rispetto ai requisiti vigenti fino al 2011.

In pratica la Quota 41 2019 dovrebbe funzionare così:

- tutti i lavoratori a prescindere dall'età, possono andare in pensione anticipata, qualora hanno versato almeno 41 anni di contributi.

- l'età del lavoratore, ai fini di calcolo della quota 41, non è quindi importante perché contano solo il numero di contributi versati.

- ovviamente le pensioni quota 41 saranno adeguate alla speranza di vita, con aumenti nella misura di 3 mesi ogni ogni due anni.

- dal 2019, grazie alla riforma delle pensioni, la Quota 41 potrebbe essere consentita a tutti i lavoratori e non sarà più quindi limitata come nel 2018, solo ad alcune determinate categorie di lavoratori.

 

Pensioni, Quota 41 requisiti:

Per quanto riguarda i requisiti Quota 41, occorre tenere conto innanzitutto che la Quota 41 così come la conosciamo oggi, ossia come un beneficio limitato solo ad alcune categorie di lavoratori, quali:

  • chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età vantando almeno 12 mesi di contributi versati;
  • chi si è iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • chi è disoccupato e che da tre mesi ha finito di percepire l'indennità di disoccupazione;
  • i caregivers che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente entro il II° grado con handicap grave;
  • gli invalidi sopra il 74%;
  • coloro che hanno svolto lavori usuranti o gravosi,

sarà poi estesa dal 2019 a tutti i lavoratori di tutti i settori, almeno stando alle ultime indicazioni del governo Conte circa la riforma delle pensioni 2019.

Pensioni, Quota 41 requisiti: a partire dal prossimo anno, potrebbe quindi essere estesa la quota 41 a tutti i lavoratori che hanno versato almeno 41,5 di contributi a prescindere dal requisito anagrafico, questo infatti sembra essere il requisito più probabile fino a questo momento. 

Ancora da risolvere è l'aumento dell'età pensionabile per quanto riguarda l'accesso alla pensione anticipata 2019 visto che in base all'adeguamento della speranza di vita della Fornero, dal 1° gennaio 2019, ci vorranno 41 anni e 5 mesi anziché 41 come avviene oggi.

 

Come si calcola la Quota 41?

Pensioni Quota 41 calcolo: come abbiamo già detto la Quota 41 è una quota pensioni che fa riferimento esclusivamente al numero di anni di contribuzione versata da parte del lavoratore, durante l'intera vita lavorativa.

Ai fini di calcolo quota 41, pertanto devono essere fatti valere solo gli anni di contributi versati, a prescindere dall'età del lavoratore.

Per cui, se il governo Conte dovesse riuscire ad estendere la suddetta quota a tutta la platea del lavoratori, e non solo a lavoratori usuranti, disoccupati, invalidi, ecc, ciò significherebbe anticipare l'uscita dal lavoro anche di diversi anni.

Ma esattamente come si calcola Quota 41? Si calcola semplicemente facendo la somma di tutti i contributi versati e se la somma fa 41 e mezzo, allora si può presentare domanda di pensione anticipata in quanto si è in possesso dei nuovi requisiti Quota 41.

Si ricorda che ai fini di calcolo Quota 41, possono essere fatti valere anche 2 o 3 anni di contributi figurativi, cioè quei contributi che vengono accreditati, su richiesta del lavoratore o in automatico in determinati periodi, tassativamente individuati dalla legge, come ad esempio a causa della cassa integrazione.

Per quanto riguarda il nodo coperture, secondo l'esperto di pensioni e previdenza, Alberto Brambilla, uno degli autori del programma elettorale di Matteo Salvini, ha detto che per la Quota 100 e la Quota 41 sono sufficienti 5 miliardi e non 20 miliardi ipotizzati dall’Inps.

Ricordiamo infine che tra le novità della riforma delle pensioni 2019 ci sarà anche la pensione di cittadinanza.

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