Opzione donna: requisiti importo domanda e quando conviene?

Opzione donna requisiti e importo come presentare la domanda quanto è la penalizzazione e decurtazione importo assegno pensione e quando conviene?

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Opzione donna la scorsa Legge di Bilancio aveva prorogato la sperimentazione della pensione anticipata per le donne lavoratrici dipendenti e autonome che in possesso di determinati requisiti possono accedere al pensionamento prima del raggiungimento dei requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia o pensione di anzianità.

Vediamo quindi cos’è e come funziona l’Opzione donna, chi sono le lavoratrici che possono aderire all’opzione nel corso del 2017, i requisiti, l’importo, la penalizzazione, come fare la domanda e quando conviene scegliere l’opzione donna.

 

Opzione donna cos’è e come funziona? 

Che cos'è l'opzione donna e come funziona? L'Opzione donna è la possibilità offerta dal pacchetto riforma pensioni presente nella nuova Legge di Bilancio 2017, alle donne lavoratrici dipendenti e autonome nate nell’ultimo trimestre del 1958 qualora rientrino in determinati requisiti contributivi, di accedere alla pensione anticipata attraverso la presentazione della cd. domanda Opzione donna, le cui modalità devono essere ancora ufficializzate dal governo, dall’Inps e dal Ministero del lavoro etc.

Va ricordato poi alle donne che intendono aderire nel 2017 all’Opzione donna che il calcolo dell’assegno della pensione per chi sceglie l’opzione, debba essere effettuato esclusivamente sul metodo contributivo, per cui anche le lavoratrici a cui spetterebbe il calcolo della pensione sul metodo misto, cioè  contributivo e retributivo, dovrebbero rinunciarvi per poter andare in pensione anticipata.

Probabile quindi che la scelta per l’Opzione donna, sia fortemente penalizzante per alcune categorie di lavoratrici.

Prima di vedere come avviene la penalizzazione e la conseguente decurtazione dell’assegno pensione per le donne che in possesso dei requisiti richiesti decidono di andare in pensione anticipata con l’opzione donna, andiamo ad analizzare quali sono questi requisiti e condizioni richiesti.

 

Opzione donna requisiti pensione anticipata:

L’approvazione e l’entrata in vigore della Legge di Bilancio, oltre a tante novità e conferme sulle pensioni, ha portato anche alla proroga della sperimentazione dell’Opzione donna che come abbiamo detto già detto è un’opzione che consente alle donne lavoratrici dipendenti ed autonome di andare in pensione anticipata qualora siano in possesso di determinati requisiti.

Ma quali sono i requisiti opzione donna?

I requisiti per presentare domanda di pensione anticipata con l’Opzione donna sono:

1) Dipendenti pubbliche: avere un’età anagrafica di 57 anni e 7 mesi;

2) Donne autonome: avere un’età anagrafica di 58 anni e 7 mesi d’età

3) Contributi minimi: aver versato almeno 35 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2015.

 

Opzione donna: quando conviene? Importo pensione anticipata

La Riforma pensioni sebbene abbia consentito ai lavoratori di poter andare in pensione anticipata con la nuova Ape 2018 e Rita rendita integrativa, va detto che le penalizzazioni sulle pensioni anticipate sono comunque non poco influenti sull’assegno pensione.

Stessa cosa dicasi anche per l’Opzione donna visto che il calcolo solo contributivo potrebbe comportare seri tagli sull’assegno rispetto a quello che si avrebbe in caso di perfezionamento de requisiti ordinari per la pensione.

Per cui conviene l’Opzione donna? Tenendo conto che accettando l’opzione, la donna lavoratrice rinuncia al calcolo dell’assegno pensionistico con il sistema misto per il contributivo, la penalizzazione media sull’assegno di pensione, secondo le stime dei tecnici, si attesterebbe a circa il -30% dell’importo complessivo.

Va detto però che questo calcolo importo Opzione donna, non è per tutte uguale, infatti, chi aderisce all’opzione, potrà avere un trattamento economico diverso a seconda di vari fattori quali ad esempio l’età di uscita dal lavoro, quanti sono stati gli anni di contributi versati durante la vita lavorativa, il tipo di carriera lavorativa avuta, etc.

Pertanto, la penalizzazione e la conseguente decurtazione dell’importo sull’assegno pensionistico per chi presenta la domanda di Opzione donna, potrebbero risultare più alte per le lavoratrici che hanno avuto stipendi più alti nell’ultimo periodo di lavoro, infatti, il calcolo della pensione con il sistema retributivo prevede che ai fini della determinazione dell’importo dell’assegno da pensione, avvenga sulla base della media dei redditi percepiti negli ultimi anni prima della pensione.

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