Lavoro nero sanzioni lavoratore e datore di lavoro: chi rischia?

Lavoro nero sanzioni per il datore di lavoro e lavoratore senza contratto, violazioni durata dell'orario lavoro e giorno di riposo e Libretto Unico

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Lavoro nero sanzioni lavoratore e datore di lavoro: molte persone credono che in caso di lavoro irregolare, rischi solamente il datore di lavoro. 

Ciò non è assolutamente vero!

Laddove il datore di lavoro venga sorpreso ad impiegare lavoratori in nero senza cioè regolare contratto di lavoro, le sanzioni lavoro nero, aumentate tra l'altro con il Jobs Act, prevedono ora anche il coinvolgimento del lavoratore che accetta di lavorare in modo irregolare.

A seguito del Jobs Act di Renzi e del novellato apparato sanzionatorio del lavoro nero, i prestatori d'opera, possono rischiare soprattutto se durante il lavoro irregolare hanno dichiarato la disoccupazione all'Inps o al Centro per l'impiego o hanno percepito una qualche indennità proprio perché disoccupati.

Ma andiamo con ordine e vediamo prima come sono cambiate le sanzioni lavoro nero con l'entrata in vigore del decreto attuativo del jobs act n. 151/2015.

 

Maxisanzione lavoro nero 2017 datore di lavoro:

Con l'entrata in vigore del decreto attuativo 151/2015 Jobs Act è stata introdotta una nuova maxisanzione lavoro nero con sanzioni a scaglioni per il datore di lavoro che impiega lavoratori senza regolare contratto di lavoro.

Maxi sanzione lavoro nero 2017:

  • Lavoro nero fino a 30 giorni: sanzione da 1500 a 9000 euro;
  • Lavoro nero da 31 a 60 giorni: sanzione da 3000 a 18.000 euro;
  • Lavoro irregolare per oltre 60 giorni: importo sanzione da 6000 a 36.000 euro.

Inoltre, i decreti Jobs Act, hanno introdotto la procedura di diffida che permette di regolarizzare la violazione accertata ottenendo uno sconto sulle sanzioni e una maggiorazione del 20% delle sanzioni in caso di utilizzo di lavoratori stranieri o di minorenni con obbligo scolastico.

Il decreto inoltre esclude il cumulo della maxisanzione lavoro nero con le sanzioni di omessa comunicazione di assunzione, consegna del contratto al lavoratore o dell'omessa annotazione sul Libro unico del lavoro, il quale sempre per effetto del Jobs Act, è diventato telematico. Per maggiori informazioni, leggi: libretto unico del lavoro telematico.

 

Lavoro nero sanzioni 2017 lavoratore: cosa rischia?

Non è solo il datore di lavoro a rischiare laddove venga sorpreso ad occupare lavoratori in nero

Con la modifica al sistema sanzionatorio del lavoro nero ad opera del jobs act, non è solo a rischiare in caso di attività lavorativa prestata senza un adeguato contratto di lavoro.

Come specificato dal decreto 151/2015, il datore di lavoro che assume lavoratori in nero può essere sanzionato con un a multa fino a 36.000 euro + maggiorazione del 20% se ad essere impiegati illecitamente sono stranieri senza permesso di soggiorno o minori sotto i 16 anni.

La maxi sanzione lavoro nero, può comunque essere ridotta se il datore di lavoro opta per la diffida obbligatoria e degli adempimenti prescritti per la regolarizzazione delle violazioni accertate.

Per il lavoratore impiegato in nero, è solitamente molto protetto dalla legge, fatta eccezione per i casi in cui il lavoratore abbia dichiarato alle autorità competenti, il suo status di disoccupazione o il suo percepimento dell' indennità di disoccupazione.

Se il lavoratore occupato in nero ha reso all'Inps o al Centro per l'impiego, la dichiarazione circa lo status di disoccupato, rischia una condanna per il reato di Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico ex art. 483 del codice penale, la cui sanzione prevede fino a 2 anni di reclusione.

Se poi oltre ad aver dichiarato lo stato di disoccupazione, riceve anche l'indennità, o altri aiuti da parte dello Stato o da altri Enti pubblici, rischia l'indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato prevista dall'art. 316-ter del codice penale e una sanzione che va da 6 medi a 3 anni di reclusione + la restituzione di quanto indebitamente percepito.

 

Sanzioni lavoro nero per violazioni orario di lavoro:

Sanzioni per il datore di lavoro che viola tempi e durata media dell'orario di lavoro:  

La durata media della giornata di lavoro per legge non può superare in un periodo di 7 giorni, le 24 ore comprese quelle di straordinario. Il calcolo medio deve essere effettuato su un periodo non superiore a 4 mesi aumentabile a 6 o 12 mesi a seconda del tipo di contrattazione collettiva che prevedono specifiche regole per l'organizzazione dell'attività lavorativa. 

Le sanzioni per chi viola la durata massima dell'orario di lavoro, sono:

  • Fino a 5 lavoratori, o se protratte per meno di 3 periodi di riferimento: la sanzione va da 100 a 750 euro;
  • Da 6 a 10 lavoratori, o almeno 3 periodi di riferimento: Sanzioni da 400 a 1.500 euro;
  • Fino a 10 lavoratori, o se si sono verificate in almeno 5 periodi: la sanzione va da 1.000 a 5.000 euro.

Sanzioni Libro unico del lavoro (LUL): 

  • sanzione da € 150 a 1.500 euro;
  • sanzione da € 500 a 3.000 euro se la violazione coinvolge più di 5 lavoratori o si verifica in un periodo superiore a 6 mesi;
  • sanzione da 1.000 a 6.000 euro se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o ad un periodo superiore a 12 mesi;
  • sanzione da 100 a 600 euro per la mancata conservazione del Libretto unico del Lavoro.

Busta paga sanzioni:

  • Sanzione da € 150 a 900 euro.
  • Sanzione da 600 a 3.600 euro se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si verifica per un periodo superiore a 6 mesi;
  • Sanzione da 1200 euro a 7200 euro se la violazione coinvolge più di 10 lavoratori o si verifica per un periodo superiore a 12 mesi.

Nel caso in cui il datore di lavoro consegni al lavoratore copia delle scritturazioni effettuate nel libro unico del lavoro, al posto della busta paga, si applicano le sanzioni previste per le violazioni LUL, Libretto unico del Lavoro.

 

Sospensione attività imprenditoriale:

Un'altra sanzione lavoro in nero per le violazione da parte degli imprenditori che occupano lavoratori senza contratto, prevede la revoca provvedimento di sospensione attività imprenditoriale.

Per cui oltre che alla condanna al pagamento delle somme aggiuntive da versare ai fini di revoca dello stesso provvedimento vi è anche la sospensione dell'attività imprenditoriale.

Anche in questo caso, il D.L. n. 151/2015 ne ha previsto l'aumento da 1950 euro a 2.000 euro e per le sospensioni dall'attività imprenditoriale più gravi in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, riduce l’importo da 3.250 a 3.200 euro.

Oltre a ciò, è stata introdotta un'altra novità consistente la possibilità di pagare la somma aggiuntiva in 2 rate, di cui:

  • il 25% subito all’atto della richiesta di revoca del provvedimento;
  • il restante, maggiorato del 5%, entro i 6 mesi successivi.

In caso di mancato pagamento o insufficiente, il provvedimento diventa esecutivo per l’importo non versato. 

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