Equo compenso professionisti 2018: cos'è come funziona e quanto spetta

Equo compenso professionisti cos'è e come funziona, come si calcola l'importo della parcella compenso minimo e a chi e quanto spetta novità Dl fiscale 2018

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Equo compenso professionisti 2018, passa alla commissione Bilancio al Senato, l’emendamento che introduce in Italia, l’equo compenso non solo per gli avvocati che svolgono prestazioni per conto d banche, assicurazioni e imprese, ma anche per tutti i professionisti anche se non iscritti agli ordini professionali.

In vista di questa importante novità, andiamo a vedere che cos’è l’equo compenso professionisti e come funziona, da quando e cosa cambia, e a chi spetta l’equo compenso 2018 e come si calcola l'importo della parcella del professionista con compenso minimo misurato in base alla qualità e alla quantità di lavoro svolto.

Equo compenso bocciato dall'Antitrust: in base alle ultime notzie, c'è stata la bocciatura senza appello da parte dell’Antitrust circa la nuova normativa sull'equo compenso non solo per gli avvocati ma per tutti i professionisti, introdotta dal Senato alla legge di bilancio 2018 ed ora all'esame della Camera.

La bocciatura dell'equo compenso secondo il Garante è per questi motivi: "in quanto idoneo a reintrodurre un sistema di tariffe minime, peraltro esteso all'intero settore dei servizi professionali, non risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale" e si pone "in stridente controtendenza con i processi di liberalizzazione" che hanno riguardato anche Wil settore delle professioni regolamentate".

Si ricorda però che Il parere dell'Antitrust non è vincolante, ma potrebbe indurre il governo, a dover effettuare delle modifiche ad un testo di disegno di legge che avrebbe voluto blindare.

 

Equo compenso professionisti cos’è?

Che cos’è l’equo compenso professionisti? L’equo compenso professionisti, è una delle novità approvate con il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2018 e prevede un compenso minimo equo ed adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto.

Nella prima stesura del Dl fiscale 2018, l'equo compenso da applicare ai contratti in corso, era stato riservato solo agli avvocati che svolgono prestazioni per conto d banche, assicurazioni e imprese, poi invece il 16 novembre, grazie all’approvazione di un emendamento alla legge di conversione del decreto, la misura è stata estesa anche a tutti i professionisti a prescindere dal fatto che il professionista sia iscritto o meno ad un ordinamento professionale.

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, subito dopo l’approvazione dell’emendamento, ha commentato così la notizia:

il principio del riconoscimento dell'equo compenso per tutte le professioni entra nel testo del Dl fiscale che verrà approvato definitivamente entro fine anno. Oltre all'allargamento a tutte le professioni, il testo approvato con pareri favorevoli di ministero della Giustizia e ministero dell'Economia e delle Finanze (Ragioneria Generale) introduce nel nostro ordinamento il principio che la Pubblica amministrazione debba riconoscere un compenso equo ai professionisti.

Ciò vuol dire che d'ora in poi, tutti i professionisti italiani hanno il diritto di essere pagati con una parcella conforme alla legge che sia proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, ossia, ad un equo compenso.

 

Equo compenso professionisti 2018 come funziona?

Come funziona l'equo compenso professionisti 2018? L'equo compenso professionisti 2018, funziona così: in base a quanto previsto dalla legge di conversione del decreto fiscale, è stabilito che tutti i professionisti hanno diritto ad un compenso minimo al di sotto del quale non si può scendere. Tale equo compenso, ovviamente, deve essere «proporzionato alla qualità e quantità del lavoro».

l criteri in base a quali verrà definito il valore economico delle prestazioni professionali ed il limite al di sotto del quale non si potrà scendere, non verranno stabiliti in maniera assoluta ma ci sarà sempre la possibilità di derogarli qualora vi sia un accordo tra le parti.

La nuova disposizione contenuta del Dl fiscale 2018, oltre all'equo compenso per i professionisti, prevede anche l'introduzione di 9 clausole vessatorie in base alle quali il professionista può richiedere l'annullamento del contratto entro 2 anni dalla firma ferma restando la possibilità di mantenere valido il rapporto di lavoro.

Tra le 9 clausole vessatorie che consentono al professionista di impugnare il contratto, c'è ad esempio:

  • l'anticipo delle spese a carico esclusivo del professionista;
  • tempi di pagamento delle fatture oltre 60 giorni;
  • possibilità di modificare il contratto unilateralmente, ossa, solo da parte del committente;
  • l'imposizione al dover rinunciare al rimborso delle spese ecc.

Si ricorda che in caso presenza di clausole vessatorie, la nullità del contratto può essere fatta valere solo dal professionista e non si estende al resto del contratto.

Il divieto alle clausole vessatorie e l'introduzione dell'equo compenso professionisti 2018, sono misure rese necessarie al fine di regolamentare alcuni settori critici, come ad esempio quello del recupero dei crediti, fatto di affidamenti standardizzati di servizi professionali ripetitivi a pochi soldi, molto utilizzati da numerose imprese, e anche dalla pubblica amministrazione.

Le nuove tutele 2018, insieme alle clausole abusive e gli abusi di dipendenza economica verso i lavoratori autonomi, di cui alla legge 81/2017, sono ora rivolte a tutti i professionisti e riguardano tutti i RAPPORTI IN CORSO, tra professionisti e loro clienti grandi imprese, banche e assicurazioni, qualora tali rapporti siano regolati da convenzioni predisposte solo dalle imprese.

Per gli incarichi affidati dopo l'entrata in vigore della nuova legge, dovrà essere già garantito il diritto all’equo compenso anche nella Pubblica Amministrazione.

In presenza di un compenso non equo è prevista la sostituzione con il compenso determinato dal giudice.

 

Equo compenso professionista: a chi spetta e quando?

Con l'entrata in vigore dell'equo compenso esteso a tutti i lavoratori autonomi, finalmente, tutti i professionisti avranno diritto al compenso minimo,

Ma a chi spetta l'equo compenso professionista? L'equo compenso professionisti 2018, spetta a:

  • professionisti iscritti ad un ordine professionale: ad esempio, avvocati, giornalisti, commercialisti, ingegneri, ecc;
  • professionisti in un collegio (geometri);
  • professionisti in associazioni (infermieri),
  • professionisti non iscritti agli ordini,

Equo compenso professionisti quando si applica? L'equo compenso professionisti, si applica ai rapporti, anche in essere, tra lavoratore autonomo e azienda privata o pubblica.

Quando scatta il diritto all'equo compenso? Il diritto scatta quando il committente è:

  • una banca;
  • un’assicurazione;
  • una grande azienda;
  • un'azienda della pubblica amministrazione: in attesa che arrivi l'ok della ministra Marianna Madia, ricordiamo che il principio dell’equo compenso nella PA non può essere retroattivo, per cui si applica solo ai nuovi rapporti instaurati dopo l'entrata in vigore della legge.

 

Equo compenso professionisti calcolo: come si calcola l'importo minimo della parcella?

In base alle prime indicazioni, il calcolo equo compenso professionisti, si calcolerà così:

  • professionisti iscritti agli ordini professionali: equo compenso, stabilito sui parametri giudiziari emessi dai Ministeri vigilanti sugli Ordini professionali, come quelli attuali per gli avvocati. Per gli avvocati, ad esempio, il riferimento è ai parametri stabiliti con il Dm 55/2014 mentre per le altre professioni ordinistiche valgono i parametri utilizzati dai tribunali.
  • professionisti appartenenti alle altre categorie: i parametri per il calcolo dell'equo compenso, saranno decisi in un secondo tempo, dopo l'approvazione della legge.

Come si calcola l'importo minimo della parcella per i professionisti?

In attesa di sapere quali saranno gli effettivi parametri che stabiliranno l'equo compenso professionisti, possiamo comunque affermare che i parametri saranno simili a quanto previsto dell’articolo 36 della Costituzione sulla retribuzione del dipendente che dice che il compenso deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione.

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