Domicilio digitale: cos’è e come funziona, da quando e come si attiva

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ll domicilio fiscale, è una delle novità introdotte dal nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale, entrato da poco in vigore.

Tra le tante novità, la più importante per i cittadini e le imprese, è probabilmente l’introduzione immediata in Italia del nuovo domicilio digitale, legato ad un indirizzo di PEC o un indirizzo di recapito certificato, grazie al quale le PA e gli esercenti di pubblica utilità, potranno comunicare direttamente con il cittadino.

Al fine di utilizzare il domicilio online, i cittadini, dovranno dichiarare alla Pubblica Amministrazione, tramite il proprio Comune di residenza, la propria PEC.

Successivamente, il domicilio digitale, è inserito nella nuova Anagrafe Nazionale online (ANPR).

Vediamo quindi in dettaglio cos’è il domicilio digitale, come funziona, a cosa serve, da quando e come fare l'attivazione e la comunicazione alla Anagrafe.

 

Domicilio digitale: cos’è?

Che cos’è il domicilio digitale? Il domicilio digitale, è una delle novità introdotte dal novellato Codice dell’Amministrazione Digitale che sancisce che "Al fine di facilitare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini, è facoltà di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione [...] un proprio indirizzo di posta elettronica certificata quale suo domicilio digitale.".

Il domicilio digitale, pertanto, è un indirizzo elettronico certificato inserito nell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi, al fine di comunicare con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale, da lui stesso comunicato, un domicilio fiscale però elettronico.

 

Domicilio digitale: come funziona e cosa serve?

Come funziona il domicilio digitale? Il domicilio online, essendo legato ad un indirizzo di posta certificata PEC, funziona al pari di un recapito ufficiale ma elettronico.

Il cittadino, quindi, può decidere, per una questione di comodità e praticità, di comunicare la propria PEC all'Anagrafe Nazionale online, in modo che venga attivato il domicilio digitale per tutte le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione.

Domicilio digitale a cosa serve? In pratica, il domicilio digitale consente alle PA di comunicare direttamente con il cittadino, senza intermediari ed in tempo reale, e per farlo, la comunicazione passa attraverso l'indirizzo PEC presente nell'ANPR.

Il domicilio digitale, serve pertanto a ricevere tutte le comunicazioni e le notifiche di atti come le cartelle esattoriali, multe stradali, inviare documenti ecc.

Una volta effettuata l'attivazione del domicilio digitale, il passo successivo sarà l’abolizione dell’obbligo di conservazione dei documenti, qualora siano già in possesso di un ufficio della Pubblica Amministrazione.

Il domicilio digitale, insieme all’identità digitale SPID, all’anagrafe nazionale online e all'imminente arrivo dello SPID europeo 2018, rappresentano tasselli fondamentali verso il completamento della cd. cittadinanza digitale.

 

Domicilio digitale: come si attiva e comunica?

Per il momento si sa solo che il domicilio digitale del cittadino, sarà presto una realtà. 

Lo sblocco immediato del domicilio digitale, ossia, dell'indirizzo PEC inserito nella anagrafe nazionale online e attraverso cui ogni cittadino potrà essere raggiunto dalla Pubblica amministrazione, è stato deciso dal decreto correttivo del Codice dell'amministrazione digitale, provvedimento della riforma Madia, che ora è all'esame del Consiglio dei Ministri.

Pertanto, i cittadini interessati potranno tra brevissimo tempo attivare il domicilio online.

Domicilio digitale come si attiva? Innanzitutto va detto che per effettuare l'attivazione domicilio digitale, si deve essere titolari di un indirizzo di posta elettronica certificata PEC o di un servizio elettronico di recapito certificato in linea con le regole Ue.

L'attivazione del domicilio si richiede al Comune di residenza attraverso un apposito modulo domanda, ecco un esempio di comunicazione attivazione domicilio digitale.

Pervenuta la comunicazione, il Comune, provvede ad inserire l'indirizzo PEC tra quelli presenti nell'Anagrafe Nazionale online.

Ecco un esempio di modulo per l'attivazione domicilio digitale da presentare al Comune:

Comunicazione del domicilio elettronico.

Il sottoscritto ____________________________________ nato a ______________________________ il ____________ residente a _________ E in _____________________________________;

dichiaro il mio domicilio elettronico di Posta Elettronica Certificata:

________________________@____________________________

per i fini descritti dal Codice dell'Amministrazione Digitale CAD - Decreto Legislativo _______________  e successive modifiche e integrazioni - con particolare riferimento agli articoli sotto citati […]

Dichiara pertanto di essere a conoscenza che con decorrenza dalla data di consegna della comunicazione al protocollo dell’Ente dell’indirizzo di posta elettronica certificata dichiarato come “domicilio elettronico”, fatte salve diverse modalità di comunicazione espressamente previste da normative vigenti, il Comune di ________ comunicherà esclusivamente tramite il nuovo recapito elettronico.

Dichiara, altresì di essere informato che i miei dati daranno trattati nel rispetto del D.Lgs 196/2003, come da informativa completa  sotto riportata.

Dichiaro inoltre che sarà mia premura comunicare ogni variazione relativa al domicilio elettronico (modifica o cancellazione).

Lì, ____________________

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