Dichiarazione IVA 2018 ravvedimento: omessa o tardiva sanzioni e F24

Dichiarazione IVA 2018 ravvedimento operoso omessa dichiarazione presentata tardiva entro oltre 90 giorni scadenza 1° febbraio - 30 aprile, sanzioni ridotte

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Dichiarazione IVA 2018 ravvedimento, è lo strumento attraverso il quale il soggetto obbligato che non ha provveduto ad inviare la dichiarazione entro la scadenza fissata per l'adempimento, può ricorrere per regolarizzare autonomamente e spontaneamente la violazione per dichiarazione omessa o ritardata.

Ricorrendo al ravvedimento operoso, quindi, il contribuente può non solo porre rimedio alla dichiarazione iva omessa o presentata in ritardo ma anche fruire di una sanzione ridotta, purché versi tramite il modello F24 e relativo codice tributo, la sanzione ridotta e trasmetta il relativo modello di dichiarazione IVA.

Nel seguente articolo, vediamo quindi nello specifico:

  • Dichiarazione IVA 2018 scadenza;
  • Dichiarazione IVA presentata in ritardo, oltre la scadenza;
  • Dichiarazione IVA omessa, cosa succede? Sanzioni;
  • Dichiarazione iva omessa o presentata in ritardo;
  • Dichiarazione iva ravvedimento operoso per rimediare al ritardo o all'omissione;
  • Sanzioni dichiarazione IVA;
  • Qual è la sanzione ridotta con il ravvedimento per chi non presenta la dichiarazione IVA o la fa in ritardo rispetto alla data di scadenza del 28 febbraio 2017;
  • Quando si usa la dichiarazione IVA integrativa a favore?

 

Dichiarazione IVA 2018 scadenza tra il 1° febbraio e 30 aprile:

Dichiarazione IVA 2018 in forma autonoma scadenza tra il 1° febbraio ed il 30 aprile, è questo il termine ultimo entro il quale i soggetti obbligati devono provvedere all’invio della dichiarazione IVA 2018 in forma automa.

Quest’anno, infatti, tra le tante novità IVA 2018 introdotte dal Governo, troviamo anche quella relativa alla dichiarazione IVA da presentare da sola senza la dichiarazione dei redditi e il nuovo Spesometro 2018, che da trimestrale-semestrale, dovrebbe tornare ad essere un adempimento fiscale annuale, almeno per quanto concernono le fatture.

Il governo, infatti, al fine di ridurre il cd. tax gap IVA, ovvero, la differenza tra l’IVA dovuta e quella effettivamente pagata dai contribuenti, ha previsto che la dichiarazione IVA sia staccata dal modello Unico ed è per questa ragione che il modello dichiarativo ha cambiato nome, diventando il nuovo modello Redditi.

La nuova scadenza dichiarazione IVA 2018 in forma autonoma è dal 1° febbraio al 30 aprle 2018.

 

Dichiarazione IVA 2018 tardiva: cosa succede? Sanzioni:

  • La dichiarazione IVA 2018 presentata in ritardo oltre 90 giorni dalla scadenza, è da considerarsi omessa e per questo soggetta a sanzioni da parte dell’Amministrazione Finanziaria. 
  • La dichiarazione IVA 2018 tardiva entro 90 giorni dalla scadenza: è da considerarsi trasmessa ma soggetta a sanzioni per il ritardato invio.

La Sanzione dichiarazione IVA presentata in ritardo, è da 120% al 240% dell’imposta dovuta, per cui da 250 euro a 2.065 euro ma può comunque essere ridotta, nel caso in cui il contribuente decida di regolarizzare la violazione autonomamente con il ravvedimento operoso.

Se dalla dichiarazione IVA tardiva risulta un’imposta dichiarata e non versata, la violazione è sanzionabile così:

  • Sanzione base: 30% dell’importo non versato;
  • Sanzione ridotta: 15% se il versamento dell’importo dovuto avviene entro 90 giorni.

Per cui, per la dichiarazione IVA presentata in ritardo, la sanzione è:

  • Dichiarazione IVA presentata in ritardo di 14 giorni: sanzione del 15%, ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo;
  • Dichiarazione IVA presentata dai 15 a 90 giorni di ritardo: Sanzione pari al 15%;
  • Dichiarazione IVA presentata oltre 90 giorni: Sanzione pari al 30% perché ritenuta omessa.

Inoltre, nel caso di tardiva presentazione della dichiarazione IVA è ammessa la possibilità per il contribuente di ricorrere al ravvedimento operoso pagando una sanzione ridotta pari ad un 1/10 di 250 euro, per cui pari a 25 euro.

Se poi a seguito della presentazione della dichiarazione IVA dovessero emergere delle imposte da pagare, si applicano le stesse sanzioni ridotte del ravvedimento operoso per omesso versamento e che vedremo più avanti.

 

Dichiarazione IVA 2018 omessa: presentata oltre 90 giorni dalla scadenza

La dichiarazione IVA 2018 omessa, si ha quando il contribuente soggetto obbligato non provvede ad inviare la dichiarazione entro la scadenza o al massimo entro 90 giorni dopo.

Quando la dichiarazione IVA 2018 si considera omessa? 

La dichiarazione IVA omessa, è quando:

  • è stata trasmessa oltre 90 giorni dopo la scadenza originaria del 28 febbraio;
  • non è stata firmata e la sua regolarizzazione non avviene entro 30 giorni dal ricevimento dell'invito da parte dell'ufficio;
  • è stata trasmessa da parte dell'intermediario con un ritardo superiore a 90 giorni.

Qual è la sanzione dichiarazione IVA 2018 omessa?

L'omessa dichiarazione IVA 2018, cioè presentata oltre 90 giorni dopo la scadenza originaria tra il 1° febbraio ed il 30 novembre, è sanzionabile così:.

  • sanzione dichiarazione IVA omessa: dal 120 al 240% dell’imposta dovuta, per cui da 250 euro a 2.065 euro.
  • sanzione dichiarazione IVA omessa da 250 a 1.000 euro se non ci sono imposte dovute.

Sanzioni dichiarazione IVA omessa e presentata entro la scadenza del 2019: Nel caso in cui, la dichiarazione IVA venga presentata entro il termine per l’invio di quella relativa al periodo d’imposta successivo, per cui entro la scadenza della dichiarazione IVA 2019, ovvero, dal 1° febbraio al 30 aprile, si applica una sanzione amministrativa:

  • da 60% al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 200 euro. La riduzione delle sanzioni è ammessa soltanto a condizione che non abbia avuto inizio qualunque attività accertativa di cui il contribuente abbia avuto formale conoscenza
  • da 150 a 500 euro se non sono dovute imposte.

In caso di omessa dichiarazione IVA, al contribuente, è comunque consentito l’utilizzo del ravvedimento operoso che consente di sanare la violazione pagando una sanzione ridotta pari ad un 1/10 di 250 euro, per cui pari a 25 euro.

Se poi a seguito della presentazione della dichiarazione IVA dovessero emergere delle imposte da pagare, si applicano le sanzioni ridotte del ravvedimento operoso per omesso versamento.

 

Dichiarazione IVA 2018 ravvedimento: sanzioni ridotte, F24 e codice tributo

Nel caso in cui il contribuente obbligato non provveda ad inviare la dichiarazione IVA 2018 entro il termine ordinario, sono previste delle sanzioni per l'omessa dichiarazione IVA o per la ritardata presentazione della dichiarazione IVA.

Se però il contribuente, reo della violazione commessa vuole rimediare, può farlo tramite l'istituto del ravvedimento operoso 2018.

Dichiarazione IVA 2018 ravvedimento: la mancata presentazione della dichiarazione o l'omessa dichiarazione IVA, comporta una sanzione che va da 250 a 2.000 euro se ci sono imposte dovute e da 250 euro a 1000 euro se non sono dovute le imposte.

Ricorrendo al ravvedimento operoso, la sanzione è ridotta, purché il contribuente versi la sanzione tramite modello F24 e codice tributo e presenti comunque la dichiarazione omessa o presentata in ritardo.

Dichiarazione IVA ravvedimento sanzione ridotta:

  • se non sono dovute le imposte: sanzione ridotta pari a 25 euro nel caso in cui nella dichiarazione non siano dovute le imposte;
  • se sono dovute le imposte: 25 euro per l'omessa dichiarazione + la sanzioni ridotta del ravvedimento operoso per omesso versamento:
  • entro 14 giorni dalla scadenza: la sanzione ridotta è dello 0,2% per ogni giorno di ritardo;
  • entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta pari all'1,5%;
  • entro 90 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1,67%
  • entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale la violazione è stata commessa: sanzione pari al 3,75%, ossia, 1/8 del 30%;
  • entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale la violazione è stata commessa: sanzione pari al 4,2857%;
  • oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale la violazione è stata commessa: sanzione pari al 5%;
  • dopo il PVC: sanzione ridotta pari al 6%.

Hai commesso degli errori dichiarazione IVA 2018? Allora forse ti interessa il nostro articolo su come funziona la nuova dichiarazione IVA integrativa.

 

Dichiarazione IVA 2018 F24 e codice tributo: 

LI contribuente che ha commesso la violazione di dichiarazione IVA omessa, infedele o tardiva, come abbiamo detto, può evitare la sanzione amministrativa ordinaria prevista in questi casi, se rimedia ad essa, ricorrendo al ravvedimento operoso e pagando tramite il modello F24 e l'apposito modello, la sanzione ridotta.

Come fruire del ravvedimento operoso dichairazione IVA 2018? Il contribuente deve versare la sanzione ridotta con il modello F24 con modalità telematiche:

  • direttamente, se è in possesso del PIN Agenzia delle Entrate, accedendo ai servizi F24 web o F24 online dell'Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel;
  • Internet banking, fatta eccezione dei casi in cui il modello F24 a saldo zero;
  • Intermediario abilitato.

Ai fini della regolarizzazione è necessario effettuare anche il versamento, mediante modello F24, della sanzione ridotta, ferma restando l'applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate.

Ravvedimento F24 codice Tributo dichairazione IVA: 8911 - Sanzione pecuniaria per altre violazioni tributarie.

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