Regimi fiscali 2018: regime forfetario, semplificato e ordinario

Regimi fiscali 2017 Legge Delega riforma fiscale nuovo regime forfetario per i nuovi minimi con aliquota al 15%, semplificato con agevolazioni e ordinario

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Regimi fiscali 2018. Il riordino dei regimi fiscali, voluta da Renzi con la Legge Delega Fiscale, ha previsto infatti la riduzione del numero dei regimi contabili che sono passati da 5 a 3 regimi.

Il regime dei minimi, infatti, non esiste più, fatta eccezione per qualche caso particolare, al suo posto, è stato istituito il regime forfettario con aliquota agevolata a 5% per 5 anni per le nuove imprese, con coefficienti di reddito e specifiche soglie di ricavi diverse in base alla categoria dell'attività svolta, distinte in base al Codice Ateco.

 

Nuovi regimi fiscali 2018:

I nuovi regimi fiscali 2018 introdotti dalla Legge Delega con l'obiettivo di semplificare il sistema fiscale italiano, ora sono solo  3.

Fino al 2014, infatti, il nostro ordinamento, contemplava diversi regimi fiscali:

a) Regime ordinario, disciplinato dall'art. 13 e ss. del d.P.R. n, 600/1973;

b) Regime semplificato per ie imprese minori.

e) Regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, chiamato forfetario.

d) Regime dei contribuenti minimi chiamato forfettone, disciplinato dall'art. 1, commi da 96 a 117,1. n. 244/2007;

e) Regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (nuovo regime dei "minimi").

Con la semplificazione della riforma fiscale, invece, i regimi sono scesi a 3:

  • Regime forfettario con determinazione del reddito calcolato su un'aliquota sostitutiva di tipo forfetario, pari al 15%, per cui un aumento di aliquota rispetto al regime dei minini di 3 volte, dal 5 al 15, e nuovi coefficienti di redditività e alla previsione di soglie di ricavi in base al tipo di attività, ad esempio i professionisti a 15.000 euro.
  • Regime ordinario.
  • Regime ordinario semplificato: riservato alle imprese che hanno conseguito ricavi inferiori a 400 mila euro se prestazioni di servizio o 700 mila euro per attività diverse.

Il Regime dei minimi permane nel 2018, solo per coloro che non hanno terminato i 5 anni di permanenza o che non hanno superato i 35 anni di età.

 

Cosa ha previsto la riforma fiscale?

La legge 11 marzo 2014, n.23 Delega Fiscale al Governo i decreti per una riforma e revisione fiscale atti a rendere il fisco italiano più equo, trasparente e orientato alla crescita. La legge Delega pubblicata in GU n. 59 del 12/03/2014 prevede, brevemente, le seguenti Semplificazioni:

- Revisione e riordino dei regimi fiscali.

- Aliquota unica al 15% per il regime forfetario.

- Soglie di ricavi massimi differenziate in base codice attività Ateco.

- Coefficienti di redditività graduati a seconda della categoria di attività.

- Tassazione redditi di impresa e da lavoro autonomo con la nuova IRI. Tale norma non è stata attuata.

 

Regime dei minimi che entra nel forfetario:

Cosa è cambiato per il regime dei minimi?

1) Il regime dei minimi è confluito nel nuovo regime forfetario con un'unica aliquota sostituiva.

2) Aumento dell'aliquota sostitutiva dal 5% al 15%;

3) Introduzione di coefficienti di redditività.  

4) Nuove soglie ricavi.

Per quanto riguarda invece la permanenza nel regime dei minimi, attualmente fissata a 5 anni e in deroga solo per i contribuenti che non hanno compiuto 35 anni, con il nuovo regime forfetario 2018, il Governo ha eliminato la durata e il limite di età per accedere ai nuovi minimi a partire da chi apre una nuova partita IVA dal 1° gennaio.

Inoltre, introdotte una serie di semplificazioni come l'esclusione dal pagamento e dichiarazioni di IRAP e IVA come avviene oggi nel regime dei minimi oltre all'esonero dall'obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, applicazione degli studi di settore, comunicazioni black list e spesometro operazioni IVA.

 

Regime forfettario 2018: cos'è e come funziona?

Con la scorsa legge di stabilità approvata dal governo, è stato previsto un importante intervento per le partite IVA sotto i 30.000 euro, infatti, se fino al 2015, l'accesso al nuovo regime forfettario era sulla base di soglie ricavi molto basse, dal 1° gennaio scorso, sono stati introdotti nuovi coefficienti regime forfettario:

  • Alimentari, bevande: dai 35.000 ai 45.000, redditivitità 40%;
  • Commercio (ingrosso e dettaglio): dai 40 mila a 50 mila, redditivitità 40%;
  • Commercio ambulante (alimenti e bevande): dai 30 mila attuali a 40 mila, redditivitità 40%;
  • Commercio ambulante altri prodotti: dai 20 mila di oggi a 30 mila, redditivitità 54%;
  • Costruzioni, immobiliari: dai 15.000 di oggi a 25.000, redditivitità 86%;
  • Commercio (intermediari): dai 15 mila di oggi a 25 mila, redditivitità 62%;
  • Servizi alloggio e ristorazione: dai 40 mila a 50 mila, redditivitità 40%;
  • Attività dei professionisti: dai 15.000 di oggi a 30.000, redditivitità 78%;
  • Altre attività: dai 20.000 di oggi a 30.000, redditivitità 67%;

inoltre, per il nuovo regime dei minimi a tassazione semplificata è stata prevista un'aliquota agevolata per le start up al 5% per 5 anni.

 

Nuova tassazione redditi di impresa e lavoro autonomo con la nuova IRI:

La nuova tassazione sui redditi di impresa e da lavoro autonomo Imposta sul reddito imprenditoriale IRI, prospettata con la Legge Delega, è entrata a far parte del nostro sistema contabile fiscale a partire dal 2017.

Ma cos'è IRI come si calcola? L'IRI, è un'unica Imposta sul Reddito Imprenditoriale con aliquota al 27,5% da calcolare sui redditi di impresa e sui redditi da lavoro autonomo, per cui sui redditi invece che calcolare l'IRES e l'IRPEF, si sarebbe applicata l'imposta sul reddito imprenditoriale.

Ciò avrebbe portato, una netta distinzione tra il reddito personale del professionista con quello della sua impresa, e gli utili non prelevati se rimasti come patrimonio dell'impresa sarebbero stati tassati con la IRI al 27,50% mentre quelli prelevati dal titolare, artigiano, professionista per soddisfare i suoi bisogni e quelli della famiglia, sarebbero tassati in base agli scaglioni IRPEF

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