Costo partita IVA 2018: quanto costa aprire un'attività o un'impresa?

Quanto costa aprire un'attività o un'impresa nel 2018? Costo partita IVA costi fissi e variabili per la gestione tenuta contabile il commercialista e tasse

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Costo partita IVA 2018: quanto costa aprire un'attività o un'impresa? I Costi della Partita Iva distribuiti in un anno d’imposta X sostenuti da una Impresa Y presente sul mercato nazionale sono costituiti da Costi Fissi e Costi Variabili legati alla Gestione Annuale della Partita Iva.

La misura dei Costi previsti per l’Impresa Y, dipendono pertanto da vari fattori legati soprattutto al regime fiscale al quale l’attività economica risulta iscritta, l’ammontare della produzione e quindi del suo volume d’affari che risulta essere direttamente proporzionale alla contribuzione Inps che ogni titolare di Partita Iva deve obbligatoriamente versare all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, sia per lui che per eventuali dipendenti, alla quota del premio Inail per i titolari obbligati all’autoliquidazione e per i dipendenti ove previsti, i costi previsti per Irap, Irpef, Iva. Riassumendo vediamo in dettaglio i Costi Fissi e i Costi Variabiali della Partita Iva:

 

Costo partita IVA 2018: costi fissi e costi variabili

Il costo partita IVA che deve sostenere ogni anno chi apre un’impresa e un'attività, è costituito da costi fissi e costi variabili, nello specifico:

Costo partita IVA 2018:Costi fissiCosti variabili
 
  • Costi di Diritto Camerale;

  • Costi di Contributi Inps;

  • Contributi Inail;

  • Commercialista;

  • Competenze Bolli.

sono oneri che le attività economiche devono versare all’Erario ogni anno e che

dipendono dall’Aliquote fissate per Irpef, Irap, Inps, Inail per l’anno di imposta di riferimento,

possibilità di accesso alle deduzioni per le voci che formano il reddito d’impresa.

 

In particolare:

  • Costi Fissi Annuali per la Partita Iva: sono quegli oneri previsiti dalla legge che tutte le attività economiche devono sostenere ogni anno, entro una determinata scadenza fissata dal calendario fiscale.
  • Costi Variabili Annuali per la Partita Iva: sono oneri che le attività economiche devono versare all’Erario ogni anno e che dipendono dall’Aliquote fissate per Irpef, Irap, Inps, Inail per l’anno di imposta di riferimento,possibilità di accesso alle deduzioni per le voci che formano il reddito d’impresa.

 

Costo partita IVA 2018: costi fissi annuali diritto camerale e contributi INPS

Costo partita IVA 2018, costi fissi: contributi Inps.

I contributi Inps, vanno pagati da tutti i titolari d’impresa e quindi di Partita Iva e vanno versati per tutti i collaboratori dipendenti della stessa società, le Aliquote Inps dipendono dal volume d’affari dell’impresa per il relativo anno d’imposta.

La Legge ha stabilito 3 tipi di contributi che il titolare di ogni attività economica con Partita Iva deve versare obbligatoriamente in base al principio del reddito minimo: 

  • Contributo al di sotto della soglia minimale di reddito: viene utilizzato come base di riferimento per il pagamento dei contributi previdenziali il contributo minimo obbligatorio. Pertanto, in caso di contribuzione annua inferiore al minimale contributivo, i mesi da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata.
  • Contributo al di sopra della soglia minimale di reddito: Se il reddito d’impresa supera il reddito minimale devono essere versati anche i contributi eccedenti il minimale, contributi a percentuale.
  • Contributo Eccedente il Minimale: Tali contributi, devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi (IRPEF). I versamenti del saldo e del primo acconto dei contributi IVS sul reddito eccedente il minimale possono essere versati differendoli di 30 giorni o rateizzandoli in un massimo di 6 rate (pagando una maggiorazione), rispetto al termine ordinario previsto.

Partita IVA: Contributi Inps aumento La Manovra Monti (D.L. n. 201/2011, art. 24) prevede l’aumento progressivo delle aliquote contributive Inps per gli artigiani, i commercianti ed i coltivatori diretti fino a raggiungere nel 2018 l’aliquota del 24%. L’incremento inizia quindi a partire dal 1° gennaio 2012, con un aumento pari a 1,3%; l’aliquota passerà quindi al 21,3%, e al 22,3% per l’ulteriore fascia di reddito. 

Successivamente, l’incremento percentuale aumenterà fino ad arrivare al 24% prevista per il 2018, con l’eliminazione dell’aliquota ridotta per i collaboratori con meno di 21 anni sia il punto percentuale in più previsto per i redditi superiori ad una certa fascia

Dal 1° gennaio 2012 sono aumentate anche le aliquote INPS iscritti alla Gestione Separata previste con l’introduzione del D.L. 138/2011. Tale aumento, è stato poi bloccato fino ad oggi, e con la Legge di Bilancio 2017, l'aliquota è stata portata al 25% ma solo per i professionisti.

 

Costo partita IVA 2018, costi fissi: il diritto Camerale

Il Diritto Camerale è un tributo annuale che le imprese obbligate devono versare alla Camera di Commercio per essere iscritte a Registro delle Imprese.

Per l’anno 2017 le aliquote che le società devono pagare per tale diritto sono al 50% dei costi.

Per maggiori informazioni, leggi: Diritto Camerale annuale.

 

Costi partita IVA 2018: contributi Inail

Costo partita IVA 2018, costi fissi: lInail. L'Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro gestisce una forma assicurativa obbligatori a tutela di tutti i lavoratori addetti ad attività pericolose che potrebbero costituire fonte di possibili infortuni sul lavoro o malattie professionali, causate direttamente dallo svolgimento dell’attività lavorativa, esonerando il datore di lavoro dalla responsabilità civile, fatta eccezione per la responsabilità conseguente ai reati perseguibili d’ufficio o commessi, violando le norme sulla prevenzione infortuni ed igiene del lavoro. 

L’obbligo assicurativo Inail è previsto per tutte le attività definite dalla legge come rischiose, quali:

Le attività svolte mediante l’uso di macchine, apparecchi ed impianti (che possono anche essere apparecchi elettrici ed elettronici come i registratori di cassa, centralini telefonici, computer) 

Altre attività lavorative che, per la loro natura, esprimono un elevato grado di pericolosità anche senza l’uso di macchine, apparecchi ed impianti
All’assicurazione Inail sono obbligatoriamente tenuti sia i titolari di Partita IVa, i datori di lavoro, che i lavoratori dipendenti e parasubordinati occupati nelle attività che la legge individua come rischiose. 

Il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare

  • sè stesso;

  • i lavoratori dipendenti e parasubordinati;

  • il coniuge, figli, parenti ed affini che svolgono attività rischiose;

  • gli associati in partecipazione;

  • gli apprendisti (quali sono considerati dalla legge).

Importante: L’assicurazione Inail non è prevista per il titolare unico di un’impresa Non artigiana

La Guida all’Autoliquidazione Inail per i doggetti obbligati è rintracciabile sul sito ufficiale dell’Inail, che spiega in dettaglio come fare la prima autoliquidazione, la misura da pagare pèer il datore di lavoro e per i collaboratori dipendenti la sua impresa, come e quando fare il versamento telematico del tributo. Il procedura d’iscrizione all’Inail avviene nel momento in cui Il datore di lavoro o il titolare di Partita Iva, contestualmente all’inizio dell’attività, comunica all’Inail, mediante la Comunicazione Unica.
Tutti i datori di lavoro, i committenti e gli altri assicurati sono tenuti all’istituzione, alla vidimazione, alla compilazione, alla tenuta e alla conservazione del libro matricola e libro paga, nonché del registro degli infortuni. 

 

Costo partita IVA 2018: quanto costa il commercialista?

Le spese per il Commercialista possono variare molto da città in città, alla densità di popolazione della città in cui si trova l’impresa o il titolare, alla professionalità e all’esperienza del dottore commercialista a cui ci si rivolge, ovviamente, le spese aumenteranno in occasioni di studi consociati o di singole figure, in base al tipo di regime fiscale al quale appartiene il titolare dell’impresa.

Secondo quanto stabilito dal Decreto del 2 settembre 2010, n. 169, approvato dal Ministero della Giustizia è stato redatto un Regolamento recante la disciplina degli onorari, delle indennità e dei criteri di rimborso delle spese per le prestazioni professionali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

1) Esempio Perizie, valutazioni e pareri da parte del Commercialista

  • Per le perizie, per i motivati pareri e per le consulenze tecniche di parte, anche avanti autorità giudiziarie, amministrative, finanziarie, enti, arbitri e periti, gli onorari sono determinati come segue, in base al valore della pratica: Onorario minimo € 774,69.
  • Per la valutazione di singoli beni, di diritti, di aziende o rami di azienda, di patrimoni, di partecipazioni sociali non quotate e relazioni di stima previste dalla legge, gli onorari sono determinati le valutazioni di singoli beni e dall’amontare del suo valore: Onorario minimo € 581,01
  • Per la valutazione di aziende, rami di azienda e patrimoni sull`ammontare complessivo delle attività e delle passività, che non siano poste rettificative dell`attivo: Onorario minimo € 1.936,71.

 

 

 

2) Esempio costo Commercialista: Partita Iva in Regime Ordinario:

  • per ogni rilevazione costituita da un massimo di 4 addebiti o accrediti, sul libro giornale: da € 2,33 a € 4,65

  • per le rilevazioni che comportino più di un addebito ed un accredito, sul libro giornale: da € 1,16 a € 2,72

  • fino a 500 rilevazioni contabili annue: da € 1.394,43 a € 3.098,75

  • da 501 a 2.000 rilevazioni contabili annue: da € 3.098,75 a € 6.972,17

  • oltre le 2.000 rilevazioni contabili annue un aumento sul compenso precedente da € 154,94 a € 271,14 ogni 100 rilevazioni

+ compenso onorario del commercialista  determinato in percentuale sul volume d`affari realizzato nel periodo, calcolato come segue su base annuale:

  • fino a € 232.405,61 tra l`1,5% ed il 2,5%;

  • per oltre € 3.873.426,75 tra lo 0,025% e lo 0,075% 

3) Esempio costo Commercialista: Partita IVA semplificata, Regime dei Superminimi:

  • Fino a 100 fatture e/o rilevazioni annue sui registri o schede da € 929,63 a € 1.394,43

  • da 101 a 300 fatture e/o rilevazioni annue sui registri o schede da € 1.239,50 a € 2.324,06

  • da 301 a 600 fatture e/o rilevazioni annue sui registri o schede da € 1.859,25 a € 3.098,75

  • oltre le 600 fatture e/o rilevazioni annue sui registri o schede un aumento sul compenso precedente da € 232,41 a € 387,35 ogni 100 fatture e/o rilevazioni

4) Esempio costo Commercialista: partita IVA di ogni tipo:
Per la compilazione, su richiesta del cliente, di significative situazioni contabili periodiche, il compenso onorario varia tra € 154,93 e € 464,80 per ciascuna situazione contabile per ogni tipo di contabilità. Per i rendiconti periodici richiesti da imprese controllanti, che comportano la rielaborazione di dati aziendali non fondate soltanto su elementi contabili e l`elaborazione di statistiche aziendali, competono gli onorari da € 200,00 a € 1.000,00.

 

Costo partita IVA 2018: costi variabili

I Costi variabili annuali per la tenuta e la Gestione della Partita Iva, variano a seconda del tipo di Regime Contabile Fiscale al quale il titolare di Partita Iva e l’impresa sono inserite al momento dell’iscrizione al Registro dell’Imprese e quindi alla Camera del Commercio, al Codice Ateco a loro assegnato in base alla tipologia dell’impresa se Artigiana, Commerciante, Professionisti etc. che determinano l’applicazione di diverse Aliquote: Irap, Irpef, Inps, Iva, Inail.

  • Regime dei minimi: sono calcolati su un’imposta sostitutiva al 5% per redditi inferiori ai 30.000 euro annui.
  • Regime forfettario: calcolati sull'imposta sostituiva del 15% e sui coefficienti di redditività.
  • Partita Iva Regime Ordinario: per il quale il reddito dell`attività economica è calcolato come definito dalla Legge, dalla differenza tra Costi e Ricavi (saldo del conto economico). Il reddito imponibile è calcolato, in applicazione dei criteri fiscali, partendo dal conto economico: Reddito attività economica + costi fiscalmente indeducibili - ricavi non imponibili - costi non dedotti (nei limiti fiscalmente ammessi) e  tenuta dei registri contabili.
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