Congedo Parentale 2018: Inps padre madre a chi spetta e per quanto?

Congedo Parentale 2018 maternità e paternità Astensione Obbligatoria e Facoltativa sono due indennità che lo Stato riconosce per la tutela del bambino

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Il congedo parentale 2018 è un'indennità che lo Stato riconosce ai genitori e tutela affinché sia garantita il diritto del bambino ad un’adeguata assistenza.

Madre e padre dipendenti hanno entrambi diritto ad assentarsi, anche contemporaneamente, dal lavoro per un periodo complessivo non superiore a 10 mesi, aumentabili in certi casi fino a 11 mesi, e fino ad un’età massima del bambino di 12 anni. Tale periodo spettante, inoltre, può essere frazionato in mesi, settimane o giorni ed a ore.

Nello specifico: la madre può astenersi per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a 6 mesi, il padre può astenersi per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a 7 mesi, madre e padre possono astenersi contemporaneamente, senza superare il limite complessivo di 11 mesi.

Lavoratori parasubordinati: che non sono titolari di pensione e non sono iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, possono usufruire di un congedo parentale di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino. 

Lavoratori autonomi: Le lavoratrici autonome possono astenersi dal lavoro per 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino. Ai padri lavoratori autonomi non è riconosciuto il diritto al congedo parentale.

In caso di adozione o affidamento i genitori possono utilizzare il congedo parentale entro gli otto anni dal momento dell’ingresso in famiglia e non oltre il compimento della maggiore età del figlio adottivo. Il padre può usufruire del congedo anche nel periodo di astensione obbligatoria o dei congedi per allattamento della madre. 

Dal 2015, è inoltre entranto in vigore il nuovo congedo parentale Inps che ha previsto:

  • estensione fino a 12 anni del congedo parentale non retribuito:
  • estensione fino a 6 anni del figlio per il congedo parentale parzialmente retribuito al 30%;
  • estensione fino a 8 anni del figlio per il congedo parentale retribuito al 30% per le famiglie disagiate.

Altra novità è il congedo parentale ad ore.

 

Congedo Parentale 2018: a chi spetta?

Il Congedo Parentale 2018 spetta a diverse categorie di lavoratori e quindi non solo a dipendenti pubblici e privati. Grazie all’entrata in vigore del Decreto Salva Italia, lo Stato, ha provveduto, infatti, a riconoscere ed estendere la tutela del diritto all’indennità per malattia e congedo parentale anche ai professionisti iscritti alla gestione separata i cd. parasubordinati, ai venditori a domicilio porta a porta, a progetto, ecc.

Vediamo in dettaglio tutte le categorie di lavoratori padre e madre a cui spetta il diritto di fruire del congedo.

A chi spetta il congedo parentale 2018 Inps?

  • Lavoratori dipendenti del settore privato (apprendisti, operai, impiegati, dirigenti), titolari di uno o più rapporti di lavoro in corso, con l’obbligo di prestare l’attività lavorativa.
  • Lavoratrici/lavoratori agricoli con contratto di lavoro a tempo determinato (O.T.D.)alle seguenti condizioni:
    • se il periodo di congedo parentale è richiesto nel 1° anno di vita del bambino sono necessarie 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente l’evento che sarà indennizzabile anche per le astensioni che si protraggono nell’anno successivo;
    • se il periodo di congedo parentale è richiesto negli anni di vita del bambino successivi al primo e sino al 3° è necessario che sussista lo status di lavoratore (iscrizione negli elenchi agricoli e 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente la richiesta del congedo oppure nello stesso anno purché le giornate di lavoro siano effettuate prima dell’inizio del congedo).
  • Lavoratrici/lavoratori iscritti alla gestione separata - parasubordinati: L’Inps, con messaggio n. 4143 del 7 marzo 2012, ha fornito chiarimenti in merito all’estensione ai professionisti iscritti alla Gestione separata, del diritto all’indennità giornaliera di malattia e del trattamento economico del congedo parentale, come previsto dall’art. 24, comma 26, del D.L. n. 201/2011 (decreto salva Italia), convertito, con modificazioni, nella legge n. 214/2011. Nello specifico l’art. 24 c. 26, della L. n. 214/2011 prevede che “A decorrere dal 1° gennaio 2012, ai professionisti iscritti alla gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme  previdenziali obbligatorie sono estese le tutele di cui all’articolo 1, comma 788 della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.

 

Congedo parentale per la gestione separata e collaboratori a progetto:

Con il Decreto Salva Italia sono stati pertanto equiparati i lavoratori e lavoratrici iscritti alla Gestione Separata i cd. parasubordinati ai lavoratori a progetto, un’indennità giornaliera di malattia a carico dell’INPS entro il limite massimo di giorni pari a un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a venti giorni nell’arco dell’anno solare, con esclusione degli eventi morbosi di durata inferiore a quattro giorni, un’indennità di maternità eun trattamento economico per congedo parentale, limitatamente ad un periodo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino, la cui misura è pari al 30% del reddito preso a riferimento per la corresponsione dell’indennità di maternità. Le disposizioni di cui al precedente periodo si applicano anche nei casi di adozione o affidamento per ingressi in famiglia con decorrenza dal 1° gennaio 2007”. 
In altre parole, l’Inps ha riconosciuto dal 1° gennaio 2012 le tutele di malattia e un congedo parentale di 3 mesi entro il I°anno di vita del bambino a fronte di almeno tre mesi di contributi versati, a tutti i professionisti, a tutti i lavoratori c.d. “parasubordinati”, amministratori, sindaci, revisori, venditori “porta a porta”, prestatori “mini co.co.co.” 

Lavoratrici autonome: artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, che abbiano effettuato il versamento dei contributi relativi al mese precedente quello in cui ha inizio il congedo (o una frazione di esso) e che vi sia l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Lavoratrici/lavoratori disoccupati o sospesi, lavoratrici/lavoratori con rapporto di lavoro domestico (Colf e Badanti) non hanno diritto ad astenersi dall’attività lavorativa per congedo parentale indennizzato dall’INPS.

Esempi pratici periodo e durata astensione facoltativa Congedo Parentale:

  • Mamma dipendente 6 mesi e Padre dipendente 7 mesi;
  • Mamma casalinga 0 mesi e Padre dipendente 7 mesi;
  • Mamma autonoma 3 mesi e Padre dipendente 7 mes;i
  • Mamma dipendente 6 mesi e Padre autonomo 0 mesi.

 

Congedo Parentale Inps padre e madre:

Il Congedo parentale (maternità facoltativa) spetta a tutte le categorie sopra elencate di lavoratori e lavoratrici nella misura del 30% della retribuzione media giornaliera calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo indennizzabile mentre a variare è la durata del periodo retribuito dall’INPS:

Lavoratrici/lavoratori dipendenti genitori naturali o adottivi, spetta:

  • Fino ai 6 anni di età del bambno: un'indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 6 mesi;
  • Dai 6 anni e un giorno agli 8 anni di età del bambino, 30% della retribuzione se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l'importo annuo del trattamento minimo di pensione, che nel 2017 è pari a 501,89 euro mensili, per 13 mensilità.
  • Dagli 8 anni e un giorno ai 12 anni di età del bambino: non spetta alcuna indennità.

Lavoratrici/lavoratori parasubordinate: l’indennità è calcolata, per ciascuna giornata del periodo indennizzabile, in misura pari al 30% di 1/365 del reddito derivante da attività di lavoro a progetto o assimilata, percepito negli stessi dodici mesi presi a riferimento per l’accertamento del requisito contributivo

Lavoratrici autonome: l’indennità corrisposta è pari al 30% della retribuzione convenzionale prevista per l’anno di inizio del congedo stesso.

 

Congedo Parentale 2018: come si presenta la domanda all'Inps?

La presentazione delle istanze di astensione facoltativa dal lavoro per madri e padri, ovvero, della domanda congedo parentale 2018 Inps, va presentata, a prescindere dal tipo di lavoratore, per via telematica all'Inps mediante:

  • Presentazione della domanda online del congedo parentale: La presentazione telematica delle domande Inps tramite i servizi online del sito Inps è consentita solo agli utenti in possesso di PIN dispositivo Inps, da richiedere direttamente all’Istituto. Una volta inserite le credenziali, il richiedente deve selezionare “Invio Domande di prestazioni a Sostegno del reddito” – “Maternità”, procedere alla compilazione guidata della domanda, precompilata già dei dati anagrafici e i dati lavorativi. Completata e confermata l’acquisizione, la domanda viene protocollata e il sistema produce in modo automatico la ricevuta di presentazione della stessa e il rispettivo Modello precompilato con i dati inseriti, alla domanda va poi allegata la documentazione utile ai fini della liquidazione della prestazione richiesta. In ogni momento il lavoratore e lavoratrice richiedente il riconoscimento di congedo di maternità/paternità e congedo parentale per i lavoratori/lavoratrici dipendenti, delle domande di indennità di maternità e congedo parentale per le lavoratrici autonome e delle domande di  congedo di maternità/paternità e congedo parentale per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata di cui all’art. 2, comma 26 della Legge 335/9, possono visualizzare lo stato della pratica già inoltrata all’Istituto.
  • Presentazione della domanda congedo parentale tramite Patronato: Le domande di congedo di maternità/paternità e congedo parentale per tutti i lavoratori anche gli iscritti alla Gestione Separata di cui all’art. 2, comma 26 della Legge 335/95 possono essere presentate anche tramite Patronato.
  • Presentazione della domanda tramite Contact Center Multicanale: Il servizio di acquisizione delle domande di congedo di maternità/paternità e congedo parentale per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata di cui all’art. 2, comma 26 della Legge 335/95 è disponibile, telefonando al Numero Verde 803.164, solo per gli utenti dotati di Pin dispositivo. 

 

Documenti congedo parentale per dipendenti, autonomi e gestione separata:

I Documenti da allegare alla domanda di congedo parentale per tutti i lavoratori sono: Copia di un documento di identità del richiedente. 

Congedo Parentale Documenti: per Lavoratori dipendenti “genitori soli” o padri lavoratori iscritti alla Gestione Separata:

  • certificato di morte o autocertificazione: in caso di decesso dell’altro genitore;
  • certificazione medica rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale (in busta chiusa): in caso di grave infermità dell’altro genitore;
  • autocertificazione: in caso di abbandono del figlio da parte dell’altro genitore;
  • autocertificazione: in caso di rinuncia della madre lavoratrice che ha diritto al congedo parentale ma solo se se il padre è iscritto alla Gestione Separata, o in caso di adozione o affidamento;
  • copia provvedimento: in caso di affidamento esclusivo del figlio al genitore richiedente.

Congedo Parentale Documenti per Lavoratori/Genitori adottivi o affidatari:

  • Per adozioni o affidamenti nazionali: 
  • copia del provvedimento di adozione o di affidamento
  • copia documento rilasciato dall’Autorità che attesta l’effettiva data di ingresso del bambino nella famiglia
  • Per adozioni o affidamenti internazionali: 
  • copia dell’autorizzazione all’ingresso in Italia del minore rilasciata dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) 
  • copia del certificato dell’Ente autorizzato che attesta l’effettiva data di ingresso del bambino nella famiglia

Congedo Parentale Documenti per Lavoratori iscritti alla gestione separata (collaboratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi, titolari di assegno di ricerca):

  • copia delle dichiarazioni presentate dal lavoratore ai fini fiscali, relative all’anno/i in cui ricadono i 12 mesi di riferimento oppure 

  • dichiarazione del committente che attesta i compensi corrisposti nei 12 mesi di riferimento al collaboratore o titolare di assegno di ricerca, gli importi e le date dei relativi versamenti contributivi

  • copia dei modelli F24 attestanti l’effettivo versamento dei contributi per i periodi interessati

Congedo Parentale Documenti per Lavoratori autonomi: copia dei modelli F24 che attestano l’effettivo versamento dei contributi dell’ultimo periodo contributivo scaduto ed immediatamente precedente l’inizio del periodo di congedo parentale

 

Da quando parte l'indennità del congedo parentale?

Il pagamento dell’indennità per i lavoratori aventi diritto all’astensione facoltativa per maternità e paternità decorre dal giorno richiesto se la domanda all’Inps è stata presentata prima dell’inizio del congedo o il giorno stesso mentre se la domanda viene effettuata successivamente sono indennizzabili solo i periodi successivi alla data della domanda. La domanda al datore di lavoro va presentata almeno 15 giorni prima.

 

Malattia, ferie e festività durante il congedo:

Cosa succede in caso di malattia durante il Congedo Parentale? Qualora i genitori in congedo parentale, quindi nei casi in cui insorga la malattia durante il periodo, mese o giorno di fruizione dell’astensione facoltativa, se debitamente notificata e documentata, spetta in misura intera ed il relativo periodo è considerato neutro ai fini del calcolo del periodo massimo di congedo parentale. Terminata la malattia la fruizione del congedo parentale può riprendere salvo diversa indicazione dell’interessato.

Malattia insorta dopo il congedo di maternità o parentale: La malattia, debitamente notificata e documentata, insorta dopo il congedo parentale o di maternità, senza la ripresa dell’attività lavorativa, il periodo di protezione assicurativa (60 giorni o 2 mesi) decorre dal giorno successivo alla fine del congedo parentale o di maternità configurabile come sospensione del rapporto di lavoro.

Ferie: Le giornate di ferie, malattia, festività come le vacanze natalizie e pasquali, e sabato e domenica che cadono tra il periodo di congedo parentale e la ripresa lavoro non devono essere calcolate nel periodo di congedo parentale anche se frazionato.

 

Siti di riferimento ufficiale Congedo Parentale Inps 2018

Inps Congedo Parentale madri e padri.

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