Voucher INPS 2017: come funzionavano buoni lavoro accessorio

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Voucher INPS 2017 sono i buoni lavoro dal valore di 10€ o multipli emessi dall'Inps e che consentono a chi li acquista, ossia, al cd. committente di pagare l’attività lavorativa, svolta saltuariamente dal lavoratore come prestazione occasionale.

Rispetto alla precedente normativa, i buoni lavoro Inps, possono essere utilizzati in tutti i settori e categorie di lavoratori, quali i disoccupati, inoccupati, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito ma sempre entro i imiti di reddito.

Ricordiamo che i voucher Inps 2017 sono stati aboliti a seguito del decreto di abrogazione approvato dal Governo Gentiloni.

 

Abolizione voucher Inps 2017: da quando e perché?

L'abrogazione dei voucher Inps 2017, è avvenuta per effetto del decreto legge n. 25 del 17 marzo 2017, che ha previsto l'abolizione degli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act, contenenti le regole e la disciplina per l’utilizzo dei buoni lavoro Inps.

Lo stesso decreto, ha poi riconosciuto la la possibilità per i committenti, di acquistare gli ultimi buoni lavoro entro il 17 marzo 2017 con l'obbligo di utilizzarli entro il 31 dicembre 2017.

Con l'entrata in vigore del suddetto decreto, è stata quindi ufficializzata l'abolizione dei voucher Inps 2017 e scongiurato il referendum del 28 maggio 2017 proposto dalla CGIL, referendum voucher 2017.

 

Vecchia normativa voucher Inps:

Con l'entrata in vigore del decreto legge 81/2015, uno dei decreti attuativi del Jobs Act, la normativa sul lavoro accessorio era stata modificata.

A partire quindi dal 24 giugno scorso, il limite reddito e compenso per il prestatore è aumentato da 5 mila a 7.000 euro netti in caso di più committenti, è stata confermata l'eliminazione della caratteristica dell’occasionalità, già introdotta con il Decreto Legge 76/2013, e la possibilità che il lavoro accessorio possa essere utilizzato per tutti i tipi di attività dall'agricoltura alla Pubblica Amministrazione.

Inoltre era stato previsto l'obbligo di acquisto voucher per via telematica per i committenti imprenditori e professionisti, obbligo di comunicazione preventiva alla Direzione del Lavoro competente prima dell'inizio della prestazione, e possibilità di utilizzare i buoni per pagare la prestazione resa da cassaintegrati, mobilità e disoccupati. Tali novità, sono estese anche al settore dell'agricoltura.

 

La tracciabilità dei vocuher Inps:

Pubblicato in gazzetta ufficiale, il decreto che prevede la nuova tracciabilità dei buoni lavori Inps, attraverso la comunicazione obbligatoria dei Voucher INPS un'ora prima del loro utilizzo da parte del committente.

In base alle nuove regole 2017 sui voucher INPS, il committente ha l’obbligo di comunicarne l’utilizzo del buono almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa.

Nella comunicazione obbligatoria devono essere indicati i seguenti dati:

Dati anagrafici del dipendente;

Codice fiscale;

Luogo e durata della prestazione.

Come e dove comunicare l'utilizzo dei voucher?

Per comunicare l’utilizzo del buoni lavoro INPS:

SMS al numero 339/9942256, oppure,

Email alla sede dell’Ispettorato del Lavoro (intermittenti@pec.lavoro.gov.it).

Quali sono le categorie di lavoratori per cui non c'è obbligo di comunicazione?

  • Enti pubblici;
  • Attività non commerciali;
  • Famiglie;
  • Lavoro domestico;
  • Lavoro agricolo: obbligo comunicazione entro 3 giorni, senza indicare data inizio e fine della prestazione lavorativa.

Voucher INPS, nuovi obblighi per la comunicazione: sanzioni 

I committenti che non rispettano i nuovi obblighi per i Buoni Lavoro Inps, ossia, comunicazione entro 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, rischiano una multa che va dai 400€ ai 2.400€ per ogni dipendente irregolare.

Vedi anche: Tracciabilità voucher INPS 2017.

 

Voucher Inps cosa sono e come funzionano?

Cosa sono i voucher Inps e come funzionano i buoni lavoro INPS? I voucher servono per pagare le prestazioni di lavoro occasionale accessorio, l’importo di ciascun voucher è di 10 euro ma può arrivare anche a 20 euro o 50 euro, qualora vengano acquistati voucher multipli di 10, ovvero, 2 o 5 voucher.

I Voucher INPS, sono quindi una forma di pagamento della prestazione lavorativa occasionale accessoria, ovvero, per quelle attività che non vengono inquadrate da un contratto di lavoro perché svolte solo saltuariamente dal lavoratore. I buoni lavoro permettono quindi di tutelare da una parte il prestatore, in quanto viene pagato con voucher da 10 euro lordi e al netto di 7,50 euro che corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, fatta eccezione per il settore agricolo, di la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL e il committente, ovvero, l’azienda che acquista il voucher, di essere in regola con la legge italiana dal punto di vista dell’obbligo dei contributi previdenziali INPS e la copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, onde evitare sia il rischio di vertenze circa la natura della prestazione che la stipula di vero e proprio contratto di lavoro.

E’ bene però ricordare che, lo svolgimento di prestazioni di lavoro occasionale accessorio anche se pagata con i voucher lavoro INPS, non dà diritto al lavoratore di fruire delle prestazioni a sostegno del reddito dell’INPS come l’indennità di disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc., ma è riconosciuto ai fini del diritto alla pensione e della contribuzione volontaria, inoltre il lavoratore non deve rilasciare al committente la ricevuta prestazione occasionale.

Per quanto riguarda, invece, la durata e il periodo di validità di ciascun buono lavoro INPS, la validità massima per fruire dei buoni lavoro è di 24 mesi.

Buoni lavoro INPS come funzionano? I voucher prestazioni occasionale, sono dei buoni con i quali è possibile pagare l’attività svolta da disoccupati, cassaintegrati, lavoratori in mobilità e pensionati. 

I buoni lavoro INPS, vengono quindi acquistati dall’azienda presso i distributori voucher autorizzati e il lavoratore che li riceve, può riscuoterli presso qualsiasi sede INPS.

  

Voucher INPS lavoro accessorio da 10 euro/ora:

Voucher Inps lavoro accessorio da 10 euro all'ora per pagare la prestazione per disoccupati, studenti, pensionati, inoccupati ecc.

Nei 10 euro lordi, era compreso:

  • 13% a favore della gestione separata INPS, che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore;
  • 7% a favore dell’INAIL per l’assicurazione anti-infortuni
  • 5% di compenso al concessionario (Inps), per la gestione del servizio

Il valore di ciascun buono lavoro INPS era di 10 euro lordi mentre il corrispettivo netto della prestazione al lavoratore è di 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione mentre se il voucher deve pagare per esempio l’intera giornata di lavoro al prestatore, il committente può acquistare buoni lavoro Inps multipli per esempio da 50 euro lordi, il cui netto è di 37,50 euro, oppure, voucher da 20 euro lordi e al netto 15 euro.

 

Chi poteva acquistare i voucher lavoro accessorio?

Prma dell'abolizione dei buoni lavoro, chi poteva acquistare i voucher Inps? 

Potevano farlo, i committenti che richiedevano prestatori per svolgere qualsiasi tipo di attività.

Con le novità introdotte con la riforma del mercato del lavoro L. 92/2012 entrata in vigore il 18 luglio 2012, il lavoro accessorio si era arricchito di una parte fondamentale, quella che prevedeva la possibilità di utilizzare i buoni lavoro in tutti i settori di attività e per tutte le categorie di prestatori

I committenti, pertanto, che potevano acquistare buoni lavoro INPS, erano:

  • famiglie;
  • enti senza fini di lucro;
  • soggetti non imprenditori;
  • imprese familiari;
  • imprenditori agricoli;
  • imprenditori di qualsiasi settore;
  • committenti pubblici.

Per il settore agricolo, invece, il lavoro occasionale accessorio era ammesso solo entro certi limiti di volume di affari:

Aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro: potevano acquistare buoni lavoro Inps solo se la prestazione era svolta da pensionati e studenti con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici e quindi solo nei periodi di vacanze scolastiche mentre in qualunque periodo dell’anno, se lo studente è iscritto all’università, e dal 2013 per le attività stagionali anche i lavoratori in disoccupazione, mobilità o in cassaintegrazione

Aziende con volume d’affari inferiore a 7.000 euro: potevano utilizzare qualsiasi soggetto per qualsiasi tipologia di lavoro agricolo.

 

Voucher Inps disoccupazione, edilizia, studenti, colf e dipendenti

La riforma del mercato del lavoro 2012 prima e con il Jobs Act dopo, le categorie di lavoratori che hanno potuto accedere ai buoni lavoro Inps, sono stati:

  • Disoccupati e inoccupati: i buoni lavoro INPS per disoccupati e inoccupati, sono stati previsti dalla nuova riforma del mercato del lavoro. Tali prestazioni occasionali, sono esenti da qualsiasi imposizione fiscale sul compenso e non incidono sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.

  • voucher inps lavoro domesticoi voucher lavoro potevano essere utilizzati anche per collaboratori domestici come colf e badanti, baby sitter o dogsitter ecc. Il datore di lavoro doveva pertanto procedere all’acquisto dei buoni lavoro INPS per colf nelle tabaccherie e nei centri autorizzati e rilasciare il voucher al lavoratore, per la riscossione.

  • Buoni lavoro INPS Pensionati: La prestazione occasionale pensionati poteva essere svolta da chi percepisce una pensione di tipo: anzianità o anticipata, di vecchiaia o di reversibilità, assegno sociale e assegno ordinario di invalidità, pensione di invalidità civile, fatta eccezione per gli invalidi per i quali era accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

  • Buoni lavoro INPS cassaintegrati, NASpI, mobilità: i buoni lavoro INPS per lavoratori percettori di prestazione a sostegno al reddito quali mobilità e ASpI e miniASpI dal 1° maggio 2015 sostituita dalla nuova disoccupazione Naspi, da lavoratori in cassa integrazione, erano stati previsti a partire dalle prestazioni occasionali svolte dal 2013. La riforma però, ha poi fisssato dei limiti di reddito prestazione occasionale per questo tipo di lavoratori, fissando il limite di reddito massimo a 3.000 euro per anno solare. in questi caso, l’INPS provvede a dedurre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio. Limite che poi è stato abolito.

  • Buoni lavoro INPS Stranieri: i buoni lavoro INPS per i cittadini extracomunitari, sono voucher che consentivano ai cittadini stranieri di svolgere prestazioni occasionali e di sommarle al reddito complessivo, ai fini di rilascio e rinnovo permesso di soggiorno. Il solo reddito da prestazione occasionale, non era sufficiente a rilasciare o rinnovare il permesso per motivi di lavoro.

  • Studenti: la prestazione occasionale per gli studenti, era consentita solo mediante l’utilizzo dei buoni lavoro INPS da parte del committente che doveva garantire il rispetto dell’obbligo scolastico, da parte dello studente. Per cui il prestatore occasionale, se studente, poteva svolgere quindi l’attività lavorativa saltuaria solo se regolarmente iscritto a scuola, indipendentemente dall’ordine e dal grado e solo nei periodi di vacanza scolastica. Gli studenti invece con meno di 25 anni di età ma iscritti all’università, potevano svolgere la prestazione occasionale in qualsiasi periodo dell’anno.

Importante: buoni lavoro INPS potevano essere utilizzati per il lavoro accessorio di lavoratori con regolare contratto a tempo determinato o indeterminato full time o part time a patto che tale prestazione non era resa verso lo stesso datore di lavoro, per cui era compatibile con lo status di lavoratore dipendente.

 

Limite reddito lavoro accessorio:

Buoni lavoro INPS lavoro accessorio limite reddito è di 7000 euro: Il limite di compenso che il prestatore di lavoro accessorio può percepire nel corso dell'anno civile, ossia, dal 1° gennaio 2016 è passato da 5.060 euro netti a 7000 euro netti.

In caso invece del singolo committente impreditore o professionista i limite reddito rimane a € 2.020 netti e a € 2.693 lordi.

Novità jobs Act e lavoro accessorio: Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Jobs Act sul riodino dei contratti, decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 è stato introdotto l’innalzamento fino a 7.000 euro del limite annuale dei compensi per le prestazioni di lavoro accessorio. Tale novità, però non riguarda il lavoro accessorio svolto nei confronti del singolo committente imprenditore commerciale o professionista, per il quale il limite di reddito rimane a 2.000 euro annui.

Ricordiamo che i voucher Inps, possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017, solo se sono stati acquistati entro il 17 marzo 2017. 

 

Acquisto voucher INPS 2017: posta, banche, online e tabaccherie

Come venivano acquistati i voucher INPS? I buoni lavoro Inps, dovevano essere acquistati e ritirati seguendo le istruzioni sul sito ufficiale INPS, nello specifico è consentito l’acquisto secondo modalità diverse per buoni lavoro Inps tabaccheria, voucher postali, online e in banca.

Buoni lavoro INPS come e dove si compravano prima della loro abolizione definitiva?

  • buoni lavoro INPS acquisto online: è una procedura che consentiva al committente di acquistare i voucher per via telematica, utilizzando i servizi telematici dell’istituto dalla sezione Accesso ai servizi, oppure, dalla sezione Servizi On-Line/Per il cittadino/Lavoro occasionale accessorio/Accesso ai servizi. Inoltre, era possibile effettuare il pagamento online sempre dal sito ufficiale INPS dalla sezione Lavoro accessorio Servizi OnLine/Portale dei pagamenti/Accedi al portale/Lavoro occasionale accessorio. Per acquistare i buoni lavoro INPS, il committente doveva essere in possesso del PIN dispositivo INPS e scegliere una modalità di pagamento: addebito conto corrente BancoPosta (BPOL), carta prepagata Postepay oppure con carta di credito abilitata al circuito internazionale VISA, VISA Electron, Mastercard.

 

  • voucher INPS Tabaccherie: presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati. L’attivazione buoni lavoro INPS, poteva essere richiesta presentando in tabaccheria la propria Tessera Sanitaria definitiva, oppure, il codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso, era prevista l’applicazione della commissione sull’acquisto pari a 1 euro indipendentemente dal numero di voucher acquistati dal committente, il numero di voucher che potevan essere acquistati con una sola operazione è fino a 1.000 € di buoni lavoro e in un’unica giornata fino a 2.000 € di buoni lavoro.

 

  • buoni lavoro INPS banca: il committente poteva acquistarli anche presso gli sportelli di banche convenzionate, esibendo la Tessera Sanitaria o il tesserino del codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Per l’acquisto dei voucher indipendentemente dal loro numero, era dovuta una commissione di 1 euro da versare direttamente allo sportello al momento dell’emissione dei voucher. Per quanto riguardava, invece, il numero massimo di voucher acquistabili, era fino a 5.000 € di buoni lavoro con una sola operazione.

  • buoni lavoro INPS voucher postali: l’acquisto di buoni lavoro era consentito anche presso tutti gli uffici postali in contanti o tramite Postamat. Per effettuare le procedure di acquisto voucher postali, era sufficiente esibire la tessera sanitaria per la lettura del codice fiscale oppure comunicando la partita IVA della società. Le spese di commissione acquisto buoni lavoro INPS postali, erano di 2,50 € + IVA per la singola operazione di emissione dei buoni lavoro, fino ad un massimo di 25 voucher mentre il limite giornaliero di acquisto era di 5.000 € lordi.

 

Dove si ritiravano i buoni e Come funzionava l'attivazione dei voucher?

Direttamente agli Uffici INPS: i committenti potevano ritirare buoni lavoro INPS cartacei presso tutte le sedi INPS esibendo la ricevuta di pagamento dell’importo relativo ai buoni lavoro, da versare sul conto corrente postale 89778229 intestato a: INPS DG LAVORO OCCASIONALE ACC.. 

Prima di effettuare il versamento buoni lavoro INPS, il committente doveva però rivolgersi alla sede di riferimento INPS per sapere se vi era la disponibilità di voucher e doveva farlo prima dell'inizio della prestazione occasionale, la comunicazione di inizio prestazione medianti i canali indicati per ciascuna modalità di acquisto.

I buoni cartacei distribuiti presso le Sedi INPS acquistati dal committente, e non utilizzati, erano rimborsabili esclusivamente restituendoli integri presso le Sedi INPS, le quali avrebbero emesso a favore del datore di lavoro un bonifico domiciliato per il loro controvalore.

La normativa poi è cambiata, con l'introduzione  dei Voucher Inps telematici.

  

Dove si potevano cambiare i voucher in soldi?

Il lavoratore potevano cambiare i buoni lavoro INPS lavoro occasionale, presso le Sedi INPS entro 24 mesi dal giorno dell’emissione. Ai fini di riscossione del buono lavoro, i voucher andavano compilati rispettando la compilazione di tutti i dati richiesti al fine di identificare senza errori il lavoratore e il corretto accredito dei contributi previdenziali e assistenziali.

Inoltre, i buoni lavoro INPS potevano essere cambiati presso:

  • uffici postali: erano pagabili al lavoratore dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro ed entro 2 anni dal giorno dell’emissione
  • voucher telematici: tramite l’INPSCard ricevute dal prestatore, se attivate, oppure, tramite bonifico domiciliato
  • tabaccherie: potevano essere riscossi direttamente dal tabaccaio dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro occasionale ed entro 1 anno dal giorno dell’emissione.
  • banca: potevano essere pagati al lavoratore solo nelle filiali dello stesso circuito, dopo 24 ore dal termine della prestazione di lavoro occasionale ed entro 1 anno dal giorno dell’emissione.
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