Aumento IVA 2018: ridotta 11,5% e ordinaria 25% salvaguardia

Aumento IVA ordinaria al 25% ridotta all' 11,5% e benzina dal 1° gennaio 2018 ecco i nuovi aumenti di aliquota Iva con le clausole di salvaguardia

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L'Aumento IVA, inserito all'articolo 45 della Legge di Stabilità 2015 parlava chiaro: "incremento l’aliquota IVA del 10 per cento di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016 e di un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1° gennaio 2017 e aliquota Iva del 22% incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016, di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017 e di ulteriore 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018, in più aumento delle accise benzina e gasolio".

Oggi nel 2017, la situazione appare leggermente cambiata visto che l'aumento IVA, inteso come clausola di salvaguardia sui conti dello Stato Italiano, è stato rimandato al 2018 con una riduzione anche delle aliquote IVA.

 

Aumento IVA: clausole di salvaguardia 2017

Nel testo della Legge di Stabilità 2015 bollinato dalla Ragioneria di Stato, quindi parliamo del testo ufficiale che è stato presentato e controfirmato dal Presidente della repubblica Napolitano.

All'articolo 45 sono stati inseriti 3 provvedimenti di salvaguardia che riguardano l'aumento IVA a partire dal 2016 come misura di garanzia sui conti dell'Italia, nel senso che se il Governo non troverà le dovute coperture scatteranno questi provvedimenti.

Il comma 3 articolo 45 del Ddl di Stabilità 2015 prevedeva che:

  • Dal 2016 aumento IVA 12%: l'aliquota IVA agevolata ora al 10% passa dal 1° gennaio 2016 al 12% per poi aumentare di un altro punto percentuale a partire dal 2017, arrivano quindi ad un'aliquota IVA agevolata al 13%.
  • Dal 2016 aumento Iva 24%: l'aumento aliquota ordinaria sarà di due percentuali per cui si arriverà ad un'aliquota IVA ordinaria pari al 24%, per poi passare a partire dal 2017 al 25% e dal 1° gennaio 2018 ulteriore aumento, fino ad arrivare al 25,5%.
  • Aumento accise benzina dal 2018: L'altro provvedimento invece riguarda l'aumento a partire dal 1° gennaio 2018 dell’aliquota dell’accisa di: benzina, benzina con piombo e gasolio usato come carburante. Tali aumenti, dovranno determinare per lo Stato entrate non inferiori a 700 milioni di euro per l’anno 2018 e per ciascuno degli anni successivi e la loro efficacia avrà effetto con la pubblicazione online del relativo provvedimento sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Al comma 4 dell'articolo 45 Legge di Stabilità, si leggeva però che gli interventi illustrati nel comma 3, aumento IVA, possono essere sostituite anche in parte da misure in grado di produrre le stesse entrate per la finanza pubblica come ad esempio maggiori tagli, razionalizzazione e risparmi alla spesa pubblica.

Inoltre, tali provvedimenti di salvaguardia non riguarderanno l'IVA al 4% applicata sulla maggior parte dei prodotti di prima necessità come acqua, farina, pasta, frutta, latte fresco, olio d'oliva, l'IVA sull'acquisto prima casa, occhiali, mense scolastiche o aziendali ecc.

Nella Manovra Correttiva 2017, il Governo Gentiloni, ha invece fissato l'aumento IVA così:

  • Aliquota IVA 10%: aumento dal 2018 dell’aliquota all’11,5% al posto del 13%;
  • Aliquota 22%: aumento aliquota al 25% nel 2018 e al 25,4% mentre scende nel 2019 al 24,9% e nel 2020 , per poi tornare al 25% dal 2021;
  • Aumento accise sulla benzina: dal 2019.

 

Aumento aliquota IVA ridotta all'11,5 dal 2018:

Il provvedimento di salvaguardia sulla Legge di Stabilità 2015 pone come "manovra correttiva" dei conti l'aumento a partire dal 2016 dell'aliquota IVA agevolata dal 10 al 12% per poi aumentare al 13% a partire dal 1° gennaio 2017.

In realtà tale aumento non è mai entrato in vigore. Se lo Stato però non avrà abbastanza soldi per coprire tutte le misure, sono previste nuove calusole di salvaguardia nel 2017.

Su quali prodotti aumenterà l'IVA fino all'11,5%? L'aumento IVA prima del 12% e poi del 13% ed ora 11,5, si applicherà dal 2018 su tutti quei prodotti che oggi sono tassati con aliquota agevolata al 10%, ovvero:

  • Prodotti da forno, pasticceria e cereali.
  • Carne e salumi e altri prodotti sempre a base di carni.
  • Pesce fresco o surgelato.
  • Latticini, latte conservato e Uova.
  • Oli di tipo alimentare.
  • Zucchero, sale, spezie e erbe aromatiche.
  • Marmellate, miele, cioccolato, gelati, salse di pomodoro e altri condimenti.
  • Alimenti per bambini.
  • Caffè, tè, cacao e cioccolato in polvere, birra.

L'aliquota agevolata al 10% è applicata oggi anche sull'acquisto degli immobili uso abitativo diversi dalla prima casa, materiali e opere per la ristrutturazione edilizia, fornitura acqua, luce e gas, farmaci anche omeopatici, biglietti per autobus, treni, metropolitane, navi e aerei, cinema, teatri e concerti, canone RAI, ristoranti e hotel.

 

Aumento IVA ordinaria al 25% dal 2018:

La Manovra Correttiva del 2017, contiene come norma di salvaguardia a garanzia del fatto che se il governo non riuscisse entro il prossimo anno ad attuare le riforme e i provvedimenti indicati ma soprattutto ad avere tutte le coperture, interverrebbe con l'aumento della percentuale IVA a partire dal 2018.

Ciò significa che l'aliquota IVA ordinaria che ora è al 22% potrebbe aumentare fino ad arrivare al 25% nel 201 dal 1° gennaio 2018, una percentuale molto più alta rispetto a quella indicata dall'Unione Europea.

Ma in Italia quali sono i prodotti tassati con l'IVA ordinaria?

I prodotti tassati attualmente con IVA ordinaria al 22% e che potrebbero aumentare dal 2018, sono ad esempio:

  • i piatti pronti alimentari;
  • acqua minerale e bevande alcoliche e analcoliche;
  • tabacchi;
  • abbigliamento e scarpe;
  • biancheria;
  • servizi per la persona come il parrucchiere o l'estetista;
  • gioielli e orologi.

Inoltre, potrebbero aumentare prodotti per gli animali e veterinaria, servizi di telefonia, apparecchi elettronici come cellulari, tablet, pc abbonamenti palestre e sport in generale, divertimento e per l'acquisto di auto, moto, motorini e biciclette compresi gli accessori e i pezzi di ricambio.

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