Aumento IVA 2019: aliquota IVA ridotta 11,5% e ordinaria al 24,2%

Aumento IVA dal 2019 aliquota IVA ridotta passa dal 10% del 2018 all'11,5% del 2019 e al 12% dal 2021, l'aliquota IVA ordinaria aumenta fino al 25%

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L'Aumento IVA, inserito all'articolo 45 della Legge di Stabilità 2015 parlava chiaro: "incremento l’aliquota IVA del 10 per cento di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016 e di un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1° gennaio 2017 e aliquota Iva del 22% incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016, di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017 e di ulteriore 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018, in più aumento delle accise benzina e gasolio".

Oggi nel 2017, la situazione appare leggermente cambiata visto che l'aumento IVA, inteso come clausola di salvaguardia sui conti dello Stato Italiano, è stato rimandato al 2018 con una riduzione anche delle aliquote IVA.

L'aumento IVA 2018 è stato evitato grazie al reperimento di quasi 15 miliardi di euro. Per tutto il 2018, quindi, in Italia si continuerà ad applicare:

  • un'aliquota IVA 2018 ridotta al 10%:
  • un'aliquota IVA 2018 ordinaria del 22%.

L'aumento IVA 2019, invece, sarà una partita tutta da giocare per il nuovo Governo che succederà a Gentiloni.

 

Aumento IVA: clausole di salvaguardia 2018

L'aumento IVA, è stato previsto dal testo della Legge di Stabilità 2015 all'articolo 45. In questo articolo, infatti, sono presenti 3 provvedimenti di salvaguardia che riguardano l'aumento IVA a partire dal 2016 come misura di garanzia sui conti dell'Italia.

Il comma 3 articolo 45 del Ddl di Stabilità 2015 ha previsto che:

  • Dal 2016 aumento IVA 12%: l'aliquota IVA agevolata ora al 10% passa dal 1° gennaio 2016 al 12% per poi aumentare di un altro punto percentuale a partire dal 2017, arrivano quindi ad un'aliquota IVA agevolata al 13%.
  • Dal 2016 aumento Iva 24%: l'aumento aliquota ordinaria sarà di due percentuali per cui si arriverà ad un'aliquota IVA ordinaria pari al 24%, per poi passare a partire dal 2017 al 25% e dal 1° gennaio 2018 ulteriore aumento, fino ad arrivare al 25,5%.
  • Aumento accise benzina dal 2018: L'altro provvedimento invece riguarda l'aumento a partire dal 1° gennaio 2018 dell’aliquota dell’accisa di: benzina, benzina con piombo e gasolio usato come carburante. Tali aumenti, dovranno determinare per lo Stato entrate non inferiori a 700 milioni di euro per l’anno 2018 e per ciascuno degli anni successivi e la loro efficacia avrà effetto con la pubblicazione online del relativo provvedimento sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Al comma 4 dell'articolo 45 Legge di Stabilità, si legge anche però che gli interventi illustrati nel comma 3, aumento IVA, possono essere sostituite anche in parte da misure in grado di produrre le stesse entrate per la finanza pubblica come ad esempio maggiori tagli, razionalizzazione e risparmi alla spesa pubblica.

Inoltre, tali provvedimenti di salvaguardia non riguardano l'aumento IVA al 4% applicata sulla maggior parte dei prodotti di prima necessità come acqua, farina, pasta, frutta, latte fresco, olio d'oliva, l'IVA sull'acquisto prima casa, occhiali, mense scolastiche o aziendali ecc.

Con la Manovra Correttiva, il Governo Gentiloni, è intervenuto prima a fissare l'aumento IVA così:

  • Aliquota IVA 10%: aumento dal 2018 dell’aliquota all’11,5% al posto del 13%;
  • Aliquota 22%: aumento aliquota al 25% nel 2018 e al 25,4% mentre scende nel 2019 al 24,9% e nel 2020 , per poi tornare al 25% dal 2021;
  • Aumento accise sulla benzina: dal 2019.

Poi, con la nuova legge di Bilancio 2018, il governo Gentiloni, ha trovato le risorse necessarie e bloccare l'aumento IVA per tutto il 2018 ma secondo il testo della Manovra, ci sarà l'aumento IVA dal 2019.

 

 

Aumento IVA ridotta 11,5 dal 2019:

Il provvedimento di salvaguardia sulla Legge di Stabilità 2015 ha posto come "manovra correttiva" dei conti l'aumento a partire dal 2016 dell'aliquota IVA agevolata dal 10 al 12% per poi aumentare al 13% a partire dal 1° gennaio 2017.

In realtà tale aumento non è mai entrato in vigore, perché i governi finora hanno trovato le risorse necessarie per non farla aumentare.

Sulla base del nuovo disegno di legge di Bilancio 2018, l'aumento IVA dal 2018 è stato bloccato ma in realtà è stato solo rinviato al 2019 e sarà compito del nuovo governo che succederà a questo attuale di Gentiloni, trovare un modo pr sterilizzare queste clausole di salvaguarda che sono un po' come una spada di damocle sull'Italia.

il testo della Manovra 2018 parla chiaro:

  • Aumento IVA ridotta dal 2019: dal 10% aumenta all'11,5%;
  • Aumento IVA ridotta dal 2020: dall'11,5% sale al 12%.

In pratica, nel 2018 niente aumento dell'Iva ridotta o di quella ordinaria che rimangono ferme, rispettivamente, a 10% e 22%, aumento consistente nel 2019 e poi piccolo ed ulteriore aumento dal 2020.

Ma su quali prodotti aumenterà l'IVA ridotta all'11,5% e poi 12%? L'aumento IVA prima del'11,5% e poi del 12%, si applicherà dal 2019 e 2020, su tutti quei prodotti che oggi sono tassati con aliquota agevolata al 10%, ovvero:

  • Prodotti da forno, pasticceria e cereali.
  • Carne e salumi e altri prodotti sempre a base di carni.
  • Pesce fresco o surgelato.
  • Latticini, latte conservato e Uova.
  • Oli di tipo alimentare.
  • Zucchero, sale, spezie e erbe aromatiche.
  • Marmellate, miele, cioccolato, gelati, salse di pomodoro e altri condimenti.
  • Alimenti per bambini.
  • Caffè, tè, cacao e cioccolato in polvere, birra.

L'aliquota agevolata al 10% è applicata oggi anche sull'acquisto degli immobili uso abitativo diversi dalla prima casa, materiali e opere per la ristrutturazione edilizia, fornitura acqua, luce e gas, farmaci anche omeopatici, biglietti per autobus, treni, metropolitane, navi e aerei, cinema, teatri e concerti, canone RAI, ristoranti e hotel.

 

Aliquota IVA ordinaria 2019 aumento al 24,2% e poi al 25%

La legge di bilancio 2018 ha sterlizzato l'aumento dell'IVA a partire dal prossimo anno, per cui anche nel 2018, l'IVA, imposta sul valore aggiunto, sarà IVA ridotta al 10% e IVA ordinaria al 22%.

Dal 2019, invece, come abbiamo già visto l'aliquota IVA al 10% salirà di 1,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2019 e di ulteriori 1,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2020.

  • Dal 1° gennaio 2019: l'aliquota IVA ordinaria passa dall 22% al 24,2%: con un aumento di 2,2 punti percentuali;
  • Dal 1° gennaio 2020: l'aliquota IVA ordinaria passa dal 24,2% al 24,9%: aumento di 0,7 punti percenutali;
  • Dal 1° gennaio 2021: l'aliquota IVA ordinaria passa dal 24,9% al 25%: aumento di altri 0,1 punti percentuali.

Semplificando, c'è uno stop per un anno sull'aumento dell'IVA, che però tornerà a salire dal 2019, come da tabella:

Aumento IVAaliquota IVA ordinariaaliquota IVA ridotta
anno 2018rimane al 22%rimane al 10%
anno 2019aumenta al 24,2%aumenta all'11,5%
anno 2020aumenta al 24,9%aumenta al 12%
anno 2021aumenta al 25%rimane al 12%

 

Ma in Italia quali sono i prodotti tassati con l'IVA ordinaria?

I prodotti tassati attualmente con IVA ordinaria al 22% e che potrebbero aumentare fino al 25% nel 2021, sono:

  • i piatti pronti alimentari;
  • acqua minerale e bevande alcoliche e analcoliche;
  • tabacchi;
  • abbigliamento e scarpe;
  • biancheria;
  • servizi per la persona come il parrucchiere o l'estetista;
  • gioielli e orologi.

Inoltre, potrebbero aumentare prodotti per gli animali e veterinaria, servizi di telefonia, apparecchi elettronici come cellulari, tablet, pc abbonamenti palestre e sport in generale, divertimento e per l'acquisto di auto, moto, motorini e biciclette compresi gli accessori e i pezzi di ricambio.

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