Assegno divorzile 2018: novità, nuovo calcolo assegno di mantenimento

Assegno di divorzio 2018 nuovo calcolo per l'assegno divorzile per il mantenimento coniuge in base all'autosufficienza e indipendenza economica dell'ex

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Assegno divorzile 2018, novità: nuovo calcolo per la determinazione dell'assegno di mantenimento dell'ex coniuge.

La recente sentenza della Corte di Cassazione, sez. I civile - sentenza n. 11504 del 10-5-2017, ha di fatto modificato il sistema di calcolo dell'assegno di divorzio basato sul vecchio parametro del tenore di vita con l'introduzione di uno nuovo: il cd. parametro di spettanza, basato sulla valutazione dell’indipendenza o dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge che richiede il mantenimento.

Ma vediamo in dettaglio cosa dice la sentenza e cosa hanno deciso in merito i supremi giudici.

 

Assegno divorzile 2018: cos'è e come funziona?

Che cos'è l'assegno divorzile 2018? A differenza dell'assegno di mantenimento al coniuge che viene riconosciuto dopo separazione e quindi in una situazione di allontanamento temporaneo tra i coniugi, l'assegno divorzile, è un assegno di divorzio che l'ex coniuge deve corrispondere all'altro coniuge più bisognoso, dopo la sentenza di divorzio, cioè dopo l'effettivo scioglimento del vincolo matrimoniale tra i due.

Il diritto a ricevere l'assegno ed il suo importo, sono stabiliti dal Giudice tenendo conto della condizioni d vita dei due coniugi, le ragioni che hanno portato alla fine del matrimonio, alla separazione ed infine al divorzio, la durata del matrimonio, il tipo e l'entità del contributo personale ed economico che ciascun coniuge ha portato all'interno della famiglia e al patrimonio.

I presupposti per avere diritto all’assegno divorzile, sono:

  • Sentenza di divorzio definitiva;
  • Situazione di bisogno da parte del coniuge beneficiario: ciò significa che per avere diritto alla corresponsione dell'assegno di divorzio, il coniuge deve versare in una situazione disagiata senza mezzi adeguati al suo sostentamento a causa di ragioni oggettive.
  • Caratteristica fondamentale dell'assegno divorzile, è che il diritto nasce da una causa oggettiva: l'impossibilità per il coniuge più debole di potersi procurare i mezzi necessari al suo sostentamento. Tale condizione, deve comunque essere provata e verificata dal giudice.

L'assegno divorzile, come l'assegno di mantenimento nella separazione, funziona come una misura assistenziale/solidaristica verso il coniuge più debole, al quale va evitato il peggioramento delle condizioni patrimoniali e vitali rispetto all'altro coniuge, con la fine degli effetti del matrimonio.

Per leggere e scaricare la sentenza: Corte di Cassazione, sez. I civile - sentenza n. 11504 del 10-5-2017.

 

Assegno divorzile 2018 novità: nuova sentenza Cassazione

Cosa cambia per l'assegno divorzile 2018 dopo la sentenza della Cassazione?

La recente sentenza della Corte di Cassazione, sez. I civile - sentenza n. 11504 del 10-5-2017 e relativa ad un divorzio tra l'ex ministro, Vittorio Grilli e l'ex moglie, imprenditrice americana, i supremi giudici della Cassazione, hanno rivoluzionato i presupposti del diritto all'assegno di divorzio, respingendo il ricorso da parte della giovane moglie americana nei confronti di una precedente sentenza emessa dalla Corte di Appello d Milano nel 2014, che le aveva negato il diritto alla corresponsione dell'assegno divorzile, a causa dell'incompleta documentazione reddituale prodotta e alla riduzione del reddito che l'ex marito ministro, aveva avuta dopo il divorzio.

Perché questa nuova sentenza della Cassazione è così importante? Perché i Supremi Giudici, hanno sentenziato che ai fini dei diritto all'assegno divorzile e per il suo calcolo, non va tenuto conto del parametro del tenore di vita matrimoniale bensì del parametro di spettanza, basato invece sull'autosufficienza economica o sull'indipendenza dell'ex coniuge che ne ha fatto richiesta.

"Il matrimonio", infatti, come stabilito dalla Cassazione, "non è più la sistemazione definitiva: sposarsi, è un atto di libertà e autoresponsabilità". Rispetto quindi alla sentenza milanese, la motivazione che ha fatto dire no all'assegno di divorzio all'ex coniuge, è da rintracciarsi non tanto nella mancata produzione di documenti consoni ad attestare la sua situazione reddituale, quanto piuttosto l'evidenza che i tempi sono cambiati e che è necessario:

superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come sistemazione definitiva", perché è "ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile.

La prima sezione civile fa notare poi, che la sentenza di divorzio estingue gli effetti civili del matrimonio non solo dal punto di vista affettivo e personale ma anche quello economico-patrimoniale; con il divorzio il rapporto tra i coniugi finisce e manterlo con un'indebita prospettiva di un assegno, impedisce al vincolo matrimoniale stesso di terminare.

Per questo motivo che la decisione dei supremi giudici, nella sentenza, è quella di tenere conto non del parametro del tenore di vita ma del parametro di autosufficienza e delle possibilità reali dell'ex coniuge di raggiungere l’indipendenza economica.

Come si legge nella sentenza, se viene accertato che l'ex coniuge è economicamente indipendente o effettivamente in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto il diritto all'assegno di divorzio.

Quando c'è indipendenza economica dell'ex? Secondo la Cassazione, affinché ci sia l'indipendenza dell'ex coniuge occorre:

  • il possesso dii redditi;
  • il possesso di un patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • le «capacità e possibilità effettive» di lavoro personale;
  • la stabile disponibilità di un’abitazione.

 

Assegno divorzile 2018: nuovo calcolo per l'assegno di mantenimento

La sentenza n.11504 della Cassazione, secondo vari avvocati matrimonialisti ha cambiato non solo il criterio per valutare il diritto al riconoscimento dell'assegno divorzile ma anche il modo di calcolarlo e di conseguenza la sua misura.

Riconoscere l’assegno al coniuge solo perché si è stati sposati, perché, dopo il divorzio, non si ha più lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio e perché si è dimostrato di non avere i mezzi necessari al proprio mantenimento, non sono più motivazioni valide.

Se l'ex coniuge è giovane ed è in grado di lavorare, è anche in grado di reperire da sola le risorse necessarie al suo sostentamento, produrre reddito e quindi di mantenere lo tesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio, per questo non ha diritto all'assegno di mantenimento, anche se durante la vita matrimoniale, era casalinga.

Finito il matrimonio con il divorzio, ciascun ex coniuge deve badare a sé e nessuno può obbligare l'uomo, ma a volte anche la donna, a mantenere il coniuge, se dispone di tutte le risorse fisiche e mentali per potersi sostenere da solo.

Per cui ora, come si calcola l’assegno divorzile 2018 o di mantenimento?

In base a quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale, per accertare il diritto all’assegno divorzile, occorrono due fasi:

  • Prima fase: il giudice deve accertare da parte del coniuge che richiede l'assegno divorzile, la mancanza di mezzi economici adeguati a garantire lo stesso tenore di vita avuto in costanza di matrimonio. Il parametro, per fare questo tipo di valutazione, non deve essere però solo il reddito della famiglia quando i due stavano insieme ma anche quello che sarebbe potuto diventare con la continuazione del matrimonio. In questo modo, se durante la vita matrimoniale, i due coniugi hanno fatto grandi sacrifici per avviare un'impresa o la carriera lavorativa, anche di uno dei due, una volta finito il matrimonio con il divorzio, l'assegno deve tenere conto di questi sacrifici, come ricompensa degli sforzi fatti durante l'unione;
  • Seconda fase: il giudice passa alla determinazione dell'importo spettante. Il calcolo dell'assegno divorzile, deve tenere conto:
    • delle condizioni dei coniugi;
    • le ragioni del divorzio;
    • del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla famiglia;
    • del contributo alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune;
    • della durata del matrimonio.
    • delle rispettive potenzialità economiche.

Cerchi maggiori informazioni sull'assegno di mantenimento al coniuge? Allora leggi le nostre guide:

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