Abolizione studi di settore 2018: ISA, nuovi indicatori di compliance

Abolizione studi di settore 2018 e nuovi indicatori di compliance Agenzia Entrate cosa cambia per Partita IVA imprese professionisti società ed autonomi

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Abolizione degli studi di settore 2018, dopo tanti annunci sta finalmente per diventare realtà per 4 milioni di contribuenti. 

L’addio agli studi di settore, rientra infatti tra le misure dello scorso anno contenute nella Legge di Bilancio, il cui decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 15 ottobre scorso.

Vediamo quindi cosa cambia con l’aboliizione degli studi di settore 2018 per Partite Iva, imprese, professionisti, lavoratori autonomi e società con i nuovi indicatori di compliance Agenzia delle entrate.

 

Abolizione studi di settore 2018:

L’abolizione studi di settore 2018, è una delle novità inserite nella Legge di Stabilità e che partirà già dalla fine del 2017, per circa 4 milioni di contribuenti società imprese, professionisti e autonomi obbligati alla compilazione, ogni anno, del modello studi di settore, con i dati relativi alla propria attività economica. 

Con l’introduzione di questa nuova misura e semplificazione, il Governo cerca di raggiungere almeno 3 obbiettivi:

1) facilitare la compilazione;

2) non chiedere dati già in possesso dell’amministrazione finanziaria;

3) introdurre nuovi meccanismi di previsione e valutazione, con gli indicatori di compliance.

 

Abolizione studi di settore: da quando?

In base a quanto previsto dalla scorsa legge di Bilancio, l’addio agli studi di settore avviene in 2 tempi:

1) A partire dall'anno d'imposta 2017: l’Agenzia delle entrate, provvederà ad introdurre i nuovi indici di affidabilità fiscale per le partite Iva obbligate tutti gli anni a compilare gli studi di settore;

2) Emanazione nel 2018 di uno specifico decreto del ministero dell'Economia che stabilisca le modalità e i termini che porteranno alla progressiva eliminazione degli studi di settore 

Il superamento degli studi di settore con gli indicatori di compliance, era stato già comunicato ad inizio di settembre dal Mef, che aveva dichiarato l’abolizione degli studi di settore ed il conseguente passaggio agli indicatori di compliance

Questi indicatori, sulla base di specifici criteri, verranno utilizzati a partire dal 2017 come strumenti di valutazione dei contribuenti, i quali verranno poi collocati in una scala di affidabilità da 1 a 10, dove 0 sta per bassissimo grado di affidabilità fiscale e 10, massimo grado di virtuosità.

I soggetti che raggiungeranno quindi un alto grado di affidabilità, avranno accesso al sistema premiale che prevede, tra le tante cose:

  • Esclusione da alcuni tipi di accertamento fiscale;
  • Riduzione del periodo di accertabilità.
  • Rimborsi fiscali molto più veloci.

Per maggiori informazioni su come funzionano i nuovi indicatori di affidabilità, leggi il nostro articolo di approfondimento.

 

ISA indicatori di compliance: cosa cambia con i nuovi studi di settore 2018?

Con l’abolizione degli studi di settore ed il passaggio ai nuovi indicatori di compilace ISA, cosa cambia per le Partite IVA?

Con i nuovi studi di settore 2018 a cambiare per le imprese, professionisti, lavoratori autonomi e società, saranno:

Normalità economica: fino adesso sono stati utilizzati gli indicatori di normalità economica per stimare i ricavi/compensi, in seguito invece, ci saranno degli indicatori per il calcolo del livello di affidabilità che non prenderanno in considerazione non solo i ricavi stimati ma anche il valore aggiunto e il reddito di impresa.

Basi imponibili: il nuovo indicatore di compliance, valuterà non solo l’attività svolta in maniera prevalente dal soggetto ma anche tutte le attività o gruppo di attività svolte dallo stesso soggetto. Tutti questi elementi verrano così valutati dal nuovo modello statistico, stimando così più basi imponibili: il valore aggiunto e su questa, si stimeranno ricavi/compensi e il reddito.

Dati utilizzati: con i nuovi ISA 2018 indicatori di compliance, i dati da valutare e stimare verranno ricavati su un range di 8 anni e non più 1 come avveniva con gli studi di settore.

Modelli organizzativi: con i nuovi indicatori verranno introdotti nuovi metodi di individuazione dei modelli organizzativi al fine di ridurne il numero, fornendo al contempo maggiore stabilità e robustezza all’assegnazione del contribuente al cluster.

Analisi dei dati: i nuovi indicatori di affidabilità, cambierà anche l'analisi della regressione per ogni cluster, al suo posto, un'unica regressione.

Stima del valore aggiunto: avverrà sulla base di un preciso calcolo dei coefficienti stimati, in modo tale che il risultato sia diverso e personalizzato per ciascun contribuente.

Non ci saranno più correttivi: nei nuovi indicatori di affidabilità/compliance, è stato introdotto un nuovo modello di stima che è in grado di rilevare l'andamento ciclico, per cui non sarà più necessario predisporre i cosiddetti “correttivi crisi” degli studi di settore sulla base dell'andamento economico nei diversi settori

Semplificazioni: il passaggio ai nuovi indicatori di compliance, porterà inoltre ad una semplificazione degli adempimenti per imprese e professionisti, che dal 2017 in poi, saranno tenuti a comunicare all’Agenzia delle entrate, meno informazioni rispetto agli attuali studi di settore.

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