Vendere su eBay senza partita IVA è legale? Si devono pagare le tasse?

Un privato può vendere su eBay oggetti personali usati senza la partita Iva? Quando l'importo ricevuto deve essere indicato nella dichiarazione redditi 2017

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Vendere su eBay senza aprire la partita Iva è possibile? Si, un privato può vendere online oggetti usati e non è obbligato ad aprire la partita Iva se la cessione è occasionale e non abituale. L'importo che riceve dalla vendita, va poi dichiarato nella dichiarazione dei redditi e a pagarci le tasse? Cosa dice il Fisco Italiano sulle vendite online e sul commercio elettronico occasionale? 

 

Vendere su eBay senza partita IVA:

La vendita online realizzata attraverso l'utilizzo di una piattaforma web che potrebbe essere eBay, Subito o kijiji può configurarsi sotto due fattispecie: come attività di commercio elettronico occasionale o commercio elettronico abituale.

La linea tra queste due attività è comunque molto sottile, spieghiamo meglio, se decido di vendere su eBay la mia lavatrice usata, posso farlo tranquillamente anche se non ho la partita IVA ma sono comunque tenuto a dichiarare l'importo ricevuto dalla vendita nella dichiarazione dei redditi, perché anche se si tratta di un'attività di commercio elettronico occasionale e non abituale fatta da un privato ad un altro privato, va comunque dichiarata con il modello Unico o modello 730 sotto la voce altri redditi.

Se invece oltre alla lavatrice, vendo un forno, dischi, il vecchio cellulare, vestiti che non uso, tale abitualità potrebbe configurarsi come attività economica abituale in quanto la vendita verrebbe ripetuta nel tempo.

Al riguardo il Codice Civile all'articolo 2082 afferma infatti che i presupposti di un'attività di impresa sono l'esercizio di un'attività economica, organizzazione, professionalità, produzione o scambio di beni e servizi, in cui la professionalità è da intendersi nella continuità e non nell'occasionalità degli affari. In questo caso sarebbe quindi obbligatoria l'aprire la Partita IVA per negozio online e l'iscrizione alla Gestione Separata INPS ecc.

 

Attività commerciale occasionale e non abituale:

I proventi ottenuti dalla vendita online di beni o servizi, può quindi rientrare nell'ambito dei redditi d’impresa o dei redditi diversi a seconda che l’attività commerciale sia svolta nel primo caso come vendita “professionale abituale” o nel secondo caso come “non abituale”.

Innanzitutto vediamo cosa intende l'Agenzia delle Entrate per attività commerciale, facendo riferimento alla risoluzione numero 21/E del 01.03.2004 che richiama alcuni principi sanciti dalla Corte di Cassazione per definire la nozione di imprenditore commerciale (Art. 2082 e 2195 c.c.), ossia, come attività concernente anche un solo affare che comporti il compimento di altri atti economici correlati come per esempio la costruzione di un immobile e la successiva vendita, e l'avvalersi di lavoro altrui o di specifici beni strumentali.

Capito quindi la natura commerciale dell’attività, ora dobbiamo vedere se lo svolgimento di tale attività è protratta nel tempo in modo regolare, anche se non continuo, se questa integra lo svolgimento della professione abituale di un attività commerciale e quindi genera reddito d’impresa, oppure, se è svolta in modo occasionale e quindi non abituale, tale da generare proventi che vanno dichiarati nella dichiarazione dei redditi sotto la voce altri redditi e quindi assoggettati a tassazione.

 

Vendita occasionale su eBay di beni usati e personali:

L’attività commerciale occasionale di vendita di beni personali e usati, effettuata mediante l'utilizzo di siti web specializzati come eBay, è dal punto di vista fiscale una “attività commerciale non esercitata abitualmente” e pertanto rientra tra i redditi diversi, ai sensi dell’articolo 67, comma 1°, lettera i).

Il privato che svolge tale attività, per una sua maggiore tranquillità, dovrebbe anche rilasciare una ricevuta che attesti l’importo ricevuto dalla vendita del bene, il blocchetto delle ricevute può essere acquistato dal tabaccaio e compilato con i dati di chi vende e acquista il bene, l'originale va poi dato all'acquirente mentre la copia rimane al cedente. Ricordiamo però che se la vendita avviene tra privati, per la ricevuta bastano nome e cognome dell'acquirente mentre se si tratta di una società, ditta, impresa va indicato per intero la denominazione e il numero di Partita IVA e la descrizione del bene venduto, seguita dalla seguente dicitura: “Corrispettivo relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui art. 67 DPR 917/86”; e applicare una marca da bollo su ricevuta da 2,00 euro qualora l'importo della vendita sia pari o superiore a 77,47€.

 

Vendita su eBay e fisco: va dichiarata? si pagano le tasse?

Vendita su eBay e Fisco: il privato che vende occasionalmente su eBay degli oggetti usati e personali, per essere in regola con il Fisco italiano è tenuto ad indicare nella dichiarazione dei redditi 2017 del periodo d’imposta nel quale è avvenuta la riscossione della cessione, (ad esempio vendita effettuata nel 2016 va dichiarata nel modello Unico 2017), l'importo ottenuto dalla vendita, indicando altresì le eventuali spese accessorie, come ad esempio le spese di spedizione se a carico del venditore privato.

Nello specifico, l'Art 67 i del TUIR fa rientrare nei redditi diversi quelli derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente che vanno indicati nel modello Unico Pf quadro RL o modello 730 quadro D, ricordiamo però che la legge italiana, prevede anche dei casi in cui vi è l'esclusione dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, ossia quando per esempio le persone fisiche hanno posseduto nel 2016 un reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a 4800 euro. In questo caso, quindi i proventi ottenuti dalla vendita di beni su eBay non vanno dichiarati.

La legge infatti prevede delle detrazioni per alcuni redditi assimilati, di impresa e lavoro autonomo, ciò significa che se alla formazione del reddito complessivo concorrono alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e redditi derivanti da attività commerciali occasionali spetta una detrazione di 1.104 euro ai sensi dell’articolo 13, comma 5 del TUIR, per cui se i compensi netti percepiti non superano i 4.800 Euro nel corso dell’anno, in assenza di altri redditi non si è obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda l'IVA, la cessione del bene non è soggetta all'imposta sul valore aggiunto per mancanza del requisito soggettivo, in quanto il soggetto venditore non esercita in modo abituale attività d’impresa.

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