TTIP cos'è? Cosa prevede trattato Europa USA? Quali rischi in Italia?

TTIP trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico tra Europa e USA, cosa prevede? Quali rischi per i consumatori cittadini e aziende in Italia?

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Il TTIP è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico tra Europa e Stati Uniti che mira ad eliminare le cd. barriere non tariffarie, ossia, dazi e dogane, al fine di rendere più fluida la commercializzazione di prodotti tra i paesi UE e gli USA. 

Ma cos’è il TTIP e cosa prevede? Quali sono i rischi per l’Italia? Cosa comporta la sottoscrizione di questo trattato da parte dell’Europa pei i consumatori, cittadini e le aziende italiane?

 

TTIP cos’è?

Cos’è il TTIP? E’ un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico tra Europa e USA che la Commissione UE e il governo degli Stati Uniti stanno discutendo, al fine di rendere più agevole e fluida la commercializzazione di prodotti alimentari e non solo, fra i paesi Ue e gli USA. 

Nello specifico, il TTIP acronimo del nome in inglese, “Transatlantic Trade and Investment Partnership”, è quindi un accordo commerciale di libero scambio, che è ancora in corso di negoziazione e discussione ma che sta già destando preoccupazione tra i cittadini italiani, a causa dei possibili rischi, a cui verrebbe esposta l’Italia, con la stipula di un trattato simile.

Tale negoziato, infatti, non coinvolge solo il Bel Paese, ma anche 50 stati USA e 28 nazioni dell’Unione Europea, tra cui anche l’Italia, parliamo quindi di circa 820 milioni di cittadini coinvolti da questo “accordo commerciale e di investimenti”, che ufficialmente, secondo il primo e unico documento diffuso dalla UE in quanto declassificato e quindi non più "segreto", ("Direttive di negoziato sul Partenariato transatlantico per gli scambi e gli investimenti tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America" che si può scaricare e visualizzare al seguente indirizzo: documento ufficiale trattato TTIP UE e USA), non è altro che un trattato per aumentare gli scambi e gli investimenti tra i paesi UE e gli Stati Uniti, al fine di generare un mercato transatlantico, fatto di nuove opportunità economiche, posti di lavoro e normative uniche non legate ai dazi e dogane.

 

TTIP cosa prevede il trattato di libero scambio Europa USA?

Cosa prevede il trattato di libero scambio Ue USA? Il TTIP prevede, secondo il documento ufficiale diffuso dalla UE, 3 aree di intervento: accesso al mercato, ostacoli non tariffari e questioni normative. 

1) Accesso al mercato TTIP: nella prima area di intervento dell’accordo commerciale transatlantico, si parla di accesso al mercato per 4 settori specifici che sono: 

Merci;

Servizi;

Investimenti;

Appalti pubblici.

Per tali settori, e in particolare per le merci, si prevede quindi l’eliminazione di tutti i dazi derivati dall’import/export delle merci, al fine di eliminare le tariffe per la loro commercializzazione, ciò significa che si tenta di introdurre misure antidumping per evitare che un prodotto sul mercato estero abbia un prezzo inferiore rispetto a quello del mercato di origine e misure tutelative che, permettano ai Paesi di poter rimuovere dal mercato una merce, qualora diventi una minaccia per l’industria nazionale.

Per quanto riguarda invece l’area Servizi, il trattato TTIP prevede un trattamento alla pari per le società e filiali che si stabiliscono nei suddetti territori, fatta eccezione per i servizi audiovisivi che ne sono esclusi.

La liberalizzazione riguarda anche gli appalti pubblici di tipo nazionale, regionale o comunale, con la sottoscrizione del TTIP le aziende europee, potranno partecipare alle gare di appalto degli Stati Uniti, e le società USA a quelle europee.

Infine ci sono gli investimenti e la loro tutela, in questa area il TTIP prevede l’introduzione di un meccanismo che permetta agli investitori di portare in tribunale i governi, attraverso l’arbitrato internazionale Stato-imprese, cd. ISDS, Investor-to-State Dispute Settlement.

2) Ostacoli non tariffari TTIP: il trattato ha come obiettivo di rendere più facile e veloce la commercializzazione di merci, servizi, appalti ed investimenti tra Europa e USA, non solo attraverso la libertà di scambio ma anche e soprattutto con l’eliminazione dei dazi e delle dogane. 

Le barriere non tariffarie, sono infatti misure che un Paese x, adotta al fine di limitare nel proprio territorio, la circolazione si merci e prodotti esteri, attraverso l’applicazione di tariffe, ma nel documento ufficiale TTIP UE si parla nello specifico non si parla di dazi ma limiti di alto genere, come ad esempio la possibilità di fissare un limite alla quantità di prodotti importati o particolari regolamenti. 

Ed è proprio su questo tema che il TTIP, è fortemente criticato da molte associazioni e cittadini, in quanto potrebbe consentire la libera circolazione di merci e prodotti che attualmente sono vietate nell’UE, come ad esempio la carne bovina con sostanze ormonali che è consentita negli Stati Uniti ma non in Europa grazie alla barriera non tariffaria al mercato europeo.

3) Norme TTIP: l’ultima area di intervento del TTIP prevede anche la creazione di regole globali, ivi compresi i diritti di proprietà intellettuale al fine di favorire il libero scambio di merci e prodotti rispettosi dell’ambiente e dell’emissioni di carbonio, garantiti da misure antifrode e controlli. Inoltre, il negoziato dovrà trattare la questione delle imprese pubbliche, monopoli di stato, delle materie prime ed energia relative al commercio, disposizioni ad ho per le piccole e medie imprese e la piena liberalizzazione dei pagamenti e movimenti di capitali.

 

Rischi TTIP Italia per i consumatori, cittadini e aziende italiane:

La stipula di un trattato commerciale transatlantico, TTIP tra Europa e USA, e quindi tra l’Italia e USA, è stato fortemente criticato da tantissime associazione, tra cui l’organizzazione internazionale Attac, la rete di associazioni di vari paesi europei e statunitensi sostenitori della “campagna Stop TTIP” di cui fa parte anche Slow Food e il noto quotidiano "Il Fatto Quotidiano TTPI",  e da tantissimi consumatori, cittadini e aziende italiane, europee e statunitensi, visto i potenziali rischi e pericoli, che la sottoscrizione di un simile accordo avrebbe su tutti i paesi firmatari.

Tra le principali critiche legate ai rischi TTIP in Italia e in Europa:

1) mancanza di trasparenza e la troppa segretezza dimostrata dalla Commissione UE ed il governo USA circa l’accordo TTIP. Grazie però all'intervento di tante associazioni e cittadini e al neo ministro Carlo Calenda che ha dato il suo benestare, si è riusciti in Italia, a rendere pubblici i documenti riservati dell'Accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, TTIP.

A partire dal 30 maggio 2016, pertanto, parlamentari e funzionari governativi, potranno accedere alla Sala lettura istituita presso il Ministero dello Sviluppo economico e visionare la documentazione segreta.

2) che i benefici che deriverebbero dalla sottoscrizione del trattato, siano stati verificati solo dal Center for Economic Policy Research di Londra, che è finanziato da grandi banche internazionali che hanno tutti gli interessi a portare avanti il progetto;

3) i rischi causati da un libera circolazione di merci e prodotti attualmente vietati dall’Europa, a causa dell’uso di pesticidi, ormoni e di altre sostanze con obbligo di etichettatura sul cibo e dichiarate nocive nel nostro continente ma che negli USA sono ammesse.

4) rischio di introdurre e commercializzare farmaci non completamente affidabili e controllati;

5) Aumento della dipendenza da petrolio;

6) Progressivo impoverimento delle piccole aziende italiane ed europee che non sarebbero più tutelate e sostenute dai dazi doganali, dalle colture OGM, ammesse negli USA e dalle grandi multinazionali.

7) Aumento dei rischi per i consumatori e cittadini: perché in Europa vigono legge più ferree e quindi diverse dagli Stati Uniti, In Europa per esempio è in vigore il principio della precauzione, che significa che se il prodotto immesso sul mercato europeo è ritenuto pericoloso, dannoso o rischioso può essere tolto, ritirato preventivamente dal mercato, negli USA no; anzi negli Stati Uniti un prodotto può essere immesso sul mercato senza fare i dovuti controlli con la garanzia che potrebbero essere effettuati in un secondo tempo, a seguito di una class action o indennizzazione monetaria.

8) Aumento della privatizzazione dei servizi pubblici che porterebbe però alla libera concorrenza i settori quali l’acqua, elettricità, salute ed educazione.

9) Rischi per libertà di espressione su internet con le disposizioni previste dal TTIP, riguardo la proprietà intellettuale e industriale.

 

Per altre informazioni e approfondimenti sul TTPI, accordo Europa USA leggi anche:

TTIP M5S;

TTIP Greenpeace;

Trattato USA-UE sul commercio articolo Repubblica.

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Commenti 1

walter

24 maggio 2016 10:24

Provate a chiedere cos'è successo in Messico dopo l'entrata in vigore del NAFTA omonimo del TTIP
Provate a chiedere alle imprese agricole locali...
Provate a pensare cosa significa per una nazione il non potersi rifiutare di commercializzare e vendere alimenti potenzialmente dannosi alla salute.
Siamo alla follia, la follia di un paese che si crede padrone del mondo.