TFR dipendenti pubblici 2017: calcolo liquidazione rivalutazione ISTAT

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Il trattamento di fine rapporto, TFR e trattamento di fine servizio, TFS sono i due tipi di indennità previste per i dipendenti pubblici statali, riconosciute ed erogate alla fine dell'attività lavorativa, a prescindere dal motivo che ne ha determinato la cessazione, quindi se licenziamento, dimissioni o pensionamento. 

 

TFS 2017 dipendenti pubblici:

Il TFS 2017 dipendenti pubblici è la sigla del Trattamento di fine servizio che spetta ai dipendenti del Pubblico Impiego quando cessa il rapporto di lavoro a prescindere dalla causa che ne ha determinato la cessazione. Tale indennità, sancita dal D.P.R. 29 dicembre 1973, n.1032 è di natura retributiva e previdenziale mentre il TFR ha natura puramente contributiva.

A chi spetta il TFS? Ai dipendenti della Pubblica Amministrazione con contratto a tempo indeterminato al 31 dicembre 2000 e coloro sono risultati inquadrati sempre con contratto a tempo indeterminato per almeno un anno se hanno versato contributi al fondo di previdenza INPDAP. Il diritto a percepire la buonuscita altrimenti detta TFS, è quindi per tutti i dipendenti di ruolo inquadrati precedentemente al 1° gennaio 2001.

 

Trattamento fine rapporto Pubblico Impiego 2017 cos'è e a chi spetta?

Il TFR trattamento di fine rapporto dipendenti pubblici è l'indennità che spetta ai lavoratori della PA assunti dal 31 maggio 2000 se dipendenti a tempo determinato e a partire dal 31 dicembre 2000 per quelli a tempo indeterminato. 

Sono quindi in regime TFR i dipendenti Pubblica Amministrazione:

Automaticamente: tutto il personale assunto a tempo indeterminato dopo il 31/12/2000  e al personale assunto a tempo determinato dopo il 30 maggio 2001.

Opzionale: personale PA a tempo indeterminato assunto prima del 31/12/2000 se hanno aderito contestualmente al fondo di previdenza complementare. Per questi lavorati il calcolo dell'indennità si effettua prima della data di adesione al fondo con il TFS e successivamente con il TFR.

 

Trattamento fine rapporto dipendenti pubblici: calcolo e rivalutazione ISTAT

Come si calcola TFR? La misura liquidata ai dipendenti pubblici con il TFR come pubblicato sul sito INPS è determinata in base  dall’accantonamento di una quota pari al 6,91% della retribuzione annua e dalle relative rivalutazioni, per ogni anno di servizio o frazione di anno. 

In caso di frazione di anno, la quota viene ridotta in proporzione e si conta come mese intero la frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni.

TFR Rivalutazione ISTAT: Sulle quote così accantonate, fatta eccezione per quella maturata in corso d'anno, viene effettuata al 31 dicembre di ogni anno la rivalutazione ISTAT, applicando un tasso costituito da una misura fissa pari all'1,5% e una variabile pari al 75% dell'aumento rispetto al mese di dicembre precedente, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati accertato dall'ISTAT.

Per cui se il TFR spetta dal 2017, al 31 dicembre di ogni anno la somma accantonato fino a quel momento viene rivalutata al 31/12/2016 quindi dell’anno precedente, attraverso il meccanismo di indicizzazione a base composta, costituito dalle due componenti fissa e variabile. La Camera di Commercio al fine di agevolare i calcoli, verificare a quanto ammontano i coefficienti mensili utili per il calcolo trattamento di fine rapporto maturato tra il 15 del mese ed il 14 di quello successivo, e determinare la rivalutazione dell'accantonamento TFR fino al 31 dicembre dell'anno precedente, ha pubblicato una tabella di Calcolo online TFR coefficienti tasso rivalutazione ISTAT.

Per calcolare il TFR la retribuzione utile in busta paga da prendere in considerazione per i dipendenti del Pubblico Impiego è sancita  dall'art. 2120 del codice civile, che prevede che la retribuzione utile per il calcolo degli accantonamenti TFR è costituita da: Stipendio tabellare, indennità integrativa speciale, retribuzione individuale di anzianità, altri emolumenti e voci previsti dalla contrattazione di comparto. 

 

Domanda e simulatore calcolo TFR INPS Inpdap:

Chi paga il TFR al dipendente pubblico? Al raggiungimento dei requisiti pensione, e in generale quando si verifica una cessazione dell'attività lavorativa a prescindere da motivo, il Tfr al dipendente PA viene corrisposto d’ufficio. Ciò significa, che il lavoratore non deve presentare all'INPS o all'Amministrazione alcuna domanda TFR ma deve semplicemente firmare la dichiarazione quadro G modello Tfr1 INPS compilato a cura dell’ente o amministrazione di appartenenza.

Accedendo online al sito INPS ex Inpdap, invece il dipendente del pubblico impiego può procedere alla compilazione e all'invio telematico della domanda di riscatti ai fini TFS/TFR, della Domanda di cessione di quota TFS/TFR da parte del titolare della prestazione, alla dichiarazione per la liquidazione indiretta TFR erede in caso di decesso del beneficiario.

Oltre a questi servizi, il dipendente sempre tramite i servizi telematici INPS, può accedere a due importati software di calcolo gratuiti che sono:

Simulatore trattamento di fine servizio INPS INPDAP: con questo servizio è possibile simulare il calcolo della prestazione di buonuscita e dell’indennità premio di servizio, TFR per i dipendenti pubblici contrattualizzati e assunti a tempo indeterminato, il valore ha carattere di stima.

Simulatore riscatti TFS/TFR: permette di simulare il calcolo dell’onere di riscatto ai fini delle prestazioni di buonuscita, indennità premio di servizio e trattamento di fine rapporto.

 

Pagamento TFR 2017 dipendenti PA come e quando?

Liquidazione TFR dipendenti PA: Il pagamento del TFR per i dipendenti pubblici che hanno cessato il rapporto di lavoro perché hanno raggiunto i requisiti della pensione, avviene come chiarito dalla circolare INPS n. 154 del  17 settembre scorso, entro i seguenti termini e modalità:

Fino al 31 dicembre 2017:

  • Unica soluzione se il TFR non supera i 50.000 euro.
  • 2 rate annuali: se l'ammontare del TFR è tra i 50.000 e i 100 mila euro.
  • 3 rate annuali: se il TFR totale supera i 100.000 euro. In questo caso la prima e seconda rata sono di 50 mila euro e vengono erogate rispettivamente a 6 e a 12 mesi da quando decorre il diritto alla liquidazione della prima indennità, successivamente viene pagata la quota residuale con la terza rata.

Le somme spettanti, sono liquidate dall'INPS INPDAP mediante accredito bonifico bancario o postale sull'Iban del beneficiario TFR oppure con altra modalità di pagamento elettronico.

Pagamento TFR dipendenti pubblici in pensione  dal 1° gennaio 2018: 12 mesi con trattamento pensionistico senza penalizzazionie e 24 mesi se il trattamento pensionistico è erogato con penalizzazioni

Vedi a tal proposito anche anticipo TFR dipendenti pubblici.

 

Nuovi termini pagamento TFR dipendenti pubblici: tempi liquidazione

Per i dipendenti pubblici i nuovi termini di pagamento e liquidazione TFR cambiano a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro, per cui alla luce della nuova normativa l'erogazione avviene con le seguenti tempistiche:

Termine pagamento TFR breve: entro 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso.
Non prima di 1 anno: se la cessazione del contratto a tempo indeterminato avviene per pensionamento raggiungimento dei requisiti di servizio o per età.

Non prima di 24 mesi se la cessazione avviene per dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione, licenziamento, destituzione dall’impiego ecc.

Se la liquidazione supera i predetti termini al dipendente sono riconosciuti anche gli interessi di mora, qualora se il TFR breve viene pagato oltre i 105 giorni, e dopo 3 mesi dai 12 e 24 mesi negli altri casi.

Termini pagamento TFR TFS dipendenti pubblici dopo il 12 agosto 2011: 31 dicembre per il personale della scuola e dell’Afam, ed entro il 31 dicembre 2013: 6 mesi a partire dalla data di perfezionamento dei requisiti contributivi e anagrafici, fine del contratto a tempo determinato, anzianità contributive del personale appartenente a regimi pensionistici speciali qualora maturata entro il 31 dicembre 2011, risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro.

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Commenti 1

antonio

20 settembre 2015 21:40

SI, GRAZIE AD ESPERTI COME VOI CHE RIUSCIAMO A COMPRENDERE MEGLIO I NOSTRI DIRITTI.
BUON PROSEGUIMENTO.