TFR in busta paga subito dal 2015 quanto mensilmente al lordo e netto?

TFR in busta paga dal 1 gennaio 2015 l'anticipo per i dipendenti privati sarà dato mensilmente al lordo o netto? E soprattutto sarà tassato e quanto?

Commenti 0Stampa

TFR in busta paga dal 1° gennaio 2015? Questa è l'intenzione prospettata e confermata da Matteo Renzi all'indomani della riunione alla direzione del PD che ha visto l'approvazione del testo dell'ordine del giorno sul Jobs Act con 130 voti favorevoli, 20 contrari e 11 astenuti. Nel testo si legge tra le altre cose che vedremo più avanti, che dal gennaio 2015 il TFR sarà dato in busta paga con la Legge di Stabilità 2015 ma solo se ci sarà un protocollo comune tra ABI, Confindustria ed il Governo.

 

Novità Jobs Act di Renzi approvato dal PD: TFR in busta paga subito

Tra le ultime novità sul Jobs Act di Renzi approvato dalla direzione nazionale del PD c'è nel testo, anche il TFR in busta paga dal primo gennaio del 2015 sempre se ci sarà un protocollo comune tra Abi, Confindustria e Governo nella legge di stabilità 2015. Come ormai sappiamo tutti, il Jobs ACT mira ad una Riforma del lavoro 2015 che parla di contratto unico subordinato, ammortizzatori sociali estesi anche ad altre categorie di lavoratori, estensione delle funzioni dei centri per l'impiego non più a base regionale ma nazionale con intervento anche del settore privato e del terzo settore, e licenziamenti economici con indennità di disoccupazione ASpI e indennità di licenziamento per il lavoratore non più tutelato dall'articolo 18 con il nuovo contratto a tutele crescenti 2015

 

TFR in busta paga 2015 Renzi come funziona?

Il TFR in busta paga dal 1° gennaio 2015 è la novità che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sta pubblicamente confermando dopo l'approvazione dell'ordine del giorno sulla riforma del lavoro 2015, passata alla discussione in Senato per l'approvazione del DDL delega. Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, il TFR è la somma che viene in un certo senso restituita, sotto forma di risparmio accantonato, al dipendete quando cessa con una determinata azienda il suo rapporto di lavoro. Quindi sostanzialmente il TFR, viene tolto dallo stipendio mensile di ogni dipendete entro una certa quota, in questo modo il lavoratore mette da parte circa 1 stipendio da parte. Quindi secondo Renzi al fine di far muovere l'economia e far entrare maggiore liquidità nelle tasche dei dipendenti privati, questa quota di stipendio accantonato ogni anno, potrebbe essere ridato subito indietro in busta paga, ovviamente, solo per quelli che accetteranno questa opzione. TFR in busta paga 2015 Renzi cosa significa? Significa in soldoni, come ha spiegato più volte il Presidente del Consiglio, che chi ha stipendio di 1300 euro avrà un centinaio di euro di più che si sommeranno alle 80 euro di Bonus Irpef.

 

TFR in busta paga 2015 mensilmente: quanto sarà tassato al lordo o netto?

Secondo quanto dichiarato da Renzi in questi giorni, è confermata l'ipotesi che nella prossima Legge di Stabilità 2015, il Governo inserirà la possibilità di restituire subito nella busta paga dei lavoratori il 50% del TFR e lasciare invece l’altra metà fino alla fine del rapporto.

Se ci sarà quindi un accordo comune con ABI, Confindustria e Governo, dal 2015 il 50% del TFR sarà dato mensilmente in busta paga dei lavoratori privati ciò significa che su uno stipendio lordo di 24.000 euro la quota di TFR accantonata sarebbe di 140 euro lordi.

Quanti soldi in più in busta paga con il TFR dato subito ai lavoratori? Secondo i primi esempi di calcolo eseguiti dagli esperti, si sta parlando che su 1300 euro netti al mese di stipendio, la quota TFR trasferita subito in busta paga sarebbe pari a 70 euro già tassati e quindi al netto. Ogni mese, avrebbe in pratica in busta paga 70 euro di TFR in più che andrebbero a sommarsi agli 80 euro di bonus Irpef, ovvero, 150 euro netti in più, che diventerebbero mensilmente 1450 euro. 

Tutto questo però come si armonizza con la mancanza di liquidità delle aziende e soprattutto per le Piccole e Medie Imprese che utilizzano proprio la quota del TFR dei dipendenti lasciato in azienda, per andare avanti? A questo proposito, Renzi dice in un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore che dare il Tfr in busta paga, creerebbe ovviamente un problema di liquidità non tanto per le grandi aziende quanto alle piccole imprese già in forte difficoltà. Pertanto, il Governo sta riflettendo sull'ipotesi di sostenere in questa complessa operazione di dare subito il 50% del TFR in busta paga, le PMI con i soldi provenienti dalla Bce. Il tutto però verrà deciso con la prossima Legge di Stabilità 2015 nella quale, verranno aggiunti 1,5 miliardi per gli ammortizzatori sociali, che verranno estesi anche ad altre categorie di persone e solo ai lavoratori che veramente hanno bisogno, e ovviamente dopo l'approvazione definitiva del Jobs Act di Renzi.

 

Che cos'è il TFR, trattamento di fine rapporto per i dipendenti privati?

Il TFR, trattamento di fine rapporto, disciplinato dall'articolo 2120 del Codice Civile è una somma che spetta al dipendente qualora cessi per qualsiasi motivo il rapporto di lavoro subordinato. La somma spettante è quindi pari all'importo da lui accantonato fino a quel momento ed è calcolata in base alle quote di retribuzione accantonate ogni anno, cioè retribuzione annuale diviso per 13,5, quindi circa uno stipendio l'anno. A tali quote, viene poi aggiunta a monte la rivalutazione dell'importo accantonato l'anno precedente sulla base di una tasso fisso pari all'1,5% e di una parte variabile relativa all'indice ISTAT dei prezzi a consumo. Una volta cessato il lavoro, quindi al dipendete viene pagato il TFR in unica soluzione o più rate a seconda dell'importo e dopo 8 anni di servizio può chiedere un anticipo TFR per giustificato motivo.

Cosa succede se l'azienda non paga Il TFR? In caso per esempio di chiusura o di fallimento del datore di lavoro, viene comunque erogato al lavoratore che cessa l'attività lavorativa, per dimissioni o licenziamento, dal Fondo di Garanzia INPS ma entro determinati limiti fissati dalla legge Allo steso modo, il dipendente che apre una cessione del quinto dello stipendio mettendo il TFR a garanzia del debito, nel momento cessa il rapporto di lavoro subordinato, quanto accantonato dal dipendente fino al quel momento con il TFR va direttamente a copertura del capitale finanziato.

Il TFR però non spetta a tutti i lavoratori infatti sono esclusi i co.co.co. e i lavoratori autonomi mentre per i dipendenti pubblici si parla non TFR ma TFS, ossia, Trattamento di fine servizio. Pertanto, la novità di cui parla Renzi TFR in busta paga dal 2015 riguarda solo ed esclusivamente i lavoratori del settore privato e non del Pubblico Impiego.

COPYRIGHT GUIDAFISCO.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?



Lascia un commento
Contatti