Tassazione minimi 2015 per chi richiede passaggio ridotta per i nuovi

Tassazione del regime dei minimi 2015 non passa la riduzione aliquota forfetaria a 8% proposta da emendamento Zanetti dopo parere negativo Bilancio Senato

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La tassazione nuovi minimi 2015, potrebbe essere ridotta dal 15 all'8% con il passaggio del testo della Legge di Stabilità al Senato. 

L'iniziativa del Governo Renzi, infatti, di aumentare l'aliquota sostituiva al 15% per chi accede al regime dei minimi a partire dal 2015 e facoltativa per chi lo è già, ha ricevuto il parere negativo dal Servizio Bilancio del Senato, a conferma di quanto già sostenuto da professionisti e associazioni di categoria.

 

Cosa prevede il nuovo regime dal 2015?

Per chi accede al regime dal 2015: Secondo l'articolo 9 della Legge di Stabilità 2015 a partire dal prossimo anno, la tassazione dei nuovi minimi aumenta dal 5 al 15%. Tale aliquota sostitutiva, viene quindi applicata ai redditi degli autonomi in un sistema di calcolo forfetario che prevede nuove soglie di ricavi specifici per ciascuna categoria di contribuenti, che ne determinano anche l'accesso al regime.

Le soglie fissate sono 15.000 euro per i professionisti e 40.000 per i commercianti.

Se l'aliquota sostituiva aumenta, diminuiscono i requisiti per accedere al regime agevolato, in quanto vengono eliminati i limiti di età e di durata, che erano rispettivamente di 35 anni e 5 anni. Cambiano quindi le condizioni per poter fruire della nuova tassazione forfetaria 2015 sempre per effetto della Legge di Stabilità e diventano:

  • non aver sostenuto spese oltre i 5 mila euro lordi per lavoro occasionale o a progetto.
  • non aver sostenuto costi per beni strumentali oltre i 20.000 euro. 

Le due condizioni si riferiscono all'anno precedente di adesione al regime.

Le agevolazioni rimangono poi l'esclusione dagli studi di settore, esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, e dall'obbligo dello Spesometro mentre la grande novità, prima esclusa categoricamente pena la fuoriuscita dal regime,  la possibilità di utilizzare fino al 49% del proprio reddito per avvalersi di collaboratori. 

Inoltre, al fine di favorire l'occupazione e avviare nuove imprese, il Governo ha pensato di introdurre una riduzione di un terzo della tassazione dei nuovi minimi che accederanno dal 2015 al regime, quindi da un 15 al 5% per 3 anni, a partire dal primo anno di adesione e poi nei successivi due.

La condizione per fruire del beneficio, è che il professionista non abbia esercitato nei 3 anni precedenti alla domanda, attività professionale e che l'attività non si ala mera prosecuzione di una svolta in precedenza sotto forma di lavoro autonomo o da dipendente, fatta eccezione per il lavoro di avviamento professionale.

 

Per chi è già nel regime dei minimi?

Per i contribuenti che alla data del 1° gennaio 2015 risultano essere già nel regime e posseggono ancora requisiti, e cioè non hanno raggiunto i 35 anni, non hanno ancora concluso la durata dei 5 anni o se non hanno superato i 30.000 euro di ricavi, possono rimanervi con i vecchi requisiti dei contribuenti minimi. Ciò significa che non passeranno al nuovo regime forfetario 2015 in automatico ma solo su richiesta e solo dopo averne valutato la convenienza.

 

Tassazione dei minimi bocciata riduzione aliquota forfettaria a 8%;

Si, la tassazione dei nuovi minimi dal 2015 rimane al 15 e non all'8%, come richiesto a gran voce non solo dai professionisti, autonomi e associazioni, ma anche da un emendamento di modifica alla Legge di Stabilità in Senato, presentato dal sottosegretario all'Economia, Zanetti, arrivato prima del parere negativo del Servizio Bilancio al Senato dato alla nuova misura.

Parere negativo del Senato alla nuova tassazione del regime dei minimi:

A conferma che le cose comunque cambieranno durante il percorso di approvazione della Legge di Stabilità alla Camera e Senato, è il parere negativo del Servizio Bilancio del Senato. Secondo la relazione tecnica del disegno di legge, infatti, i requisiti e le condizioni ma sopratutto l'aumento della tassazione al 15%, non danno numeri certi circa i contribuenti che effettivamente saranno interessati ad aprire un'impresa con i nuovi requisiti né tantomeno quanti accetteranno di propria iniziativa, il passaggio alle nuove condizioni, un passaggio che ricordiamo rimane facoltativo per chi è già nei minimi a patto di possedere ancora i requisiti per età e durata. 

Inoltre, nel testo della legge, mancherebbero le informazioni relative alle aliquote Irpef pagate dai potenziali beneficiari che andrebbero confrontate con l’aliquota al 15% per verificare l'impatto economico del nuovo sistema di tassazione. Alla luce di ciò sempre secondo il Servizio, nel 2015 in Italia si potrebbero verificare due tipi di scenari:

1) aumento esponenziale dell'accesso al regime dei minimi per effetto della crisi economica e occupazionale.

2) Accesso ai nuovi minimi per contribuenti furbetti al fine di evitare controlli, come quello degli studi di settore e spesometro.

A conclusione di tutto ciò, il Senato, afferma che c'è troppo poca chiarezza circa i benefici e la portata economica che deriverebbero dall'applicazione del nuovo sistema di tassazione degli autonomi con redditi bassi nei nuovi minimi 2015.

 

Cosa prevede l'emandamento Zanetti per il regime dei minimi?

Vediamo ora cosa prevedeva l'emendamento di Zanetti tassazione nuovi minimi 2015 bocciato da Montecitorio:

1) Riduzione della tassazione da un 15 ad un 8% da applicare ad una base imponibile tra i 26 e i 30.000 euro.

2) Eliminazione della durata del regime, ora fissata a 5 anni, in modo da agevolare la nascita e la crescita delle nuove imprese e di quelle già aperte.

Già da una prima valutazione, le modifiche introdotte dall'emendamento sembravano molto interessanti ed avrebbero evitato ai professionisti un inasprimento della tassazione a partire dal prossimo anno, già alta con l'aumento dell'aliquota INPS gestione seperata per i minimi, uno spauracchio che sta portando tantissimi giovani ad aprire anzitempo la Partita IVA in modo tale da iniziare l'attività con i vecchi requisiti del regime dei minimi validi fino al 31 dicembre 2014 ed evitare così l'applicazione dei coefficienti di redditività minimi 2015.

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