Tassa ascensore 2016 cos’è e come funziona? Si deve pagare e quando?

Tassa sull'ascensore 2016 obbligo verifica controllo di sicurezza sugli ascensori cos'è e come funziona, si deve pagare quanto e perché? Quant'è l'importo?

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Tassa ascensore 2016? In questi giorni diversi importanti giornali e siti web hanno diffuso la notizia di una quasi sicura ed imminente introduzione di una nuova tassa per i contribuenti, la tassa sull’ascensore 2016. Tale tassa, che non sarebbe prevista dalla direttiva comunitaria 2014/33/Ue sulla sicurezza degli ascensori ma dal nuovo D.p.r. MISE che è in attesa di decreto attuativo che verrà discusso nei prossimi giorni dal CdM, costituirebbe un vero salasso per i contribuenti, arrivando a toccare il doppio della TASI. 

A questo punto ci si chiede se questa tassa ascensori debba essere pagata veramente? Cos’è e come funziona, chi deve pagarla, quando e quanto?

Vediamo di rispondere punto per punto tenendo conto di quanto affermato da Confedilizia e dalla risposta, a tale proposito, da parte del MISE.

 

Tassa ascensore 2016 cos’è e come funziona? Quanto si paga?

La tassa ascensore 2016 è una tassa che secondo molti è stata prevista dalla direttiva europea sulla sicurezza degli ascensori, e nello specifico dalla direttiva 2014/33/Ue sicurezza ascensori. In realtà, la tassa, deriva dal ricepimento del Regolamento europeo del 1995 contenuto nel nuovo D.p.r. proposto dal MISE in attesa di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri.

Il nuovo D.p.r sulla sicurezza degli ascensori messo a punto dal MISE che deve essere emanato dal CdM entro il 19 aprile 2016, dovrebbe contenere tra le altre cose, anche la tassa sugli ascensori, il cui importo secondo Confedilizia, potrebbe gravare sulle tasche degli italiani più del doppio della TASI.

Tassa ascensore 2016 cos’è? Secondo quanto affermato da molti giornali e siti web specializzati, la tassa ascensore 2016 rientra nella nuova direttiva europea sulla sicurezza degli ascensori che, prevede per gli ascensori esistenti, nuove verifiche svolte da tecnici specializzati ed autorizzati al rilascio della certificazione di conformità di questi impianti di sollevamento persone, con la possibilità per tali soggetti verificatori, di predisporre interventi obbligatori a carico dei proprietari di casa, per la messa in sicurezza degli ascensori in base alle nuove regole europee. In realtà come confermato dal MISE e da Confedilizia, l'obbligo di verifica e la messa a norma degli ascensori, è stata proposta dal MISE dal nuovo decreto ascensori, in base al regolamento europeo del '95.

A prescidere da quale sia la direttiva da cui derivi il nuovo adempimento, per Confedilizia tutto ciò comporterebbe un pesante esborso per le famiglie italiane, circa 350 euro che annullerebbe  di colpo, gli effetti positivi derivati dall’abolizione della TASI sull’abitazione principale.

L’articolo 2 del provvedimento, inoltre, stabilisce che per gli ascensori in funzione prima della data di pubblicazione del regolamento e "conformi alle norme vigenti a tale data", i soggetti verificatori, durante i controlli della prima verifica periodica, saranno tenuti a controllare ulteriori requisiti minimi di sicurezza come ad esempio:

  • la precisione di fermata;
  • il livellamento tra cabina e piano, 
  • la presenza di illuminazione del locale macchine, 
  • presenza ed efficacia dei dispositivi di richiusura delle porte di piano, 
  • presenza di porte di cabina, 
  • rischio di schiacciamento per porte motorizzate, ecc.

Tassa sull'ascensore 2016 come funziona? La nuova tassa prevede che tutti gli ascensori che ad oggi risultano a norma secondo la normativa vigente ma non rispondenti agli ulteriori requisiti di sicurezza, previsti appunto dalla direttiva europea, saranno oggetto di verifica obbligatoria, bollino ascensore, e qualora non a norma alla normativa vigente e ai nuovi requisiti, dovranno essere adeguati a spese dei proprietari.

 

Tassa sull’ascensore 2016 si deve pagare davvero? Obbligo verifica e controlli:

Tassa sull’ascensore si deve pagare veramente? Secondo la risposta dal MISE a Confedilizia a proposito della tassa sull'ascensore 2016 MISE, il Ministero in data 16 febbraio 2016 scrive sul sito ufficiale che in materia di ascensori, al contrario di quanto affermato da Confedilizia, la proposta del MISE, ossia, lo schema di decreto che deve essere ancora licenziato e quindi approvato dal CdM, non prevede verifiche straordinarie sugli ascensori in servizio ma controlli di sicurezza da effettuarsi durante la prima verifica di controllo.

Una attenzione particolare, invece, dovrà essere adottata solo per gli ascensori installati prima del 1999 in quanto non conformi ai requisiti europei sulla sicurezza per gli impianti. Per tali ascensori più vecchi del 1999, qualora il governo approvasse il decreto così come licenziato dal Mise, saranno previsti controlli per verificare il rispetto dei requisiti di sicurezza non solo di quelli vigenti alla loro installazione ma anche ai nuovi requisiti europei.

Oltre a questo, il Mise ci tiene a precisare che i nuovi controlli, che secondo noi potremmo chiamare tassa sull'ascensore 2016 o anche bollino blu ascensore, non sono stati previsti dalla Direttiva europea2014/33/Ue, bensì dalle Raccomandazione europea del 1995 e già attuata nella maggior parte dei Paesi UE compresa l’Italia.

Per cui dal momento che tali requisiti da verificare, e che potrebbero essere oggetto di intervento, sono già stati adottati dal nostro Paese n modo proporzionato e selettivo, la loro verifica non dovrebbe determinare spese eccessive, in quanto l’attuale normativa sulla sicurezza degli ascensori, dovrebbe aver indotto molti proprietari ad effettuare comunque tali verifiche. Nel caso in cui, i controlli dovrebbero far emergere delle discordanze, gli interventi da effettuarsi per la messa a norma dell’ascensore non in regola, possono essere effettuati dai proprietari al massimo entro 4 anni e beneficiando anche delle detrazioni fiscali previste per gli interventi di manutenzione straordinaria degli edifici.

 

Tassa ascensori 2016 si deve pagare? Quanto e quando?

La Confedilizia in data 16 febbraio 2016, in risposta al comunicato del MISE, controbatte al Ministero dello sviluppo economico, affermando che lo schema di d.p.r. da loro proposto, "impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa".

Confedilizia, sottolinea anche che tale obbligo, non è in alcun modo previsto dalla direttiva europea di cui il d.p.r. costituisce attuazione, inoltre ribadisce il fatto che ad oggi, già esiste una legge italiana che prevede controlli ed obblighi stringenti in materia di sicurezza degli impianti di ascensori esistenti, quale ad esempio quella che prevede di effettuare:

1) ogni 6 mesi una manutenzione ascensore da parte di un tecnico abilitato o di una ditta specializzata, per verificare il paracadute, il limitatore di velocità, i dispositivi di sicurezza, funi, catene e attacchi, isolamento impianto elettrico e collegamenti con la terra;

2) ogni 2 anni, una verifica ascensore da parte della ASL, dell’Arpa o da un organismo di certificazione autorizzato dal MISE;

3) in caso di rilevazione di un pericolo da parte del manutentore, di fermare l'impianto, fino a quando non sia stato riparato, informandone il proprietario, l’incaricato delle verifiche periodiche e il Comune per l'adozione di eventuali provvedimenti di competenza. 

Per tali motivi, il Presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa si appella al Presidente del Consiglio Renzi, chiedendo di non imporre a milioni di famiglie italiane, già provate dalla dura crisi economica, una tassa ascensori 2016 che farebbe annullare di colpo gli effetti dell'abolizione della Tasi sulla prima casa, imponendo loro di pagare importi, per la messa in regola degli ascensori, pari al doppio della TASI.

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