Studi di Settore: cosa sono, cause esclusione Agenzia delle Entrate

Gli Studi di settore dell’Agenzia delle Entrate sono uno strumento su stime per verificare la congruenza dei ricavi e compensi dichiarati dalle imprese

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Gli Studi di Settore sono uno strumento che consente di stimare i ricavi o i compensi attribuiti al contribuente mediante l’elaborazione di analisi economiche e tecniche statistico-matematiche. 

Gli studi di settore vengono utilizzati dalle Amministrazioni Finanziarie per verificare le relazioni esistenti tra variabili strutturali e contabili delle imprese e dei lavoratori autonomi con riferimento: al settore economico di appartenenza, processi produttivi utilizzati, organizzazione, prodotti e servizi oggetto dell’attività, localizzazione geografica e altri elementi significativi come l’area di vendita, andamento della domanda, livello dei prezzi, concorrenza.

Gli studi di settore sono utilizzati invece dal contribuente per verificare, in fase dichiarativa, la sua posizione rispetto ai parametri fissati, previa considerazione di tutte le variabili,  per quel settore specifico dall’Agenzia delle Entrate, verifica  da effettuare in base alla congruità di: ricavi e compensi 

dichiarati dallo stesso contribuente. Tale verifica, consente di accertare un eventuale discostamento maggiore o inferiore  rispetto alla media stimata dallo studio di settore, deciso in base: agli indicatori di normalità economica, coerenza di comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore e dall’Amministrazione finanziaria in qualità di attività di controllo.

 

Studi di settore a chi si applicano?

Gli studi di settore si applicano a tutti i titolari di attività d’impresa o di lavoro autonomo che svolgono, come attività principale, un’attività sottoposta all’applicazione di un apposito studio di settore, vedere Tabella - Elenco degli Studi di settore in vigore per il periodo d’imposta e che non presentano motivi di esclusione o di inapplicabilità.
Gli studi di settore si applicano anche al contribuente che svolge diverse attività sotto forma d’impresa e di lavoro autonomo, per tali attività il contribuente dovrà indicare per entrambe la categoria di reddito prodotta: se le 2 attività riguardano 2 studi di settore differenti: il contribuente deve applicare i diversi studi per ciascuna di esse e se le 2 attività riguardano lo stesso studio di settore: il contribuente deve applicare lo stesso studio ad entrambe le attività di impresa.

Gli studi di settore si applicano, inoltre, anche:

  • in caso di cessazione e inizio dell’attività, da parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla data di cessazione
  • quando l’attività costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti
  • quando rientrano nelle ipotesi di “mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti” le situazioni di inizio attività derivanti da: acquisto o affitto d’azienda, successione o donazione d’azienda, operazioni di trasformazione e operazioni di scissione e fusione di società.
  • nei confronti dei soggetti con periodo d’imposta diverso dai dodici mesi.
  • in caso di svolgimento di una attività stagionale o soltanto per una parte del periodo di imposta.

 

Studi di Settore cause esclusione

Le cause di esclusione dall’applicazione degli studi di settore sono per i contribuenti:

che hanno iniziato la loro attività nel corso del periodo d’imposta

che hanno cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta

con un ammontare di ricavi o compensi dichiarati superiore a 5.164.569 euro

che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività

che determinano il reddito con criteri “forfetari”

chi esercita vendite a domicilio

con categoria reddituale diversa da quella prevista nel quadro degli elementi contabili previsti dallo studio di settore approvato per l’attività esercitata, se per esempio, un contribuente che esercita in qualità di lavoratore autonomo l’attività di “Portali web” (codice 63.12.00) non deve compilare il modello VG66U perché non esercita un’attività in forma di impresa

che applicano il regime dei nuovi “minimi”

sono società cooperative

società consortili

consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o asociate

società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi

 

Normativa Studi di Settore:

Con la Circolare n.8/E del 16 marzo 2012 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le novità normative in merito agli Studi di Settore 2012 introdotte con i decreti legge n. 98, n. 138 e n. 201 del 2011, convertiti con modificazioni, rispettivamente, dalle leggi n. 111, n. 148 e n. 214 del 2011. 

Con il decreto legge n. 16 del 2 marzo 2012, in corso di conversione, sono state, inoltre, apportate modifiche alla tempistica di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle integrazioni da apportare a studi di settore già in vigore e all’applicabilità di ricostruzioni induttive dei redditi ai contribuenti che omettono o dichiarano infedelmente i dati degli studi di settore, nonché precisazioni in merito alle modifiche apportate al decreto ministeriale 11 febbraio 2008 dal decreto 28 dicembre 2011, in relazione all’utilizzo degli studi di settore in fase di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

Studi di Settore cosa cambia con legge di Stabilità?

1) La Manovra Monti ha stabilito le modifiche da apportare a tutti gli studi di settore a partire dal 31 marzo 2012 tenendo conto degli andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali, pertanto tali integrazioni e modifiche, verranno applicate a partire dal periodo d’imposta 2011, in questo modo i Nuovi Studi di settore disporranno di una maggiore capacità di stima dei ricavi e dei compensi dei soggetti economici interessati.

2) Maggiori sanzioni per omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e nei casi di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non veritiere.

Incremento della sanzione ai fini delle imposte sui redditi: omessa presentazione del modello per l’applicazione degli Studi di settore

Con riferimento alle imposte sui redditi le violazioni circa la presentazione del Modello per l’applicazione degli studi di settore prevede che la misura della sanzione minima e massima sia elevata del: 50% per omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, anche a seguito di specifico invito da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda che la misura ordinaria della sanzione compresa tra il 100 ed il 200% della maggiore imposta o del minor credito accertati.

L’incremento non si applica se il maggior reddito d’impresa ovvero di arte o professione, accertato a seguito dell’applicazione degli studi di settore, non è superiore al 10% del reddito d’impresa dichiarato.

Incremento della sanzione ai fini dell’IVA e dell’IRAP: omessa presentazione del modello per l’applicazione degli Studi di settore

Per quanto riguarda le dichiarazioni relative all’IVA,in caso di omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, la sanzione è aumentata del 50%.

Se dalla dichiarazione IVA presentata risulta un’imposta inferiore a quella dovuta ovvero un’eccedenza detraibile o rimborsabile superiore a quella spettante, si applica la sanzione amministrativa dal 100 al 200% della differenza. Pertanto, la sanzione potrebbe variare tra il 150 e il 300% della maggiore imposta dovuta.

L’incremento non si applica se la maggiore IVA accertata o la minore IVA detraibile o rimborsabile non supera il 10% dell’IVA dichiarata.

Sanzioni per quanto riguarda le dichiarazioni IRAP prevede una integrazione del 50% delle sanzioni, l’incremento non si applica se il maggior imponibile IRAP accertato non è superiore al 10% dell’imponibile IRAP dichiarato.

Per maggiori info, leggi: Abolizione studi di settore 2017.

 

Novità del decreto legge n. 138 del 2011 sugli Studi di settore:

Le novità introdotte dal decreto legge n.138 del 2011 sugli studi di settore riguardano:

a) Indicatori di Normalità Economica: Il decreto legge n. 138 del 2011 ha stabilito che eventuali integrazioni agli studi di settore “per aggiornare o istituire gli indicatori” di normalità economica possano essere pubblicate in Gazzetta Ufficiale entro il 31 marzo del periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in vigore

b) Accertamenti analitico-presuntivi in caso di congruità: L’articolo 2, comma 35, del decreto legge in argomento modifica l’articolo 10 della legge n. 146 del 1998, intervenendo sul comma 4-bis "prevede la limitazione dei poteri accertativi nel caso in cui un soggetto sia risultato congruo alle risultanze degli studi di settore".

In riferimento alle dichiarazioni relative all’annualità 2011 e successive”. In relazione agli effetti di tale abrogazione si rimanda al successivo paragrafo 4.

Prima dell’entrata in vigore del suddetto decreto l’accertamento sul soggetto congruo, poteva essere effettuato solo al verificarsi di almeno una delle seguenti condizioni:

  • che l’ammontare delle attività non dichiarate, derivante dalla ricostruzione di tipo presuntivo, fosse superiore al 40% dell’ammontare dei ricavi/compensi dichiarati;

  • che l’ammontare delle attività non dichiarate, derivante dalla ricostruzione presuntiva, fosse superiore, in valore assoluto, a 50.000 euro.

L’introduzione, oggi, del decreto pone invece la limitazione dei poteri accertativi in precedenza citata “sussiste solo se il contribuente interessato è risultato congruo, anche a seguito di adeguamento, agli studi di settore anche per l’annualità precedente oggetto di controllo”.

I valori di congruità tengono necessariamente conto delle risultanze, in termini di maggiori ricavi o compensi, degli indicatori di normalità economica, il cui valore può essere desunto mediante procedura GERICO 2008. 

Pertanto, il decreto legge n. 138 del 2011, limita i poteri di accertamento dell’Ufficio nei confronti dei soggetti che risultano congrui per due anni consecutivi, proprio per “premiare” i contribuenti che, nel tempo, sin dal momento di presentazione della dichiarazione annuale evidenziano un volume di compensi o ricavi non inferiore a quello stimato dallo studio di settore ad essi applicabile. 

Novità introdotte dal decreto legge n.201 del 2011 sugli Studi di settore per i soggetti “congrui e coerenti”:

Con il decreto n.201 del 2011 ha stabilito che a partire dal periodo di imposta 2011 sono state introdotte limitazioni ai poteri di accertamento nei confronti dei soggetti che dichiarano, anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dell’applicazione degli studi, a condizione che gli stessi soggetti:

  • abbiano regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore,

  • risultino coerenti con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili

  • siano “potenzialmente” accertabili sulla base delle risultanze degli studi di settore

La disposizione del decreto prevede che nei confronti dei soggetti risultanti congrui e coerenti:

  • siano esclusi da accertamenti di tipo “analitico – presuntivo”
  • determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa solo a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato 
  • sia ridotto di un anno il termine di decadenza per l’attività di accertamento effettuata ai fini delle imposte dirette. tale beneficio non trova applicazione se il contribuente commette una violazione che comporti l’obbligo di denuncia per uno dei reati previsti dal D.Lgs. n. 74 del 2000.

 

Chi deve presentare il modello?

Il modello per la comunicazione dei dati per l’applicazione degli studi di settore 2012 deve essere presentato dai soggetti per i quali si applicano gli studi di settore.
Sono obbligati alla presentazione del modello, pur essendo nei loro confronti preclusa l’attività di accertamento basata sugli studi di settore, anche i contribuenti che:

  • determinano il reddito con criteri “forfetari”, i dati da loro dichiarati fatta eccezione di quelli contabili serviranno all’Agenzia per valutare se le caratteristiche strutturali dell’impresa sono coerenti con i ricavi o compensi dichiarati
  • dichiarano un volume di ricavi o compensi non superiore a 5.164.569 euro e fino a 7.500.000 euro
  • rientrano nei casi di cessazione dell’attività, di liquidazione ordinaria oppure che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività

 

Istruzioni compilazione modello:

Nel modello Studi di settore il contribuente deve indicare obbligatoriamente:

  • Codici di attività: Da rilevare in base alla tabella di classificazione delle attività economiche, denominata ATECO 2007, presente sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, in caso di mancata o errata comunicazione del codice il contribuente può indicare il corretto codice attività nel Modello UNICO e presentare la dichiarazione di variazione dati agli Uffici territoriali delle Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle Entrate entro il termine di presentazione del modello UNICO in questo caso non si applicano le sanzioni.

  • i contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare devono comunicare i dati entro il 31 dicembre tenendo in considerazione la situazione esistente alla data di chiusura del periodo d’imposta
  • i contribuenti che hanno cessato l’attività e per questo motivo sono esclusi dall’obbligo di comunicazione dei dati dopo la data di cessazione dell’attività.
    Per i contribuenti che hanno cessato l’attività prima del 31 dicembre e hanno nuovamente iniziato l’attività, entro 6 mesi dalla cessazione, nel periodo d’imposta successivo, dovranno comunicare i dati
  • i dati contabili contenuti nel modello vanno inseriti in base ai dati rilevati dalle scritture contabili
  • per i contribuenti che per l’anno d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010 o precedenti, sono fuoriusciti dai regime dei contribuenti “minimi” e non rientrano in quello dei contribuenti minimi, devono fornire alcuni dati contabili, da indicare nei quadri F, G e X, senza tenere conto degli effetti derivanti dal principio di cassa, applicato nei periodi di imposta precedenti e correlato al citato regime.
  • spese “sostenute”: si deve intendere il costo previsto per la specifica categoria di reddito che si traduce per le attività d’impresa in quello di competenza, mentre per il lavoro autonomo, è quello di cassa. 

 

Software Gerico:

Per compilare e trasmettere online all’Agenzia delle Entrate i modelli Studi di settore: Software di compilazione per l’invio di segnalazioni relative agli studi di settore Unico

Asseverazione e attestazione dei dati da parte del Caf e professionisti: I CAF imprese e i professionisti abilitati possono rilasciare, su richiesta dei contribuenti, l’asseverazione dei dati, ovvero, l’esito di verifica che gli elementi contabili ed extracontabili indicati nei modelli degli studi di settore corrispondano a quelli risultanti dalle scritture contabili e da altra idonea documentazione.  

 

Studi di settore: Gerico per calcolo congruità

Il software GERICO messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul sito ufficiale, consente al contribuente previo inserimento di tutti i dati richiesti, le variabili contabili ed extracontabili, di verificare la propria posizione rispetto alle risultanze dell’applicazione degli studi di settore.
L’applicazione GERICO fornisce, in particolare, indicazioni relative alla congruità dei ricavi o compensi dichiarati, tenuto conto anche delle risultanze di appositi indicatori di “normalità economica” ed alla coerenza rispetto ad appositi indicatori.

Il software GERICO è scaricabile gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, e dal Servizio telematico (per gli utenti abilitati al di questo servizio).

Per conoscere l’ammontare dei ricavi o compensi presunti sulla base degli studi di settore, i contribuenti possono anche rivolgersi agli Uffici territoriali delle Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle Entrate, ai quali dovrà essere presentato il modello debitamente compilato.

 

Sanzione omessa presentazione modello e ravvedimento:

La mancata presentazione del modello per la comunicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate per l’applicabilità degli studi di settore e anche di una dichiarazione integrativa, anche a seguito di specifico invito da parte dell’Agenzia, la sanzione prevista è di euro 2.065,00.

Nel caso in cui il contribuente presenti anche su invito da parte dell’Agenzia una dichiarazione integrativa del modello per la comunicazione dei dati per l’applicazione degli studi di settore nei termini previsti potrà ricorrere allo strumento del Ravvedimento Operoso per beneficiare dell’applicazione di sanzioni ridotte con la conseguente risoluzione della violazione commessa.

La presentazione del modello studi di settore effettuata oltre i termini previsti per il ravvedimento operoso ma prima che abbia inizio l’attività di controllo da parte dell’Agenzia comporterà l’applicazione delle sanzioni ordinarie previste per la specifica violazione commessa, senza però l’incremento.

 

Modello Parametri cos'è?

I parametri sono degli strumenti che presumono: ricavi, compensi e volume d’affari dei contribuenti titolari d’impresa o che esercitano arti e professioni per i quali non sono ancora stati approvati gli studi di settore o per i quali gli studi, pur essendo stati approvati, non possono essere applicabili.

Per i contribuenti che non risultano congrui rispetto a quelli fissati dai parametri possono essere assoggettati ad accertamento. In questo caso, l’attività istruttoria dell’Agenzia delle entrate viene sempre preceduta da un invito al contraddittorio, proprio per verificare e accertare o giustificare in parte, lo scostamento dalle risultanze dei parametri. E’ possibile evitare l’accertamento anche adeguando spontaneamente i ricavi e/o i compensi e il volume d’affari dichiarati rispetto agli esiti dei parametri (opportunamente ridotti in base al "fattore di adeguamento".

Parametri Professioni: Modello Parametri professioni e relative istruzioni per la compilazione - pdf

Parametri Impresa: Modello Parametri impresa e relative istruzioni per la compilazione - pdf

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