Split payment 2017 dicitura fattura PA e rivalsa, registrazione

Split payment 2017 cos'è e come funziona il meccanismo di scissione pagamenti con il quale le PA versano IVA direttamente all'Erario e non al fornitore

Commenti 1Stampa

Split payment 2017 Pubbiica Amministrazione per le cessioni di beni e prestazioni con IVA esigibile, eccetto le prestazioni di servizi soggette a ritenuta d’acconto.

E' stata questa, una delle misure introdotte dal Governo Renzi a partire dal 1° gennaio dello scorso anno, al fine di prevenire le frodi in ambito IVA.

Tra le altre misure, atte a prevenire fenomeni fraudolenti c'è stata l'aliquota agevolata del 4% sugli e-book, quella ordinaria per il pellet, il meccanismo di IVA reverse charge esteso anche alle operazioni effettuate nei settori dell'edilizia, della grande distribuzione e in campo energetico, e la presentazione a febbraio della dichiarazione annuale IVA e abolizione della comunicazione dati. 

In base a quest'ultima novità, dal 2017 la dichiarazione non dovrà più essere presentata con la dichiarazione dei redditi, ovvero, con il modello Unico ma la dichiarazione IVA 2017 in forma autonoma entro l'ultimo giorno del mese di febbraio.

 

Dicitura fattura Split payment:

Secondo quanto chiarito dal MEF con il comunicato stampa del 9-1-2015, il versamento dell’imposta da parte della PA che acquista beni e prestazioni da un fornitore può essere effettuato in 3 modi. Priam di illustrare le modalità, ricordiamo che le Pubbliche Amministrazioni che applicano la scissione dei pagamenti sono gli enti pubblici quindi lo Stato, Comuni, Regioni, Consorzi, Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, università, ASL e ospedali, ricovero e cura a carattere scientifico, enti pubblici di assistenza e beneficenza, enti di previdenza come l'INPS e l'INAIL ecc.

Tornando invece alle modalità di versamento IVA split payment le PA possono scegliere 3 opzioni:
1) Facendo un versamento dell'IVA dovuta dalla PA per ciascuna fattura, da cui derivi l'esigibilità dell'imposta;
2) Facendo un versamento IVA in ciascun giorno del mese, tenendo conto di tutte le fatture ricevute per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel suddetto giorno.
3) Eseguendo entro il giorno 16 di ogni mese, un versamento dell’IVA totalmente dovuta dalla PA all'Erario, calcolando tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel mese precedente.

Regime split payment dicitura fattura e registrazione: chi presta o chi cede beni o servizi, deve emettere la fattura con le modalità ordinarie e indicare il riferimento all'art.17-ter del DPR 633/1972, fare poi rivalsa dell'Iva che non viene incassata dal fornitore ma versata direttamente dall'ente pubblico. In sede di registrazione della fattura, l'Iva viene annotata nel registro Iva vendite ma non calcolata nella liquidazione periodica. Tale storno IVA, può essere effettuato con una successiva e specifica scrittura che indichi allo stesso tempo la registrazione della fattura e l'ammontare dell'Iva da dare e da avere.

 

Scissione pagamenti PA cos'è e come funziona?

L'articolo 1 della legge di Stabilità 2015, ha previsto per le pubbliche amministrazioni che acquistano beni  e servizi, qualora non siano soggetti passivi dell’IVA, di versare direttamente all’erario l’imposta sul valore aggiunto addebitata in fattura dai loro fornitori. Ciò significa che sono le stesse PA a dover liquidare l'IVA sugli acquisiti effettuati senza che debbano provvedere i loro fornitori.
Tale meccanismo che si chiama split payment significa scissione dei pagamentiè una misura attuata al fine di evitare le numerose frodi in ambito IVA e la continua e inossidabile evasione fiscale che attanaglia l'Italia da vari anni. 

L’art. 1, comma 629 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha quindi introdotto l'obbligo per la PA a partire dalle fatture emesse dal 1° gennaio 2015 per qualsiasi tipologia di acquisto rilevante ai fini IVA, eccetto le prestazioni di servizi soggette a ritenuta d’acconto, nei confronti di alcuni soggetti della Pubblica Amministrazione, di farsi carico dell’onere di versamento IVA all’Erario.

Le Pubbliche Amministrazioni interessate sono:

  • Stato;
  • organi statali ancorché dotati di personalità giuridica;
  • enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti;
  • Camere di Commercio;
  • Istituti universitari;
  • ASL e degli enti ospedalieri;
  • enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  • enti pubblici di assistenza e beneficienza;
  • enti di previdenza;
  • consorzi tra questi costituiti.

In caso di ritardo e omesso versamento IVA da parte della PA, è prevista una sanzione pari al 30% dell'importo non versato.

Nello specifico, il nuovo art.17-ter del DPR 633/1972, introdotto dal comma 629 lettera b) della Legge di Stabilità 2015 "Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici" che ha di fatto introdotto il meccanismo di split payment Pubblica Amministrazione, ossia, sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti della PA mentre

non si applica lo split payment per i compensi per prestazioni di servizi in cui l'ente pubblico, è il sostituto d'imposta e ed effettua ritenute alla fonte.

Per informazioni circa gli obblighi di comunicazione Elenco Clienti e Fornitori, vedi: Split payment e Spesometro come funziona?

 

Rimborsi IVA per chi applica lo split payment:

Per i contribuenti che applicano la scissione dei pagamenti, e che inevitabilmete quindi risulteranno a credito, è prevista la possibilità che queste operazioni rientranti nello split payment rientrino nel calcolo di quelle che possono ottenere il rimborso IVA anche trimestrale, del credito basato sull'aliquota media.

Sempre lo stesso decreto attuativo, fisserà anche i termini e il modo in cui sarà possibile effettuare il versamento, e come chiedere il relativo rimborso, quali soggetti economici sono stati inseriti nell'elenco degli ammessi ai rimborsi Iva in via prioritaria sulle operazioni soggette allo split payment.

 

Split payment 2017 F24 enti pubblici e codici tributo:

Il Dm 23 gennaio 2015, ha stabilito che il versamento dell'imposta a seguito di scissione dei pagamenti deve essere effettuato dalle pubbliche amministrazioni, il cd. split payment è da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l'imposta diventa esigibile. Tale versamento di imposta può essere effettuato in 3 modalità:

  • modello F24 Enti pubblici per PA e per chi è titolare di conto corrente alla Banca d'Italia.
  • Vrsamento unificato per le Pa con conto corrente presso Poste italiane
  • direttamente all'entrata del bilancio dello Stato per le Pa non comprese negli altri due punti.

Split payment PA F24 enti pubblici Codici tributo: Per il versamento dell'imposta split payment le Pubbliche Amministrazioni che utilizano l'F24 Enti pubblici devono indicare il codice tributo "620E", e poi indicare nella sezione contribuente il codice fiscale e la denominazione della PA che effettua il pagamento mentre nella sezione "Dettaglio versamento" va indicato nel campo sezione la lettera F, nella causale il codice tributo, nel riferimento A e B, rispettivamente il mese e l'anno per cui si effettua il versamento. Se si utilizza il modello f24 la PA deve indicare deve indicare il codice tributo 6040.

COPYRIGHT GUIDAFISCO.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Articoli Simili


Lascia un commento
Contatti
Commenti 1

enrico

7 febbraio 2015 12:34

Molto chiaro. Grazie