Spesometro 2016 proroga rinvio scadenza al 20 aprile senza sanzioni

Spesometro 2016 l'Agenzia delle Entrate conferma proroga scadenza al 20 aprile senza sanzioni e chiarimenti compilazione quadri modello polivalente

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Spesometro 2016 proroga scadenza al 20 aprile 2016 per chi liquida l'IVA mensile. Questa è la notizia che l'Agenzia delle Entrate ha provveduto ad anticipare con la pubblicazione di un comunicato stampa dell'8 aprile 2016. 

In attesa della pubblicazione del relativo provvedimento, l'Agenzia concede una mini-proroga per chi liquida l'IVA mensilmente, per cui tutti i soggetti tenuti al cd. Spesometro, hanno tempo fino al 20 aprile per inviare la prorpia comunicazione polivalente.

 

Spesometro 2016 proroga 20 aprile per chi?

Per la comunicazione del modello polivalente delle operazioni rilevanti ai fini IVA da trasmettere secondo le istruzioni e scadenza Spesometro 2016, ovvero, entro l'11, 20 aprile o 2 maggio a seconda che i soggetti obbligati liquidino l'IVA mensilmente, trimestralmente o siano operatori finanziari che devono comunicare gli acquisti superiori a 3.600 euro pagati con bancomat o carte di credito, è stata concessa una mini-proroga.

L'Agenzia delle Entrate ha provveduto a confermare con il comunicato stampa dell'8 aprile 2016 la proroga Spesometro 2016 per alcuni contribuenti. In attesa che venga pubblicato il relativo provvedimento che ufficializzi lo slittamento del termine, vediamo in cosa consiste la proroga e per chi è.

Spesometro 2016 proroga al 20 aprile: per chi è?  La proroga per l'invio delle comunicazioni polivalenti con il cd. Spesometro 2016 riguarda SOLO i soggetti tenuti all'invio della comunicazione che liquidano l'IVA mensilmente. Per loro infatti, la scadenza slitta dal 10 aprile 2016 che cadeva di domenica e per questo già slittava all'11, al 20 aprile 2016, insieme ai contribuenti che liquidano l'IVA trimestralmente. Tale slittamento della scadenza, è una vera e propria proroga e che quindi non vi saranno sanzioni per ritardi e omessa presentazione della comunicazione entro la scadenza ordinaria.

 

Spesometro chiarimenti compilazione quadri modello polivalente

Nelle faq spesometro l'Agenzia delle Entrate, ha provveduto a chiarire come i contribuenti obbligati allo spesometro, devono comportarsi con la compilazione modello polivalente spesometro del Quadro BL – operazioni con soggetti residenti in Paesi black list.
Le operazioni effettuate con paesi black list, che sono già state indicate nella comunicazione mensile o trimestrale nel quadro BL del nuovo modello polivalente, non devono essere inserite nella comunicazione annuale relativa alle operazioni rilevanti Iva, ossia nel quadro SE. 

Le operazioni di importo uguale o inferiore a 500 euro non comunicate ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del Dl 40/2010, non devono essere inserite negli altri ordinari quadri del modello polivalente.
Nel Quadro BL le caselle “operazioni con soggetti non residenti” e “acquisti di servizi da non residenti”, devono essere barrate solo in caso di opzione per l’esposizione in forma aggregata delle operazioni attive con soggetti non residenti (la prima) e degli acquisti da soggetti non residenti (la seconda).
Gli acquisti da fornitori extra-Ue e quelli da fornitori Ue che non stati già comunicati o compresi negli elenchi Intrastat rientrano tra le operazioni che vanno indicate nello spesometro e nello specifico nel Quadro FE – casella Autofattura. Nel caso di acquisti da fornitori extra-Ue, nella casella autofattura non devono essere indicate le importazioni.
Riguardo gli acquisti effettuati da non residenti, il Quadro FR la casella Autofattura va barrato solo nel caso il contribuente non abbia elementi validi ad individuare la controparte non residente.

Leggi le novità sullo spesometro 2017: comunicazione trimestrale IVA fatture e liquidazione periodiche.

 

Operazioni e fatture nello spesometro:

Per le Operazioni prive di corrispettivo, ossia le cessioni gratuite di beni che formano oggetto dell’attività d’impresa, la cui base imponibile è definita ai sensi dell’articolo 13 del Dpr 633/1972, devono essere comunicate nello spesometro come le cessioni di beni a finalità estranee alla impresa.
Le cessioni gratuite di beni oggetto di autofatturazione che rientrano nell’attività propria dell’impresa da parte dell’impresa cedente, vanno comunicate indicando la partita Iva del cedente.
La fattura emessa per cessione gratuita con sola rivalsa dell’Iva ai sensi dell’articolo 18, comma 3, va riportata indicando come imponibile il valore minimo di 1 euro.
Per quanto riguarda la comunicazione delle Fatture emesse registrate tra i corrispettivi i contribuenti che svolgono le attività indicate dagli articoli 22 e 74 ter del DPR 633/1972 e soggetti obbligati allo spesometro, devono per gli anni 2012 e 2013, indipendentemente dalla registrazione dei documenti nell'apposito registro dei corrispettivi, comunicare obbligatoriamente le fatture emesse con importo pari o superiore a 3.600 euro lordi e facoltativamente le fatture di importo inferiore.
La ricevuta di invio e di trasmissione avvenuta con successo come da istruzioni Spesometro 2016 circa il modello polivalente, deve essere conservata su supporto informatico, entro i termini previsti dall’articolo 43 del Dpr 600/1973, ed esibita qualora venga richiesta dall'Amministrazione finanziaria per un eventuale controllo.

In caso di ritardato invio dell'Elenco clienti e fornitori vedi come funziona lo Spesometro ravvedimento.

 

Quadro FR e SE spesometro:

Nel Quadro FR – casella “Reverse charge” dello spesometro va barrata anche nei casi in cui l'inversione contabile IVA riguarda cessione di cellulari o microprocessori mentre sono escluse le fatture IVA reverse charge di cessioni di immobili.
Nel Quadro SE spesometro vanno indicate tutte le operazioni passive effettuate con i soggetti non residenti, sia comunitari che extracomunitari, purché l'operazione sia rilevante IVA in Italia e non sia un'importazione o operazione da indicare negli elenchi Intrastat.
Le operazioni attive effettuate con soggetti non residenti, vanno indicate nello spesometro insieme a quelle non documentate da fattura realizzate in Italia con soggetti non residenti, sia Ue che extracomunitarie.

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