Aumento pensioni 2017 rivalutazione ISTAT perequazione automatica

Aumento pensioni 2017 rivalutazione ISTAT perequazione automatica assegno inferiore a 4 volte la minima e blocco indicizzazione pensione sopra i 2000 euro

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Aumento pensioni 2017 rivalutazione ISTAT a zero e perequazione automatica per quelli inferiori a 4 volte la pensione minima.

Come sempre a gennaio, gli importi pensione pagati dai diversi enti previdenziali come ad esempio l'INPS, ex INPDAP, INAIL, Inercassa subiscono la rivalutazione ISTAT, ossia, la cd. perequazione automatica dell'importo rispetto all'inflazione, il costo della vita.

Per effetto della Legge di Stabilità 2015 i trattamenti pensionistici per il triennio 2014, 2015 e 2016 sono soggetti alla perequazione automatica in misura percentuale, ovvero, a seconda dell'importo dell'assegno mensile, perequazione confermata e prorogata anche nel biennio 2017 e 2018 con la Legge di Stabilità 2016.

 

Rivalutazione ISTAT pensioni: cos'è e come funziona?

La rivalutazione ISTAT pensioni, è una percentuale che viene applicata agli importi delle pensioni pagate dagli enti previdenziali, INPS, INAIL, Inercassa, ecc, avviene sempre ogni anno, a partire dal mese di gennaio, ciò consente di adeguare l’importo della pensione all'indice di inflazione e al costo della vita, rilevato appunto dall'ISTAT nell’anno precedente e misurato in via provvisoria.

Le pensioni come altre indennità pagate per esempio dall'INPS per disoccupazione, cassa integrazione, mobilità ecc beneficiano pertanto della perequazione automatica, che non è altro una rivalutazione degli importi in base all’inflazione, ovvero, rispetto all’indice dei prezzi al consumo delle famiglie in uno determinato anno.

Per determinare l'aumento dell'importo delle pensioni che dovrà essere applicato a partire dal 1° gennaio, l'ISTAT utilizza l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) rilevato in maniera provvisoria a dicembre considerando i primi 9 mesi dell'anno e poi conguagliato in modo definitivo nei primi tre mesi dell'anno nuovo.

Per cui da gennaio ad ottobre l'indice di rivalutazione da applicare alle pensioni è provvisorio, diventando definitivo con l'anno nuovo che conguaglia gli ultimi 3 mesi dell’anno, quindi ottobre, novembre e dicembre. Di conseguenza, la rivalutazione definitiva ad inizio anno conguaglia l’importo degli assegni delle pensioni, decretando un aumento sull'assegno pagato a gennaio 2017.

 

Pensioni perequazione automatica 2017:

In base a quanto previsto dalla Legge di Stabilità, la misura della perequazione automatica sulle pensioni, parte da un massimo dello 0,3% che via via decresce man mano che aumenta l'imposto dell'assegno. 

La rivalutazione ISTAT sulle pensioni spetta pari a:

100% per le pensioni con importo assegno pari o inferiore a 3 volte il trattamento minimo INPS.

95% per i trattamenti inferiore a 4 volte.

75% per assegni pensioni superiori a 4 volte la pensione minima INPS.

50% superiori a 5 ma inferiori a 6 volte la pensione minima.

45% per le pensioni 2017 che superano di 6 volte il trattamento minimo INPS:

Le nuove percentuali di perequazione pensione, non si applicano più per fasce di importo ma su indice decrescente sull'intero importo della pensione.

Per il biennio 2017-2018 per effetto della nuova Legge di Stabilità pensioni, il blocco della rivalutazione è ancora una volta, per gli assegni sopra 4 volte la minima, ovvero, per quelli che superano i 2000 euro lordi.

Nello specifico, per gli assegni pensione di 4 volte superiori la rivalutazione automatica sarà pari al 75% anzichè del 90%; quelle superiori a 5 volte saranno rivalutate del 50% anzichè del 75% e quelle da 6 volte il minimo del 45% invece che del 75%. Tale proroga blocco rivalutazione pensioni, è stata decisa dal Governo Renzi, al fine di trovare le opportune coperture al part time a 63 anni per i lavoratori prossimi al pensionamento, opzione donna, no-tax area pensionati 2017 e salvaguardia per gli esodati.

 

Pensioni 2017 nuovi importi INPS: quando?

I nuovi importi INPS pensioni 2017, vengono pubblicati dall'Istituto nel mese di gennaio e variano a seconda dell'importo dell'assegno e della perequazione automatica di riferimento, fissata in base all’inflazione.

La percentuale di inflazione, è espressa attraverso l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) rilevato provvisoriamente a dicembre 2015, tenendo conto i primi 9 mesi dell'anno e poi conguagliato in modo definitivo nei primi tre mesi dell'anno nuovo, 2017. 

Per cui da gennaio ad ottobre 2016, si applica l'indice di rivalutazione pensioni provvisorio, e poi a gennaio - febbraio e marzo 2017, si procede ad una nuova e definitiva rilevazione dell'indice, sulla quale conguaglia gli ultimi 3 mesi dell’anno, quindi ottobre, novembre e dicembre.

Di conseguenza, la rivalutazione definitiva ad inizio anno conguaglia l’importo degli assegni delle pensioni, decretando un aumento sull'assegno pagato a gennaio 2017.

 

Contributo solidarietà:

Il contributo di solidarietà sulle pensioni è un prelievo fiscale, previsto dalla precedente Legge di Stabilità, ovvero, una percentuale crescente da applicare sulle cd. pensioni d’oro. Gli importi percentuali del contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro applicate quest'anno sono state:

Sulle pensioni che sono pari o superiori a 14 volte il trattamento minimo: il prelievo è del 6% sulla perte eccedente l'importo di 91.160,16 euro.

Per pensioni di importo superiore a 20 volte il trattamento minimo: il prelievo è pari al 12%, percentuale da applicare alla parte eccedente i 130.228,8 euro.

Per i trattamenti pensionistici pari a 30 volte il trattamento minimo INP: il contributo di solidarietà  2015 è pari al 18% da applicare sulla parte eccedere di 195.343,2 euro

 

Conguaglio negativo a gennaio 2017? Perché?

Come dicevamo nel paragrafo su cos'è e come funziona la perequazione automatica sulle pensioni, nel mese di gennaio avviene il conguaglio degli importi pagati a ottobre, novembre e dicembre ai pensionati. Tale conguaglio avviene sulla base dell'indice definitivo rilevato dall'ISTAT che solitamente è sempre positivo, che tradotto significa conguaglio a favore del pensionato e quindi restituzione di quanto realmente spettante nell'anno precedente,

Cosa succede se il conguaglio che di solito è positivo, è invece negativo? Se l'aumento attribuito in maniera provvisoria per i primi 9 mesi del 2016 non è uguale o superiore a quello rilevato in via definitiva dall'ISTAT, ovvero, se la differenza tra l'indice provvisorio e quello definitivo è negativo, i pensionati devono restituire quanto pagato in più nel mese di gennaio 2017, proprio come è accaduto l'anno scorso.

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