Riforma Ammortizzatori Sociali ASpI assicurazione sociale per impiego

Con la Riforma del Lavoro Ammortizzatori Sociali è stata introdotta la nuova ASpI, assicurazione sociale per l’impiego contro la disoccupazione involontaria

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La Riforma del Mercato del Lavoro 2012 proposta dal Ministro del Lavoro prof. Elsa Fornero approvata con Disegno di Legge dal Consiglio dei Ministri riunito in data 23 marzo e, ora in attesa di approvazione finale dal Parlamento, ha introdotto importanti novità nel mercato del lavoro per ottemperare alle nuove richieste di un mercato diventato sempre più flessibile e precario a causa della crisi economica.

Gli interventi della nuova riforma pongono all’accento su 6 aree tematiche che vanno dalla tipologia dei contratti di lavoro con maggior attenzione e regolamentazione a forme come l’apprendistato come strumento virtuoso per i giovani che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro e alla prima occupazione, maggior attenzione a tutte quelle forme contrattuali utilizzate da tantissime aziende per arginare il problema dei contratti a tempo indeterminato e che hanno portato come conseguenza ad un impiego massiccio di contratti a progetto, a termine, a partita Iva che hanno reso i giovani sempre più precari e meno tutelati dal punto di vista delle retribuzioni, dei contributi previdenziali e assicurativi e soprattutto meno tutelati dagli ammortizzatori sociali e come lavoratori in sé.

Per questo l’obiettivo della riforma del lavoro 2012  è rivolta ai giovani e alla crescita, sempre con un occhio attento alla tutela degli anziani con sgravi fiscali per le aziende che assumono gli over 50 e con interventi statali mirati atti a favorire il loro inserimento, inoltre, la riforma si è focalizzata sulla tutela e difesa del lavoratore modificando alcune norme circa i licenziamenti individuali ingiustificati con sanzioni e condanne più gravose qualora sia confermata l’illegittimità del licenziamento, e parallelamente la tanto contestata abrogazione dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori così come fino adesso conosciuto e applicato che se passerà la riforma comporterà la sua modifica consentendo i licenziamenti individuali e collettivi per motivi economici.

Altro punto fondamentale su cui la riforma del mercato del lavoro 2012 si è concentrata su come, perché e in che modo riformare e uniformare gli Ammortizzatori Sociali conosciuti e applicati fino ad oggi dallo Stato e che non permettono di fatto una copertura e una tutela a 360° gradi per tutti i lavoratori che a causa della crisi economica stanno perdendo nelle situazioni più gravi il posto di lavoro o ore di lavoro per i casi meno gravi coperti dalla Cassa Integrazione Guadagni straordinari o dall’accesso alle liste di mobilità.

 

Riforma Ammortizzatori Sociali: Obiettivi

La riforma del lavoro 2012 ha previsto interventi che mirano a riordinare e migliorare le tutele dei lavoratori in caso di perdita involontaria della propria occupazione, di estendere le tutele ai lavoratori fino ad oggi non coperti dalla Cassa integrazione e straordinaria, di introdurre nuovi strumenti che possano migliore, velocizzare e agevolare la gestione delle crisi aziendali per i lavoratori vicini al pensionamento. 

Gli obiettivi fondamentali della riforma del mercato e degli ammortizzatori verte su importanti obiettivi che possono essere così riassunti:

  • maggiore coerenza tra flessibilità e coperture assicurative

  • ampliare e rendere più eque le tutele fornite dal sistema

  • limitare le numerose distorsioni e spazi per usi impropri insiti in alcuni degli strumenti attualmente esistenti

 

Riforma ammortizzatori sociali: ASpI

La proposta di riforma degli ammortizzatori sociali si articola su 3 punti fondamentali ed essenziali per garantire una copertura adeguata dal rischio di disoccupazione (totale o parziale), eliminando pertanto la necessità di intervenire con provvedimenti ad hoc, caratterizzati da ampia discrezionalità con l’istituto delle deroghe.

I 3 punti fondamentali della riforma sugli ammortizzatori sociali sono:

1) Assicurazione sociale per l’Impiego (ASpI), a carattere universale

2) Tutele in costanza di rapporto di lavoro (Cigo, Cigs, fondi di solidarietà)

3) Strumenti di gestione degli esuberi strutturali

 

ASpI: nuova mobilità e disoccupazione

La riforma degli Ammortizzatori sociali contenuta nella più ampia riforma del mercato del lavoro 2012 approvata dal Consiglio dei Ministri e ora in attesa di valutazione e votazione dal Parlamento, si caratterizza rispetto all’attuale sistema di assicurazione contro la disoccupazione involontaria, con un incremento dell’ambito soggettivo di copertura.
Dal punto di vista degli importi e delle durate vi è una convergenza rispetto agli attuali trattamenti di disoccupazione ordinaria e di mobilità.

 

A chi spetta l’ASpI?

L’ASpI, Assicurazione Sociale per l’Impiego verrà estesa tra i lavoratori dipendenti anche agli apprendisti e agli artisti, attualmente esclusi dall’applicazione di ogni strumento di sostegno del reddito.
Restano coperti dall’ASpI tutti i lavoratori dipendenti del settore privato ed i lavoratori delle Amministrazioni pubbliche con contratto di lavoro dipendente non a tempo indeterminato inquadrati con contratti a tempo determinato, contratti di formazione e lavoro.

Riassumendo l’ASpI spetterà a:

  • lavoratori con contratto a tempo indeterminato
  • lavoratori a tempo determinato
  • lavoratori con contratti di formazione e lavoro
  • lavoratori apprendisti
  • artisti

Importante: per i collaboratori coordinati e continuativi, anche se esclusi dall’ambito di applicazione dell’ASpI, si rafforzerà il sistema di sostegno al reddito e di tutela che porterà a regime il meccanismo di una tantum come oggi previsto dalla disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti.

Si ricorda che a partire dal 1° maggio del 2015, l'ASPI è stata sostituita dalla nuova disoccupazione NASPI 2016.

 

ASpI: Requisiti di accesso

I Requisiti di accesso all’ASpI, saranno analoghi a quelli che oggi consentono l’accesso all’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria, pertanto:

  • 2 anni di anzianità assicurativa ed almeno 52 settimane nell’ultimo biennio
  • essere disoccupato
  • essere iscritto al Centro per l’impiego, CPI competente per territorio mediante sottoscrizione della dichiarazione di immediata disponibilità sia a svolgere un’attività lavorativa sia a seguire il percorso proposto per la ricerca di una nuova occupazione
  • avere svolto un’attività lavorativa: che ha consentito il versamento del contributo utile ai fini della concessione dell’ASpI, ovvero, almeno 2 anni prima del licenziamento
  • essere in possesso della capacità lavorativa: non avere malattie in corso che provochino la temporanea inabilità al lavoro

 

ASpI, Assicurazione sociale per l’Impiego: durata

La concessione dell’ASpI, Assicurazione Sociale per l’Impiego potrà avere la durata massima di:

  • 12 mesi per i lavoratori con meno di 55 anni di età, oggi, invece la disoccupazione ordinaria e con requisiti ridotti è concessa per solo 8 mesi
  • 18 mesi per i lavoratori con almeno 55 anni di età (nel limite delle settimane di lavoro nel biennio di riferimento) oggi, la disoccupazione ordinaria e con requisiti ridotti è concessa al massimo per 12 mesi

 

ASpI: quanto spetta?

La concessione dell’ASpI, Assicurazione Sociale per l’Impiego si articolerà in questo modo:

  • Eliminazione del massimale basso che attualmente rispetto all’indennità di disoccupazione ordinaria è di euro 931,28
  • Rimane il massimale alto come per la disoccupazione ordinaria di euro 1.119,32, rivalutati annualmente sulla base dell’indice dei prezzi FOI) 
  • Percentuale di commisurazione a scaglioni:
  • 75% fino alla retribuzione di 1.150 euro (rivalutati annualmente sulla base dell’indice dei prezzi FOI) per i 12 mesi
  • 25% per la parte di retribuzione superiore a 1.150 € e fino al massimale dopo i 12 mesi per gli over 55
  • Abbattimento del 15% dell’indennità dopo i primi 6 mesi e di un ulteriore 15% dopo altri 6 mesi 
  • retribuzione di riferimento legata all’intero periodo biennale di contribuzione

Importante: gli Importi delle indennità sono in relazione alla retribuzione di riferimento in base alla vecchia e nuove modalità di calcolo

In altre parole, la nuova assicurazione ASpI concederà trattamenti iniziali analoghi a quelli concessi attualmente per i lavoratori delle liste di mobilità per le retribuzioni fino a 1.200 euro mensili (comprensivi dei ratei di mensilità aggiuntive), e decisamente più elevati per quelle superiori a tale livello. Dal confronto dall’attuale indennità concessa per l’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria l’ASpi è più favorevole, fatta eccezione per le retribuzioni comprese tra 2.050 e 2.200 € mensili. 

  

In caso di Nuova occupazione e nuova assunzione:

In caso di nuova occupazione del lavoratore indennizzato con l’ASpi, la nuova regola prevede che:

  • per periodi di lavoro inferiori a 6 mesi: sospensione dell’indennità, con ripresa alla fine del periodo di lavoro
  • per periodi di lavoro superiori a 6 mesi: riparte il trattamento ASpI

 

Riforma ammortizzatori sociali: Mini ASpI

Con la Riforma del mercato del Lavoro 2012 viene completamente rinnovata e modificata l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, condizionandola alla presenza e permanenza dello stato di disoccupazione. L’indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti è oggi pagata nei periodi di disoccupazione e non l’anno successivo.

Vediamo in cosa consiste, cosa prevede, requisiti di accesso, calcolo dell’indennità, durata massima della MiniASpI:

Requisito di accesso MiniASpI: almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi (mobili)

Calcolo indennità: analoga a quella prevista per l’ASpI

Durata massima: è pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel periodo - sospensione dell’erogazione del beneficio per periodi di lavoro inferiori a 5 giorni.

Cosa succede nel periodo di passaggio dalla disoccupazione con requisiti ridotti all’Aspi, Assicurazione sociale per l’Impiego? Trattamenti brevi (Mini­ASpI): 2013 entrata in vigore

La MiniASpI, che sostituisce di fatto la disoccupazione ordinaria con i requisiti ridotti che ricordiamo oggi spetta a chi svolge:

  • attività di lavoro dipendente per un periodo limitato di tempo
  • Apprendisti nell’anno precedente a quello di domanda
  • Insegnanti non di ruolo
  • Dipendenti non di ruolo della Pubblica Amministrazione
  • Ai soci dipendenti da cooperative
  • Detenuti lavoratori 
  • Lavoratori dello spettacolo con rapporto di lavoro subordinato non rientranti nelle categorie professionali del personale artistico, teatrale e cinematografico di cui all’elenco allegato alla circolare INPS n. 22 del 13 febbraio 2012
  • Ai lavoratori con contratto di lavoro part-time verticale o misto

La MiniASpI verrà introdotta già a partire dal 2013 e verrà calcolata con il nuovo metodo, anche con riferimento ai periodi 2012 (l’anno mobile al 1° gennaio 2013 riguarda tutto l’anno 2012).

 

Riforma ammortizzatori sociali: contributi trattenuti in busta paga

La contribuzione che finanzierà la nuova assicurazione ASpI varierà con un’aliquota variabile applicata al tipo di contrattazione del lavoratore e ovviamente estesa a tutti i lavoratori che rientrino nell’ambito di applicazione della nuova indennità, pertanto la misura della nuova aliquota che i lavoratori dovranno versare per l’ASpI è pari a:

  • Aliquota pari a 1,31% per i lavoratori a tempo indeterminato: (sarà mantenuta l’attuale aliquota di copertura dell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria). Restano in vigore le eventuali riduzioni del costo del lavoro operate dalla legge n. 388/2000 (art. 120) e 266/2005 (art. 1, comma 361) nonché le misure compensative di cui al D.L. 203/2005.
  • Aliquota aggiuntiva del 1,4% per i lavoratori non a tempo indeterminato: aliquota che sarà compensata da una riduzione di pari importo dell’aliquota di cui all’articolo 12, comma 1, del D.Lgs. 276/2003.

 

L’aliquota aggiuntiva ASpI non si applicherà invece a:

  • lavoratori assunti in sostituzione di altri lavoratori

  • lavoratori stagionali di cui al D.P.R. 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modifiche e integrazioni, valutando, eventualmente, anche quanto sinora previsto dai contratti e accordi collettivi

  • apprendisti (in quanto contratti di lavoro a tempo indeterminato)

Importante: In caso di trasformazione del contratto in contratto a tempo indeterminato si avrà una restituzione pari all’aliquota aggiuntiva versata, con un massimo di 6 mensilità. Tale restituzione, avverrà solo in seguito al superamento del periodo di prova, qualora previsto.

 

Tabella Aliquote oggi a carico dei datori di lavoro per disoccupazione e mobilità:

  • Disoccupazione involontaria: 1,31
  • Aliquota aggiuntiva per disoccupazione nel settore edile: 0,80
  • Mobilità: 0,30

 

Cos’è il contributo di licenziamento da pagare all’INPS?

La nuova assicurazione ASpI ha previsto, oltre, al pagamento dell’aliquota che tutti i lavoratori rientranti nell’assicurazione devono versare obbligatoriamente anche uncontributo di licenziamento da versare all’Inps al momento del licenziamento per rapporti a tempo indeterminato e si applica anche agli apprendisti nei casi diversi da dimissioni, ovvero, in caso di recesso alla fine del periodo di apprendistato.

Il contributo di licenziamento da versare all’Inps è pari allo: 0,5 mensilità di indennità per ogni 12 mensilità di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni (compresi i periodi di lavoro a termine)

Quali norme verranno Abrogate con la nuova riforma del mercato del lavoro e degli Ammortizzatori Sociali?

La riforma del mercato del lavoro 2012 che include la riforma degli ammortizzatori sociali comporterà l’abrogazione delle seguenti norme:

  • Indennità di mobilità
  • Incentivi per iscritti nelle liste di mobilità (art. 8 e art. 25, comma 9)
  • Disoccupazione nei casi di sospensione (D.L. 185/2008, art. 19, comma 1, lett. a) e b))
  • Disoccupazione per apprendisti (D.L. 185/2008, art. 19, comma 1, lett. c)
  • Misure di incentivazione del raccordo pubblico e privato (art. 13 D.Lgs. 276/2003).

Riforma del Lavoro 2012 e la Cassa Integrazione Straordinaria: 2014 entrata in vigore

Se la Riforma del Lavoro 2012 e degli Ammortizzatori Sociali dovesse essere approvata dal Parlamento, le nuove modalità dell’erogazione e concessione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, CIGS, entreranno in vigore a partire dal 2014.
Tale riforma, ha infatti la necessità di eliminare, a decorrere dal 2014, i casi in cui la CIGS copre esigenze non connesse alla conservazione del posto di lavoro induce a ritenere necessaria l’eliminazione della causale per procedura concorsuale con cessazione di attività (art. 3, L. 223/1991). 

 

Ammortizzatori Sociali ASpI e l’Addizionale comunale sui diritti di imbarco:

La nuova riforma del mercato del lavoro e degli Ammortizzatori sociali ha stabilito che a partire dal 1° gennaio 2016 le maggiori somme di cui all’articolo 6-quater, comma 3, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, ovvero, le addizionali sui diritti di imbarcosaranno versate alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno dell’Inps, a parziale compensazione degli incrementi di spesa derivanti dalla riforma degli ammortizzatori sociali. 

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Commenti 4

lucio

12 aprile 2012 16:03

gentilmente, vorrei sapere un informazione.
Momentaneamente mi trovo in mobilità in deroga anche per tutto l'anno 2012 secondo gli accordi regionali di mia competenza (regione puglia). Avrò diritto in futuro all'aspi ed eventualmente per quanto tempo?
Grazie.

claudio

24 aprile 2012 00:04

Questa disonesta riforma del lavoro taglia ferocemente le tutele dei lavoratori, sopratutto quelle riguardanti la durata della mobilità dai 40 ai 54 anni. Come le pensioni, si sono preoccupati solo di fare cassa per ripianare le nefandezze di una classe politica e finanziaria criminale che sta portando il Paese alla povertà assoluta per difendere i privilegi illeggittimi e spesso criminali della politica e della finanza.
Se non si cambia radicalmente il modo di pensare l'economia in senso equo e razionale, non mercificata, ci aspettano bruttissimi giorni.
Questa gentaglia deve al più presto essere spazzata via e nel contempo i cittadini devono riprendersi la cura del Paese e riportarlo ad una economia umana.
Le idee ci sono e sono concrete e vengono portate avanti da fior di economisti di tutto il mondo e da persone di alto ed onesto buon senso.
Mai come adesso il nostro destino dipende dall'impegno e dal rigore morale di ognuno di noi.

elisa

23 settembre 2012 07:56

buongiorno,non mi é chiara una cosa.io lavoro con contratti a tempo determinato.ho sempre fatto domanda di disoccup requisiti ridotti..la cgil invita a fare domanda disoccupazione ordinaria ora che termino il vontratto in quanto non vi é alcuna regola per recuperare i periodi 'non coprti da alcuna assicurazione'recuperati prima con requisiti ridotti.ebbene se ora richiedo disoccupazione ordinaria,riesco a recuperate il mese di maggio(altrimenti riconosciuto con la requisiti ridotti)????grazie infinite!

marco

18 novembre 2012 16:07

salve, ma di quante giornate lavorative si necessitano nell'anno 2012 per poter presentare EX domanda di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti non agricola? grazie mille