Rientro capitali estero: istanza volontary disclosure come funziona

Il rientro di capitali all'estero in Italia può essere regolarizzato con sanzioni ridotte presentando istanza volontary disclosure collaborazione volontaria

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Il rientro di capitali all'estero mediante l'istanza di collaborazione volontaria consente ai contribuenti di mettersi in regola spontaneamente e autonomamente. Pertanto, sono ridotte le sanzioni per i contribuenti in caso di omessa o infedele presentazione del modulo RW nella dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Unico mentre è ridotta fino alla metà della pena, la violazione circa l'uso di fatture false di operazioni inesistenti e/o di falsa dichiarazione con altri strumenti.

 

Rientro capitali estero cos'è?

capitali detenuti all'estero da residenti italiani, devono essere dichiarati sulla dichiarazione dei redditi tramite compilazione del modulo RW del modello 730 o Unico. 

Tale modulo RW, è obbligatorio per tute le persone fisiche residenti in Italia per la dichiarazione delle attività finanziarie detenute all'estero sia sotto forma di trasferimenti in denaro che di investimenti di natura finanziaria come titoli e depositi, donazioni o successione di immobili all'estero.

In questo ambito, viene introdotto per il contribuente un nuovo strumento di regolarizzazione che consente di mettersi in regola con il Fisco, mediante la presentazione dell'istanza di collaborazione volontaria.

 

Istanza di collaborazione volontaria come funziona?

L'istanza di collaborazione volontaria è stata introdotta con il decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e contiene numerose novità in materia fiscale, una tra tutte, l’introduzione della “voluntary disclosure” (articolo 1), collaborazione volontaria.

L'istanza di collaborazione volontaria ha come obiettivo quello di consentire il rientro di capitali in Italia e degli investimenti detenuti all’estero che non sono stati dichiarati dai contribuenti in sede di denuncia dei redditi. Tale istanza, deve essere presentata direttamente e spontaneamente dal contribuente, attraverso una richiesta scritta all’Agenzia delle Entrate.

La regolarizzazione del rientro di capitali, è procedura che si rivolge ai quei contribuenti obbligati alla compilazione del modulo RW sia che siano persone fisiche,  enti non commerciali o società semplici o al loro equiparati, residenti in Italia.

 

Modello voluntary disclosure e software compilazione:

I contribuenti che intendono mettersi in regola con il Fisco italiano, perché hanno commesso violazioni circa l'obbligo di compilazione modulo RW, possono farlo presentando spontaneamente l'istanza di collaborazione volontaria all'Agenzia delle Entrate.

Per il rientro in Italia dei capitali detenuti all'estro, il contribuente deve seguire precise istruzioni compilazione istanza di collaborazione volontaria, che innanzitutto deve essere in forma scritta e deve contenere tutte le informazioni puntali e dettagliate circa il possesso di capitali detenuti all'estero e non dichiarati.

Il contribuente quindi per avere una riduzione delle sanzioni per omessa o infedele dichiarazione modulo RW, deve indicare e a documentare tutti gli investimenti e le attività di natura finanziaria che sono stati costituiti o detenuti all’estero, a lui direttamente o indirettamente intestati. In altre parole, vanno comunicate all'Agenzia delle Entrate tutte le informazioni utili all'Agenzia per ricostruire attentamente tutti redditi che sono serviti per costituire e acquistare i capitali all'estero..

Vanno inoltre allegati all'istanza, tutti i documenti e le informazioni relativi ai guadagni ottenuti dal contribuente dall’utilizzo o dalla vendita delle attività finanziarie estere come per esempio interessi, dividendi e plusvalenze, per ciascun periodo di imposta purché alla data di presentazione dell'istanza, non siano scaduti i termini per l'accertamento o eventuali contestazione del modulo RW.

L'istanza di collaborazione volontaria per rientro capitali estero pertanto, deve contenere tutti gli investimenti e le attività detenute all'estero dal contribuente residente in Italia non dichiarate nel modulo RW.

Per cui sono oggetto di beneficio, i conti correnti, immobili, polizze assicurative finanziarie, barche, yacht e oggetti di antiquariato non regolarmente denunciati dal contribuente.

La regolarizzazione non è possibile, nel caso in cui la domanda di collaborazione volontaria sia presentata dopo che il contribuente abbia ricevuto la notifica di accertamenti e controlli formali circa l'omessa dichiarazione dei capitali detenuti all'estero e sia nel caso di eredi messi a conoscenza della violazione a seguito di accertamento fiscale.

Per facilitare i contribuenti la domanda rientro Capitali estero può essere elaborata e compilata online grazie al: Software di compilazione voluntary disclosure.

 

Rientro capitali estero a cosa serve? Riduzione sanzioni:

Il rientro capitali estero mediante l'istanza di collaborazione volontaria serve ai contribuenti per mettersi in regola con il fisco e avere una forte riduzione delle sanzioni. Al fine di perfezionare la regolarizzazione con il Fisco e ottenere la riduzione sanzioni, oltre all'istanza, il contribuente deve pagare allo Stato italiano quanto dovuto per tutti i periodi di imposta ancora accertabili alla data di presentazione dell'istanza, comprensivo di imposte, sanzioni e interessi, effettuando il versamento in un’unica soluzione entro il 15° giorno antecedente la data fissata per la comparizione” oppure in tre rate mensili di uguale importo.

Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione capitali detenuti all'estero nel modulo RW, quindi relativo alle attività finanziarie detenute all'estero da residenti italiani, sono state modificate dalle nuova legge europea 97/2013, che ha definito le sanzioni per omessa o infedele presentazione del modulo RW sono comprese tra il 3 e il 15% dell’ammontare dell’attività o dell’investimento estero non dichiarato e, nel caso capitali detenuti in paesi a regime fiscale privilegiato cd. balck list nella misura compresa tra il 6 e il 30% dell’ammontare degli importi non dichiarati.

 

A cosa serve il rientro di capitali?

Con la collaborazione volontaria rientro capitali estero consente pertanto al contribuente che si mette in regola spontaneamente di ottenere una riduzione delle sanzioni di un quarto se accetta solo la semplice regolarizzazione mentre la riduzione sanzione è fino alla metà della sanzione minima, qualora accetti determinate condizioni di seguito elencate:

se il contribuente sceglie di far rientrare i capitali in Italia trasferendo nel nostro paese i capitali o le attività finanziarie, oppure, sceglie di trasferirli in un altro Paese dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’accordo sullo Spazio economico europeo che consenta quindi il libero scambio delle informazioni economiche.

se le attività e i capitali  trasferiti in Italia o negli altri Paesi UE erano o sono lì detenuti.

se il contribuente rilascia all’intermediario estero, specifica autorizzazione per l'invio alle autorità finanziarie italiane, delle informazioni oggetto di collaborazione volontaria. 

La collaborazione volontaria per il rientro di capitali detenuti all'estero e non dichiarati dai contribuenti, dal punto di vista penale, permette la non punibilità sia del reato, della violazione circa le attività costituite o detenute all’estero che per l'infedele o omesso modulo RW nella dichiarazione dei redditi.

Sempre con la stessa procedura, è inoltre possibile ottenere una riduzione della pena nei casi in cui il contribuente si macchi di reati come l'emissione e utilizzo di fatture false attestanti operazioni commerciali mai avvenute. In questi casi, la riduzione della pena prevista con la collaborazione volontaria è fino alla metà, ossia, dalla pena minima di 9 mesi ad un massimo di 3 anni, anziché da 18 mesi a 6 anni.

Attenzione: l'istanza di collaborazione volontaria viene ritenuta valida e perfezionata, solo se il contribuente versa in un'unica soluzione quanto dovuto nei termini stabiliti dalla procedura, in caso contrario l'Agenzia delle Entrate provvede a notificare un nuovo atto di contestazione con le sanzioni ordinarie. Si ricorda inoltre che, in caso di infedele documentazione o false dichiarazioni in sede di collaborazione volontaria, il contribuente è punibile con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

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