Reverse charge ravvedimento 2016 sanzioni mancata o errata fattura

Reverse charge ravvedimento operoso 2016 modello f24 e codice tributo, sanzioni per la mancata o errata applicazione meccanismo inversione contabile IVA

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Reverse charge ravvedimento 2016 e sanzioni: Cosa si può fare se ci troviamo di fronte ad una mancata o errata applicazione del sistema di fatturazione reverse charge? Quali sono le sanzioni previste e come si può rimediare alle violazione di inversione contabile IVA tramite ravvedimento operoso?

Come pagare tramite modello f24 e quale codice tributo bisogna indicare nel pagamento per le violazioni di omessa fattura, ritardo registrazione, applicazione del meccanismo su operazioni con e senza requisiti?

 

Reverse charge cos'è?

Il meccanismo di inversione contabile IVA, Reverse charge è un metodo di fatturazione che consente in alcuni casi specifici, di poter far assolvere l'imposta sul valore aggiunto dal destinatario della cessione o della prestazione anziché dal cedente o dal prestatore. Con la Legge di Stabilità 2015 (L. 23 dicembre 2014, n. 190), tale meccanismo, è stato modificato ed ampliato, con l'introduzione all’articolo 17 comma 6 del D.P.R. n. 633/1972 la nuova lettera a-ter) che ha previsto che il reverse charge sia applicabile non solo al settore edilizia ma anche ai subappalti, appalti o contratti d’opera di: prestazioni di pulizia, demolizione, installazione impianti e di completamento relative ad edifici.

Ma cosa succede se ciò non avviene? Quali sono le sanzioni per mancata o errata fattura reverse charge? E come rimediare all'errore con il ravvedimento operoso?

 

Errori reverse charge: operazioni con e senza requisiti

Cosa succede se non si provvede ad applicare il meccanismo di inversione contabile IVA ad operazioni soggette all'obbligo? O si applica questo metodo di fatturazione ad operazione che non hanno i requisiti? In questi casi si applicano le seguenti sanzioni:

Applicazione reverse charge su operazione senza requisiti: Sanzione dal 100 al 200% dell'imposta per chi applica il reverse charge ad un'operazione che non ha i requisiti, con obbligo di versare l'imposta da parte del cedente/prestatore

Mancata applicazione reverse su operazione con requisiti: Sanzione pari al 100% dell'imposta per la mancata applicazione dell’inversione contabile ad una operazione che ne aveva i requisiti, l'obbligo di pagare la multa è da parte del cessionario/committente.

 

Sanzioni mancata o errata applicazione reverse charge 2016:

Sanzioni reverse charge: Attualmente le sanzioni per la mancata o errata applicazione reverse charge sono regolate dall’art. 6, co. 9 – bis, D. Lgs. 471/1997 che, prevede:

  1. Sanzione fra il 100 e il 200% dell’Iva, con un minimo di 258 euro per il mancato assolvimento dell’imposta in reverse charge da parte del cessionario/committente;
  2. Sanzione fra il 100 e il 200% dell'IVA per l'irregolare addebito dell’Iva da parte del cedente/prestatore con omissione del versamento, in questo caso vi è anche il contestuale recupero dell’Iva non versata e obbligo per entrambi i soggetti, committente/cessionario e cedente/prestatore di pagare le sanzioni e l’Iva;
  3. Sanzione tra il 5% e il 10% del corrispettivo con un minimo di 516 euro, per l'omessa emissione della fattura da parte del cedente/prestatore e obbligo del cessionario/committente di regolarizzare l’omissione con l’emissione dell’autofattura entro 30 giorni dal 4° mese successivo all’acquisto con l’applicazione del reverse charge;
  4. Sanzione del 3% dell'IVA: per l'irregolare assolvimento dell’imposta da parte del cessionario/committente ovvero del cedente/prestatore, con riconoscimento del diritto alla detrazione, con obbligo di pagare le sanzioni ed Iva in solido tra committente/cessionario e cedente/prestatore.

 

Le nuove sanzioni reverse charge:

Dal momento che dette sanzioni, sono risultate essere molto penalizzanti per il contribuente che non assolve l'IVA senza integrare la fattura del fornitore o cedente che mantiene comunque il diritto alla detrazione dell'imposta valore aggiunto sull’acquisto, la riforma sulle sanzioni, che ricordiamo essere ancora in discussione, è intervenuta a migliorare il principio di neutralità tra contribuenti, rivedendo l’apparato sanzionatorio in caso di omessa o errata applicazione del reverse charge. 

Il decreto di riforma sul sistema sanzionatorio ha quindi previsto che le nuove sanzioni reverse charge siano:

  • Sanzione fissa da un minimo di 250,00 euro e un massimo di 20.000,00 per ciascuna violazione in materia di reverse charge, fermo restando l’applicazione del cumulo giuridico, sempre se l’imposta non sia dovuta nel rispetto del principio di neutralità; 
  • Sanzione proporzionale dal 5% al 10%, con il limite minimo di 1.000,00 euro per le operazioni che non risultano nella contabilità tenuta ai fini delle imposte sui redditi;
  • Sanzione proporzionale dal 90 al 180%  da applicare ai casi in cui l’imposta non applicata sarebbe stata non detraibile.

 

Reverse charge ravvedimento operoso 2016:

1) Ravvedimento per omessa o ritardata fatturazione reverse charge e di mancata o ritardata registrazione delle operazioni soggette a inversione contabile: In questo caso il cedente/prestatore è punito con una sanzione che va da 5% al 10% dei corrispettivi, a meno che non intenda rimediare alla suddetta violazione attraverso l'istituto del ravvedimento operoso.

Pertanto, per poter sanare l'omessa fattura reverse charge o la sua ritardata emissione, deve ricorrere al ravvedimento entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione. In questo caso la sanzione è ridotta a 1/8 del 5% del corrispettivo, con minimo di € 64. Oltre al pagamento della sanzione ridotta tramite modello f24 e codice tributo 8904 “sanzioni in materia di IVA” indicando l’anno in cui è avvenuta l’irregolarità, il cessionario/committente deve provvedere all'emissione e registrazione della fattura omessa. 

2) Ravvedimento operoso Omessa o ritardata applicazione reverse charge: in questo caso la sanzione piena prevede una multa dal 5% al 10% dei corrispettivi, con minimo di 516 euro, se il cessionario/committente intende sanare la violazione consistente nella mancata applicazione del reverse charge, può avvalersi del ravvedimento entro la scadenza della dichiarazione Iva relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, applicando alla fattura emessa l'inversione contabile, per cui integrazione della fattura ricevuta senza addebito e doppia registrazione, versando la sanzione ridotta a 1/8 tramite modello F24 e codice 8904.

3) Ravvedimento per omesso reverse charge senza assolvimento IVA: se il cessionario/committente, che pur ricevendo regolare fattura reverse charge non assolve all'obbligo di versare l'IVA, è soggetto alla sanzione che va dal 100% al 200% dell’imposta, con un minimo di 258 euro. Per non incorrere ad una simile sanzione, può ricorrere al ravvedimento operoso reverse charge, intregrando la fattura con l’importo dell’IVA dovuta ed omessa, e registrando la stessa nel registro delle fatture emesse e in quello degli acquisti e pagando la sanzione ridotta a 1/8 del minimo, pari a 32 euro tramite modello F24 e codice 8904, entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione.

4) Ravvedimento per omesso reverse charge con assolvimento dell’IVA: qualora il prestatore applichi e assolva l'imposta in fattura, ma non riporti l’applicazione del reverse charge, la sanzione applicabile è pari al 3% dell’imposta dovuta, con un minimo di 258 euro. Per regolarizzare la suddetta violazioni, il prestatore deve presentare all'Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dalla registrazione della fattura errata, un documento in duplice copia contenente l'indicazione dell’imponibile, aliquota e IVA corrispondente, dopodiché deve provvedere all'annotazione nei registri acquisti e vendite e al versamento dell’IVA dovuta. Se ciò avviene oltre i 30 giorni, è possibile applicare il ravvedimento operoso versando una sanzione ridotta a 1/8 del 3%.

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