Rettifica IVA regime forfettario 2016? Come funziona calcola e paga?

Passaggio regime dei minimi al forfettario 2016 cosa cambia per i contribuenti? Come funziona la rettifica IVA sui beni strumentali e non, come si calcola?

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Con il passaggio dal regime dei minimi al regime forfettario 2016 cosa cambia per i contribuenti? Cosa comporta il cambio di regime contabile e quali sono gli effetti sull’IVA, i contributi INPS, le fatture e i beni strumentali? 

Vediamo quindi in dettaglio cosa devono fare i contribuenti minimi per entrare nel regime forfettario, cosa succede a coloro invece che in mancanza dei requisiti richiesti, fuoriescono dal regime dei minimi e non sono nelle condizioni di accedere al regime forfettario.

 

Minimi e forfettari 2016 novità:

Il 2016, per molti contribuenti sarà l’anno dei cambiamenti sia per effetto della Legge Delega che, l’anno scorso ha fissato il riordino dei regimi contabili in Italia, riducendoli da 6 a 3, sia per effetto della precedente Legge di Stabilità che ha introdotto, un nuovo regime contabile il cd. regime forfettario e prorogato per un altro anno il regime dei minimi per quanti erano ancora in possesso dei requisiti di età (35 anni) o di durata di permanenza del regime, (durata massima 5 anni).

La nuova Legge di Stabilità 2016, appena varata dal CdM e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha confermato l’abolizione del regime dei superminimi dal 1° gennaio 2016, decretando così, l’obbligo per i contribuenti minimi di passare al nuovo regime forfettario, qualora in possesso dei requisiti di accesso, ha aumentato la platea di contribuenti che ora possono accedere al regime forfetario grazie all’aumento dei coefficienti di redditività in base al codice Ateco dell’attività svolta, ampliato le agevolazioni per le start up a partire dalle Partite IVA aperte dal 2015 in poi, che godranno di un’imposta sostitutiva del 5% anziché del 15, per 5 anni e non più 3.

Sulla base di tutte queste novità, a partire dal 1° gennaio 2016 i contribuenti minimi passano in automatico al nuovo regime, se possiedono i seguenti requisiti regime forfettario 2016 e a patto di rientrare nei nuovi coefficienti di redditività 2016.

 

Passaggio minimi al forfettario 2016 cosa cambia?

Passaggio minimi al forfettario cosa cambia? Per i contribuenti che fino al 31 dicembre 2015, hanno applicato il regime dei minimi e che dal 1° gennaio 2016 passano in automatico al regime forfettario

se in possesso di tutti i requisiti di legge per accedere al nuovo regime semplificato di determinazione del reddito imponibile per imprese individuali e lavoratori autonomi di ridotte dimensioni, devono seguire un iter ben preciso a partire dalla rettifica dell’IVA, il calcolo del reddito imponibile, i contributi INPS, le fatture e i beni strumentali.

Nell'articolo di oggi, ci soffermeremo sulla parte un po' più complicata, ossia, la rettifica IVA sui beni mobili, strumentali, immateriali ecc., su come calcolare l'imposta da restituire all'Erario, quando e come operare la rettifica, effettuare il versamento e dichiarare l'avvenuta rettifica della detrazione.

 

Regime forfettario: come funziona la rettifica IVA?

Perché si deve rettificare l’IVA nel regime forfettario? Il passaggio dal regime dei minimi al forfettario, comporta un cambiamento per quanto concerne l’IVA in quanto nel primo regime la detrazione dell’imposta sul valore aggiunto è ammessa mentre nel secondo vige, invece, l’indetraibilità dell’IVA assolta sugli acquisti.

Cosa succede quindi? Che il contribuente minimo che passa nel 2016 nel regime forfettario, deve restituire l’IVA detratta durante l’applicazione del regime, attraverso il meccanismo di rettifica della detrazione ai sensi dell’art. 19-bis2, D.P.R. n. 633/1972.

Chi deve rettificare l’IVA? I contribuenti che nel 2016 devono provvedere alla suddetta rettifica sono coloro che nel 2015 hanno applicato il:

  • Regime ordinario, o il
  • Regime dei minimi.

Quando va eseguita la rettifica IVA? Nella prima dichiarazione annuale IVA presentata dopo l’accesso al regime forfettario, ossia, relativa all’anno precedente al passaggio, pertanto, i contribuenti che decidono di passare al nuovo regime a partire dal 1° gennaio 2016, devono rettificare l’IVA nella dichiarazione IVA 2016 anno d’imposta 2015.

Come funziona la rettifica IVA? La rettifica della detrazione va eseguita su tutti i beni e servizi non ceduti o non ancora utilizzati, esistenti alla data del 31 dicembre 2015.

Per i Beni ammortizzabili e beni immateriali, la rettifica IVA va eseguita se non sono passati più di 5 anni dalla data di entrata della loro messa in funzione, e 10 anni dalla data di acquisto o completamento di un immobile. Mentre non va eseguita la rettifica per i beni che hanno costo unitario non superiore a 516,46 euro e con coefficiente d’ammortamento superiore al 25%. Ciò però non vale per i contribuenti minimi, in quanto secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7 del 2008, la rettifica dell’IVA deve essere eseguita anche sui beni strumentali di importo non superiore ad € 516,46 e ai beni con coefficiente di ammortamento ai fini reddituali superiore al 25% che non siano ancora entrati in funzione al momento del passaggio al regime forfettario, ossia, per i quali non siano ancora state effettuate le deduzioni integrali o delle relative quote di ammortamento. In altre parole, il contribuente minimo che entra nel forfettario dal 1° gennaio 2016, non deve rettificare l’IVA sui beni di importo inferiore a 516,46 euro acquistati nel periodo 2012-2015 e già ammortizzati. Solo nel caso in cui, i suddetti beni, non siano entrati in funzione entro il 31 dicembre 2015, va effettuata la rettifica. In altre parole:

Anno di acquisto bene ammortizzabile 
Fino al 2011Non si rettifica l'IVA
Dal 2012, 2013, 2014, 2015Si rettifica l'IVA

 

Quali sono i beni oggetto di rettifica IVA? 

  • Servizi non utilizzati al 31 dicembre 2015;
  • Rimanenze di magazzino al 31/12/2015
  • Beni mobili: pc, mobili, arredi, auto per i quali non è scaduto il periodo di tutela, ossia, beni mobili acquistati dal 2012 in poi, per quelli acquistati fino al 2011 sono già trascorsi 5 anni.

 

Come si calcola l'IVA da restituire?

Come abbiamo detto nel paragrafo precedente, il contribuente nel regime dei minimi che passa in automatico al regime forfettario 2016, deve provvedere a rettificare l'IVA sui beni e servizi acquistati, in quanto l'imposta è passata dall'essere detraibile ad indetraibile. Pertanto, avendo già visto quali sono i requisiti e le condizioni in cui devono trovarsi i beni per far si che vi avvenga o meno la rettifica, passiamo ora a spiegare come si calcola l’IVA da restituire all’Erario, tenendo conto che per:

1) Rimanenze e servizi non ancora utilizzati: va rettificata tutta l'IVA a credito detratta al momento dell'acquisto del bene;

2) Beni strumentali, esclusi gli immobili: la rettifica deve essere effettuata facendo riferimento ai quinti dell’imposta e a quanti sono gli anni mancanti al compimento del quinquennio di tutela fiscale, per cui:

Anno di acquisto bene strumentale2012201320142015
Ammontare della rettifica in quinti1/52/53/54/5

3) Beni strumentali immobili: la rettifica IVA va fatta in decimi considerando quanti anni mancano al decennio di tutela fiscale:

Anno di acquisto o ultimazione immobile200720082009201020112012201320142015
Ammontare rettifica in decimi1/102/103/104/105/106/107/108/109/10

4) Canoni leasing anticipati o maxicanoni iniziali: va rettificata l'IVA sull'importo detratto a suo tempo, ossia, è necessario rettificare la frazione di IVA corrispondente al periodo di residua durata del contratto o della rata.

 

Come si dichiara l'IVA rettificata?

i contribuenti nel regime dei minimi o nel regime ordinario che passano dal 1° gennaio, al nuovo regime forfettario 2016 devono provvedere alla rettifica IVA sui beni ammortizzabili, strumentali mobili ed immobili, e rimanenze di magazzino, attraverso:

  1. Individuazione dei beni oggetto di rettifica IVA;
  2. Calcolo IVA da restituire all'Erario: secondo le modalità descritte sopra;
  3. Dichiarazione dell'IVA rettificata mediante modello IVA 2016 anno 2015 o modello Unico 2016;
  4. Pagamento dell'IVA da restituire mediante versamento con modello F24 indicando il relativo codice tributo, che vedremo in dettaglio nel prossimo paragrafo.

Ai fini dichiarativi, la rettifica IVA va dichiarata con la prima dichiarazione annuale IVA che il contribuente deve effettuare dopo l’entrata nel nuovo regime forfettario. Per cui se entra a partire dal 1° gennaio 2016, è tenuto alla rettifica con la dichiarazione IVA 2016 anno 2015, indicando nel rigo del modello IVA 2016, al rigo VA14 che trattasi di ultima dichiarazione prima dell’entrata nel nuovo regime.

Nel rigo VF56 totale rettifiche: si deve indicare l’importo della rettifica, che in questo caso è negativa e quindi a sfavore del contribuente.

Sulla base di tale dichiarazione, l’IVA che il contribuente deve restituire all’Erario per effetto della rettifica diventa parte integrante della dichiarazione IVA e concorre al calcolo dell’importo a debito/credito risultante dalla dichiarazione annuale. e quindi del saldo IVA 2015.

Esempio calcolo rettifica IVA: il signor Verdi entra nel regime forfettario dal 2016 e al 31 dicembre 2015 presenta la seguente situazione:

  • Beni strumentali acquistati nel 2011: mobili arredo pari a 5.000 euro + IVA al 20% = 1000 euro IVA. La rettifica non va eseguita perché sono trascorsi 5 anni.
  • Beni strumentali acquistati nel 2012: pc, mobili, software per 20mila euro + IVA al 21% = IVA 4.200 euro di cui già detratta al 40% per cui per 1.680. La rettifica IVA va eseguita per 1/5, per cui 1680 x 1/5 = 336 euro.
  • Beni strumentali acquistati nel 2013: 2000 euro + IVA al 21%= 420 euro. La rettifica si fa su i 2/5, per cui 420 x 2/5= 168 euro;
  • Beni strumentali acquistati nel 2015:2500 euro + IVA al 22%= 550 euro. La rettifica IVA si calcola sui 4/5 per cui 550 x 4/5= 440 euro.
  • IVA totale da restituire è 336 euro + 168 + 440= 944 euro.

 

Come e quando va versata l'IVA? Con f24 entro scadenza modello IVA o UNICO 

Tenendo conto che l’importo della rettifica non assume autonoma rilevanza, in quanto ciò che viene dichiarato nel rigo VF56 concorre a determinare il saldo IVA 2015, il pagamento della rettifica segue le stesse modalità della dichiarazione. 

Di conseguenza in caso di presentazione di:

  • Modello IVA 2016 in forma autonoma: il versamento dell'importo di rettifica IVA, deve essere eseguito entro il 28 febbraio 2016 con modello f24 e codice tributo 6099 in unica soluzione. Nel caso in cui, il contribuente intenda rateizzare l'importo, può farlo suddividendolo in massimo 9 rate di pari somma e applicando gli interessi di mora sulle rate successive alla prima, aventi la prima scadenza 28 febbraio 2016, la seconda 28 marzo, 28 aprile ecc.
  • Dichiarazione IVA in forma unificata nel modello UNICO 2016: il versamento, deve essere effettuato entro il termine del 28 febbraio 2016, o entro i termini per pagare le imposte risultati dal modello Unico 2016 per cui 16 giugno 2016 o 16 luglio con maggiorazione dello 0,40%. In questo caso il saldo IVA 2016 può essere versato:
    • in Unica soluzione: con maggiorazione su quanto dovuto dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese tra il 28 febbraio e il 16 giugno (o 16 luglio). Pertanto, se il saldo IVA viene versato dal contribuente entro il 16 giugno 2016, la maggiorazione è pari al 2,00% (0,40% x 5); 
    • In Rateizzazione: maggiorando quanto dovuto dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese tra il 28 febbraio ed il 16 giugno o 16 luglio con l’ulteriore maggiorazione dello 0,40%, e suddividendo l’importo in massimo 6 rate, che scendono a 5 se la rateizzazione inizia dal 16 luglio, ciò è dovuto al fatto che il beneficio della rateazione deve comunque concludersi entro il mese di novembre.
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