Reddito di inclusione 2017 cos’è e come funziona e quanto spetta?

Reddito di inclusione 2017 approvato DDL povertà al Senato che prevede l'introduzione RE reddito di inclusione cos’è e come funziona a chi spetta il bonus?

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Reddito Inclusione 2017, approvato al Senato il Ddl povertà che prevede l’introduzione in Italia del cd. reddito di inclusione, ossia, il contributo economico mensile, riservato alle persone che trovandosi in condizioni di povertà assoluta, non riescono a vivere una vita dignitosa. 

Con il si ottenuto al Senato si fa sempre più vicina, l’approvazione definitiva del “decreto povertà” che ha l’obiettivo di sostenere i cittadini e le famiglie più povere e indigenti mediante un bonus fino a 500 euro al mese a famiglia da erogare tramite un'apposita carta, come avviene già con la carta SIA, o con un assegno di povertà.

 

Reddito di Inclusione cos’è?

Il Reddito di Inclusione è una misura contro la povertà, contenuta all’interno del Ddl povertà, che introduce di fatto, un sostegno al reddito chiamato reddito di inclusione, destinato alle famiglie e ai cittadini che si trovano in situazione di grande difficoltà economica.

Ora il testo del ddl delega, contenente le “norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali è stato approvato al Senato, per cui entro 6 mesi dalla sua entrata in vigore, il Governo, dovrà emanare la legge e i relativi decreti attuativi e pubblicare il tutto in Gazzetta Ufficiale, al fine d rendere operativo il reddito di inclusione 2017.

In particolare, la nuova normativa, come dicevamo all’inizio prevede, l’introduzione del reddito di inclusione, ossia, una misura universale di sostegno economico per tutti i cittadini che si trovano a vivere in condizioni di difficoltà, accompagnata dall’attivazione di servizi personalizzati da parte del Comune, al fine di aiutare le persone beneficiare della misura, a superare la loro condizione di povertà e di esclusione sociale.

 

Reddito di inclusione 2017 come funziona?

Reddito di inclusione come funziona? In base a quanto previsto dal Ddl povertà e secondo quanto affermato dal Ministro Poletti, si parte, dotando il nuovo Fondo Nazionale per la lotta alla povertà di 1,6 miliardi solo nel 2017.

Queste risorse, destinate ad aumentante per volontà del Governo, serviranno, pertanto, a finanziare a rendere operativi gli strumenti contro la povertà, previsti dal Ddl come ad esempio: il reddito inclusione, REI, che rimarrà l'unico strumento anti-povertà universale uguale per tutta l'Italia.

Da vedere poi come andrà a finire:

la Carta famiglia;

la nuova Social card.

In ogni modo, sempre secondo quanto affermato Poletti, all'indomani dell'approvazione del Ddl Povertà 2017, è ormai sicuro che il reddito di inclusione andrà a sostiture il Sia, Sostegno per l'inclusione attiva, partito in via sperimentale lo scorso settembre.

In attesa che il REI entri in funzione, per le famiglie è in vigore la Carta Acquisti SIA 2017, ossia:

Il reddito di inclusione, anche detto REI, cade giusto appunto, in un momento storico molto complicato, considerando che in Italia sono state circa 1 milione e 582 mila, le famiglie che hanno vissuto l'anno scorso in povertà assoluta, un dato pari a un totale di 4 milioni e 598 mila persone, il numero più alto dal 2005. 

 

Reddito di inclusione 2017 requisiti e importi:

Reddito di Inclusione 2017 requisiti:

Al momento non si conoscono ancora quali saranno i requisiti di legge necessari per accedere al reddto di inclusione.

Quello che si sa per adesso, è solo che i requisiti potrebbero essere molto simili a quelli previsti per la Carta SIA, ovvero:

  • presenza di figli minori;
  • nuclei familiari monogenitoriali per esempio madre single;
  • presenza di disabili in famiglia;
  • presenza di disoccupati;
  • Basso ISEE a 3.000 euro.

I cittadini che vivono in una situazione disagiata dal punto di vista lavorativo, economico e abitativo, presto potranno beneficiare di una misura contro la povertà ma anche di un sostegno per l'inclusione attiva questo sostegno, infatt, il REI potrebbe essere suddiviso in due tipi diversi di aiuti:

  • un sostegno al reddito con un bonus fino a 500 euro, variabile in funzione del n° dei componenti del nucleo familiare;
  • un contributo economico, erogato in funzione della partecipazione del beneficiario, ad un progetto socio-lavorativo: importo variabile in base al numero dei componenti.

Il REI, però non sarà riconosciuto senza fare niente, perché il progtto prevede l'attivazione di appositi percorsi obbligatori per i beneficiari tra i quali:

  • Mandare i figli a scuola e mantenere una performance scolastica adeguata;
  • Tutelare la salute dei ragazzi e dei bambini;
  • Impegnarsi nella ricerca attiva di un’occupazione, per velocizzare così il reinserimento delle persone disoccupate ed inoccupate all’interno della famiglia;

Il progetto REI, pertanto, non è una forma di reddito di cittadinanza o solo un aiuto alle famiglie disagiate, ma è anche una misura che garantisce l'inserimento sociale e lavorativo della persona disagiata.

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