Progetto personalizzato di attivazione SIA: cos’è e come funziona?

Il progetto personalizzato di attivazione sociale è un percorso obbligatorio per la famiglia beneficiaria della nuova Carta SIA cos'è come funziona prevede?

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Il progetto personalizzato di attivazione sociale SIA, Sostegno Inclusione attiva, è un percorso obbligatorio che le famiglie beneficiarie della nuova carta SIA, devono seguire se vogliono ottenere, e soprattuto mantenere, il contributo economico contro la povertà.

Vediamo quindi cos’è e come funziona il progetto personalizzato SIA, in cosa consiste e quali sono le fasi e gli obiettivi da raggiungere.

 

Progetto personalizzato di attivazione sociale SIA: cos’è?

Il Progetto personalizzato di attivazione sociale SIA, secondo le linee guida del Ministero del Lavoro, sono dei percorsi che devono essere attivisti entro 60 giorni dal primo accredito del nuovo beneficio economico contro la povertà delle famiglie.

Tale beneficio, infatti, richiedibile a partire dal 2 settembre 2016, prevede il riconoscimento da parte dello Stato, di 80 euro al mese per ogni componente del nucleo familiare beneficiario, da accreditare su una specifica carta elettronica, chiamata Carta SIA.

Affinché però, il contributo continui ad essere erogato, occorre che la famiglia beneficiaria, accetti di intraprendere un percorso ad hoc, che l’aiuti ad uscire dallo stato di povertà e di esclusione sociale.

 

Progetto personalizzato carta SIA come funziona?

Come funziona il progetto personalizzato carta Sia? Funziona in modo molto semplice, la famiglia interessata a richiedere il beneficio, deve presentare un’apposita domanda carta SIA.

Una volta verificati i requisiti di reddito, età e situazione dal Comune e INPS, le viene attribuito un punteggio da un minimo di 45 punti ad un massimo di 100 ed inserita in una graduatoria.

Se il punteggio attribuito è abbastanza alto, tanto da far riconoscere il beneficio economico, il beneficiario e la famiglia, vengono chiamati, entro 60 giorni dal primo accredito sulla carta, entro 90 giorni per le domande presentate fino al 31 ottobre 2016, dai servizi del Comune e/o degli Ambiti territoriali, a stipulare e sottoscrivere un progetto personalizzato di attivazione sociale.

 

In cosa consiste il progetto personalizzato SIA? Quali obblighi? 

Attraverso il progetto personalizzato di attivazione, s’istaura un patto tra i servizi e la famiglia, che preve una reciproca assunzione di responsabilità, di impegni e di obblighi.

Progetto personalizzato SIA: obblighi famiglia beneficiaria: l’impegno è quello di svolgere determinate attività quali:

  • Mantenere i contatti con i servizi, di solito 2 volte a settimana;
  • Occuparsi a tempo pieno alla ricerca attiva di lavoro;
  • Partecipare ad iniziativa di formazione, di attivazione o di politica attiva, come partecipare ai corsi di formazione o riqualificazione professionale, preparazione ai colloqui di lavoro, redazione del curriculum etc;
  • Accettare offerte di lavoro congrue;
  • Mandare i figli a scuola e vigilare su il loro impegno scolastico;
  • Attuare comportamenti di tutela della saluta con la prevenzione e la cura.

Progetto personalizzato SIA: obblighi dei servizi sociali: invece, ci deve essere la messa in pratica di interventi personalizzati, dopo un’attenta valutazione multidimensionale dei bisogni e potenzialità della famiglia. Tali interventi, devono essere orientati sulla consulenza, orientamento, attivazione di servizi per l’inclusione attiva, inclusi servizi comunali per il lavoro, assistenza educativa presso la famiglia, sostegno al reddito e all’alloggio.

Importante: ricordiamo che se i componenti del nucleo familiare, non stipulano o violano gli obblighi previsti dal patto personalizzato, il sostegno inclusione attiva SIA, e di conseguenza il bonus, viene revocato dal Comune.

 

Fasi del progetto di attivazione sociale sostegno Inclusione attiva:

Le Fasi del progetto di attivazione sociale, previste dal sostegno Inclusione attiva, sono 5:

  1. Prima fase: chiamata preassessment, letteralmente pre-analisi, consiste in una prima raccolta del più ampio numero di informazioni possibili riguardanti la famiglia, al fine di definire meglio il progetto e la composizione dell’equipe multidisciplinare che avrà il compito di seguire e attuare il progetto.
  2. Seconda fase: costruzione dell’Equipe Multisciplinare che dovrà essere composta da un assistente sociale, 1 operatore del centro per l’impiego ed altee figure professionali scelte, dopo un'attenta analisi dei bisogni emersi nella terza fase.
  3. Terza fase: chiamata assessment, è l’identificazione dei bisogni della famiglia e dei servizi più utili per supportarla in tutto il percorso;
  4. Quarta fase: è la progettazione del percorso, ossia, le tappe, gli interventi e le azioni da mettere in campo;
  5. Quinta fase: è l’attivazione degli interventi e servizi per l’inclusione attiva. 
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