Portale Unico Registrazione 2017 disoccupati parziali e a rischio

Portale Unico Registrazione disoccupati, disoccupati parziali a rischio disoccupazione come funziona iscrizione telematica disoccupazione e ricollocamento?

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Il Portale Unico Registrazione Persone in cerca di occupazione in materia di Politiche Attive, è un portale che servirà a facilitare il ricollocamento delle persone disoccupate, disoccupate parziali o a rischio di disoccupazione, ma cos'è e come funziona esattamente? Esiste veramente? Da quando entra in funziona e a cosa serve? Sono queste le domande che ogni giorno ci arrivano dai nostri lettori, ossia, da quando il Governo con il decreto sul Jobs Act ha introdotto il nuovo assegno di ricollocazione per disoccupati, l'ASDI, NASPI e DIs coll, senza però dare indicazioni certe su data di partenza e modalità di richiesta.

Vediamo quindi di fare un po' di chiarezza e vedere come stanno esattamente le cose, partendo proprio dalle novità introdotte dal decreto 150/2015 Jobs Act in vigore dal 24 settembre scorso, con l'istituzione della nuova ANPAL che si occuperà a sua volta di istituire il Portale Unico registrazione per chi è in cerca di una nuova occupazione, e attraverso il quale, i disoccupati, i disoccupati parziali o a rischio di disoccupazione potranno rendere la dichiarazione di disponibilità per via telematica, al fine di farsi riconoscere le indennità spettante e il nuovo assegno di ricollocamento.

 

Portale Unico Registrazione Persone in cerca di occupazione cos'è?

In vigore dallo scorso 24 settembre, il decreto n. 150/2015 Jobs Act che ha introdotto nuove disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive come ad esempio il Portale Unico Registrazione Persone in cerca di occupazione, ossia, una piattaforma attraverso la quale, i disoccupati devono inviare la richiesta online per il riconoscimento del nuovo assegno di ricollocamento per disoccupati, e le indennità di disoccupazione NASPI, Dis Coll e nuova ASDI.

Sulla base del nuovo schema per le politiche attive contenuto nel Jobs Act, il Governo ha previsto l'istituzione di una nuova rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro coordinata attraverso l'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.

L'ANPAL avrà poi il compito di istituire:

1) un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro;

2) un Sistema informativo delle politiche del lavoro;

3) Un fascicolo elettronico del lavoratore.

Al fine di facilitare il ricollocamento dei disoccupati, disoccupati parziali o di soggetti a rischio disoccupazione, è stato previsto che le Regioni e le Province autonome costituiscano degli uffici territoriali, chiamati Centri per l'impiego che, avranno il compito di aiutare e sostenere la formazione ed il reinserimento, dei suddetti soggetti, nel mondo del lavoro.

Gli appartenenti a queste 3 categorie, verranno poi suddivisi in classi di profilazione, cioè a seconda del proprio curriculum, esperienze pregresse e doti professionali e umane gli verrà assegnato uno specifico profilo, per valutarne il livello di occupabilità.

Fatto ciò, saranno convocati dai Centri per l’impiego per la stipula di un Patto di servizio personalizzato che imporrà al richiedente la partecipazione ad iniziative di carattere formativo, di riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro ed includerà, per chi è disoccupato da almeno 6 mesi, un assegno di ricollocazione, la cui misura sarà proporzionale al livello di occupabilità, spendibile presso i Centri per l'impiego o enti di formazione autorizzati.

Importante: Il Portale Unico Registrazione non è ancora attivo. 

 

Come funziona l'iscrizione al Portale Unico 2017?

I soggetti disoccupati, disoccupati parziali o a rischio disoccupazione devono iscriversi, con specifica domanda per via telematica, al Portale unico registrazione, che ricordiamo non è ancora attivo.

Dopodiché entro 60 giorni dall'iscrizione al Portale Unico o entro 30 giorni dalla data di decorrenza di uno dei trattamenti di disoccupazione, i soggetti vengono convocati dal Centro per l'impiego per stipulare il nuovo patto di servizio personalizzato

La cui mancata comparizione senza giustificato motivo, è motivo di perdita dell'indennità di disoccupazione e preclusione dell'assegno di ricollocazione, ed impossibilità ad effettuare una nuova registrazione non prima di 2 mesi. Al momento però, non è ancora chiaro se tali modalità, siano applicabili anche ai disoccupati parziali.

Scaduti i suddetti termini, (60 giorni o 30), il soggetto che non viene convocato dal Centro per l'impiego per la stipula del patto di servizio, ha diritto a richiedere all'ANPAL, le credenziali per accedere direttamente alla procedura telematica di profilazione, che ricordiamo sarà l'unica procedura valida per il riconoscimento dell'assegno di ricollocamento, ASDI, NASPI e dis coll.

 

Chi sono i disoccupati, disoccupati parziali e a rischio disoccupazione?

Secondo lo schema di decreto sulle Politiche Sociali, l'assegno di ricollocamento è riservato ai disoccupati da almeno 6 mesi e sia ai disoccupati parziali che ai soggetti a rischio disoccupazione. Ma chi sono e chi vi rientra?

Chi sono i soggetti a rischio di disoccupazione? Le persone che rientrano in questa categoria sono:

  • Lavoratori in cassa integrazione straordinaria, a seguito di una cessazione, anche parziale, di attività dell’azienda, ovvero, sospesi per una procedura concorsuale del datore di lavoro;
  • Lavoratori in CIGD, cassa integrazione in deroga;
  • Lavoratori con contratti di solidarietà, ai sensi dell’articolo 8, comma 3, del decreto legge 148/1993.

Chi sono i disoccupati?

Sono coloro che a seguito cessazione del rapporto di lavoro, a causa di un:

  • Licenziamento collettivo ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 223/1991; 
  • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo di cui alla legge 604/1966; 
  • Risoluzione, per decorso del termine di un contratto a tempo determinato anche parziale, di lavoro intermittente, apprendistato, di inserimento, o di somministrazione di lavoro ovvero ad un contratto di lavoro a progetto;
  • Interruzione anticipata dei termini per cause che non rientrano nelle dimissioni volontarie del lavoratore o nella risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  • Dimissioni per giusta causa del lavoratore.

hanno acquisito lo status di disoccupato dopo aver sottoscritto presso il Centro per l'impiego, la DID, dichiarazione di disponibilità immediata al lavoro. Nella nuova disciplina, prevista dallo schema di decreto Politiche Attive, la DID va resa per via telematica attraverso il portale unico registrazione o attraverso la domanda all'INPS di uno dei trattamenti di disoccupazione, ASPI, NASPI e Dis Coll. In quest'ultimo caso, sarà cura dell'INPS trasmettere all'ANPAL, ai fini dell'inserimento nel sistema informativo unico delle politiche del lavoro, tutti i dati del lavoratore. 

Chi è il disoccupato parziale? Rientrano nella nozione di disoccupato parziale, i:

Lavoratori dipendenti o autonomi con reddito annuale di importo pari o inferiore a quello esente dall'IRPEF. Vi rientrano pertanto, coloro che sono esonerati dall'obbligo di dichiarazione dei redditi.

 

Quali sono le nuove politiche sociali Jobs Act?

Il Governo ha provveduto ad introdurre nuove disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive. Tali nuove disposizioni, sono state riassunte e pubblicate sul nuovo sito istituzionale www.jobsact.lavoro.gov.it, istituito dal Ministero del lavoro al fine di facilitare i cittadini, nella comprensione del Jobs Act e di tutti i cambiamenti introdotti dalla nuova riforma del lavoro. Accedendo all'home page del sito, nel menù in alto, l'utente può trovare la spiegazione della "Riforma in punti", ossia, 6 punti che trattano in breve su cosa significa flessibilità, tutele del lavoratore, semplificazioni e:

Tutele crescenti: nel primo punto della riforma a punti, il Ministero spiega che l’obiettivo primario del Jobs Act è quello di creare un nuovo modello occupazionale molto più stabile rispetto al passato, perché basato sul contratto a tempo indeterminato. Il contratto a tutele crescenti, che ricordiamo si applica alla nuove assunzioni a partire dal 7 marzo 2015, diventa pertanto la forma contrattuale più conveniente e privilegiata per i datori di lavoro, grazie ad incentivi fiscali come zero contributi per 3 anni per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato e riduzione IRAP del costo del lavoro.

Con il nuovo tipo di contratto, sono state introdotte anche nuove regole per i licenziamenti 2015, che prevedono per il lavoratore che perde il lavoro per motivi economici ad esempio, un'indennità economica proporzionata agli anni di servizi più la nuova disoccupazione NASPI e l'assegno ASDI, quest'ultimo concesso per finalità di ricollocamento nel mondo del lavoro, riservato a coloro che non riescono a trovare una nuova occupazione da almeno 6 mesi. Due altri importanti punti introdotti dal Jobs Act sempre n materia di licenziamenti, sono a) la possibilità di prevenire eventuali ricorsi giudiziari, con la nuova offerta di conciliazione di licenziamento e b) la garanzia che per i licenziamenti illegittimi, discriminatori o strumentali, siano sanzionati con la reintegrazione del dipendente. 

Politiche Attive: per quanto riguarda invece il punto del Jobs Act sulle politiche attive, lo schema del decreto sulle Politiche Attive, che ricordiamo è fermo alle Camere, si basa sul modello di flexicurity, che significa equilibrio perfetto tra le politiche passive di sostegno al reddito e le politiche attive. Le prime servono a garantire la sopravvivenza economica di chi perde il lavoro e le seconde a favorire l’effettiva ricollocazione del lavoratore nel più breve tempo possibile, attraverso percorsi formativi personalizzati. A tal fine, vengono istituiti i nuovi Servizi per l’Impiego, coordinati dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, ANAPAL. Tramite un portale, Portale Unico Registrazione, tutti i disoccupati, disoccupati parziali o a rischio disoccupazione, potranno accedere a servizi di orientamento, di aiuto e di avviamento e accompagnamento al lavoro. Pertanto, il Centro per l'impiego avrà il compito di sottoscrivere con la persona disoccupata o in cerca di occupazione, un Patto di Servizio Personalizzato, indicante le azioni più favorevoli per il suo inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro. A tal fine, l'assegno di ricollocazione e l'assegno ASDI 2017 divenuto ormai strutturale

insieme alla NASPI, rappresentano insieme, un vero esperimento per tutti coloro che perdono il lavoro, dove il primo, consiste nella possibilità di richiedere dei voucher da spendere per la propria formazione professionale, aumentando così le opportunità di lavoro nel caso in cui finita l'indennità di disoccupazione, il lavoratore risulti privo di occupazione da almeno 4 mesi, e la seconda come sostegno economico ulteriore per chi ha finito la NASPI e si trova ancora disoccupato. Tale misura, è riservata agli over 55 vicini alla pensione e a chi ha figli minori a carico, con redditi ISEE non superiori alla soglia dei 5000 euro anni.

Maternità con il Jobs Act prende forma il nuovo congedo parentale che viene esteso anche alle mamme lavoratrici autonome, per le mamme iscritte alla Gestione Separata INPS, ai fini di fruizione dell'indennità di maternità, non si terrà conto del mancato versamento dei contributi da parte del committente e per i genitori adottivi o affidatari in materia di congedo parentale e del divieto di svolgere lavoro di notte, avranno gli stessi diritti dei genitori naturali. Infine per le donne vittime di violenza, purché documentata, spetterà un congedo trimestrale dal lavoro fruibile anche su base oraria.

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