Opzione uomo 2016 pensione anticipata per disoccupati come funziona?

Opzione uomo 2016 disoccupati pensione anticipata a 3 anni prima cos'è e come funziona, requisiti età e contributi, quanto è la riduzione assegno mensile?

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L'Opzione Uomo 2016 è una misura che il Governo sta pensando di introdurre nella nuova Legge di Stabilità 2016 come intervento di Riforma delle Pensioni, al fine di garantire l'uscita anticipata alla pensione, agli uomini disoccupati.

Tale provvedimento, se inserito nella Manovra permetterebbe quindi agli uomini privi di occupazione di andare in pensione con 3 anni di anticipo rispetto all'età di vecchiaia di 66 anni e 7 mesi, richiesti quale requisito di pensionamento nel 2016. 

Vediamo quindi cos'è e come funziona l'opzione uomo, i requisiti richiesti e di quanto sarebbe il taglio dell'assegno mensile per coloro che potrebbero accettare l'opzione, qualora venisse approvata dall'Esecutivo.

 

Riforma delle pensioni 2016 cosa prevede?

"Stiamo lavorando sulla riforma delle pensioni" questo è quanto ha dichiarato più volte, in questi giorni il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che conferma quindi che sicuramente qualche novità sul nodo pensioni verrà inserita nella prossima Legge di Stabilità 2016 quale intervento di modifica alla passata Legge Fornero.

Riforma pensioni 2016? Si, il Governo sta lavorando alla riforma che potrebbe arrivare con la prossima Legge di Stabilità, anche se sono ancora tanti i nodi da risolvere, come ad esempio "lo scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla Legge Fornero", come ha dichiarato lo stesso Poletti. Al di là comunque dei problemi da risolvere, gli interventi più importanti su cui il Ministro del Lavoro ed il Ministro dell'Economia, Padoan, stanno lavorando sono due opzioni per la pensione anticipata per le donne e gli uomini, prima di vedere in dettaglio di cosa si tratta, però, è bene fare una piccola premessa, ricordando quali sono i requisiti di età e contributivi richiesti nel 2016 per andare in pensione:

  • Uomini: Il diritto alla pensione di vecchiaia nel 2016 per gli uomini è di 66 anni e 7 mesi di età e almeno 20 anni di anzianità contributiva, tali requisiti valgono per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) dei lavoratori dipendenti e per i lavoratori autonomi e iscritti alla Gestione Separata Inps.
  • Donne: Pe le donne le condizioni per ottenere il diritto al pensionamento cambiano in base alla gestione di appartenenza, per cui:
    • Dipendenti private iscritte all’Ago: requisiti d’età per andare in pensione nel 2016 e 2017 sono 65 anni e 7 mesi, che diventano 66 anni e 7 mesi nel 2018;
    • Dipendenti pubbliche 66 anni e 7 mesi;
    • Lavoratrici autonome 66 anni e 1 mese nel 2016 e 2017, e 66 anni e 7 mesi nel 2018.

In alternativa, nel 2016 è possibile andare in pensione utilizzando il requisito minimo contributivo, pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

 

Pensioni anticipata 2016 uomini e donne:

Detto ciò, possiamo ora capire meglio le due nuove opzione di pensione anticipata a cui lavorando il Governo:

1) Nuova Opzione Donna 2016: l'Esecutivo sta pensando di introdurre una nuova finestra per l'uscita anticipata delle donne nel 2016 a 62-63 anni e con 35 anni di contributi. La novità della nuova opzione donne, starebbe nella possibilità di non applicare il ricalcolo contributivo che prevede un taglio del circa 25%,. ma una riduzione dell'assegno pensione legata alla speranza di vita. Tale riduzione, consisterebbe in una penality di non oltre il 10% per 3 anni, per cui 3,3% l'anno e consentirebbe di andare in pensione anticipata 3 anni prima rispetto ai 65 e 7 mesi previsti per il 2016.

2) Nuovissima Opzione Uomo 2016 per facilitare il raggiungimento alla pensione degli uomini privi di occupazione.

Esempio di calcolo e riduzione pensione con Opzione: se mettiamo a confronto due pensioni, una senza anticipi e l'altra con opzione, è possibile vedere quanto il pensionato o la pensionata perderebbe qualora decidesse di uscire prima dal lavoro, e di andare in pensione in anticipo con l'opzione uomo o donna.

Secondo i calcoli de Il Sole 24 Ore, chi decide di andare in pensione senza anticipi, riceve un assegno annuale, considerando la media italiana, tra i 20.000 e i 40.000 euro lordi l'anno. Se applichiamo a tali importi, una riduzione del 4% all'anno per l'uscita anticipata di 12 mesi, ciò porta ad una riduzione dell'assegno pari a circa 800 euro lordi l'anno che, al netto delle tasse, addizionali regionali e comunali, diventa 548 euro. Se poi dividiamo l'importo netto per 13 mensilità, vediamo che la riduzione è poco più di 42 euro, ciò significa che la pensione netta al mese che arriva in tasca al pensionato invece che essere di 1.230,00 euro è di 1.272 con un taglio reale del 3,3%. Dal momento però, che le opzioni a cui sta lavorando il Governo, prevedono un'uscita anticipata di 3 o 4 anni insieme ad una progressione dei tagli, il taglio lordo sarebbe quindi del 16%. Per cui sulle pensione da 20 mila euro si avrebbe una riduzione di 3.200 euro lordi, ossia, 2.192 netti l'anno che al mese sono poco meno di 169 euro.

 

Opzione Uomo 2016 disoccupati:

Opzione uomo cos'è e come funziona? La nuova opzione Uomo 2016 pensione anticipata per disoccupati, è una delle misure soft più importanti della Riforma pensioni, che potrebbe essere inserita nella prossima Legge di Stabilità, a cui stanno lavorando i ministri Poletti e Padoan. Tale intervento non strutturale, potrebbe infatti aiutare e sostenere gli uomini che essendo privi di occupazione e vicini alla pensione, potrebbero andare in pensionamento anticipato con un taglio dell'assegno legato non al ricalcolo contributivo, ma al tempo più lungo di percezione dell'assegno, ossia, alla speranza di vita.

Opzione uomo 2016 per disoccupati? Si, per quanti perderanno il lavoro a pochi anni dalla pensione, si parla di 3 anni al massimo 4, potrebbe essere data la possibilità di andare in pensione anticipata rispetto 66 anni 7 mesi richiesti nel 2016 per il raggiungimento della pensione.

Ovviamente, per chi accetterà è previsto un taglio percentuale dell'assegno, ovvero, una riduzione dell'importo annuo di almeno 3 o 4%.

Al fianco di questa ipotesi, sempre per i disoccupati senior, rimane ancora probabile e possibile anche il nuovo sostegno chiamato assegno di solidarietà che, spetterebbe alla scadenza della Naspi, in quelle situazioni di maggiore disagio da certificare magari con il nuovo ISEE. In questo caso, il disoccupato senior verrebbe aiutato con l'erogazione, presumibilmente da parte dell'INPS, di un contributo economico mensile da restituire con piccole trattenute sull'assegno pensione, una volta entrata a regime.

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Commenti 1

paolo

30 maggio 2016 08:48

non ci sono parole al disastro compiuto dalla politica italiana in tutti questi anni.