Paradisi fiscali fine del segreto bancario da quando e quali controlli

I paradisi fiscali Svizzera, Cayman, Singapore hanno accettato la fine segreto bancario firmando il Common Reporting Standard scambio informazioni sui conti

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Fine del segreto bancario per i Paradisi Fiscali e Stati firmatari del Common Reporting Standard (CRS) un accordo che prevede lo scambio di informazioni automatiche tra i paesi riguardanti conti correnti, redditi da capitale, imprese, società anonime tutto per combattere l'evasione fiscale internazionale. 

Ciò significa che dall'entrata in vigore di questa convenzione OCSE, il segreto bancario finirà di esistere anche per quei paesi cd. paradisi fiscali, ovvero, luoghi in cui fiscalità agevolata, quindi bassissime tasse, società anonime e segreto bancario, hanno favorito l'aumento esponenziale dell'elusione fiscale e il transito di parecchi miliardi di euro e dollari in nero. 

In questo sistema di evasione, ormai consolidato da anni, ha sempre giocato un ruolo fondamentale, l'impossibilità di poter scambiare informazioni ufficiali con questi paesi, quindi niente nomi sui correntisti bancari o sul numero di proprietà e società possedute dalle varie imprese straniere. Tutto ciò per dire che se il Fisco italiano, nel corso di un'indagine tributaria e finanziaria su una certa società appurava l'esistenza di movimenti bancari sospetti per esempio tra l'Italia e la Svizzera, Singapore o Arabia Saudita, non aveva diritto a ricevere alcun tipo di informazione fiscale e bancaria, perché protette appunto dal segreto bancario.

Questo strumento quindi insieme ad altri espedienti elaborati ad hoc, hanno permesso sia alle grandi multinazionali che ai piccoli e medi imprenditori, di non pagare le tasse nello stato di residenza e di depositare grandi e piccole somme di denaro in nero nelle accondiscendenti banche delle Cayman o delle Isole Vergini, tanto per citare due esempi, o farlo arrivare attraverso le cd. frodi carosello, ovvero, scambi di fatture fittizie tra una società italiana x che commissiona un lavoro ad una società y di Singapore.

 

Common Reporting Standard cos'è e come funziona?

Il Common Reporting Standard è un accordo internazionale che prevede l'implementazione di un nuovo modello di scambio di informazioni, RCS che a differenza di quello utilizzato dall'Unione Europea FACTA basato sulla residenza e cittadinanza, le informazioni non vanno richieste ma vengono ricevute in automatico da tutti gli Stati interessati.

Questo nuovo standard unico globale finalizzato alla circolazione di informazioni non solo bancarie messo a punto dagli Stati Uniti, inizierà a funzionare già a partire dal 1° gennaio 2016 per i primi paesi firmatari dell'accordo, poi dal 1° gennaio 2017 sarà attivo per 54 paesi e dal 1° gennaio 2018 lo sarà per altri 34 Stati che si aggiungeranno al precedente elenco early adopters.

Il CRS unitamente ad altre iniziative come ad esempio la voluntary disclosure per il rientro di capitali stranieri, avrà quindi il compito di impedire che contribuenti possano continuare ad investire, direttamente o indirettamente, in attività finanziarie che sfuggano al controllo di ben 92 Stati firmatari.

 

In quali Stati e paradisi fiscali finisce il segreto bancario? Da quando?

Innanzitutto, va detto che attualmente sono 51 gli Stati che hanno firmato il modello standard unico globale per la circolazione delle informazioni, come strumento di lotta all'evasione fiscale internazionale.

Altri 7 paesi entreranno nel 2017 e un altro gruppo di 34 stati in cui ci sarà anche la Svizzera, arriverà dal 1° gennaio 2018, per un totale di 92 paesi.

Tra gli Stati che hanno già firmato per la fine del segreto bancario con il Common Reporting Standard ci sono anche diversi paradisi fiscali come le Cayman, le Bermuda e il Liechtenstein, a questi paesi si aggiungeranno le Isole del Canale, Cayman, le Isole Vergini Britanniche, il Liechtenstein e ad altri Stati considerati a fiscalità privilegiata compresa la Svizzera.

Nello specifico la lista dei paesi che hanno firmato o che firmeranno a breve, il modello unico di libero scambio di informazioni finanziarie sono:

Andorra, Anguilla, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Bermuda, Brasile, Isole Vergini Britanniche, Bulgaria, Canada, Isole Cayman, Cile, Repubblica popolare di Cina, Colombia, Costa Rica, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia , Isole Faroe, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Grecia, Guernsey, Ungheria, Islanda, India, Indonesia, Irlanda, Isola di Man, Israele, Italia, Giappone, Jersey, Corea, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malesia, Malta, Messico, Montserrat, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Federazione Russa, Arabia Saudita, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Turks e Caicos, Regno Unito , e Stati Uniti, e l'Unione europea.

 

Paradisi fiscali daranno informazioni su conti, redditi e nomi società anonime?

La sottoscrizione di un accordo comune finalizzato allo scambio di informazioni internazionali con il Common Reporting Standard, iniziativa portata avanti da Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito già dall'aprile 2013, sarà un passo avanti per combattere l'evasione fiscale a livello mondiale. A partire dal 1° gennaio 2016 i primi paesi firmatari dell'accordo, inizieranno a utilizzare il nuovo sistema di interscambio, nel 2017 gli Stati aderenti arriveranno a quota 54 ai quali se ne aggiungeranno altri 34, per un totale di 66 early adopters.

Gli Stati firmatari e i paradisi fiscali daranno informazioni su conti, redditi e nomi di società anonime:

1) informazioni su tutti conti correnti aperti fino al 31 dicembre 2015 e tutti quelli nuovi a partire dal 1° gennaio 2016 di alto o basso valore.

I Conti che verranno segnalati saranno sia quelli intestati a persone che a società, fondazioni, trust e multinazionali, con l'obbligo di effettuare controlli su eventuali soggetti passivi, presta nome e sulle persone che in ultima analisi ricevono profitto o utili a qualsiasi titolo. 

2) informazioni finanziarie su tutti i tipi di redditi da capitale compresi interessi, dividendi, proventi di contratti di assicurazione e vendite fiannziarie.

3) informazioni e verifiche non solo su banche ma anche su intermediari finanziari, agenzie, società di investimento e compagnie di assicurazioni, veicoli, barche ecc.

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