Pagamenti Pubblica Amministrazione cosa prevede Decreto sblocca debiti

Pagamenti Pubblica Amministrazione con decreto sblocca debiti, cosa prevede e quale modalità vengono pagate le fatture lavori, forniture, servizi, appalti

Commenti 0Stampa

I Pagamenti dei Debiti della Pubblica Amministrazione sono stati sbloccati con l’entrata in vigore il 9 aprile del DECRETO-LEGGE 8 aprile 2013, n. 35 "Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali. (13G00077)" pubblicato sulla GU n.82 del 8-4-2013. 

Pertanto la Pubblica Amministrazione procederà al pagamento dei debiti previa certificazione crediti PA.

 

Pagamenti Pubblica Amministrazione cosa prevede il Decreto?

Il Decreto entrato in vigore il 9 aprile ha previsto lo sblocco da parte dello Stato dei primi 40 miliardi di euro in due anni per pagare le fatture o le richieste equivalenti di pagamento, maturate fino al 31 dicembre 2012 per i lavori eseguiti e le forniture concesse dalle imprese alla Pubblica Amministrazione, compresi i pagamenti delle province in favore dei comuni, sostenuti nel 2013 dagli enti locali, che sono esclusi dai vincoli del patto di stabilità interno per un massimo importo complessivo di 5.000 milioni di euro, per le regioni 1,4 miliardi e 500 milioni per le Amministrazioni Centrali.

La possibilità dei singoli enti locali, comuni e province di beneficiare dell’esclusione di tali pagamenti dai vincoli del patto di stabilità, deve essere richiesta tramite specifica domanda e indicando l’ammontare del capitale necessario per sostenere i debiti contratti con le imprese, da inviare alla Ragioneria Generale delle Stato entro il 30 aprile 2013.

A seguito delle richieste, la Ragioneria entro il 10 maggio 2013 provvederà ad individuare per ciascun ente locale, in base ai criteri fissati dalla Conferenza Stato-Città ed autonomie Locali, gli importi dei pagamenti esclusi per il 90% dell’importo dal patto di stabilità. Dopodiché, con il successivo decreto che dovrà essere emanato entro il 15 luglio 2013, la Ragioneria procederà a ripartire l’a parte residuale del 10% agli enti esclusi dal primo decreto.

Ciascun Ente Locale può procedere al pagamento immediato di questi debiti maturati sino al 31 dicembre 2012 nei limiti del 13% delle disponibilità liquide presenti in tesoreria al 31 marzo 2013 e comunque non oltre il 50% degli spazi finanziari richiesti entro il 30 aprile 2013. 

 

Pagamenti Pubblica Amministrazione fondo liquidità:

Il Fondo per Assicurare la Liquidità pari a 10.000 milioni di euro per il 2013 e di 16.000 milioni di euro per il 2014, è stato istituito dal Ministero delle Economia e delle Finanze, per garantire la liquidità degli enti coinvolti, per pagare i debiti certi, liquidi ed esigibili della Pubblica Amministrazione. Il Fondo è distinto nelle seguenti 3 sezioni:

Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali: 2.000 milioni di euro sia per il 2013 che per 2014. Tale sezione, è la prima ad entrare subito operativa, entro il 15 aprile 2013, con la stipula da parte del Ministero dell’Economia e della Cassa Depositi e Prestiti di una specifica postilla alla Convenzione del 23 dicembre 2009, che consente di trasferire la liquidità necessaria su un apposito conto corrente della Tesoreria e sul quale la Cassa Depositi ha piena autonomia al fine di permettere il pagamento dei debiti per un massimo di 500.000 euro per gli anni 2013 e 2014.

Sezione per assicurare la liquidità alle regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari: dotazione di 3.000 milioni di euro per l’anno 2013 e di 5.000 milioni di euro per l’anno 2014

Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti del Servizio Sanitario Nazionale: dotazione di 5.000 milioni di euro per l’anno 2013 e di 9.000 milioni  di  euro  per  l’anno  2014.

 

Sblocca Debiti Sanzioni: Pagamenti Pubblica Amministrazione

Il Decreto, stabilisce sanzioni pecuniarie per gli enti che pur avendo l’autorizzazione ad effettuare i pagamenti dei debiti, non provvederanno, entro l’anno 2013, al saldo di almeno il 90% di quanto concesso. La sanzione prevista per questi casi, sarà applicata dalla Corte dei Conti ai responsabili dei servizi interessati e pari a 2 mensilità del trattamento retributivo, al netto degli oneri fiscali e previdenziali, oltre all’inserimento degli importi non erogati, nel bilancio dell’ente. 

 

Pagamenti Pubblica Amministrazione enti privi di fondi:

Gli Enti Locali "non virtuosi", ossia, che non hanno la possibilità di pagare i debiti delle fatture emesse alla data del 31  dicembre 2012, per mancanza di liquidità, avranno la possibilità di chiedere alla Cassa depositi e prestiti  S.p.A., un anticipo per saldare i debiti che dovrà essere autorizzato entro il 15 maggio 2013 e concesso proporzionalmente alle disponibilità dell’ente che ne fa richiesta. La restituzione dell’anticipo avverrà attraverso uno specifico piano rateizzazione per una durata di 30 anni e con rate costanti comprese di interessi calcolati in base al rendimento di mercato dei Buoni Poliennali del Tesoro a 5 anni in corso di emissione entro il 30 settembre di ciascun anno, su segnalazione della Banca Depositi e Prestiti, l’Agenzia delle Entrate provvederà a trattenere le relative somme dal gettito IMU per i Comuni e dall’imposta sulle RCA per le Province.

Una volta autorizzato l’anticipo di liquidità da parte della Cassa depositi e Prestiti, gli enti locali interessati saldano immediatamente i debiti e ne danno certificazione alla cassa Depositi.

 

Pagamenti Pubblica Amministrazione Province Autonome:

Per le fatture emesse dalle regioni e province autonome, relative alle somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, maturate alla data del 31 dicembre 2012, ciascun  Ministero provvederà a trasmettere al Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento Ragioneria entro il 30 aprile, un elenco dei debiti in ordine cronologico, partendo quindi dalle fatture più vecchie che verrà  pubblicato sul sito ufficiale di ciascun Ministero.

La priorità nei pagamenti verrà garantita alle spese diverse dai fitti passivi e alle fatture in ordine di anzianità, e in caso di insufficienza delle risorse stanziate, verrà utilizzato il Fondo per Assicurare la Liquidità che destinerà la liquidità proporzionalmente sulla base delle richieste pervenute entro il 30 aprile 2013.

Le Amministrazioni, inoltre, provvederanno a trasmettere agli Uffici Centrali di Bilancio, ogni 3 mesi, il monitoraggio dei pagamenti estinti e quelli ancora da saldare, per le eventuali quote non coperte i Ministeri coinvolti, entro il 15 giugno 2013, definiranno con apposito decreto ministeriale, un piano di rientro atto a a razionalizzare e riorganizzare la spesa per adempiere ai pagamenti dei debiti residuali. A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate e del Territorio potranno attuare una riprogrammazione delle restituzioni e dei rimborsi delle imposte, per consentire l’incremento delle corrispondenti erogazioni per un importo complessivo non superiore a 2.500  milioni di euro per l’anno 2013 e 4.000 milioni per l’anno 2014.

 

Decreto Sblocca Debiti quando e quali fatture?

I pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese, seguiranno un iter ben preciso, garantendo l’immediato saldo delle fatture     relative ai crediti non oggetto di cessione pro soluto, ovvero, alle cessioni in cui il cedente non deve rispondere dell’eventuale inadempienza del debitore, anche qui utilizzando il criterio di anzianità del debito.

Viene, inoltre, introdotta dal Decreto la clausola di impignorabilità delle somme anticipate dal Fondo, non sono quindi ammessi atti di sequestro e pignoramento presso la Tesoreria Centrale e Provinciale, al fine di assicurare che le somme necessarie per estinguere i debiti della Pubblica Amministrazione maturati fino alla data del 31 dicembre 2012 possano essere regolarmente liquidati. A tal proposito, tutte le Amministrazioni sono chiamate dal 1° giugno al 15 settembre 2013 al monitoraggio di tutti i debiti commerciali scaduti o in scadenza accumulati e non ancora saldati mediante apposito modello da trasmettere per via telematica alla Tesoreria, con l’indicazione dell’importo del debiti e dei dati identificativi del creditore. 

Lo Stato, inoltre, con la Legge di stabilità 2014, potrà autorizzare il pagamento dei debiti della P.A. anche mediante l’assegnazione di titoli di Stato dei debiti delle amministrazioni pubbliche in favore di banche o intermediari finanziari.

 

Pagamenti Debiti Pubblica Amministrazione cessione dei crediti:

Altra novità introdotta dal decreto, è la possibilità di cessione dei crediti certi, liquidi ed esigibili, maturati dalle P.A. alla data del 31 dicembre 2012 per  somministrazioni, forniture ed appalti senza spese per imposte, tasse e diritti di qualsiasi tipo, fatta eccezione dell’IVA.

Tali cessioni di crediti, dovranno essere autenticate direttamente dalla Pubblica Amministrazione debitrice e nello specifico dall’ufficiale rogante se presente, oppure, mediante un notaio il cui onorario per tale prestazione sarà scontato del 50%. Gli atti di cessione potranno partire su diretta richiesta del creditore anche attraverso la consegna del suddetto atto da spedire per mezzo raccomandata A/R.

 

Pagamenti Pubblica Amministrazione compensazione credito:

Un’altra novità introdotta dal Decreto sui pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione, è la possibilità di compensazione di crediti certificati, non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, alla data del 31 dicembre 2012 contratti dallo Stato, dagli enti pubblici nazionali, dalle regioni, dagli enti locali e dagli enti del Servizio   sanitario nazionale per la somministrazione, forniture e appalti, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate con le somme dovute a seguito di accertamento con adesione, ovvero il cd. concordato fiscale, di acquiescenza ovvero la rinuncia all’impugnazione dell’atto di accertamento a favore di una riduzione delle sanzioni, e di conciliazione giudiziale.

Viene inoltre aumentata da 500 mila euro a 700 mila euro, a partire dal 2014, la soglia di compensazione orizzontale tra crediti e debiti d’imposta e previdenziali, prevista dall’articolo 34, comma 1, legge 388/2000.

COPYRIGHT GUIDAFISCO.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?



Lascia un commento
Contatti