Prestazione occasionale 2017: ricevuta modello fac simile esempio

Prestazione occasionale 2017 ricevuta ritenuta acconto 20% modello fac simile esempio compilazione e imposta di bollo, lavoro autonomo occasionale

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Prestazione occasionale 2017 modello ricevuta fac simile ed esempio su come compilare il documento.

Prima di parlare in dettaglio del modello ricevuta prestazione occasione, andiamo a vedere cosa è cambiato per i collaboratori occasionali con e senza partita IVA, dopo l'entrata in vigore delle nuove diposizioni contenute nella nuova riforma del Lavoro, Jobs Act e su come deve regolarsi, oggi, un'impresa o un lavoratore con i contratti a progetto, mini cococo, lavoro autonomo occasionale.

Vediamo di rispondere a tutte queste, ed altre domande, con una semplice guida sulla prestazione occasionale dopo il Jobs Act.

 

Collaborazioni a progetto: cos'è cambiato dopo il Jobs Act?

Con l’entrata in vigore del decreto attuativo Jobs Act D.Lgs 81/2015 dal 25 giugno 2015, non è più possibile instaurare nuovi contratti a progetto, per cui è stata prevista l'abolizione collaborazioni a progetto e delle collaborazioni occasionali cd. mini cococo. Quelli ancora in essere alla data di entrata in vigore, possono proseguire fino ad un massimo di 6 mesi.

Dal 1° gennaio 2016 tutte le collaborazioni di tipo parasubordinato o nella forma di lavoro autonomo che si configurano come prestazioni esclusivamente personali organizzate dal committente, tempi e luogo, sono intese come rapporto di lavoro subordinato. E affinché vi sia la presunzione di lavoro subordinato, il Jobs Act prevede che debbano ricorrere, contemporaneamente 3 condizioni:

1) la collaborazione deve essere continuativa;

2) deve essere esclusivamente personale;

3) organizzata dal committente con riferimento ai tempi e luogo di lavoro in cui viene svolta la prestazione. 

Per cui al verificarsi di queste tre condizioni , la collaborazione è intesa come rapporto subordinato, e quindi trasformata in automatico in un vero contratto da dipendente a tempo indeterminato.

La nuova norma, però, ha previsto 4 casi in cui la suddetta presunzione di subordinazione, non si applica ossia:

1) per le collaborazioni realizzate sulla base di accordi collettivi nazionali sindacali, in presenza d determinate esigenze produttive e tecniche di uno specifico settore;

2) collaborazioni per professionisti intellettuali con obbligo iscrizione agli albi come ad esempio giornalisti, avvocati, ingegneri ecc.

3) attività specifiche prestate nell’esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni; 

4) prestazioni di lavoro rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I. come individuati e disciplinati dall’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. 

Ciò significa che se la collaborazione rientra in una di queste 4 deroghe, è possibile procedere all'instaurazione di un contratto a progetto. Il Governo però al fine di disincentivare, l'utilizzo di questi cocopro e del lavoro autonomo occasionale, ha previsto un aumento graduale delle aliquote contributive della gestione separata da pagare per 2/3 dall'impresa e 1/3 dal lavoratore, che per il 2016 sono al 31,72% (31 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva) per i collaboratori e al 24% per i pensionati, 2017: 32,72% e 24,00%; 2018: 33,72% e 24,00%. 

Per le PA, le disposizioni si applicano a partire dal 1° gennaio 2017 mentre sono aboliti i contratti di associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro ed il job sharing. 

 

Collaborazione occasionale 2017: com'è cambiata dopo il Jobs Act?

La collaborazione occasionale con prestazione dell’attività non superiore a 30 giorni per lo stesso committente, compenso inferiore a 5000 euro all’anno ed obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, e redditi assimilati al lavoro dipendente cd. mini cococo è stata abolita dal Jobs Act.

Pertanto a partire dal 25 giugno 2015, questo tipo di prestazioni insieme alle collaborazioni a progetto non possono essere più instaurate.

Per avvalersi di tali prestazioni a carattere saltuario, ora è possibile scegliere tra lavoro occasionale accessorio o lavoro autonomo occasionale, quest'ultimo basato su un rapporto di collaborazione occasionale genuina, ossia, non continuativa e coordinata dal committente, senza vincolo di durata, (quindi non valgono più i 30 giorni come limite massimo), con carattere episodico e senza inserimento del collaboratore nell'organizzazione dell’impresa e senza che vi sia l'iscrizione all’albo del collaboratore. 

In altre parole, dopo l'entrata in vigore del Jobs Act dal 25 giugno 2015 può essere utilizzata la prestazione occasionale come disposto dalla norma originaria, in vigore cioè prima della Legge Biagi, basata sull’art. 2222 del Codice Civile: contratto d’opera.

Per cui, si può parlare di contratto di prestazione occasionale d’opera nel caso in cui il soggetto, Lavoratoro autonomo provvisto di partita IVA, dietro corrispettivo pattuito tra le parti, si impegni a compiere un’opera o un servizio, attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione e di organizzazione da parte del committente, datore di lavoro, emetta una ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d'acconto al 20%.

Requisiti prestazione d’opera occasionale

  • Assenza di vincoli di orario;
  • Libertà nella scelta delle modalità tecniche di esecuzione del lavoro da parte del lavoratore;
  • Raggiungimento di un risultato;
  • Compenso determinato in funzione dell’opera eseguita o del servizio reso e privo pertanto del carattere della periodicità;
  • Assunzione del rischio economico da parte del lavoratore;
  • Unicità della prestazione: il lavoratore riceve un unico incarico, anche se l’assolvimento del medesimo richiede il compimento di una serie di atti in un certo arco temporale.

Contributi previdenziali da versare alla gestione separata Inps (per 2/3 a carico del committente) se il compenso annuo supera i 5000 euro, superata detta sogli sulla parte eccedente devono essere versati i contributi. Infatti, tale soglia di compenso massimo di 5000 euro l’anno, dovrebbe essere assunta come importo massimo che fa scattare l’obbligo di iscrizione alla gestione separata ed al versamento dei contributi. 

 

Lavoro autonomo occasionale 2017:

Se la collaborazione occasionale ai sensi della Legge Biagi, è stata abolita, il lavoro occasionale autonomo dopo il Jobs Act viene non solo confermato ma anche esteso. Infatti, per tali prestazioni di lavoro autonomo occasionale, caratterizzate dalla mancanza di abitualità/continuità e di coordinamento da parte del committente con ritenuta d’acconto al 20% ed obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS se il reddito supera i 7000 euro l’anno, è stata ampliata, prevedendo che in presenza di prestazioni d’opera di impresa e professionali, è possibile per le aziende e professionisti continuare ad applicare il lavoro autonomo occasionale con ritenuta del 20%.

In questo caso, il lavoratore autonomo, rilascia al committente una ricevuta per la prestazione occasionale.

Per informazioni su prestazione occasionale 2017 730 e Unico.

 

Ricevuta prestazione occasionale 2017 ritenuta d'acconto modello fac simile:

Per la ricevuta prestazione occasionale 2017 lavoro autonomo, vi sono a disposizione numerosi esempi di modelli fac simile nei quali la ritenuta d’acconto pari al 20%, va indicata nel modello ricevuta prestazione occasionale, qualora la prestazione professionale sia svolta a favore di persone fisiche titolari di partita Iva o soggetti giuridici e va trattenuta dal calcolo della base imponibile.

Si ricorda che, la ritenuta del 20% va pagata da chi commissiona la prestazione, in quanto è il sostituto d’imposta che riceve la ricevuta prestazione occasionale e va versata tramite modello F24, con l’indicazione del codice tributo F24 Ritenuta Acconto Reddito Lavoro Autonomo, come anticipo di tassazione per conto del professionista.

Riassumendo, il professionista, lavoratore autonomo o azienda che esegue un’attività lavorativa saltuariamente per un altro soggetto persona fisica con Partita IVA o soggetto giuridico, deve rilasciare al committente la ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto. Ai fini fiscali, una ricevuta di pagamento prestazione occasionale con ritenuta d’acconto per essere valida deve riportare i seguenti dati:

  • Dati del prestatore occasionale: ovvero, i dati del professionista che ha svolto la prestazione occasionale: Nome e cognome, indirizzo, telefono e numero Partita IVA.
  • Dati Committente prestazione occasionale: ossia, i dati della persona fisica con Partita IVA o soggetto giuridico come aziende, imprese ecc, che ha commissionato la collaborazione;
  • Numero Nota e data: indicare se si tratta della prima, seconda o terza ricevuta di pagamento prestazione occasionale e la data;
  • Specifica dicitura prestazione occasionale: somma non soggetta ad I.V.A. ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/1972 trattandosi di prestazioni occasionali;
  • Compenso: indicare il compenso lordo, ovvero, la somma ricevuta per la prestazione occasionale, 20% ritenuta d’acconto da calcolare sulla base imponibile e compenso netto, e se il prestatore occasionale è iscritto alla gestione separata, va indicato anche il 4% da calcolare sempre sulla base imponibile per il contributo INPS;
  • Marca da bollo da 2 euro su ricevute: obbligatoria su tutte le ricevute di pagamento che superano le 77,47 euro;
  • Data e firma: di chi emette la ricevuta prestazione occasionale. 

Il professionista che riceve il compenso per la prestazione occasionale con ritenuta d’acconto, ai fini di calcolo della somma nella dichiarazione dei redditi, riceverà entro il 28 febbraio di ciascun anno, il nuovo modello Cu, Certificazione redditi per gli autonomi. 

 

Modello ricevuta prestazione occasionale con ritenuta d’acconto fac simile con contributo INPS 4%:

Ditta ............

Sede legale in Via .................. n°..........  Città .............. CAP.............

Partita IVA n°....................

Dichiara di aver ricevuto dalla ditta ............... con sede in via .............. n° ........  CAP ........ Città ................. con Partita IVA n°XXXXXXXXXXXXX i seguenti importi:

Compenso pattuito  ………………………€

Ritenuta d’acconto 20%  ……………… €

Contributo INPS 4%               ........€

Importo netto corrisposto  ...........€

Dichiara, inoltre, sotto la propria responsabilità, che tale somma non è soggetta ad I.V.A. ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/1972 trattandosi di prestazioni occasionali.

Data, ………………………………….

……………………………………
(Firma)

 

Prestazione Occasionale Lavoro accessorio:

Nella prestazione occasionale di lavoro accessorio, rientrano tutte quelle attività lavorative svolte saltuariamente che non producono redditi sopra i limiti di 7000 euro netti l'anno in caso di più committenti e di 2000 euro netti l'anno, nel caso in cui la prestazione di lavoro venga svolta nei confronti di committenti imprenditori o professionisti.

Chi può acquistare i buoni lavoro INPS? Il lavoro accessorio pagato tramite attivazione dei cd. voucher INPS possono essere acquistati da:

  • Privati per pagare la prestazione occasionale del giardiniere, della dog sitter ecc
  • Famiglie;
  • Onlus, enti senza fini di lucro;
  • soggetti non imprenditori;
  • Imprese familiari;
  • Imprenditori agricoli;
  • Imprenditori operanti in tutti i settori;
  • Committenti pubblici.

Chi può essere pagato con i Voucher INPS?

  • Lavoro accessorio dipendenti full time e part time: la prestazione occasionale pagata con i voucher Inps, può essere prestata anche da lavoratori con regolare contratto a tempo determinato o indeterminato full time o part time, in quanto la prestazione occasione, secondo la nuova disciplina, è compatibile con lo status di lavoratore dipendente.
  • Prestazione occasionale studenti: è possibile utilizzare i buoni lavoro INPS nei confronti di studenti lavoratori la prestazione occasionale ma il committente, ovvero, l’azienda che eroga il buono lavoro INPS 2017 deve garantire il rispetto dell’obbligo scolastico, da parte dello studente. Pertanto, è consentita la prestazione occasionale per gli studenti iscritti presso qualsiasi scuola di ordine e grado ma solo nei periodi di vacanza scolastica. Gli studenti regolarmente iscritti all’università con meno di 25 anni di età possano svolgere lavoro occasionale in qualunque periodo dell’anno.
  • La prestazione occasionale pensionati può essere svolta dai precettori di pensioni di anzianità o pensione anticipata, pensione di vecchiaia o di reversibilità, assegno sociale e assegno ordinario di invalidità, pensione di invalidità civile, fatta eccezione per gli invalidi per i quali è accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.
  • Disoccupati e inoccupati: La possibilità di utilizzare il regime della prestazione occasionale, è garantita anche ai disoccupati e inoccupati, ai sensi del comma 3, secondo periodo dell’articolo 72 D. lgs. 276/03, il quale prevede che il compenso sia esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incida sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.
  • Prestazione occasionale lavoratori percettori di NASPI, ASpI e miniASpI, mobilità e in cassa integrazione: la prestazione occasionale può essere svolta da lavoratori precettori di prestazioni di sostegno al reddito quali indennità di mobilità, NASPI, ASpI e miniASpI e da lavoratori in cassa integrazione. 
  • Lavoratori stranieri: il reddito da lavoro accessorio, per i cittadini extracomunitari, può essere sommato al reddito complessivo, ai fini di rilascio e rinnovo permesso di soggiorno. Il solo reddito da prestazione occasionale, non è sufficiente a rilasciare o rinnovare il permesso per motivi di lavoro.

 

Limite reddito prestazione occasionale accessoria:

Il limite di reddito annuale che il prestatore di lavoro accessorio non può superare per il 2017 è di 7000 euro netti ossia 9.333 euro lordi tra il 1° gennaio e 31 dicembre sempre se tale reddito, fa riferimento a più committenti.

Se la prestazione invece è resa nei confronti di imprenditori commerciali e liberi professionisti, il limite di reddito è pari a  2.020 € netti (2.693 € lordi) per ciascun committente, fermo restando il limite di 7.000 euro netti, (9.333 euro lordi). Ricordiamo che sono imprenditori commerciali tutti i soggetti, persona fisica o giuridica, che svolgono un’attività lavorativa all’interno di un determinato mercato, dalla produzione alla gestione fino alla distribuzione finale di un bene o servizio. Nella categoria dei professionisti, rientrano invece, tutti i lavoratori che producono redditi da lavoro dall’esercizio di arti e professioni, in lavoro autonomo, pertanto rientrano professionisti con Partiva IVA, i professionisti iscritti ai relativi ordini, i non iscritti alle relative casse e gli iscritti alla gestione separata INPS

Per prestatori percettori di misure di sostegno al reddito il limite economico è di 3.000 eurol'anno, con riferimento alla totalità di committenti, che corrispondono a 4.000 euro lordi.

Prestazione occasionale limiti settore agricolo: la prestazione occasionale è ammessa anche nel settore agricolo:

  • aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro: solo se pensionati e studenti per attività agricola di tipo stagionale;

  • imprese con volume d’affari inferiore a 7.000 euro nell’anno solare: possono utilizzare prestazione occasionale per qualsiasi tipologia di lavoratore.

Prestazione occasionale limiti Pubblica Amministrazione: La riforma del lavoro, ha provveduto ad estendere le tipologie di committenti pubblici che possono utilizzare la prestazione occasionale, ad esempio gli enti locali, nel rispetto dei limiti di reddito per prestatore. Resta ferma la disciplina che sancisce l’incumulabilità di impieghi e incarichi, previa autorizzazione all’amministrazione di appartenenza per lo svolgimento di tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e nei doveri d’ufficio.

Prestazione occasionale Impresa familiare: l’impresa familiare rientra nell’ambito del lavoro occasionale per lo svolgimento di qualsiasi attività ma nel limite massimo reddituale di 2.020 euro perché trattasi di monocommitente.

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Commenti 2

enrico

9 maggio 2015 22:19

Ottimo articolo, ho avuto tutte le risposte che cercavo.
Grazie
Enrico

duccio

10 ottobre 2015 15:46

Condivido pienamente il parere del sig. Enrico