Mobilità obbligatoria dipendenti pubblici 2015 decreto Riforma PA

Mobilità obbligatoria e volontaria dipendenti pubblici 2015 decreto Riforma PA testo pubblicato in GU, cos'è e come funziona, quando richiesta trasferimento

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La mobilità obbligatoria e volontaria dipendenti pubblici, Pubblico Impiego è stata approvata con il decreto Riforma PA 2014 pubblicato ieri 24 giugno in Gazzetta Ufficiale e per cui entrerà in vigore entro 30 giorni a partire da tale data.

 

Mobilità dipendenti pubblici 2015 cos'è?

Una delle novità più importanti introdotte dal testo decreto Riforma PA 2014 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno scorso, riguarda la conferma e le modalità di attuazione delle mobilità obbligatoria e volontaria dipendenti pubblici. Ma cos'è esattamente e cosa significa mobilità obbligatoria e volontaria per i dipendenti della Pubblica Amministrazione? La mobilità per dipendenti pubblici è un concetto introdotto dal Governo Monti che prevede in parole semplici e chiare che i dipendenti pubblici, qualora sia necessario, possano essere trasferiti in altre amministrazioni distanti fino a 100 km. Il decreto Riforma PA 2014 di Renzi invece ha ridotto la distanza massima di trasferimento fino a 50 km oltre che alla possibilità per i dipendenti di richiedere volontariamente il trasferimento presso altre amministrazioni con deficit del personale.

 

Mobilità Pubblico Impiego come funziona?

La mobilità obbligatoria dipendenti pubblici 2015 come funziona? Con l'approvazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Riforma PA è stata confermata la mobilità obbligatoria dipendenti pubblici, ciò consiste nella possibilità di trasferire un dipendente presso un'altra amministrazione entro 2 mesi dalla richiesta dell'amministrazione di destinazione. In questo senso, non servirà quindi alcun nulla osta preventivo da parte dell'amministrazione di appartenenza, questo significa che il dipendente qualora richiesto da un'altra amministrazione non debba richiedere alcun "permesso" e che il dipendete possa essere trasferito presso quell'amministrazione che ha esigenze di personale. Lo stesso dipendete verrà quindi inglobato nella nuova amministrazione con la stessa qualifica previo accordo tra le due amministrazioni e senza consenso del dipendente interessato. Alla base del concetto di mobilità obbligatoria dipendenti pubblici, vi è la trasformazione di più amministrazioni in un'unica grande amministrazione, in modo da rendere il trasferimento obbligatorio del dipendente come un trasferimento interno allo stesso ufficio e quindi legale ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile. Tale articolo insieme al 2012 codice civile, infatti, prevedono che il trasferimento obbligatorio di un dipendente senza suo consenso possa avvenire solo se l'impresa si trasferisce o viene trasferito un ramo della stessa impresa. Per questo motivo che le amministrazioni dovranno diventare un singolo soggetto giuridico che riunisce enti locali, regioni, comuni, agenzie fiscali e Stato.

 

Mobilità obbligatoria PA: trasferimento dipendente

Mobilità obbligatoria dipendenti pubblici 2015 quando può essere richiesto il trasferimento? Il trasferimento di un dipendente pubblico ad un'altra amministrazione posta anche a 50 km di distanza può avvenire mediante la mobilità obbligatoria in attuazione con il Decreto Riforma PA 2014. Ma in quali casi l'amministrazione può richiedere lo spostamento di un dipendente pubblico e quindi quando la mobilità obbligatoria dipendenti pubblici può essere richiesta? Sulla base del testo del Decreto Riforma PA 2014 pubblicato in gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2014, la mobilità obbligatoria dipendenti pubblici può avvenire a 3 livelli:

1) Mobilità obbligatoria dipendenti pubblici di primo livello: si verifica quando il lavoratore dipendente pubblico viene trasferito senza alcuna motivazione da un ufficio all'altro della pubblica amministrazione collocato ad una distanza non superiore a 50 chilometri dalla sede di prima assegnazione. Per cui ad esempio un dipendente che lavora presso l'Agenzia delle Entrate di Roma può essere trasferito in ufficio del comune di Roma distante al massimo di 50 km dall'ufficio dove ha lavorato fino adesso, previo accordo tra le amministrazioni.

2) Mobilità obbligatoria dipendenti pubblici di secondo livello: si verifica quando sulla base di esigenze produttive, tecniche e di organizzazione, o a piani di razionalizzazione e riordino, previa comunicazione delle organizzazioni sindacali,  vengono disposti trasferimenti di personale presso unità produttive diverse o di altra amministrazione. in questo caso il trasferimento del dipendente può essere presso sedi distanti oltre i 50 km ma al di sotto dei 100 km dalla sede iniziale.

3) Mobilità obbligatoria dipendenti pubblici di terzo livello: si verifica quando sulla base di accordi regolati dal CCNL vengono autorizzati trasferimenti dei dipendenti presso unità produttive diverse collocate oltre i 100 km di distanza dalla sede iniziale.

 

Mobilità volontaria dipendenti pubblici 2015:

La mobilità volontaria dipendenti Pubblico Impiego 2015 è la possibilità dei lavoratori dipendenti pubblici di chiedere il trasferimento presso altre amministrazioni. Nello specifico, rimane confermato l'obbligatorietà della procedura di mobilità volontaria prima di poter istituire concorsi per l'assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato. Ciò significa che il trasferimento del dipendente può essere autorizzato solo se il posto lasciato vuoto venga coperto solo tramite una mobilità volontaria in entrata e non tramite nuova assunzione. Pertanto, rimangono invariate le modalità di richiesta e domanda mobilità volontaria da parte del dipendente pubblico che si effettua tramite compilazione e invio del modulo all'amministrazione alla quale si richiede il trasferimento. Si ricorda che il passaggio diretto di un lavoratore dall’amministrazione di appartenenza alle dipendenze di un’altra amministrazione, può avvenire nell’ambito dello stesso comparto quindi ad esempio tra Comuni, Province, Regioni o tra due comparti diversi ad esempio tra un Comune e un Ministero. Tale richiesta di trasferimento per mezzo della mobilità volontaria, prevede la cessazione del contratto con la vecchia amministrazione e un nuovo contratto con l’amministrazione che acquisisce il lavoratore nel proprio comparto.

 

Testo Decreto Riforma PA cosa prevede e cambia?

Testo Decreto Riforma PA Gazzetta Ufficiale cosa prevede e cambia? Il testo decreto Riforma PA 24 giugno 2014 n. 90 ha come oggetto Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2014. Cosa prevede e cosa cambia con l'entrata in vigore del Decreto Riforma PA 2014? Con l'approvazione e pubblicazione del Decreto Riforma PA 2014 sono state previste una serie di misure tra queste le più importanti riguardano:

1) Disposizioni atte a favorire il ricambio generazionale nelle Pubbliche Amministrazioni, ciò significa che da ottobre 2014 non sarà più possibile rimanere in servizio oltre la data di raggiungimento requisiti pensione. Take disposizione, secondo il Presidente del Consiglio Matteo Renzi consentirà l'ingresso di 15.000 giovani nella Pubblica Amministrazione.

2) Semplificazioni e flessibilità nel turn over.

3) Incarichi direttivi ai magistrati e mobilità obbligatoria e volontaria per i dipendenti pubblici, assegnazione di nuove mansioni, il divieto di incarichi dirigenziali a soggetti che lavorano in ambito privato o pubblico collocati in quiescenza, ossia che percepiscono una pensione e divieto per gli stessi soggetti di avere incarichi dirigenziali o direttivi all'interno della PA e di governo mentre sono consentiti tali incarichi se a titolo gratuito.

4) Riduzione del 50% dei distacchi e dei permessi sindacali nella PA a partire dal 1 settembre 2014. 

5) Disposizioni per i dipendenti delle regioni e enti locali che possono coprire cariche di responsabilità dei servizi e uffici, dirigenziali o di alta specializzazione inquadrati con contratti a tempo determinato. La misura di tali contratti, dovrà mantenersi comunque in maniera percentuale ridotto rispetto ai contratti a tempo indeterminato.

6) Copertura INAIL malattia e infortunio, anche per i lavoratori posti in cassa integrazione che esercitano attività di volontariato a fini sociali all'interno di Comuni ed enti locali.

7) Riduzione del 35% per i diritti annuali pagati alla Camera di Commercio da parte delle imprese iscritte e detassazione di chi investe in impianti e macchinari funzionali all'impresa.

8) Rilancio dell'agricoltura con misure ad hoc atte a favorire l'inserimento di nuovi giovani, aumentare il lavoro e la produzione oltre che a misure e pene più severe per chi commette reati ambientali con verifiche nelle aree a rischio.

9) Agevolazioni alle Piccole e medie imprese con il taglio del 10% dei costi delle bollette energia elettrica e semplificazioni per facilitarne la quotazione.

Per scaricare il testo della legge: Testo decreto Riforma PA 24 giugno 2014 n. 90 

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antonio

15 novembre 2014 20:00

Utile grazie