Mobbing sul lavoro 2017: risarcimento danni e come denunciare

Mobbing sul posto di lavoro 2017 e novità demansionamento con Jobs act, come chiedere risarcimento danni, chi paga e cosa e come denunciare capo e colleghi

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Mobbing sul lavoro 2017. In Italia il mobbing sta diventando sempre più un fenomeno comune, accentuato anche dalla crisi economica e la crescente disoccupazione che diventano fardelli sempre più pesanti per quei lavoratori costretti a subire soprusi per paura di perdere il posto di lavoro.

Ma cos'è il mobbing? Come fare per difendersi e denunciare comportamenti di demansionamento sia nel lavoro privato che nella Pubblica Amministrazione e come ottenere un risarcimento dei danni per mobbing?

Vediamo insieme punto per punto come comportarsi con il mobbing sul posto di lavoro.

 

Mobbing lavoro significato e definizione:

Mobbing lavoro significato: Con il termine di mobbing sul lavoro si raggruppano una serie di comportamenti materiali e psicologici, talmente aggressivi, coercitivi, vessatori e persecutori tali da ledere la dignità del singolo lavoratore. In tali comportamenti, che ricordiamo possono avere ripercussioni non solo sull'attività lavorativa ma anche su quella privata e psicologica, rientrano non solo le azioni perpetrate dal datore di lavoro ai danni del dipendete ritenuto scomodo o oggetto di scherno, ma anche dai colleghi della stessa vittima. La parola mobbing di origine anglosassone, è stata ripresa da un termine che nel mondo animale indica uno specifico comportamento messo in atto da alcune specie di volatili nei confronti dell'animale rivale estraneo al nido.

Questi comportamenti, sono infatti, accerchiamento dell'estraneo che viene aggredito e respinto al di fuori del gruppo. Steso concetto per il mobbing sul lavoro, dove il rivale estraneo è il dipendete oggetto di mobbing che viene accerchiato e isolato dagli altri colleghi o dipendenti, deriso e vessato con comportamenti aggressivi e lesivi della persona. Il mobbing perdurato nel tempo, può avere conseguenze disastrose sull'individuo talmente gravi che la Svezia, ha introdotto disposizioni antimobbing già dal 1994, valutando il fenomeno come reato perseguibile penalmente.

Mobbing definizione: azioni e comportamenti discriminatori o vessatori protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di lavoratrici e lavoratori  da parte del datore di lavoro o da altri colleghi, e che si caratterizzino come una vera e propria forma di persecuzione psicologica o di violenza morale. 

 

Cos'è il mobbing?

Il mobbing sul lavoro si manifesta con tanti piccoli comportamenti, gesti e parole che presi singolarmente non sono lesivi della persona ma se perpetuati e perseverati nel tempo possono compromettere il benessere psicofisico della persona colpita da mobbing. Rientrano in tali comportamenti anche gli scherzi che prendono di mira sempre le stesse persone, ironie denigratorie, atti discriminatori, i rimproveri ecc.

Pertanto, rientra nel mobbing anche il comportamento di un datore di lavoro o superiore che inizia una campagna denigratoria verso un suo dipendente o subalterno, che viene poi portata avanti dai colleghi della stessa vittima, per un torna conto personale o per quieto vivere. Infatti, bisogna sempre ricordare che dietro il collega mobber, ossia, colui che mette in atto questi tipi di comportamenti, c'è sempre un capo che tollera, permette e incita il Mobbing tra colleghi. Un altro tipo di comportamento tipico da mobber, molto diffuso in Italia, è quello del superiore che ha diritto ad esercitare sempre e comunque, anche quando la situazione non lo richiede, la sua autorità.

 

Quali comportamenti devono essere denunciati?

Il mobbing sul lavoro è un fenomeno diffuso in tutta Italia e in tutto il mondo, che coinvolge ogni anno un numero sempre più considerevole di lavoratori e lavoratrici. Si calcola, infatti, che circa un milione e mezzo di lavoratori è oggetto di comportamenti vessatori sul posto di lavoro e che circa il 10% della popolazione lavorativa dei paesi del nord Europa soffra di mobbing. Ma il fenomeno è molto più grande, dal momento che molto spesso il lavoratore non si rende neanche conto che quelle pratiche, ormai accettate da tempo come comportamenti normali legati al suo lavoro, in realtà rientrano nelle azioni che possono essere denunciate per mobbing. Inoltre, è curioso vedere come il mobbing e il bossing, siano esercitato, secondo i dati del Ministero degli Interni, maggiormente in ambito del Pubblico Impiego che tra i dipendenti privati. Ma  quali sono gli atti ed i comportamenti di mobbing che sono da denunciare? Le azioni vessatorie compiute in ambito lavorativo, considerate mobbing con risarcimento del danno sono:

Diffamazioni, pressioni o molestie psicologiche, offese personali, comportamenti atti a svilire, intimorire e a maltrattare la persona, minacciare direttamente o indirettamente un subalterno, fare critiche immotivate ed avere un atteggiamento ostile, denigrazione della persona a livello fisico, esclusione e marginalizzazione dall'attività lavorativa, demansionamento rispetto al livello di inquadramento del CCNL, attribuzione di compiti eccessivi tali da compromettere la serenità e le condizioni psicologiche del lavoratore, impedimento nell'utilizzare determinate tecnologie indispensabili allo svolgimento dell'attività lavorativa, discriminazioni sessuali, di razza di lingua e di religione.  Se riconoscete, anche uno di questi comportamenti commessi la vostra persona o a vostri colleghi, rivolgetevi immediatamente ad uno degli sportelli mobbing presenti in tutte le città di Italia e presentate per i casi penalmente rilevanti, una denuncia, querela, istanza o un esposto, la Legge è dalla vostra parte.

 

Cosa fare e come difendersi dal mobbing sul lavoro?

In ambito lavorativo sappiamo benissimo come la malattia professionale INAIL o la causa di servizio, siano tutele riconosciute a tutti i lavoratori che subiscono eventi morbosi e patologici a seguito dello svolgimento di particolari mansioni. Allo stesso modo, oggi, si sta lavorando per cercare di portare il mobbing sul lavoro ad essere riconosciuta come malattia professionale psicologica. Il problema però che questo fenomeno, manifestandosi attraverso vessazioni, molestie sessuali, eccessivo scherno o demansionamento sono molto difficili da provare. Un passo avanti in questa direzione, sarebbe come è già avvenuto venti anni fa in Svezia, il riconoscimento del mobbing nell'ambito delle tutele della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e sia in tutti i tipi di CCNL.

Cosa devo fare se sono vittima di mobbing? Facciamo innanzitutto una premessa, dal momento che il mobbing si verifica con diverse fasi che diventano sempre più acute e complesse anche a causa della complicità di altri colleghi, la persona a rischio mobbing può passare dall'incredulità verso quanto le sta capitando al vero terrore man mano che tali comportamenti si ripetano nel tempo. Ciò innesca un circolo vizioso di paura, apprensione, disagio, caduta di autostima, panico, disturbi psicosomatici, il non riuscire a lavorare e stare sul posto di lavoro, e quindi vedere come unica via di uscita l'astensione dal lavoro con la malattia e isolamento. Detto questo, ai fini di denuncia e richiesta di risarcimento del danno per mobbing, il lavoratore o la lavoratrice, deve capire che non è sola e che si sono delle strutture statali e private in grado di aiutarla e far valere i suoi diritti. 

Come difendersi quindi dal mobbing? E' importantissimo chiedere aiuto, e raccogliere annotare il più possibile tutte le prove che dimostrino comportamenti mobbizzanti come per esempio trascrivere tutte le attività oggetto di demansionamento rispetto il proprio livello contrattuale svolte nell'arco della settimana con data e luogo precisi, cercare testimoni tra le persone che non lavorano più in azienda, perché trovarli negli attuali colleghi è molto più difficile specialmente se sono esposti al pericolo di licenziamento o di ritorsioni. Ai fini di denuncia e richiesta di risarcimento danni per mobbing, è utile rivolgersi a ASL; ospedali o medici specialistici per farsi diagnosticare tempestivamente le conseguenze psico-fisiche subite.

 

Sono vittima di mobbing come posso denunciare? A chi rivolgersi?

Come fare a denunciare il mobbing sul lavoro? La persona che ritiene di essere vittima di mobbing deve rivolgersi immediatamente ai tanti sportelli mobbing che si trovano in tutte le città, per cercare l'indirizzo basta rivolgersi al comune, ai sindacati o cercare su internet lo sportello più vicino. In questo modo, si avrà assistenza gratuita e consigli su cosa e come fare. Se poi il comportamento del mobber è riconducibile ad azioni penalmente rilevanti come minacce, molestie, maltrattamenti anche verbali, diffamazione ecc, o se ha provocato una vera e propria malattia, fisica o psichica, la vittima di mobbing può denunciare l'accaduto alle Autorità competenti e presentare una denuncia per mobbing. Inoltre, in sede civile la vittima può richiedere un risarcimento dei danni subiti rivolgendosi ad un avvocato o se a basso reddito ad un Avvocato patrocinio a Spese dello Stato in materia civile.

Ai fini di denuncia e risarcimento del danno causato da mobbing, è importante che la vittima riesca a raccogliere il maggior numero di prove che testimonino gli atti vessatori e discriminatori perpetuati nei confronti della sua persona, quindi descrizione di eventi, annotazione di luoghi, cose, mansioni svolte, eventuali testimonianze. Riguardo invece le conseguenze che una simile condotto ha provocato nella vittima, è necessario far diagnosticare tempestivamente le conseguenze psico-fisiche subite, rivolgendosi a medici ASL, ospedali o specialisti.

Per maggiori informazioni su avvocato gratis a spese dello Stato: Avvocato patrocinio a Spese dello Stato in materia civil.

 

E' possibile chiedere il risarcimento danni? Chi paga?

Dal momento che in Italia, a differenza di altri paesi in Europa, non ha nel suo ordinamento una legge che prevede la tutela da mobbing sul lavoro del lavoratore, fino adesso la Giustizia ha applicato vari articoli del nostro Codice Civile a seconda della situazione valutando di conseguenza l'entità del risarcimento del danno patito e chi debba pagare. Per cui a pagare il risarcimento danni alla vittima del lavoro potrebbe essere direttamente il datore di lavoro, riconosciuto colpevole di bossing o mobbing nel caso di aver permesso di fare mobbing ai colleghi della vittima, ai sensi dell'art. 2087 Codice civile che obbliga il datore di lavoro a tutelare l’integrità dei lavoratori sul posto di lavoro sia dal punto di vista fisico che morale. In caso di mobbing e demansionamento il reato è riconducibile ad una violazione dell’art. 2103 Codice civile per il settore privato e dell’art. 52 del d. legs n. 165/2001 per il settore pubblico relativi ai limiti al potere di variazione delle mansioni. In questo caso, il lavoratore può ricorrere all’azione di adempimento, alla risoluzione del contratto e al risarcimento del danno.

Per conoscere le ultime novità: Jobs Act nuove regole demansionamento.

Ai sensi dell'art. 2043 Codice civile, che definisce la responsabilità extracontrattuale del datore di lavoro che non deve causare ad altri un danno ingiusto e la sua responsabilità oggettiva per gli illeciti commessi dai suoi dipendenti la vittima può ottenere il risarcimento danni per mobbing..

Il mobbing può essere risarcito come danno dall'INAIL? In teoria il mobbing non rientra in quelle patologie che possono essere dovute a malattie professionali o causa servizio che vengono pagate dall'INAIL tramite risarcimento del danno biologico ed indennizzo. Questo perché non si ammala di mobbing a causa della pericolosità nello svolgere particolari attività lavorative ma a causa delle vessazioni continue subite sul luogo di lavoro. Pertanto, la vittima di mobbing non ha diritto al risarcimento INAIL come malattia professionale psicologica ma è tratta come malattia del lavoratore. L'unico esempio di risarcimento per mobbing INAIL può è quello che si verifica nell'ambito del cd. mobbing strategico INAIL.

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Commenti 3

maria tersa arcuri

24 febbraio 2015 11:01

Ottimo articolo e buon riferimento per chi, come me, è vittima di mobbing

elda

7 ottobre 2015 00:08

È interessante ciò che ho letto e purtroppo mi trovo nelle situazioni descritte. Non vado al lavoro volentieri, vorrei assentarmi e non andarci più. Avverto angoscia, disagio ed ansia al pensiero del lavoro, non sono più serena. E subito mi viene l'emicrania e la tosse. Ho pensato di rivolgermi ad un'Asl. Spero di uscirne perché mi trovo completamente sola nemmeno il mio sindacalista vuol difendermi mettendosi contro i Dirigenti!

katya

13 giugno 2016 20:20

Anche io sono vittima di mobbing, grazie per tutti i consigli.