Minimi gestione separata 2016 aumento tasse e contributi INPS al 27%?

Aumento aliquote contributi inps 2016 gestione separata bloccato a 27,72% regime dei minimi aumento tasse dal 5 al 15% per chi passa al forfettario

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Per i minimi in gestione separata non si prospetta un felice e roseo 2016, dal momento che gli aumenti che si stanno prospettando per i professionisti senza cassa si stanno sempre più materializzando, senza che nessuno o almeno quasi nessuno parli di ciò che potrebbe accadere da gennaio o febbraio del prossimo anno a questa categoria di lavoratori.

Parliamo di una vera e propria bomba fiscale che lo Stato è pronto a scagliare dal 2016 su giovani under 35 anni, disoccupati, inoccupati, lavoratori in mobilità che hanno utilizzato il regime fiscale dei superminimi come un'opportunità "conveniente" per costruirsi da soli, con le proprie mani una professione o addirittura inventato un lavoro laddove l'offerta di lavoro non c'era. Cosa succederà esattamente dal prossimo anno? Un aumento che segherà le gambe a molti di questi professionisti, l'aumento dell'imposta sostitutiva per i minimi passa da un'aliquota dal 5% al 15%, prevista dalla legge Delega per il passaggio dei minimi al nuovo regime forfettario 2016 mentre l'aumento dell'aliquota gestione separata 2016 rimane al 27,72% grazie alla nuova Legge di Stabilità 2016.

 

Nuovi minimi 2016 nel regime forfettario?

Il Premier Matteo Renzi nell'illustrare i punti più importanti della nuova legge di stabilità 2016 testo approvato il 15 ottobre 2015 ha sorpreso tutti parlando tra le tante misure previste, quella per il sostegno del popolo delle Partite IVA con l'aumento dei coefficienti di reddititività in base al codice Ateco dell'attività, ovvero, delle soglie dei ricavi per poter entrare nel nuovo regime forfettario a partire dal 1° gennaio 2016. 

Infatti, dopo il riordino dei regimi fiscali e del regime dei minimi, prorogato poi per tutto il 2015, per le Partite IVA dei superminini ci sarà il cambiamento, con i minimi nel regime forfetario, indipendentemente dal requisito di età e durata.

 

Minimi tasse 2016 aumento aliquota al 15%:

La legge delega sulla revisione e riforma fiscale, per un fisco italiano più equo e trasparente, ha delegato l'anno scorso, il Governo ad emanare specifici decreti attuativi, e tra questi, la semplificazione dei nuovi regimi fiscali che da 5 sono scesi a 3, dove il regime dei minimi cambia nome ed entra sotto il nuovo regime forfetario 2015.

Bè è solo un cambio di nome al regime? Assolutamente no, la semplificazione auspica un'aliquota forfetaria comune per tutti i contribuenti che rientreranno nel regime, ossia, pari al 15% ed esclusione da IVA e IRAP. 

Ciò significa che per i minimi, il passaggio al nuovo regime implica l'aumento dal 1° gennaio 2016 dell'aliquota sostitutiva dal 5% al 15%, per cui un aumento delle tasse di 3 volte tanto, se infatti a parità di reddito un contribuente minimo ha pagato nel 2015 euro 500 euro di tasse calcolate sull'imposta sostitutiva al 5%, nel 2016 con aliquota al 15% ne pagherà 1.500 euro. Rimangono però invariate le agevolazioni di IVA e Irap, e vengono eliminati i requisiti di età e di durata, pertanto, chi si nel 2016 si ritrova nel regime forfettario, può rimanervi anche oltre i 35 anni di età e per tutto il tempo che permangono i requisiti di accesso al regime come ad esempio il nuovo limite dei ricavi 2016, per cui non più solo per 5 anni o fino al compimento dei 35 anni di età. 

 

Bloccato aumento aliquota gestione separata 2016 professionisti:

Bloccato aumento contributi gestione separata 2016: L'aumento proporzionale della aliquota contributi gestione separata è stato introdotto dal Decreto Sviluppo, pubblicato nel Supplemento Ordinario n.171 alla Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11 agosto 2012, con la legge 7 agosto 2012, n. 134 di conversione del decreto legge 22 giugno 2012, n.83 recante: "Misure urgenti per la crescita del Paese".

Novità 2016: nella nuova Legge di Stabilità 2016 inserita la progoga per il blocco al 27,72% aliquota gestione separata 2016 per i professionisti.

 

Minimi in gestione separata chi sono?

Chi sono i minimi in gestione separata? I minimi in gestione separata, sono i professionisti senza cassa titolari di Partita IVA che esercitano un'attività di lavoro autonomo. Perché senza cassa? Perché sono figure professionali che, per l'attività che svolgono, non rientrano in alcuna cassa o fondo di previdenza sociale per mancanza di requisiti. Quindi l'INPS, allo scopo di tutelare questi lavoratori, ha pensato appunto ad una gestione separata, in grado di garantire loro la tutela previdenziale, TFR, malattia, maternità, ANF facendo pagare contributi obbligatori INPS in base ad una aliquota contributiva.

Un'aliquota INPS applicata sul reddito annuo calcolato sulla differenza tra costi e ricavi, ciò significa che il reddito minimale nella gestione separata serve solo a fini di riconoscimento dell'accredito del numero dei contributi da versare sul conto del professionista nell'arco dei 12 mesi.  

Il minimo iscritto alla gestione separata, è il professionista che versa con modello F24 l'imposta sostitutiva con aliquota del 5% sul reddito calcolato sul principio di cassa, ossia, differenza tra ricavi di vendita e costi di acquisto, è colui che è obbligato ad emettere fattura con specifica dicitura per l'esenzione IVA e pagare l'imposta di bollo sopra i 77,47 euro, ed effettuare la dichiarazione dei redditi tramite UNICO per poter scaricare solo le spese inerenti alla sua attività lavorativa, quindi per l'immobile promiscuo il 50% e strumentale al 100%, abiti da lavoro ma sempre entro un certo limite, cene di lavoro scaricabili si per il 50% ma nel limite del 2% del fatturato e niente spese mediche per lui e i suoi familiari a carico. 

A detta di molti esperti e di quelli che stanno negli altri regimi fiscali, chi è riuscito ad entrare nei superminimi è stato fortunatissimo perché ha pagato fino adesso solo il 5% di imposta e ha potuto godere di parecchie agevolazioni tra cui l'esenzione dalla tenuta contabile, l'esclusione dagli studi di settore, dall'obbligo di spesometro o comunicazioni black list peccato però che ci sia un rovescio della medaglia. Tante agevolazioni, infatti, fanno un pò a cazzotti con i rigidi limiti fissati per il regime dei minimi, come ad esempio il limite sulle spese di acquisto di beni strumentali, che è al massimo di 15.000 euro ogni 3 anni, l'età di accesso che è solo per gli under 35 anni o la sua durata che a parte le deroghe non può essere maggiore di 5 anni. Ma la vera e più grande contraddizione per il regime dei minimi è che un professionista autonomo non possa prendere collaboratori, stagisti, tirocinanti, dipendenti, niente di niente che possa aiutarlo a crescere come impresa, se li prende è fuori dal regime e addio agevolazioni.

Secondo lo Stato quindi come dovrebbe fare un minimo a diventare una grande impresa, se non gli si da la possibilità di assumere e crescere? Diciamolo pure, se questo regime fiscale da una parte è sicuramente conveniente dall'altro impedisce i giovani minimi di espandersi e ingrandirsi, perché la paura di pagare tasse folli porta o a rimanere nel regime evitando così di assumere nuova forza lavoro, oppure, a trasferire all'estero la propria attività, dove non solo pagherebbe meno tasse ma addirittura, in certi paesi non molto lontani dall'Italia, sarebbe pure esentato dal pagamento delle imposte fino a 10.000 euro o almeno nei primi anni dell'attività, per permettere alla neoimpresa di crescere e affermarsi, dando vita così ad un business di successo e a tanta occupazione. In Italia invece che succede? I minimi della gestione separata stanno pagando nel 2014 contributi obbligatori INPS calcolati sulla totalità dei redditi prodotti quale reddito di lavoro autonomo dichiarato ai fini Irpef senza avere però, la certezza che un giorno spetterà anche a loro la pensione + un'aliquota sostitutiva del 5% calcolata sul reddito in base al principio di cassa. Per maggiori informazioni sui minimi vi rimandiamo al nostro articolo di approfondimento: Regime dei minimi requisiti.

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