Legge di Stabilità 2014 pensioni di anzianità: guida alle nuove regole

La Legge di Stabilità 2014 pensioni di anzianità ha introdotto nuove regole requisiti di accesso ed età e un taglio assegno pensionati di 615 euro in meno

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Con le novità introdotte dalla nuova Legge di Stabilità 2014 approvata dal Governo Letta e ora in corso di approvazione definitiva da parte delle Camere, sono stati previsti una serie di interventi sulle pensioni di anzianità, pensioni di guerra e pensioni di invalidità.

 

Legge di Stabilità 2014 Pensioni di anzianità:

Con la Legge di Stabilità 2014 le pensioni di anzianità rimangono con le vecchie regole fissate dalla Riforma Fornero. Infatti, nonostante le insistenze di sindacati e associazioni di categoria, il Governo Letta, non ha provveduto a modificare con una Controriforma i requisiti e le disposizioni per accedere alla pensione di anzianità.

La pensione di anzianità INPS che ha sostituito a partire dal 1 gennaio 2012, quella di vecchia a seguito dell’introduzione delle regole della Riforma Fornero, con la Legge di Stabilità rimane invariata, per cui anche nel 2014 i requisiti di accesso, età e sistema di calcolo assegno rimangono uguali.

Ciò significa che le pensioni di anzianità 2014 rimangono con il calcolo del sistema contributivo, ovvero, il calcolo su quanto versato in termini di contributi previdenziali e non sulla media delle ultime retribuzioni pagate al lavoratore prossimo al pensionamento.

Vediamo quindi quali sono le novità introdotte con la Legge di Stabilità sulle pensione di anzianità dal 1 gennaio 2014.

 

Legge di Stabilità 2014 pensioni di anzianità: guida alle nuove regole

La Legge di Stabilità 2014 ha previsto a partire dal 1 gennaio 2014 nuove regole per le pensioni di anzianità nel settore pubblico e privato, basandole sul principio dell’adeguamento dei requisiti di accesso all’aumento della speranza di vita dei lavoratori.

In linea generale, possiamo quindi riassumere le nuove regole generali 2014 pensioni per il settore pubblico e privato, in questi termini:

1) Requisito di accesso pensione di anziantià: Età pensionabile a partire dal 2014

Aumento Età pensionabile 2014 donne nel settore privato: per le donne dipendenti è di 63 anni e 9 mesi metre per le lavoratrici autonome è 64 anni e 9 mesi.

Invariata Età pensionabile donna nel 2014 nel settore del Pubblico Impiego: che rimane a 66 e 3 mesi

Invariata Età pensionabile per gli uomini che nel 2014 andranno in pensione: a 66 anni e 3 mesi sia se dipendenti pubblici, privati o autonomi.

2) Requisito di accesso pensione pensione anticipata: Età pensionabile dal 2014

Per quanto riguarda la possibilità di pensionamento anticipato, la Legge di Stabilità 2014, ha stabilito un nuovo requisito di età in base al miglioramento dell’aspettativa di vita che si traduce quindi con aumento di 3 mesi:

Per gli uomini a 42 anni e 6 mesi di contributi versati

Per le donne a 41 anni e 6 mesi di contriuti versati.

3) Aumento progressivo età pensionabile nei successivi anni: a che età si andrà in pensione dal 2015?

Età valida per il pensionamento nel 2015 sarà di 66 anni e 3 mesi per uomini dipendenti pubblici, privati e autonomi, donne a 66 e 9 mesi dipendenti pubbliche, 63 3 9 mesi per le private mentre le autonome andranno a 64 e 9 mesi.

Età pensionabile 2016 sarà 66 anni e 7 mesi per uomini dipendenti pubblici, privati e autonomi, donne settore pubblico a 66 e 7 mesi, donne settore privato 63 e 9 mesi, autonome a 64 anni e 9 mesi.

Età valida per accedere alla pensione di anzianità nel 2017 sarà di 66 anni e 7 mesi per uomini dipendenti pubblici, privati e autonomi, donne settore pubblico a 66 anni e 7 mesi, dipendenti settore privato a 65 anni e 7 mesi e lavoratrici autonome a 66 anni e 1 mese.

Età valida per accedere alla pensione di anzianità nel 2018 sarà per tutte le categorie a 66 anni e 7 mesi.

Età valida per accedere alla pensione di anzianità nel 2019 e 2020 sarà per tutti a 66 anni e 11 mesi.

Nel 2021 l’età che servirà ai lavoratori per accedere alla pensione di anzianità, dovrà essere almeno di 67 anni.

Vedi le novità su aumento pensioni minime 2017.

 

Calcolo retributivo per donne e lavori usuranti:

Per alcune pensioni di anzianità 2014, è possibile ancora la scelta del calcolo retributivo. Le categorie di lavoratori che nelle prossime settimane potranno esercitare tale opzione sono le donne dipendenti e autonome e gli uomini con mansioni usuranti. Tale opzione di calcolo retributivo, dovrà però tenere conto dei termini tra il periodo di maturazione dei requisiti e la decorrenza dell’assegno, che saranno con l’apertura della finestra mobile, entro il 31 dicembre 2015.

Nel 2014 chi può scegliere di andare in pensione con il sistema contributivo? Possono scegliere per il sistema contributivo anziché contributivo, le seguenti categorie di lavoratori:

  • Donne dipendenti con 57 anni e 3 mesi con finestra mobile di 12 mesi e donne lavoratici autonome con 58 anni e 3 mesi con finestra mobile di 18 mesi.

  • Lavoratori addetti alle mansioni faticose e usuranti:

    • Lavoratori notturni, impiegati e dipendenti che lavorano tra le 64 e 71 notti all’anno: se la somma di anzianità contributiva e età anagrafica è di 99 e 3 mesi e con almeno 63 anni e 3 mesi d’età.

    • Lavoratori notturni, impiegati e dipendenti che lavorano tra le 72 e 77 notti all’anno: se la somma di anzianità contributiva e età anagrafica raggiunga la quota 98 anni e 3 mesi con almeno 62 anni e 3 mesi d’età.

    • Lavoratori notturni, impiegati e dipendenti con mansioni particolarmente usuranti o che lavorano un minimo di 78 notti all’anno: se la somma tra anzianità retributiva e età anagrafica raggiunge quota 97 anni e 3 mesi con almeno 61 anni e 3 mesi d’età.

    • Lavoratori notturni e impiegati che lavorano tra 64 a 71 notti all’anno: se la quota raggiunge 100 e 3 mesi e se hanno almeno 64 anni e 3 mesi d’età.

    • Lavoratori autonomi notturni e impiegati che lavorano tra le 72 e le 77 notti l’anno: solo se la quota raggiunta è di 99 anni e 3 mesi e con almeno 63 anni e 3 mesi d’età.

    • Lavoratori autonomi e addetti a mansioni particolarmente usuranti che lavorano per almeno 78 notti all’anno: solo se la quota raggiunta è di 97 anni e 3 mesi e almeno 61 anni e 3 mesi d’età

    • Lavoratori autonomi con mansioni particolarmente usuranti o che lavorano per almeno 78 notti l’anno: se la quota raggiunta è pari a 98 anni e 3 mesi e con almeno 62 anni e 3 mesi d’età.

 

Blocco rivalutazione pensioni 2014: quanti soldi in meno ai pensionati? 

Il blocco della rivalutazione pensioni 2014 introdotto con la Legge di Stabilità, secondo i primi calcoli elaborati dal sindacato generale dei pensionati Cgil e Confesercenti il taglio sulle pensioni per la mancata perequazione ISTAT per gli assegni oltre le 3000 mila euro lorde mensili, provocherà un’ingente perdita di soldi sull’assegno della pensione valutato in un taglio di circa 2,3 milardi di euro per circa 5 milioni di pensionati, con una media di meno 615,00 euro in tre anni, dei quali 172 euro nel 2014, 217 euro nel 2015 e 226 euro nel 2016.

Secondo tali calcoli, la perdita di soldi causata dalla mancata rivalutazione delle pensioni superiori tra 3 a 4 volte la pensione minima: sarà di 26 euro nel 2014, di 39 euro nel 2015 e di 45 euro nel 2016. Per le pensioni superiori a 4 a 5 volte la soglia minima, la perdita calcolata sarà di 78 euro nel 2014, di 116 euro nel 2015 e di 123 euro nel 2016.

Per le pensioni di 5 a 6 volte la soglia minima, la perdita di soldi sull’assegno pensione è stata quantificata di 182 euro nel 2014, di 309 euro nel 2015 e di 319 euro nel 2016.
Per le pensioni con assegno sopra 3 mila euro lordi mensili, ovvero, superiori di 6 volte rispetto alla minima, sarà bloccata per tutto il 2014 con una perdita di soldi di circa  403 euro, e se il blocco verrà ripristinato nel 2015, tali pensioni subiranno comunque una perdita in termini di potere di acquisto calcolato sempre dal sindacato, con meno 404 euro nel 2015 e meno 417 euro nel 2016.

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Commenti 1

giovanni

1 novembre 2013 07:59

allucinante