Istanza Autotutela 2015 Agenzia Entrate annullamento modello ricorso

Istanza Autotutela 2015 Ricorso Annullamento Cartella Pagamento Equitalia serve per chiedere cancellazione riesame dell’iscrizione a ruolo Agenzia Entrate

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L'istanza autotutela Agenzia delle Entrate 2015 è la procedura che serve a richiedere l'annullamento e cancellazione di una cartella di pagamento con iscrizione a ruolo del debito, emessa da Equitalia o Agenzia della Riscossione tramite un apposito modello ricorso. 

 

Autotutela per annullare Cartella Equitalia:

Con l’art. 39, comma 9, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono state  introdotte importanti novità riguardo i procedimenti di ricorso presentati nei confronti delle Commissioni Tributarie Provinciali come previsto dall’art. 17-bis rubricato “Il reclamo e la mediazione” nel decreto legislativo31 dicembre 1992, n. 546.

Questo articolo, ha previsto nel caso in cui il contribuente ritenga illegittima la cartella esattoriale Equitalia notificata a partire dal 1° aprile 2012 e intenda far ricorso delle somme iscritte a ruolo dall’Agenzia delle Entrate, per un valore non superiore a 20 mila euro, è tenuto a presentare preliminarmente reclamo alla Direzione provinciale o regionale che ha emesso il ruolo, condizione questa di ammissibilità del ricorso stesso, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

Il reclamo in questi termini, può contenere una motivata proposta di mediazione, completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa, a meno che la stessa non venga formulata d’ufficio da parte dell’organo destinatario qualora non intenda accogliere in tutto o in parte il reclamo.

Se poi entro 90 giorni dalla presentazione del procedimento di reclamo-mediazione senza che sia intervenuto l’accoglimento dell’istanza o senza che sia stataconclusa la mediazione, il reclamo-mediazione produce gli effetti del ricorso e pertanto, si passa alla fase successiva di costituzione in giudizio del contribuente entro 30 giorni dalla scadenza dei 90 giorni dalla presentazione dell’istanza o, se anteriore, dalla data di ricevimento del diniego o dalla notifica dell’atto diaccoglimento parziale della stessa.

Riguardo alle modalità di presentazione del ricorso, il provvedimento succitato, foglio Avvertenze di cui all’Allegato 1, contiene delle specifiche in merito ai ricorsi contro i ruoli emessi dal Centro Operativo di Pescara, Agenzia delle Entrate, a seguito delle attività di controllo e accertamento realizzate con modalità automatizzate: nelle suddette ipotesi, infatti, il contribuente deve notificare il ricorso alla Direzione provinciale competente in base al proprio domicilio fiscale e contiene altresì le specifiche concernenti la “Richiesta di informazioni e di riesame del ruolo in autotutela”, che nel caso in cui il ruolo riguardi somme dovute a seguito di controllo automatizzato è possibile chiedere informazioni e presentare richiesta di riesame sia al Call Center sia a qualsiasi Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate.

 

Autotutela e reclamo Agenzia delle Entrate 2015:

Le specifiche avvertenze contenute nell’allegato 1 della Direttiva dell’Agenzia delle Entrate, riguardano la procedura del sistema dell’Autotutela e della Reclamo-Mediazione per le cartelle di pagamento emesse dall’Agenzia delle Entrate notificate a partire dal 1° Aprile con valore del contenzioso non superiore ai 20 mila euro e per le quali il contribuente ha la possibilità, qualora ritenesse illegittima la richiesta delle somme iscritte a ruolo, di poter scegliere prima di presentare formale Ricorso Tributario:

Istanza di autotutela: qualora il contribuente ritenga che la cartella di pagamento sia stata emessa solo a seguito di attività di controllo e accertamento automatizzate e decida pertanto di presentare ricorso formale davanti alla Commissione Tributaria Provinciale, può chiedere informazioni su i ruoli al lui iscritti e presentare richiesta di riesame sia al Call Center sia a qualsiasi Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate.

Reclamo-Mediazione: qualora il contribuente ritenga che la cartella di pagamento emessa sia illegittima e voglia presentare il relativo Ricorso, è tenuto a presentare preliminarmente reclamo alla Direzione provinciale o regionale che ha emesso il ruolo,condizione questa di ammissibilità del ricorso stesso, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio. La presentazione preliminare del reclamo non è altro che una richiesta di Mediazione Tributaria, ovvero, il reclamo-mediazione, cioè un’istanza che contiene sia una motivata proposta di mediazione, completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa, a meno che la stessa non venga formulata d’ufficio da parte dell’organo destinatario qualora non intenda accogliere in tutto o in parte il reclamo. Se poi entro 90 giorni dalla presentazione del procedimento di reclamo-mediazione senza che sia intervenuto l’accoglimento dell’istanza o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo-mediazione produce gli effetti del ricorso e pertanto, si passa alla fase successiva di costituzione in giudizio del contribuente entro 30 giorni dalla scadenza dei 90 giorni dalla presentazione dell’istanza o, se anteriore, dalla data di ricevimento del diniego o dalla notifica dell’atto di accoglimento parziale delle stesse.

 

Istanza Autotutela per quali debiti?

Il Reclamo - Mediazione e l’Autotutela possono essere richieste per i ruoli iscritti dall’Agenzia delle Entrate con cartelle di pagamento notificate a partire dal 1° Aprile 2012 per un valore non superiore a 20 mila euro e sono:

  • imposte sui redditi e relative imposte sostitutive

  • IVA

  • INVIM

  • Imposta di registro

  • imposta di successioni e donazioni

  • imposte ipotecaria e catastale

  • imposta sulle assicurazioni

  • Irap

  • Imposta di bollo

  • contributo unificato

  • tassa sui contratti di borsa

  • tassa sulle concessioni governative

  • tasse automobilistiche, bollo auto

  • altri tributi diretti

 

Come richiedere l'annullamento?

Istanza autotutela richiesta annullamento Agenzia delle Entrate: L’Autotutela è un procedimento che può essere richiesto da tutti i contribuenti qualora ricevendo una cartelle di pagamento per ruoli iscritti dall’Agenzia delle Entrate per Imposte, Iva e bolli auto ecc ritengano illegittime le somme richieste perché derivate a seguito di procedure e controlli automatizzati da parte dell’Agenzia. In questo caso, il contribuente ha la facoltà di richiedere informazioni e il riesame per l’annullamento totale o parziale dei ruoli iscritti nella Cartella di Pagamento rivolgendosi a: Call Center Agenzia delle Entrate: nr 848.800.444, oppure a:

Direzione o Centro Operativo che ha emesso il ruolo, la cui intestazione è presente sulla cartella nella pagina relativa al "Dettaglio degli addebiti" in carta semplice indicando nella domanda: l’atto di cui si chiede l’annullamento ed i motivi che fanno ritenere tale atto illegittimo e, di conseguenza, annullabile in tutto o in parte.

Alla Direzione o Centro Operativo Agenzia delle Entrate il contribuente, pertanto, può presentare la richiesta di Riesame per chiedere l’annullamento del ruolo e quindi della Cartella di Pagamento ritenuta illegittima, tale richiesta. 

Nello specifico, l’autotutela può essere presentata solo se l’iscrizione a ruolo delle somme indicate nella cartella di pagamento sono derivate da un processo automatizzato di controllo, dato ricavabile dal "Dettaglio degli Importi dovuti", inoltre, con la richiesta del riesame da parte della Direzione o Centro Operativo, non interrompe o sospende i termini per l’eventuale ricorso. 

 

Modello istanza autotela ricorso editabile:

Il modello istanza autotutela Agenzia delle Entrate è un modulo ricorso che il contribuente deve utilizzare per chiedere all'Amministrazione finanziaria il riesame di un atto che ritiene illegittimo in quanto presenta errori di varia natura. Il modello fac simile da utilizzare è il seguente: modello ricorso Agenzia delle Entrate editabile

I casi più frequenti di autotutela si hanno quando l’illegittimità deriva da:

errore di persona

evidente errore logico o di calcolo

errore sul presupposto dell’imposta

doppia imposizione

mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti

mancanza di documentazione successivamente presentata (non oltre i termini di decadenza)

sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati

errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione.

 

Annullamento cartella di pagamento quando?

L’annullamento della cartella esattoriale emessa dall’Agenzia delle Entrate e inviata dall’Agente di Riscossione Equitalia può essere richiesta ed effettuata anche se:

  • il giudizio è ancora pendente 
  • l’atto è divenuto ormai definitivo per decorso dei termini per ricorrere
  • il contribuente ha presentato ricorso e questo è stato respinto per motivi formali (inammissibilità, improcedibilità, irricevibilità) con sentenza passata in giudicato

L’annullamento di una cartella di pagamento significa che d’ufficio e quindi automaticamente, l’Agenzia elimini tutti gli atti relativi alla cartella esattoriale che possono andare dal ritiro di un avviso di accertamento infondato alle conseguenze che un’iscrizione a ruolo previste per Legge e l’obbligo di restituire le somme riscosse sulla base degli atti annullati. 

 

Reclamo - mediazione:

Per le cartelle di pagamento con valore della lite fiscale non superiore a 20 mila euro, i contribuenti, non possono più presentare ricorso direttamente alle Commissioni tributarie provinciali ma è obbligatorio prima presentare un’istanza di Reclamo-Mediazione all’Agenzia delle Entrate, ovvero, una domanda contenente le motivazioni del ricorso, una proposta di pagamento per risolvere la lite fiscale. Tale procedura, ha come obiettivo di ridurre in modo consideravole i processi tributari e i ricorsi al Giudice di Pace proponendo soluzioni ad hoc e meno dispendiose sia per il contribuente che per l’Amministrazione Finanziaria. 

Al contribuente che mediante ricorso-mediazione persegue la risoluzione della lite pendente gli viene riconosciuta una riduzione delle sanzioni pari al 40% ma è altresì vero che l’obbligatorietà del ricorso-mediazione sta nel fatto che la sua presentazione è condizione necessaria per l’ammissibilità del ricorso stesso alla Commissione Tributaria.

In altre parole, se il contribuente non ricorre prima alla mediazione tributaria, il ricorso non gli viene accettato, ma se la presenta e trova un’immediata risoluzione ha il vantaggio di avere uno sconto del 40% sulle sanzioni della cartella di pagamento.

Le modalità di presentazione del ricorso-mediazione sono le stesse del ricorso tradizionale, ovvero, 60 giorni dalla data di notifica della cartella esattoriale Equitalia, e attendere 90 giorni per la risposta dal parte della Direzione o Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate.

Trascorsi 90 giorni senza che al contribuente sia stato notificato l’accettazione o il diniego dell’istanza di reclamo-mediazione, lo stesso contribuente può costituirsi in giudizio dinnanzi alla Commissione Tributaria Provinciale che risponde e decide sui ricorsi e sull’ammissibilità di illegittimità delle cartelle esattoriali spedite da Equitalia relative esclusivamente a ruoli iscritti dall’Agenzia delle Entrate e riferite a Imposte sui redditi, Iva, Bolli, imposte di registro, contributo unificato ecc.

Importante: Le cartelle di pagamento che possono essere oggetto di reclamo-mediazione sono solo quelle riguardanti i ruoli e non per contenziosi relativi a vizi propri della cartella come per esempio gli errori di notifica ecc.

Il Contribuente a chi presenta l’istanza di reclamo-mediazione per chiedere la risoluzione della cartella di pagamento?

Il contribuente deve inviare l’istanza di reclamo-mediazione all’Ente che ha iscritto a ruolo le somme della cartella esattoriale, nel caso di ruoli emessi dall’Agenzia delle Entrate, le istanze andranno inviate alla Direzione o centro Operativo di Pescara, indirizzo presente dal "Dettaglio addebiti" della cartella esattoriale.

 

Istanza reclamo-mediazione: cosa indicare

Nell’istanza di reclamo-mediazione, il contribuente deve indicare nella domanda:

  • l’atto di cui si chiede l’annullamento

  • i motivi che fanno ritenere tale atto illegittimo e, di conseguenza, annullabile in tutto o in parte

  • proposta di mediazione, ovvero, l’indicazione dell’importo che il contribuente è disposto a pagare per risolvere il contenzioso con l’Agenzia.

 

Ricorso Cartelle di pagamento oltre i 20 mila euro:

Per cartelle esattoriale che superano un contenzioso complessivo di tributi omessi, sanzioni e interessi di 20 mila euro, il contribuente che ritiene illegittima l’iscrizione a ruolo della somma va direttamente alla presentazione del ricorso alla Commissione Tributaria provinciale entro 60 giorni dalla data di notifica della cartella. I termini per proporre il ricorso sono sospesi dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno.

Nel caso in cui il contribuente ha ricevuto preventivamente all’invio della cartella di pagamento un:

  • avviso di accertamento
  • avviso di liquidazione
  • provvedimento con sanzioni
  • qualsiasi altro provvedimento che preveda la possibilità d’impugnazione dell’atto

il contribuente può fare ricorso solo per Vizi di quest’ultimi e non delle somme iscritte a ruolo in quanto già notificate e anticipate da uno degli atti sopra elencati.

 

A chi va presentato il ricorso per cartelle esattoriali superiori a 20mila euro?

Il contribuente deve intestare e notificare il ricorso nelle seguenti modalità:

Intestare il ricorso alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente

Notificare il ricorso all’Ente che ha emesso la cartella di pagamento indicata nella pagina "Dettaglio degli addebiti" presente sulla stessa, mediante plico raccomandato senza busta e con avviso di ricevimento o consegnato alla Direzione o tramite Ufficiale  giudiziario

Notificare il ricorso a Equitalia: nel caso in cui vi siano vizi imputabili ad errori di procedimento di notifica della cartella, spedendo il plico senza busta e con avviso di ricevimento o consegnato alla Direzione o tramite Ufficiale  giudiziario. 

 

Cosa va indicato nel Ricorso alla Commissione Tributaria?

Nel Ricorso, i contribuenti, devono indicare necessariamente:

la Commissione tributaria cui è diretto il ricorso

Dati della persona che presenta il ricorso e i dati del suo legale rappresentante, la relativa residenza o sede legale o domicilio

Codice fiscale e l’indirizzo di posta elettronica certificata

l’ufficio dell’Agenzia, ente locale o agente della riscossione ai quali viene presentato il ricorso

l’atto impugnato e l’oggetto della domanda

motivi del ricorso 

Importante: se nel ricorso presentato manca o è parziale anche uno dei dati richiesti, fatta eccezione per l’indicazione del Codice Fiscale e Pec, il ricorso è inammissibile. Allo stesso modo, il ricorso è inammissibile se manca la sottoscrizione. 

 

Costituzione in Giudizio dinnanzi alla Commissione tributaria provinciale: Che cos’è e cosa significa?

Il contribuente entro 30 giorni dalla data di presentazione del ricorso deve costituirsi in giudizio, ovvero, deve depositare il proprio fascicolo presso la Segreteria tributaria provinciale o spedirlo tramite posta in plico senza busta e con avviso di ricevimento o consegnato alla Direzione o tramite Ufficiale giudiziario.

Il contribuente, inoltre, prima di spedire il plico del ricorso, è tenuto al pagamento del contributo unificato 2015 il cui importo è fissato in base al valore el contenzioso della cartella di pagamento.

 

Sospensione pagamento delle somme iscritte a ruolo nella cartella esattoriale:

Il contribuente che propone il ricorso può richiedere la sospensione del pagamento in via amministrativa o giudiziale, se la sospensione viene concessa ma il ricorso è respinto, il contribuente deve pagare gli interessi maturati nel periodo di sospensione.

  • Sospensione amministrativa: ve presentata in carta semplice alla Direzione che ha emesso la cartella di pagamento, ovvero, l’Ente che iscritto a ruolo le somme, nel caso invece di reclamo-mediazione, la richiesta di sospensione deve essere inserita nell’istanza stessa o proposta separatamente

  • Sospensione Giudiziale: se il pagamento della cartella comporta un danno irreparabile, la richiesta motivata di sospensione deve essere eseguita dalla Commissione tributaria alla quale si presenta il ricorso. La domanda può essere allegata al ricorso oppure come atto separato.

 

Autotutela cartelle esattoriali Canone Rai:

Anche nel caso di cartelle esattoriali con iscrizione a ruolo relativi all’omesso pagamento del canone Rai, il contribuente, può ricorrere alla procedura di Autotutela rivolgendosi alla: Rai - Radiotelevisione italia, Funzione Regionale Abbonamenti Tv, all’indirizzo indicato nella cartella di pagamento.

Allo stesso indirizzo, ci si può rivolgere per la richiesta di Riesame per chiedere l’annullamento del pagamento.

 

Reclamo-Mediazione e ricorso Canone Rai:

Il contribuente anche in questo caso è obbligato a presentare un’istanza di reclamo-mediazione prima di presentare reclamo formale:

per liti fiscali non superiori a 20 mila euro: Il contribuente è obbligato a presentare un’istanza di reclamo-mediazione prima di presentare reclamo formale, nelle modalità descritte per l’Allegato 1

per liti fiscali superiori a 20 mila euro: il contribuente deve presentare reclamo scritto entro 60 giorni dalla data di notifica della cartella esattoriale ecostituirsi in giudizio dinnanzi alla Commissione tributaria provinciale nelle modalità sopra descritte per l’Allegato 1.

 

Autotutela Sanzioni Amministrative: 

Anche nel caso di cartelle esattoriali con iscrizione a ruolo relativi a sanzioni amministrative, il contribuente, può attivare la procedura di Autotutela e Riesame delle somme iscritte a ruolo rivolgendosi alla: Direzione che emesso il ruolo, indicata nell’intestazione "Dettaglio degli addebiti" presente nella cartella stessa

  • per liti fiscali non superiori a 20 mila euro: Il contribuente è obbligato a presentare un’istanza di reclamo-mediazione prima di presentare reclamo formale, nelle modalità descritte per l’Allegato 1

  • per liti fiscali superiori a 20 mila euro: il contribuente deve presentare reclamo scritto entro 60 giorni dalla data di notifica della cartella esattoriale e costituirsi in giudizio dinnanzi alla Commissione tributaria provinciale nelle modalità sopra descritte per l’Allegato 1.

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Commenti 3

verterano carlo

30 aprile 2012 09:59

Ho un debito con equitalia che nn riesco a saldare in quanto le mie entrate nn mi permettono di potere estinguere, ma soprattutto perche' gli interessi hanno superato il debito. Non so piu' che fare, qualcuno puo' aiutarmi?

max

5 maggio 2012 16:27

Salve, se non sbaglio da poco Equitalia ha ridotto (finalmente...) del 40 % gli interessi sulle cartelle esattoriali.. me l'hanno detto in tanti ma non lo trovo sul loro sito web. Qualcuno per cortesia può darmi una conferma o i rif. normativi? Grazie in anticipo. Max

protec

6 febbraio 2013 10:28

abbiamo urgenza di rateizzare una cartella alla serit per richiedere il durc ma Equitalia perde tempo a trascriverla si trova alla serit ma non si puo' rateizzare. non e' giusto!