ISEE 2017 disabili: Indennità di accompagnamento non è reddito

Indennità di accompagnamento non è reddito da calcolare nell'ISEE 2017 sentenza Consiglio di Stato e cosa cambia per i disabili minorenni e maggiorenni?

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Indennità di accompagnamento disabili fuori dall’ISEE 2017 in quanto non può essere considerata come reddito ai fini di calcolo dell’Indicatore della situazione economica equivalente.

Questo è quanto è giunto il Consiglio di Stato con ben 3 sentenze depositate il 29 febbraio 2016 e a seguito delle quali, l’indennità disabili non può essere considerata come reddito.

Ecco cosa prevedono le 3 sentenze con le quali il Consiglio di Stato ha escluso la possibilità di includere le indennità dei disabili nel calcolo dell’ISEE 2016.

 

ISEE 2017 disabili: indennità accompagnamento non è reddito

Il 29 febbraio 2016, il Consiglio di Stato con tre sentenze depositate, ha dato ragione alle famiglie che hanno presentato ricorso chiedendo che nel reddito disponibile non fossero incluse, le somme percepite, esenti da imposizione fiscale. 

In precedenza, infatti, il Tar del Lazio aveva già accolto la richiesta di questi cittadini e delle associazioni ma contro tale decisione del tribunale, la Presidenza del Consiglio, il ministero del Lavoro e il ministero dell’Economia avevano presentato ricorso al Consiglio di Stato.

Ora il 29 febbraio scorso, il Consiglio di Stato si è pronunciato respingendo l’appello e ribadendo che le indennità previste per la disabilità, indennità di accompagnamento non è reddito, e per cui non devono essere calcolate nell'ISEE. 

 

ISEE disabili novità Sentenze Consiglio di Stato:

Calcolo ISEE disabili cosa cambia? Le 3 sentenze del Consiglio di Stato, hanno confermato che l’indennità di accompagnamento e tutte le forme risarcitorie, non servono né come remunerazione, né come accumulo di patrimonio personale.

Le indennità disabili, servono semplicemente a compensare un’oggettiva invalidità che provoca di per sé già disagi e una diminuzione di capacità reddituale.

Per cui inserire tali indennità disabili nel calcolo ISEE, afferma il Consiglio di Stato, non ha senso, perché inglobare questi aiuti nel reddito, significa far crescere il valore dell’Isee della famiglia, con il rischio di farla escludere da altri benefici dedicati ai nuclei familiari in difficoltà, come ad esempio l’istruzione, la sanità, i trasporti pubblici locali, l'esenzione del ticket sanitario ecc. 

In risposta alle 3 sentenze, il ministro del lavoro, Giuliano Poletti ha commentato  “Come Governo non possiamo che prendere atto della sentenza appena depositata dal Consiglio di Stato e provvederemo ad agire in coerenza con questa decisione". 

 

Indennità disabili fuori dal calcolo ISEE 2017:

Il Consiglio di Stato avendo dato ragione alle famiglie italiane, circa la possibilità di dichiarare le indennità disabili fuori dal calcolo ISEE 2017, ha finalmente reso giustizia ad un evento al quanto increscioso iniziato, non tanto con l'entrata in vigore della riforma sull'ISEE, quanto con i decreti attuativi della riforma stessa.

Tali decreti, infatti, hanno determinato una situazione di forte danneggiamento per le famiglie dei disabili, considerando le indennità di accompagnamento e in generale, alle indennità legate a invalidità come ad esempio i trattamenti assistenziali, previdenziali, pensioni, assegni di cura, assegni sociali, indennità concesse per minorazioni civili, invalidità sul lavoro ecc

La riforma dell'ISEE aveva visto una novità sostanziale, come reddito e per questo inserite nel calcolo ISEE.

Ora, però grazie alle nuove sentenze, tali indennità "non determinano una migliore situazione economica del disabile rispetto al non disabile" e per questo non possono e non devono essere conteggiate come redditi.

Un altro punto importante toccato dalle 3 sentenze di appello, e accolto dal Consiglio, riguarda la discriminazione attuata dal nuovo ISEE tra disabili minorenni e disabili maggiorenni, le franchigie, ribadisce la sentenza, devono essere uguali per tutti, nel loro valore massimo.

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