IMUS 2016 imposta municipale secondaria TOSAP, pubblicità e affissioni

IMUS 2016 nuova imposta municipale secondaria che sostituisce TOSAP tassa occupazione spazio pubblico e COSAP, imposta pubblicità e affissioni pubbliche

Commenti 0Stampa

IMUS 2016 è la nuova imposta municipale secondaria che dovrebbe sostituire quest'anno la tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche, TOSAP e il relativo canone COSAP, l'imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni e il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari.

La nuova imposta, introdotta dall'articolo 11 del Dlgs 23/2011 entra in vigore dal 2015 non appena verrà emanato il regolamento governativo di concerto con la Conferenza Stato-città e autonomie locali.

 

IMUS 2016 cos'è e come funziona?

L'IMUS 2016 è la nuova imposta municipale secondaria che entra in vigore quest'anno e sostituisce la tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche compreso il relativo canone, l'imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni e il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari.

L'imposta a causa del mancato rinvio al 2016, secondo quanto affermato dal Ministero delle Finanze, sarebbe dovuta entrare in vigore già dal 2015, ma data la mancata emanazione del regolamento governativo e della delibera da parte del consiglio comunale di istituzione dell'IMUS al posto delle su indicate imposte, la nuova imposta municipale secondaria dovrebbe partire nel 2016.

Pertanto, dal momento che tali regolamenti mancano, i Comuni non possono introdurre l'imposta municipale secondaria e devono mantenere pertanto i tributi da rimpiazzare.

 

Da quanto entra in vigore la nuova imposta municipale secondaria?

L'entrata in vigore dell'imposta municipale secondaria era fissata per il 2015, ma il Governo non ha provveduto ad emanare il relativo regolamento, come sancito dal comma 2 del decreto del 2011. In attesa del nuovo regolamento che istituisca la nuova IMUS 2016, i Comuni devono continuare ad applicare le imposte di:

Imposta comunale sulla pubblicità:

E' una tassa che si applica sulla diffusione di messaggi pubblicitari attraverso mass media visivi ed acustici esposti in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Rientrano nell'imposta le insegne, i cartelli, locandine, targhe ma anche quella sui veicoli, pannelli luminosi e proiezioni, striscioni, volantini ecc.

Tassa dell'occupazione di spazi e aree pubbliche TOSAP e il canone COSAP:

Rispettivamente di natura tributaria la prima e patrimoniale la seconda, da applicarsi a qualsiasi occupazione del suolo pubblico permanente o temporaneo di strade, vie, corsi, piazze o qualsiasi altro spazio di proprietà del Comune e delle Province, ivi comprese le aree private utilizzate come servitù di pubblico passaggio.

Il COSAP invece è il canone che deve essere pagato da chi occupa, previa autorizzazione comunale, il suolo pubblico entro 7 giorni dalla comunicazione.

Diritti sulle pubbliche affissioni: è un'imposta che va pagata al Comune per affiggere poster pubblicitari, locandine ecc da chiunque voglia pubblicizzare un prodotto commerciale o un'attività, una campagna pubblicitaria.

Canone per l'autorizzazione dei mezzi pubblicitari (CIMP) è un'entrata di carattere patrimoniale, che viene richiesta dai comuni per poter installare i mezzi attraverso i quali vengono diffuse le campagne pubblicitarie.

Tale canone, ha tariffe distinte in base al fatto che l'installazione finalizzata alla pubblicità sia temporanea e quindi per un periodo al di sotto dei 183 giorni o permanente se superiore a tale periodo di esposizione. 

La nuova IMUS 2015 pertanto entra in vigore dal 2015 sostituendo in un'unica imposta, i tributi e diritti sopra elencati e descritti.

 

Tariffe IMUS:

Le tariffe IMUS, secondo il comma 2 dell'articolo 11 del Dlgs 23/2011 devono essere fissate in modo differente a seconda del tipo e della finalità dell'occupazione dello spazio pubblico, alla zona occupata e alla classe demografica del comune. Le nuove tariffe, al momento però non possono essere ancora deliberate dai Comuni, i quali potranno farlo solo dopo l'emanazione del regolamento. 

A tal proposito, il Ministero delle Finanze ricorda che sia i Comuni e le Province possono si regolare e disciplinare le loro entrate tributare, ma solo per quanto concerne la loro individuazione e definizione, i soggetti passivi e le aliquota massima per ciascun tributo.

COPYRIGHT GUIDAFISCO.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?



Lascia un commento
Contatti