IMU novità su scadenza acconto e saldo, rate e aliquote Comuni

L’IMU è un’imposta sulle proprietà di immobili, case, terreni e fabbricati con acconto 50% a giugno e saldo a dicembre ma con esenzioni e riduzioni

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Con l’approvazione da parte del Senato, del Decreto Legge di Semplificazioni fiscale il Governo ha introdotto con un maxiemendamento, importantissime novità e chiarimenti in merito alla nuova imposta IMU, Imposta Municipale Unica.

Nel provvedimento che ora passa all’esame della Camera per la seconda lettura che ricordiamo può ancora accogliere ancora modificazioni al suddetto Decreto, e potrebbe fissare e prevedere sconti o deroghe di aliquota IMU per la prima casa se non abitata, come nel caso degli anziani ricoverati in case di riposo per i quali attualmente è previsto l’intera imposta Imu anche se di fatto la prima abitazione non è utilizzata. 

 

Cos’è l’Imposta Municipale Propria?

Con il decreto legge n. 201/2011, la Manovra Monti ha anticipato di fatto l’introduzione dell’Imposta municipale propria, in origine prevista a partire dal 2014 in base agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo n. 23/2011. L’applicazione dell’imposta è considerata sperimentale fino al 2014, per poi passare a pieno regime dal 2015 .

L’Imposta municipale propria, IMU è dovuta su tutti gli immobili posseduti a titolo di proprietà o di altro diritto reale:

  • usufrutto

  • uso

  • abitazione compresa l’abitazione principale e le relative pertinenze

  • enfiteusi

  • superficie

 

Come si calcola IMU?

Calcolo dell’IMU: La base imponibile dell’IMU si basa sul valore dell’immobile, calcolato per quelli iscritti regolarmente al catasto, moltiplicando la rendita in vigore all’inizio dell’anno, rivalutata del 5%, per uno dei seguenti coefficienti:

  • 160 per i fabbricati inseriti nel gruppo catastale A (ad esclusione di quelli A/10) e nelle categorie C/2, C/6 e C/7
  • 140 per i fabbricati censiti nel gruppo catastale B e nelle categorie C/3, C/4 e C/5
  • 80 per i fabbricati inseriti nelle categorie catastali A/10 e D/5
  • 60 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale D (ad esclusione della categoria D/5). Il moltiplicatore è elevato a 65 a decorrere dal 1° gennaio 2013 
  • 55 per i fabbricati inseriti nella categoria catastale C1
  • Per i terreni agricoli, la base imponibile è costituita dal reddito dominicale risultante in catasto al 1° gennaio, rivalutato del 25% e poi moltiplicato per i seguenti coefficienti: 110 per i terreni detenuti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola  e 130 in tutti gli altri casi.

 

Aliquote IMU Ordinaria e variabile:

L’aliquota ordinaria dell’Imposta municipale propria per la seconda casa e altri tipi di proprietà è dello 0,76%, ma i Comuni, con apposita delibera del Consiglio comunale, possono modificarla in aumento o in diminuzione fino a 0,3 punti percentuali, così come possono ridurre fino allo 0,4% l’aliquota per gli immobili locati.

L’aliquota ordinaria, fissa che si applica per la casa di abitazione principale e per le relative pertinenze è fissata allo 0,4%, percentuale che i Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, fino a 0,2 punti percentuali. 

Per i fabbricati rurali strumentali l’aliquota è stata modificata dal Decreto Semplificazioni allo 0,2% con obbligo per i fabbricati rurali di dichiarare al catasto edilizio urbano, entro il 30 novembre, quelli iscritti al catasto terreni. 

 

Quali sono le detrazioni dall’imposta IMU?

  • Prima Casa e abitazione principale e delle relative pertinenze: e una al massimo per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7 quindi box, garage, cantina ecc possono essere detratte dall’ammontare dovuto, l’importo annuo di 200 euro che deve essere rapportata al periodo dell’anno per il quale è stata destinata ad abitazione principale: se l’utilizzo come abitazione principale è da attribuirsi a più soggetti passivi, a prescindere dalla quota di possesso la detrazione spetta a ciascuno di essi in proporzione alla quota per cui si verifica tale destinazione. Con apposita delibera, e nel rispetto dell’equilibrio di bilancio, i Comuni possono ulteriormente elevare l’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta.

  • Per gli immobili non abitati posseduti da persone anziane o disabili residenti in istituti di ricovero: che in precedenza erano utilizzati come abitazione principale degli stessi, i Comuni possono prevedere l’assimilazione alla casa di abitazione principale, applicando l’aliquota ridotta e riconoscendo la detrazione annua di 200 euro. Su questo punto non sono escluse modificazione, in sede di seconda lettura del Decreto Semplificazione Fiscale in programma alla Camera.

  • Soggetti titolari dell’ex casa di abitazione coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato: spetta la detrazioni di 200 euro e aliquota ridotta se deliberata dai Comuni, purché tali soggetti non possiedano altri immobili nello stesso comune. 

  • Per i titolari di immobili degli Iacp assegnati con patti di futura vendita e immobili appartenenti allo Stato: Il decreto Semplificazioni Fiscale ha esentato questi particolari proprietà dal pagamento dell’IMU.

  • Alloggi assegnati dalle cooperative a proprietà indivisa, immobili appartenenti a fondazioni bancarie che non producono reddito, che pagano come no-profit sono previste agevolazioni in detrazione ma non dell’aliquota ridotta.

  • Detrazione di 50€ per figlio con non più di 26 anni: alla detrazione di base pari a 200 euro è aggiunta un’ulteriore detrazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimori abitualmente e sia residente anagraficamente nella stessa unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L’ammontare complessivo di questa ulteriore detrazione non può essere superiore a 400 euro.

Esempio Pratico:

Se un’immobile è di proprietà in parti uguali di tre fratelli ma solo due di essi lo utilizzano come abitazione principale, la detrazione spetta per il 50% a ciascuno dei due che vi abitano.

 

Tabella Aliquota IMU in base alle Categorie Catastali e rendita base imponibile rivalutata al 5% e relativo moltiplicatore:

Tipo ImmobileCategorie catastaliCalcolo Base ImponibileAliquota IMU

Abitazione principale, garage, magazzini,tettoie e loro pertinenze (al massimo una per tipo)

Da A/1 ad A/9, C/2 C/6 e C/7Rendita catastale (+ 5%) x 160

0.4% e detrazione di 200 euro con 50 euro per ogni figlio (max 26 anni) fino a max 400 euro di detrazione

Seconde case, box e garage, magazzini e tettoieDa A/1 ad A/9, C/2 C/6 e C/7Rendita catastale (+ 5%) x 160 0.76%

Laboratori artigiani, palestre e stabilimenti balneari e termali senza fini di lucro

C/3, C/4, C/5 Rendita catastale (+ 5%) x 140 0.76%

Collegi, scuole, caserme, ospedali pubblici, prigioni

Da B/1 a B/8Rendita catastale (+ 5%) x 140 0.76%
Capannoni industriali, fabbriche, centri commerciali, alberghi, teatri e cinema, ospedali privati, banche e palestre, stabilimenti balneari e termali con fini di lucro Da D/1 a D/10Rendita catastale (+ 5%) x 60 0.76%
 Uffici A/10Rendita catastale (+ 5%) x 80 0.76%
 Negozi C/1 Rendita catastale (+ 5%) x 55 0.76%
 Terreni agricoli  Reddito dominicale (+ 25%) x 120 0.76%

 

Quando e quanto si paga per l’IMU?

La prima rata IMU: viene fissata al 50% dell’imposta dovuta applicando l’aliquota base ordinaria, quindi 0,4% sulla prima abitazione e 0,76% sulle altre proprietà e 0,2% per i fabbricati rurali, da pagare entro il 18 giugno mentre la seconda rata dovrà essere versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima entro il 17 dicembre.

Nello specifico, il pagamento della prima rata dell’imposta municipale propria è effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste dal presente articolo; la seconda rata é versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata.

Per il medesimo anno, i Comuni iscrivono nel bilancio di previsione l’entrata da imposta municipale propria in base agli importi stimati dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze per ciascun Comune, di cui alla tabella pubblicata sul sito. L’accertamento convenzionale non dà diritto al riconoscimento da parte dello Stato dell’eventuale differenza tra gettito accertato convenzionalmente e gettito reale ed è rivisto, unitamente agli accertamenti relativi al fondo sperimentale di riequilibrio e ai trasferimenti erariali, in esito a dati aggiornati da parte del medesimo Dipartimento delle finanze, ai sensi dell’accordo sancito dalla conferenza Stato-città e autonomie locali del 1° marzo.

Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 10 dicembre, si provvede, sulla base del gettito della prima rata dell’imposta municipale propria, nonché sui risultati dell’accatastamento dei fabbricati rurali, alla modifica delle aliquote, delle relative variazioni e della detrazione stabilite dal presente articolo per assicurare l’ammontare del gettito complessivo.

Entro il 30 settembre, sulla base dei dati aggiornati, ed in deroga all’articolo 172, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e all’articolo 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i comuni possono approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo. 

 

IMU e Fabbricati Rurali:

  • L’imposta IMU per i fabbricati rurali dovrà essere versata interamente in unica soluzione entro il 16 dicembre che cade di domenica e quindi la scadenza è spostata al lunedì successivo 17 dicembre.

  • Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, entro il 10 dicembre, il Governo provvederà in base dell’andamento del gettito derivante dal pagamento dell’IMU come primo acconto e saldo per taluni casi, alla modifica dell’aliquota da applicare ai medesimi fabbricati e ai terreni in modo da garantire che il gettito complessivo non superi gli ammontare previsti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze rispettivamente per i fabbricati rurali ad uso strumentale e per i terreni. In quanto è stato fissato dal Governo un tetto di prelievo Imu per il settore agricolo:

  • prelievo massimo di 135 milioni di euro per i fabbricati rurali

  • prelievo massimo di 88 milioni di euro per i terreni agricoli

 

IMU Fabbricati Rurali Strumentali categoria D/10:

Ai fabbricati rurali iscritti al Catasto con categoria D/10, ossia, i fabbricati strumentali rurali strettamente connessi alle funzioni produttive dell’attività agricole viene riconosciuta una aliquota IMU ridotta allo 0,2 per cento ( 2 per mille ). Ai singoli comuni il decreto Monti riconosce la facoltà di ridurre ulteriormente la quota fino allo 0,1 per cento. La prima rata sara’ pari al 30% con saldo a conguaglio a dicembre

 

IMU Fabbricati Rurali comuni montani:

Esenzione totale dall’Imu, per i fabbricati rurali di tutti i comuni montani: nel comma 8, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Sono, altresì, esenti i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT).

Nello specifico: Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, possono essere individuati i comuni nei quali si applica l’esenzione di cui alla lettera h), comma 1, dell’articolo 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sulla base della altitudine riportata nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), nonché, eventualmente, anche sulla base della redditività dei terreni”.

 

IMU Fabbricati Rurali Non iscritti al Catasto

Per i Fabbricati rurali non iscritti al catasto, il Decreto Semplificazioni Fiscale ha previsto si l’applicazione dell’IMU ma anche l’obbligo di iscrizione al Catasto dei fabbricati strumentali rurali, che devono essere accatastati entro il 30 novembre: "I fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni, con esclusione di quelli che non costituiscono oggetto di inventariazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto del Ministro delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28, devono essere dichiarati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre, con le modalità stailite dal decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701. "

 

IMU Terreni Agricoli:

Ai fini IMU i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, purché dai medesimi condotti, sono soggetti all’imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni:

  • del 70% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente da euro 6.000 e fino a euro 15.500

  • del 50% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente da euro 15.500 e fino a euro 25.500

  • del 25% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente da euro 25.500 e fino a euro 32.000

 

IMU e Fabbricati Storici Inagibili o inabitabili: 

 Il Decreto Semplificazione Fiscale ha stabilito uno sconto dell’IMU su alcune tipologie di fabbricati solo in presenza di specifica attestazione da parte dell’ufficio comunale o tramite autocertificazione, tale sconto è previsto nella misura di: Base imponibile ridotta del 50% fatta eccezione per i fabbricati classificati F2 che continuano ad avere rendita zero:

a) fabbricati di interesse storico o artistico, di cui art.10 dl 22 gennaio 2004, n.42

b) fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzabili: limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità e l’inabitalità devono essere accertate dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario che allega la documentazione alla dichiarazione. In alternativa il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva al sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente, agli effetti dell’applicazione delle riduzione alla metà della base imponibile, i comuni possono disciplinare le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato non superabile con interventi di manutenzione.

 c) Per i fabbricati resi inagibili a seguito a calamità naturali: vanno accatastati come F2 e quindi pari a rendita zero

 

IMU Case IACP e di proprietà Stato Comuni:

  • “Non è dovuta la quota di imposta riservata allo Stato per gli immobili posseduti dai comuni nel loro territorio e non si applica il comma 17.”
  • Agevolazioni IMU e benefici sugli immobili appartenenti a fondazioni bancarie che non producono reddito, che pagano come no-profit

 

IMU Proprietari di Immobili:

I proprietari di immobili passivi dell’Imposta Municipale Unica devono presentare la dichiarazione di possesso o di variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’IMU

  • Entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.

 

IMU Coltivatori diretti: 

Il Decreto Semplificazione Fiscale, comma 5, ha innalzato da 130 a 135 il moltiplicatore applicato ai fini della determinazione della base imponibile Imu dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti mentre per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110.

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Commenti 2

franco zema

8 aprile 2012 17:44

Quale aliquota si applica a fabbricati al rustico accatastati in corso di costruzione senza rendita

francesco buffa designer

16 aprile 2012 09:02

Si scrive “IMU” (Imposta Municipale Unica) – si legge recupero della vecchia “ICI” (imposta comunale sugli immobili da restituire con altrettanti anni di interessi a uno stato che altrimenti non potrà continuare a pagare vergognosi stipendi ai suoi seguaci – mentre gli esclusi ricorrono anche al suicidio) si tratta di quella tassa sulla prima casa, sospesa agli italiani per un congruo numero di anni, in scambio/cambio della elezione di un luminare della politica, che, con questo e altri simili giochetti da osteria, per un ventennio ha usato il parlamento per la creazione di oltre 30 leggi ad personam (Fonte: Marco Travaglio da Il fatto quotidiano del 12 marzo 2010 - titolo: “37 porcate ad personam”) al fine di sottrarre dai processi se stesso e i suoi degni sostenitori – tale decadimento che in questa crisi internazionale ha contribuito sostanzialmente a portare l’Italia fra i paesi più penalizzati d’Europa non può sorprendere più di tanto, perché, se da una parte possiamo ritenerci tutti colpevoli per non avere reagito dignitosamente, ma ci siamo – quasi – tutti limitati a sorridere mentre il nostro presidente del consiglio faceva pubblicamente rappresentativi ed emblematici inchini, riverenze e baciamano a un dittatore sanguinario ed a sorridere ancora, a una barzelletta reale che ha fatto sorridere meno l’intera Europa, mentre un intero parlamento votava verosimile che Ruby era nipote di MubaraK solo per conservare il proprio posto di lavoro ma innanzitutto gli stipendi più alti d’Europa, lautamente pagati dai contribuenti italiani ovviamente per iniziativa del medesimo parlamento e dei partiti che dei finanziamenti pubblici erano impegnati a usare i “dividenti” e a fare opportuni investimenti che non hanno certo bisogno di ulteriori commenti!. Certo, a questo punto c’è solo da raccomandarsi l’anima a Dio, se si pensa che quei luminari continuano a essere in qualche modo presenti opportunamente riciclati e che tutto il resto è affidato a un governo che – non sarà certamente una strana coincidenza! – se sia formato da ricconi che delle condizioni economiche degli italiani nulla possono sapere o immaginare! E non è azzardato pensare che abbia finalità che solo gli ultraricchi possano avere! E non certo un popolo già ridotto abbondantemente in miseria! Lo dimostrano persino i suicidi di tanti imprenditori onesti che non avevano immaginato tanto schifo! Infine niente paura! per tutti coloro che si sono ridotti in miseria anche per comprarsi una casa, ovvero, se per loro disgrazia hanno ricevuto in eredità o in donazione una casa, tranquilli!! – se non potranno pagare l’IMU saranno automaticamente esonerati dallo stato – Potranno tornare a dormire sotto i ponti! ci penserà lo stesso stato a impossessarsi della loro casa, perché bisognerà foraggiare i politici sempre impegnati a mangiarsi i soldi dei contribuenti per trasferirli persino in Tanzania. E i poveracci sollevati dal peso dell’IMU, non dovranno pagare più nulla! Se non potranno più permettersi la casa, ci penserà direttamente ad EQUITALIA a cui lo stato ha affidato strumenti perfetti e ben mirati, per amministrare i “beni” degli italiani poveri, con il conosciuto giudizio del buon padre di famiglia!.