Dichiarazione Iva 2017 integrativa: scadenza sanzioni e ravvedimento

Dichiarazione IVA 2017 integrativa a favore e a sfavore per correggere errori omissioni, nuova scadenza entro il 31 dicembre del 5° anno successivo sanzioni

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Dichiarazione IVA integrativa 2017, le disposizioni circa la dichiarazione integrativa sono state da poco modificate a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 5 del D.L. n. 193/2016, pubblicato sulla GU n. 249 del 24.10.2016 che di fatto ha portato per i contribuenti ad un’importante novità in merito ai termini di presentazione delle dichiarazioni integrative a favore.

In questo articolo quindi ci occuperemo nel dettaglio della dichiarazione IVA integrativa 2017, delle istruzioni per la compilazione del nuovo quadro VN, su come e quando usare l'integrativa, cos'è e come funziona ecc.

Ecco nello specifico il sommario di tutti gli argomenti che troverete nella nostra nuova guida alla dichiarazione IVA integrativa:

  • Dichiarazione IVA 2017: novità
  • Dichiarazione IVA integrativa;
  • Dichiarazione integrativa a favore e a sfavore: cos'è e come funziona;
  • Dichiarazione IVA integrativa: compilazione del quadro VN nel nuovo modello;
  • Credito risultante dalla dichiarazione IVA integrativa: detrazione, compensazione o a rimborso;
  • Dichiarazione IVA integrativa 2017: sanzioni.

 

Dichiarazione IVA 2017: novità

Il 2017, ha fatto il pieno di novità per quanto riguarda l’IVA. In primis, con la dichiarazione IVA 2017, le cui novità hanno riguardato:

  • La dichiarazione IVA 2017 in forma autonoma: a partire da quest’anno, il 2017, la dichiarazione IVA annuale, non può più essere resa insieme alla dichiarazione dei redditi tramite il modello Unico ma deve essere presentata in forma autonoma da tutti i contribuenti obbligati. La dichiarazione IVA 2017 in forma autonoma, ha scadenza 3 marzo 2017 mentre a regime, nel 2018, il termine prefissato per l’invio della dichiarazione IVA è dal 1° febbraio al 30 aprile. 
  • Dichiarazione IVA integrativa 2017: da questa dichiarazione, entrano in vigore le novità sulle dichiarazioni integrative a favore che prevedono la possibilità per i contribuenti di integrare a proprio favore la dichiarazione al fine di correggere errori od omissioni, entro gli stessi termini previsti per le dichiarazioni integrative a sfavore. 
  • Nuovo modello Redditi 2017: a seguito dell’entrata in vigore della dichiarazione IVA in forma autonoma, l’Agenzia delle Entrate, ha provveduto a cambiare nome anche al modello Unico, ora, si chiama modello Redditi 2017 in quanto è stata eliminata la parte relativa all’IVA.
  • Spesometro 2017: con l’entrata in vigore del decreto 193/2016 e successive modificazioni, il Governo Renzi-Gentiloni, ha voluto introdurre un nuovo strumento in dote all’Agenzia delle Entrate, che consenta di verificare e controllare in tempo reale chi tra i soggetti titolari di Partita IVA ha versato o no l’IVA che è stata dichiarata. Il nuovo strumento si chiama nuovo Spesometro 2017ed è costituto da due tipi di comunicazioni: 
    • Comunicazione IVA trimestrale 2017 fatture: che per il primo anno di applicazione, prevede una scadenza semestrale al 18 settembre 2017 e al 28 febbraio 2018;
    • Comunicazione trimestrale 2017 liquidazioni periodiche IVA: con 4 invii dati nel 2017: 31 maggio, 18 settembre, 30 novembre e 28 febbraio 2018.

 

Dichiarazione IVA integrativa 2017:

Le disposizioni normative sulla dichiarazione IVA integrativa 2017, sono state da poco modificate a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 5 del D.L. n. 193/2016, pubblicato sulla GU n. 249 del 24.10.2016 che di fatto ha portato ad un’importante novità circa i termini di presentazione delle dichiarazioni integrative a favore.

La modifica dell’articolo art. 2, comma 8-bis, D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 per le imposte sui redditi, l’IRAP e i sostituti d’imposta e art. 8, comma 6, dello stesso decreto per l’IVA, ha consentito finalmente di equiparare i termini della dichiarazione integrativa a favore che a sfavore.

La nuova normativa, infatti, ha chiarito che le dichiarazioni (redditi, Irap e sostituti) possono essere integrate a favore per correggere errori od omissioni, entro i termini delle dichiarazioni integrative a sfavore.

Cosa cambia dal 2017 per i contribuenti? 

Fino adesso, la legge, ha consentito ai soggetti titolari di partita IVA di presentare la dichiarazione integrativa a favore entro 1 anno, ossia, entro il termine previsto “per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e di presentare la dichiarazione integrativa a sfavore entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Dal 2017, invece, la dichiarazioni IVA può essere integrata per correggere errori od omissioni, ivi compresi quelli che abbiano determinato un maggiore o minore debito  d’imposta o una maggiore o minore eccedenza detraibile, attraverso una dichiarazione IVA integrativa 2017 entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. 

E' bene però ricordare che la presentazione della dichiarazione IVA integrativa proroga i termini per l’accertamento, 31 dicembre del 5° anno successivo alla presentazione della dichiarazione integrativa, ma solo per gli elementi che costituiscono l'oggetto di integrazione, ciò significa che i dati forniti con la prima dichiarazione rimangono invariati.

Resta ferma l’applicazione delle sanzioni e le disposizioni circa la dichiarazione IVA 2017 ravvedimento operoso.

 

Dichiarazione IVA integrativa a favore: cos’è e come funziona?

Come abbiamo già detto all'inizio della nostra guida, tra le novità più importanti riguardo l'IVA, c'è l'inserimento nel nuovo modello dichiarazione IVA 2017 del quadro VN, chiamato dichiarazioni integrative a favore, riservato ai contribuenti che nel corso del 2016 hanno presentato una dichiarazione integrativa a favore oltre la scadenza prevista per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento dell’integrativa: ad esempio per chi ha presentato nel 2016 una dichiarazione integrativa Iva 2014 anno 2013.

Ed è a costoro soggetti, che si applica la nuova disposizione che ha unificato, anche ai fini IVA, i termini per la presentazione delle integrative a favore del contribuente che a favore del Fisco.

Ed è per questo motivo che nel frontespizio del nuovo modello Iva 2017 è stata abolita la casella integrativa a favore ed è stato inserito il quadro VN nel quale il contribuente deve riportare una serie di dati tra cui l'anno di riferimento della dichiarazione integrativa presentata e l’importo del credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile, per la quota non chiesta a rimborso nella dichiarazione integrativa stessa.

Dichiarazione IVA integrativa: cos'è e come funziona?

A seguito delle modifiche introdotte dal D.L. 193/2016, gli eventuali errori ed omissioni a favore che a sfavore commessi nella dichiarazione iVA, possono essere integrati dai contribuenti, presentando una nuova dichiarazione entro il 31 dicembre del 5° anno successivo alla presentazione della dichiarazione, ossia, entro il termine previsto per l’accertamento fiscale (articolo 57, D.P.R. 633/1972); si tratta cioè di errori/omissioni che hanno determinato l’indicazione di un maggiore/minore imponibile o, comunque, di un maggiore/minore debito d’imposta o di una maggiore/minore eccedenza detraibile.

 

Dichiarazione IVA integrativa: istruzioni compilazione quadro VN

Dichiarazione IVA integrativa istruzioni compilazione quadro VN: il quadro VN del nuovo modello Iva 2017, è costituito da 5 colonne e 4 righi, da VN1 a VN4, in cui vanno inseriti i seguenti dati:

  • Anno per il quale si presenta la dichiarazione integrativa;
  • Credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile derivante dalla integrativa;
  • Quota non chiesta a rimborso nella stessa dichiarazione integrativa;
  • Codice fiscale cui fa riferimento la dichiarazione integrativa qualora diverso dal soggetto che l’ha presentata.

Si ricorda inoltre che il quadro VN è formato da , ognuno dei quali va usato per ciascuna integrativa a favore oltre il termine della dichiarazione successiva, presentata nel corso del 2016.

 

Credito risultante dalla dichiarazione IVA integrativa: detrazione, compensazione o a rimborso

Il credito risultante dalla dichiarazione integrativa IVA presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo:

  • a detrazione in sede di liquidazione periodica IVA o di dichiarazione annuale;
  • in compensazione o a rimborso.

Il credito risultante dalla dichiarazione IVA integrativa oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo:

  • In compensazione mediante F24, per eseguire il versamento di debiti maturati “a partire” dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa. Ad esempio il credito derivante dalla dichiarazione integrativa a favore presentata a fine 2016 in relazione all’annualità 2012 può essere utilizzato per pagare in compensazione il saldo Irpef derivante dal modello Unico 2017 (esercizio 2016).
  • A rimborso qualora ricorrano i requisiti indicati negli articoli 30 e 34, comma 9 del D.P.R. 633/1972.

 

Dichiarazione IVA integrativa: sanzioni

Sanzioni dichiarazione integrativa presentata entro 90 giorni dalla scadenza del 28 febbraio:

  • Se la dichiarazione integrativa è presentata per correggere errori non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale, come ad esempio se sono stati omessi o non sono stati indicati vene dei dati per la determinazione dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000, con ravvedimento ridotta a 27,80 euro + sanzione per omesso versamento secondo le sanzioni del ravvedimento operoso.
  • Se la dichiarazione integrativa è presentata per correggere errori rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale: sanzione pari al 30% ossia pari a 250 euro. Tale sanzione può essere ridotta se il contribuente decide di ravvedersi.

Sanzioni dichiarazione integrativa IVA presentata oltre 90 giorni:

  • Se la dichiarazione integrativa è presentata per correggere errori non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale: sanzione pari al 90% della maggiore imposta se sono dovute le imposte;
  • Se la dichiarazione integrativa è presentata per correggere errori rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale: sanzione per omesso versamento.
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