Dichiarazione integrativa a favore 2017: scadenza nuova compensazione

Dichiarazione integrativa a favore 2017 nuova scadenza per correggere errori omissioni dichiarazione dei redditi 730 e Unico e compensazione credito irpef

Commenti 0Stampa

La dichiarazione integrativa a favore 2017, è stata modificata dall’articolo 5 del Dl 193/2016, ossia, il decreto legge collegato alla Legge di Bilancio 2017 ora in sede di riconversione, lo stesso che ha previsto il condono Equitalia e quindi la rottamazione delle cartelle esattoriali e tante altre novità.

Vediamo quindi cos’è e come funziona la dichiarazione integrativa a favore 2017 nuova scadenza e cosa cambia con il decreto fiscale.

 

Dichiarazione integrativa a favore cos’è?

Che cos’è la dichiarazione integrativa? E' una nuova dichiarazione dei redditi che viene presentata dal contribuente al fine di correggere gli errori e/o le omissioni commessi sulla precedente dichiarazione.

In altre parole, attraverso la dichiarazione integrativa, tutti i contribuenti, hanno la possibilità di presentare un modello 730 integrativo o un modello Unico, al fine di correggere eventuali errori e/o omissioni commessi sul 730 o Unico precedentemente trasmesso. 

Gli errori commessi, diversi da quelli che comportano un diverso calcolo dell’imposta, possono essere di due tipi: 

1) A sfavore del contribuente: quando l’errore o l’omissione commessi, fanno attribuire al contribuente dei vantaggi non dovuti;

2) A favore del contribuente: quando, invece, l’errore commesso va a discapito del contribuente.

E da ciò derivano 2 tipi di dichiarazione integrativa differente:

  1. Dichiarazione integrativa a favore del contribuente: da presentare con le vecchie regole entro il 30 settembre dell’anno successivo mentre con le nuove regole introdotte dal Ddl 193/2016, la scadenza è diventata entro il 5° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
  2. Dichiarazione integrativa a sfavore del contribuente: da presentare entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

 

Dichiarazione integrativa a favore 2017 scadenza: entro il 5° anno

Secondo l’attuale normativa la dichiarazione integrativa a sfavore, può essere presentata al massimo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originale che ha comportato degli errori che sono andati a svantaggio del contribuente.

La dichiarazione integrativa a favore, che ricordiamo va utilizzata e presentata al fine di correggere errori ed omissioni "dalla cui correzione derivi una situazione più favorevole per il contribuente in termini di maggior credito o minor debito d’imposta”, può essere presentata al massimo entro 1 anno, ossia, entro la scadenza della dichiarazione successiva.

Per cui fino adesso, un contribuente, ha avuto più tempo per pagare quanto effettivamente dovuto che per ottenere un rimborso o pagare meno.

Dichiarazione integrativa a favore 2017 cosa cambia? Ora con il decreto 193/2016, sono stati modificati i commi 8 e 8-bis dell’articolo 2 del Dpr 322/1998, che fissano le tempistiche per presentare la dichiarazione integrativa a favore.

Nello specifico il nuovo comma 8 allinea la scadenza della dichiarazione integrativa a favore con quella a sfavore al quinto anno successivo alla consegna della dichiarazione originaria.

La nuova regola, infatti, dice che le "dichiarazioni dei redditi possono essere integrate per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato l'indicazione di un maggiore o di un minore reddito o, comunque, di un maggiore o di un minore debito d'imposta ovvero di un maggiore o di un minore credito, mediante successiva dichiarazione”.

Pertanto, alla luce delle novità introdotte dal decreto 193/2016 dichiarazione integrativa ha una nuova scadenza:

Dichiarazione integrativa a favore 2017 scadenza: entro il 5° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi originaria.

Questa però non è l’unica novità introdotta dal decreto fiscale 193/2016 sulla dichiarazione integrativa a favore, infatti, c’è anche quella relativa al maggior credito d’imposta dichiarato che vediamo in dettaglio nel prossimo paragrafo.

 

Dichiarazione integrativa 2017 presentata dopo 1 anno: possibile la compensazione del credito d'imposta

Fino adesso il contribuente ha potuto utilizzare il credito d'imposta generato dalla dichiarazione integrativa attraverso la compensazione solo se la dichiarazione integrativa viene presentata entro la scadenza del modello relativo all’anno successivo.

Se la dichiarazione integrativa, invece, viene presentata oltre il suddetto termine, l'unica strada per recuperare il credito, è presentare una normale domanda di rimborso ai fini Irpef.

Ora cosa cambia con il decreto 193/2016? Che il contribuente, nel caso in cui presenti la dichiarazione integrativa oltre la scadenza per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, può comunque utilizzare il maggior credito d'imposta in compensazione di debiti maturati a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.

In pratica le nuove regole prevedono che quando la dichiarazione integrativa che scaturisce il credito, è presentata ad esempio 3 anni dopo la consegna della dichiarazione originaria, gli eventuali debiti maturati, possono essere coperti in compensazione grazie al credito scaturito dallo stesso modello integrativo.

Facciamo un esempio: contribuente presenta un 730 nel 2017 e si accorge di non aver indicato tutte le sue spese mediche. Provvede a correggere l'errore dopo il primo anno utile, quindi dopo il 30 settembre 2018, e lo fa due mesi dopo, diciamo a dicembre 2018.

  • Come funziona la compensazione del credito con le vecchie regole? Che il credito d'imposta scaturito dalla dichiarazione integrativa presentata dopo oltre 1 anno, fa aprire, per il contribuente, solo la strada al rimborso Irpef.
  • Come funziona la compensazione del credito con le nuove regole? Che il credito d'imposta derivato dalla dichiarazione integrativa presentata dopo oltre 1 anno, apre la strada della compensazione. Per cui ora il contribuente può scegliere se utilizzare il credito per pagare ad esempio l’Imu o la Tasi o altri tributi.
COPYRIGHT GUIDAFISCO.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Articoli Simili


Lascia un commento
Contatti